|
Videogiochi
|
Home Page
>
GENITORI
E FIGLI
> Videogiochi
|
|
BAMBINI, GENITORI E VIDEOGAMES: RIFLESSIONI SUI GIOCHI
ELETTRONICI
|
|
|
|
Dr. Walter La Gatta
|
Sui videogiochi si è detto tutto e il
contrario di tutto.
Per alcuni gruppi di persone essi rappresentano un
pericolo per
l'infanzia e l'adolescenza, mentre altri ne parlano con grande
entusiasmo. Chi
ha ragione? Chi ha torto?
Difficile a dirsi, perché entrambe le posizioni contengono una buona dose
di verità. E' innegabile infatti che i videogiochi spingano, attraverso la
realtà simulata, ad identificarsi in eroi violenti ed in comportamenti
antisociali, ma è anche vero che essi sviluppano le capacità cognitive, la
prontezza dei riflessi, l'intuito. Difficile dunque generalizzare.
Diciamo intanto che gli amanti dei videogiochi sono ormai un esercito, in
gran parte formato da adolescenti, ma che conta fra i suoi affezionati
anche bambini sotto i
dieci anni ed
adulti sopra i trenta.
Se i primi prodotti erano delle simulazioni di battaglie durante le quali
bisognava sparare al nemico e difendersi dai suoi colpi, ora i videogames
sono assai più sofisticati ed assomigliano a
film interattivi,
con una prorompente grafica tridimensionale, dove il ‘divertimento
elettronico’, come viene chiamato, riguarda sempre più
sfide emozionantissime,
in cui conta l’intelligenza e la prontezza di riflessi.
I personaggi dei videogiochi spesso sono
violenti. Non a
caso i video games vengono sempre citati ogni volta che un adolescente
commette un atto di violenza (dagli atti di bullismo alle sparatorie nelle
scuole).
Per quanto riguarda le
differenze sessuali rispetto ai videogiochi, sembra che i
genitori tendano a scoraggiare le bambine e le adolescenti dal giocare
alla play station e molte sono le ragazze che crescono senza avere in casa
una console. Per i maschi il problema non sembra porsi e la maggior parte
di loro possiede una play station, spesso addirittura in camera (scelta
molto discutibile!).
E' diverso anche il modo
di giocare: mentre i maschi si concentrano nel gioco, le ragazze
sembrano usare il gioco come un mezzo per favorire l'interazione con gli
altri giocatori. Giocando, ad esempio, le ragazze discutono molto sui
caratteri dei personaggi, sulle ambientazioni, sulla grafica. Partendo da
queste osservazioni finiscono poi per parlare delle persone che conoscono,
di quanto succede a scuola, di un programma televisivo. E il video game
resta sullo sfondo.
I maschi si
concentrano nel gioco e interagiscono pochissimo fra loro, specialmente se
appartengono alle classi sociali più svantaggiate. La competizione è
altissima, ma soprattutto il videogame rappresenta una sfida che i ragazzi
mettono in atto con sé stessi, specialmente se sono dei
soggetti timidi, che
tendono ad isolarsi dal gruppo. Essi si incoraggiano con frasi
tipo 'forza, puoi farcela... Sei grande... Nessuno ti batterà..." : ottimo
approccio con sé stessi se si tratta di esprimere coraggio identificandosi
in un eroe positivo, deplorevole se l'identificazione riguarda
atteggiamenti di violenza gratuita.
Per mettere in guardia i genitori dalla pericolosità dei giochi
elettronici, si è pensato, in Gran Bretagna, di scrivere sulle confezioni
"nuoce gravemente alla
salute", come sui pacchetti di sigarette.
Il fatto è che spesso i
genitori sono complici dei figli, in quanto spesso lavorano e
lasciano i figli a casa da soli, in compagnia della play station, una baby
sitter servizievole ed economica; oppure hanno paura che essi escano di
casa per i tanti pericoli della società moderna (ma spesso non si rendono
conto dei pericoli in questi giochi, specie quando sono online).
E' essenziale dunque indicare sulle confezioni dei giochi
l'età minima richiesta, i contenuti e le eventuali controindicazioni:
il problema è che i genitori comprano i giochi su precisa commissione dei
figli, che desiderano avere quelli che hanno visto a casa dei loro amici,
e spesso non si soffermano nemmeno a guardare le scatole che li
contengono, con tutte le relative informazioni sulla pericolosità e l'età
minima consigliata per giocarci.
Del resto mettere al bando i videogiochi più violenti significa ottenere
l'effetto opposto. Questo accadde ad esempio con
Carmaggedon, giudicato troppo violento
da molte associazioni di genitori: il gioco si diffuse in modo
esponenziale fra i giovanissimi.
I videogames sono
migliori o peggiori della TV? Dal punto di vista intellettivo
sono senz'altro migliori: mentre la TV induce ad un atteggiamento passivo,
i videogames sviluppano l'intuito e l'intelligenza, in quanto sono più
interattivi. Per questo motivo però essi sono più pericolosi della tv: a
parità di messaggi negativi e diseducativi, quelli appresi con il
videogioco si ricordano meglio, proprio grazie alla interattività.
In conclusione, ecco alcune
regole utili da seguire
per la gestione dei videogiochi in famiglia:
- Non demonizzarli: sono giochi piacevoli, divertenti, belli da guardare e
sviluppano anche l’intelligenza e la prontezza di riflessi;
- Non comprare mai videogiochi senza sapere di cosa trattano, solo perché
il bambino li desidera per emulare un compagno;
- Non lasciare che il bambino trascorra più di un’ora al giorno alla
console;
- Nel caso il bambino chiedesse un videogame d’azione, che presenta trame
emozionanti, violente o orrorifiche, cercare di orientarlo su altri
prodotti, ugualmente divertenti ed emozionanti, ma meno violenti.
-… Conoscendo i desideri dell'utenza giovanile, qualora quella appena
descritta fosse una ‘mission impossible’, meglio orientarsi su personaggi
irrealistici, come mostri o cartoni animati, in modo da ridurre l’impatto
violento che questi hanno sul giovane gamer, evitando di stimolare a
sproposito la sua aggressività.
- Evitare che i figli si chiudano in camera per fare i videogiochi: oltre
ad essere un'abitudine poco sana, in questo modo se ne perde
definitivamente la possibilità di osservazione e controllo.
- Last but not least: mantenere a propria volta un atteggiamento
responsabile, maturo, per evitare di leggere notizie come questa (luglio
2007):
"Si dimenticano di accudire i figli di 2 anni e 11 mesi per giocare a
Dungeons & Dragons Online. E’ successo ad una coppia di Reno, nel Nevada,
che è stata successivamente messa agli arresti dalle forze di polizia e
condannata per maltrattamento di minori: i due figli infatti, un bambino e
una bambina, sono stati trovati in gravi condizioni di salute, sporchi e
disidratati. L’allarme è stato dato da un vicino che sentiva i bambini
piangere insistentemente".
|
Psicolinea.it
©
Magg 08
|
|
|
|