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L’adolescenza consiste sostanzialmente in una metamorfosi corporea,
che porta i ragazzi e le ragazze ad interessarsi dell’amore e del
sesso : una nuova atmosfera li pervade, ricca di sensi e sentimenti
mai sperimentati in precedenza, almeno con questa intensità.
C’è da dire che oggi, ciò che avverrebbe naturalmente ad una certa
età, è fortemente anticipato e stimolato dai media, attraverso i quali
i bambini sono edotti su certi aspetti della vita sessuale adulta già
nei primi anni di vita. Questo li porta a ricercare i primi rapporti
sessuali in tempi molto anticipati rispetto a quello che accadeva in
tempi passati.
In
ogni caso, prima di incontrare un partner con il/la quale avere un
rapporto sessuale completo può passare un periodo di tempo più o meno
lungo, durante il quale è normale che i ragazzi passino attraverso lo
stadio dell’autoerotismo.
I
maschi temono molto l’incontro con l’altro sesso e si chiedono
fortemente : ‘sono normale? I miei organi sessuali hanno le dimensioni
giuste? Funziona tutto? Saprò utilizzare il preservativo ?’
Le
ragazze adolescenti più ‘tradizionali’ sono in questo periodo della
vita, ‘innamorate dell’amore’ e, prima di arrivare al rapporto
completo, cercano, in genere, di scegliere un ragazzo del quale siano
almeno un po’ infatuate. Diciamo ‘in genere’ perché oggi le ragazze
giovanissime non sempre ragionano così: molte hanno assorbito una
mentalità maschile, che le porta a corteggiare i ragazzi, a fare loro
il primo passo ed anche a vantarsi di ‘esserselo portato a letto’.
Il
primo passo verso la sessualità adulta passa in genere attraverso il
primo bacio.
Il
primo bacio infatti, ancor più del primo amore, non lo si scorda più,
per tutta la vita. E’ un’emozione forte, perché è il simbolo
‘concreto’ del passaggio alla vita adulta: chi ha dato un bacio
‘vero’ non si considera più un bambino ed è molto fiero/a di sé.
Quanto all’amore vero e proprio, c’è da dire che i teen agers si
innamorano con una certa facilità: spesso sono storie del tutto
platoniche che riguardano ragazzi e ragazze della loro età, o anche
persone più mature, del tutto inconsapevoli dei sentimenti di cui sono
oggetto. Ci si innamora a questa età anche di personaggi sconosciuti:
divi del cinema, o cantanti, persone famose, e si sogna di poterle
incontrare un giorno per vivere con lui/lei una intensa storia
d’amore. Questo tipo di innamoramento ‘a distanza’ però, sebbene
riguardi entrambi i sessi, è più tipico delle ragazze.
A
parte le storie platoniche, su un piano di realtà può accadere che gli
adolescenti si coinvolgano invece in storie parallele: amori intensi
per persone diverse.
Questo fatto è dovuto a molteplici fattori: inesperienza, curiosità,
occasioni, desiderio di proiettarsi in storie diverse e sperimentarsi
in situazioni tra loro opposte. E’ così che ci si può innamorare del
bulletto della classe, come del ragazzo tranquillo e bene educato
dell’ultimo banco.
Questi amori ‘paralleli’ non durano a lungo, perché prima o poi si
sceglie, o si è scelti, da uno dei due (o più) contendenti. Spesso
però accade che arrivi una persona nuova e che questa risolva,
inaspettatamente, il tanto sospirato dilemma.
Sono storie ansiogene, emozionanti, a volte dolorose (si cominciano a
provare per la prima volta i sentimenti legati allo stare insieme, al
fare coppia: solidarietà, amore, gelosia, nostalgia dell’amato/a
quando non c’è, paura di perderlo/a, rivalità con altre persone, ecc…
). Per questo l’amicizia fra coetanei in questa fase è fondamentale,
perché c’è bisogno di confidarsi e di confrontarsi, di dare e ricevere
consigli.
Del resto, in questa periodo della vita il rapporto con i genitori si
allenta, come è giusto che sia, perché i ragazzi hanno bisogno di
crescere e di riconoscersi come individui autonomi, che sanno e devono
prendersi cura di sé: compiendo scelte autonome, di cui assumersi in
misura crescente le relative responsabilità. E’ importante dunque
avere delle relazioni amicali, far parte di un gruppo, che possa
assorbire e contenere tutte le ansie e le paure che spesso assalgono
questi ragazzi che si affacciano alla vita.
A volte però può
accadere che gli amici non siano in grado di fornire informazioni o
consigli utili, soprattutto per quanto attiene la vita sessuale e le
sue conseguenze (contraccezione, gravidanze indesiderate, malattie
sessualmente trasmesse ecc.): in questo caso è assolutamente
indispensabile rivolgersi ad una figura adulta che possa aiutare.
Molti genitori possono essere ‘complici’ dei propri figli in questa
fase, per cui vale la pena tentare un approccio: se questo fosse
impossibile, ci si può rivolgere a figure adulte qualificate, come ad
esempio uno psicologo, un insegnante, un educatore.
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