La psicologia amica 10° anno online

Responsabile Scientifico:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology Pagina FacebookPagina Twitter

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

Consulenza
online

Appuntamenti 
in Studio

Consulenza Telefonica del GIOVEDI' News dal Blog
Questioni
di sex
Dr. W. La Gatta
348-3314908

349 590 7 591

Dentro e fuori di te
Dr. G. Proietti
347-0375949
dalle 11.00 alle 12.30
Consulenza
in videochat
     
Info Attualità Biblioteca Coppia Costume Donne
Genitori e Figli I Grandi Temi Interviste Personaggi Psiche in pillole Sesso in pillole
Sessuologia Terapie_Tecniche Test in English Consulenza Il Sesso e L'Amore
Significato:

Come dice la parola stessa, il disturbo bipolare consiste nell'oscillazione fra due polarità. Ad oscillare è il tono dell'umore, che passa da una polarità depressiva ad una euforica, con una certa ciclicità. Da qui anche l'altro termine che caratterizza questa condizione: la ciclotimia, che però si riferisce ad un disturbo meno grave, in quanto definisce un tratto di personalità e non una vera e propria patologia. Il sintomo psichiatrico fu chiamato inizialmente “psicosi maniaco-depressiva” : i due stati, di eccitamento maniacale e di depressione, venivano considerati la manifestazione di un unico processo morboso.

Definizione:

Il disturbo bipolare è un disturbo del tono dell'umore caratterizzato dallo sviluppo di almeno un episodio maniacale o misto in un periodo qualsiasi della vita del paziente.

Ciclicità:

I cicli di depressione ed euforia si alternano a periodi di completa 'normalità', per cui il soggetto riesce spesso a trovare un equilibrio. Inoltre, non sempre, dopo la fase depressiva, si ha quella di eccitamento maniacale.

Sintomi:

I sintomi osservabili nella fase depressiva sono quelli consueti della depressione:
- ansia e irrequietezza,
- demotivazione,
- noia,
- pessimismo,
- sensi di colpa,
- sensi di inadeguatezza,
- scarsa autostima,
- tendenza a piangere ed a commuoversi,
- scarse capacità di concentrazione,
- rallentamento nel pensiero, nell'eloquio, nella gestualità,
- alterazioni del sonno e dell'appetito,
- idee di morte e di suicidio,
ecc.

Meno conosciuti, anche perché più facilmente scambiati per un tratto di personalità, sono i sintomi relativi alla fase euforica, o maniacale:

- ottimismo eccessivo
- grande stima di sé,
- grande energia,
- espansività,
- eloquio e pensieri accelerati e inarrestabili,
- fuga delle idee,
- insonnia senza sensi di stanchezza,
 
- iperattività confusa,
- disinibizione sessuale,
- impulsività nelle spese (acquisto di cose inutili e dispendiose compromettendo la stabilità economica familiare),
- sottovalutazione della realtà,
- facile irritabilità, tendenza alla lite per futili questioni (scenate, cause in tribunale, ecc.)
- tendenza a comportamenti polemici
- deliri di onnipotenza ( la persona si attribuisce conoscenze importanti, poteri particolari, missioni per conto di Dio, ecc.)

Se i sintomi durano più di una settimana e la persona è incapace di assolvere ai suoi abituali compiti lavorativi e familiari, oppure è necessaria l’ospedalizzazione, si parla di episodio maniacale (disturbo bipolare di tipo I); se invece la durata dell’episodio è minore, o la compromissione è meno marcata, viene fatta diagnosi di episodio ipomaniacale (disturbo bipolare di tipo II).

Esordio della malattia:

L’età di esordio è tra i 15 e i 40 anni: spesso le prime manifestazioni del disturbo sono di tipo depressivo, a volte alternate a episodi ipomaniacali che non destano molta preoccupazione.
Nel periodo adolescenziale questo disturbo può causare abbandono scolastico, perdita del lavoro e problemi di relazione.

Diagnosi:

Per la diagnosi di disturbo bipolare di tipo I è sufficiente la presenza di un episodio maniacale o misto (copresenza di sintomi maniacali e depressivi per almeno una settimana, con marcata compromissione).

Eziologia:

Si tratta di una malattia a forte componente genetica, tanto è vero che tutte le persone interessate hanno parenti o affini con sfumature simili di personalità. Chiaramente oltre alla predisposizione genetica, grande importanza hanno anche gli eventi della vita, le influenze dell'ambiente. L'alternarsi delle stagioni ha grande influenza su questa ciclicità del tono dell'umore, per cui in inverno, primavera ed autunno si tende più facilmente verso la depressione e durante l'estate verso l'euforia (o la mania).

Rischi:

Tra i rischi a cui sono esposte le persone con disturbo bipolare ci sono:

- il suicidio (durante gli episodi depressivi)
- la morte per cause accidentali (es. a causa di una guida spericolata) durante gli episodi maniacali;
- compromissione dei rapporti interpersonali,
- compromissione della stabilità economica (durante gli episodi maniacali, per shopping compulsivo)
- perdita del lavoro (es. per comportamenti inadeguati, tenuti durante gli episodi maniacali)
- uso di tranquillanti e droghe per automedicazione.

La terapia:

La terapia è prettamente farmacologica per i casi più gravi, soprattutto durante le fasi acute di depressione e di euforia; grande efficacia ha il litio, che riesce efficacemente a modulare il tono dell'umore. Naturalmente anche la psicoterapia è di grande aiuto, soprattutto per il sostegno e l'ascolto dato al paziente nelle sue due fasi, anche se, nella fase euforica, è ben difficile convincere il paziente che ha bisogno di cure. Un trattamento ideale di psicoterapia dovrebbe collocarsi tra due episodi, di mania o depressione, per 6/9 mesi.
Il trattamento psicoterapeutico dovrebbe includere:

- informazione. Approfondimento degli aspetti del disturbo bipolare;
- monitoraggio del tono dell'umore. Per capire quando ci sono in atto i cambiamenti;
- strategie di gestione dell'umore – Per aiutarsi a controllare meglio i cambiamenti;
- acquisizione di abilità - Per saper far fronte ai momenti di ricaduta nella malattia;
- terapia cognitivo-comportamentale - Per il trattamento della depressione.

Diffusione:

Il disturbo bipolare di tipo I è una patologia che interessa l’1 per cento della popolazione; se si prende in considerazione anche il disturbo bipolare di tipo II, la prevalenza dei disturbi bipolari interessa dal 2,6 al 7,8 per cento delle persone.

Prognosi:

L'evoluzione della malattia, se non diagnosticata e trattata, può arrivare a un punto in cui i periodi di stabilità sono sempre più brevi, mentre i sintomi degli episodi maniacali e depressivi sempre più gravi. Con una adeguata terapia il decorso del disturbo è in genere benigno, con una remissione totale dei sintomi nei periodi intercritici nella maggior parte dei pazienti; esistono tuttavia persone affette da disturbo bipolare in cui il grado di disabilità è marcato, per il susseguirsi quasi ininterrotto di episodi di malattia, o per la cronicizzazione di una fase, in genere quella depressiva.

 




Ciclotimia e disturbo bipolare

Home Page >  GRANDI TEMI  >  Ciclotimia e disturbo bipolare
 

Dr. Giuliana Proietti

Significato:

Come dice la parola stessa, il disturbo bipolare consiste nell'oscillazione fra due polarità. Ad oscillare è il tono dell'umore, che passa da una polarità depressiva ad una euforica, con una certa ciclicità. Da qui anche l'altro termine che caratterizza questa condizione: la ciclotimia, che però si riferisce ad un disturbo meno grave, in quanto definisce un tratto di personalità e non una vera e propria patologia. Il sintomo psichiatrico fu chiamato inizialmente “psicosi maniaco-depressiva” : i due stati, di eccitamento maniacale e di depressione, venivano considerati la manifestazione di un unico processo morboso.

Definizione:

Il disturbo bipolare è un disturbo del tono dell'umore caratterizzato dallo sviluppo di almeno un episodio maniacale o misto in un periodo qualsiasi della vita del paziente.

Ciclicità:

I cicli di depressione ed euforia si alternano a periodi di completa 'normalità', per cui il soggetto riesce spesso a trovare un equilibrio. Inoltre, non sempre, dopo la fase depressiva, si ha quella di eccitamento maniacale.

Sintomi:

I sintomi osservabili nella fase depressiva sono quelli consueti della depressione:
- ansia e irrequietezza,
- demotivazione,
- noia,
- pessimismo,
- sensi di colpa,
- sensi di inadeguatezza,
- scarsa autostima,
- tendenza a piangere ed a commuoversi,
- scarse capacità di concentrazione,
- rallentamento nel pensiero, nell'eloquio, nella gestualità,
- alterazioni del sonno e dell'appetito,
- idee di morte e di suicidio,
ecc.

Meno conosciuti, anche perché più facilmente scambiati per un tratto di personalità, sono i sintomi relativi alla fase euforica, o maniacale:

- ottimismo eccessivo
- grande stima di sé,
- grande energia,
- espansività,
- eloquio e pensieri accelerati e inarrestabili,
- fuga delle idee,
- insonnia senza sensi di stanchezza,
- iperattività confusa,
- disinibizione sessuale,
- impulsività nelle spese (acquisto di cose inutili e dispendiose compromettendo la stabilità economica familiare),
- sottovalutazione della realtà,
- facile irritabilità, tendenza alla lite per futili questioni (scenate, cause in tribunale, ecc.)
- tendenza a comportamenti polemici
- deliri di onnipotenza ( la persona si attribuisce conoscenze importanti, poteri particolari, missioni per conto di Dio, ecc.)

Se i sintomi durano più di una settimana e la persona è incapace di assolvere ai suoi abituali compiti lavorativi e familiari, oppure è necessaria l’ospedalizzazione, si parla di episodio maniacale (disturbo bipolare di tipo I); se invece la durata dell’episodio è minore, o la compromissione è meno marcata, viene fatta diagnosi di episodio ipomaniacale (disturbo bipolare di tipo II).

Esordio della malattia:

L’età di esordio è tra i 15 e i 40 anni: spesso le prime manifestazioni del disturbo sono di tipo depressivo, a volte alternate a episodi ipomaniacali che non destano molta preoccupazione.
Nel periodo adolescenziale questo disturbo può causare abbandono scolastico, perdita del lavoro e problemi di relazione.

Diagnosi:

Per la diagnosi di disturbo bipolare di tipo I è sufficiente la presenza di un episodio maniacale o misto (copresenza di sintomi maniacali e depressivi per almeno una settimana, con marcata compromissione).

Eziologia:

Si tratta di una malattia a forte componente genetica, tanto è vero che tutte le persone interessate hanno parenti o affini con sfumature simili di personalità. Chiaramente oltre alla predisposizione genetica, grande importanza hanno anche gli eventi della vita, le influenze dell'ambiente. L'alternarsi delle stagioni ha grande influenza su questa ciclicità del tono dell'umore, per cui in inverno, primavera ed autunno si tende più facilmente verso la depressione e durante l'estate verso l'euforia (o la mania).

Fattori di rischio:

Tra i rischi a cui sono esposte le persone con disturbo bipolare ci sono:

- il suicidio (durante gli episodi depressivi)
- la morte per cause accidentali (es. a causa di una guida spericolata) durante gli episodi maniacali;
- compromissione dei rapporti interpersonali,
- compromissione della stabilità economica (durante gli episodi maniacali, per shopping compulsivo)
- perdita del lavoro (es. per comportamenti inadeguati, tenuti durante gli episodi maniacali)
- uso di tranquillanti e droghe per automedicazione.

La terapia:

La terapia è prettamente farmacologica per i casi più gravi, soprattutto durante le fasi acute di depressione e di euforia; grande efficacia ha il litio, che riesce efficacemente a modulare il tono dell'umore. Naturalmente anche la psicoterapia è di grande aiuto, soprattutto per il sostegno e l'ascolto dato al paziente nelle sue due fasi, anche se, nella fase euforica, è ben difficile convincere il paziente che ha bisogno di cure. Un trattamento ideale di psicoterapia dovrebbe collocarsi tra due episodi, di mania o depressione, per 6/9 mesi.
Il trattamento psicoterapeutico dovrebbe includere:

- informazione. Approfondimento degli aspetti del disturbo bipolare;
- monitoraggio del tono dell'umore. Per capire quando ci sono in atto i cambiamenti;
- strategie di gestione dell'umore – Per aiutarsi a controllare meglio i cambiamenti;
- acquisizione di abilità - Per saper far fronte ai momenti di ricaduta nella malattia;
- terapia cognitivo-comportamentale - Per il trattamento della depressione.

Diffusione:

Il disturbo bipolare di tipo I è una patologia che interessa l’1 per cento della popolazione; se si prende in considerazione anche il disturbo bipolare di tipo II, la prevalenza dei disturbi bipolari interessa dal 2,6 al 7,8 per cento delle persone.

Prognosi:

L'evoluzione della malattia, se non diagnosticata e trattata, può arrivare a un punto in cui i periodi di stabilità sono sempre più brevi, mentre i sintomi degli episodi maniacali e depressivi sempre più gravi. Con una adeguata terapia il decorso del disturbo è in genere benigno, con una remissione totale dei sintomi nei periodi intercritici nella maggior parte dei pazienti; esistono tuttavia persone affette da disturbo bipolare in cui il grado di disabilità è marcato, per il susseguirsi quasi ininterrotto di episodi di malattia, o per la cronicizzazione di una fase, in genere quella depressiva.


 
Psicolinea.it © Giu 08

 

Disclaimer

Credits

Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

Stampa

Cerca nel Sito

Amnesty International 150 anni dell'Unità d'ItaliaSave the Children Italia Onlus

psicolinea.it® è un marchio registrato
I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it.
E' espressamente vietato riprodurre e diffondere,
integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it

 

 
Psicolinea on Facebook

Per fare della timidezza un punto di forza:
clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale