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Un numero considerevole di alunni
della scuola di base presenta problemi di apprendimento che incidono
in modo rilevante sul rendimento nelle varie discipline, causando
spesso un vero e proprio disadattamento scolastico.
Numerosi studi e ricerche effettuati nel corso di questi ultimi anni
hanno infatti posto in evidenza che oltre il 20% della popolazione
scolastica presenta rallentamenti nei processi di apprendimento che
richiedono interventi individualizzati. Le cause possono essere così
sintetizzate:
- Difficoltà percettivo-motorie e
metafonologiche, dalle quali possono derivare, disturbi specifici di
apprendimento ( dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia ).
- Difficoltà di attenzione, di
concentrazione, di memorizzazione, che danno origine a discontinuità
nelle prestazioni, a scarso mantenimento delle acquisizioni, ad
esecuzioni incomplete del compito.
- Ritardo cognitivo, che provoca
lentezza nei processi, esecuzione di prodotti insoddisfacenti,
difficoltà nel trasferire e riutilizzare conoscenze apprese, livelli
di capacità notevolmente inferiori rispetto alla classe frequentata.
- Difficoltà di linguaggio, che
interferiscono negli aspetti di comprensione-produzione sia orale che
scritta.
- Problemi relativi alla sfera
affettiva e comunicazionale, dai quali possono derivare scarsi livelli
di autostima, atteggiamenti e comportamenti inadeguati, senso di
inadeguatezza di fronte alle richieste scolastiche, demotivazione ad
apprendere.
Le difficoltà generiche
dell’apprendimento sono solitamente dovute a un ritardo maturazionale,
a una scarso bagaglio di esperienze, a scarso investimento
motivazionale e, non di rado, a una serie di errori di tipo pedagogico
che i docenti compiono sia nelle prime proposte didattiche relative
all’approccio alla lingua scritta che, successivamente, negli
itinerari di recupero conseguenti all’accertamento delle difficoltà
stesse.
Spesso tali interventi hanno
infatti scarsa specificità, si limitano ad un aumento di esercizi e si
basano quasi esclusivamente su una richiesta di memorizzazione di
regole, ma, il più delle volte, dopo un iniziale momento di maggiore
rendimento, l’insegnante si trova di fronte a regressioni e a
ricadute.
I disturbi specifici
sono invece strettamente legati a deficit di natura percettiva o
linguistica, che non sono stati individuati precocemente; tali
disturbi sono la disgrafia, la disortografia, la dislessia e la
discalculia.
Le lacune che stanno alla base
delle difficoltà di seguito descritte riguardano le abilità
percettivo-motorie e di linguaggio e solo un recupero specifico , da
effettuarsi in stretta collaborazione con la scuola e con la famiglia,
può assicurare risultati soddisfacenti.
I disturbi specifici di
apprendimento
Il bambino dislessico, prima del
suo ingresso nella scuola elementare, ha solitamente condotto
esperienze soddisfacenti all’interno della scuola dell’infanzia; è
stato un bambino vivace, curioso, creativo che, in alcuni casi può
avere manifestato lacune nel linguaggio orale, in altri lacune nelle
componenti percettivo – motorie. Queste difficoltà non sempre però
vengono accertate, proprio perché mascherate dall’esuberanza,
dall’estro e dall’inventiva. Ad una attenta osservazione non
sfuggirebbero però dati significativi che favorirebbero un intervento
precoce finalizzato alla riduzione delle lacune individuate.
Ciò che caratterizza il bambino
con disturbo specifico di apprendimento è la presenza di un impaccio
considerevole nello svolgimento di tutte quelle attività che
richiedono un’integrazione di più competenze di base; è proprio
l’intreccio di capacità diverse che mette a dura prova il soggetto nel
suo processo di apprendimento scolastico.
Queste difficoltà riguardano
infatti il difficile uso delle seguenti competenze:
-
Coordinazione oculo – manuale
- Integrazione visivo – uditiva
- Integrazione percettivo – motoria
- Integrazione spazio – temporale
- Memorizzazione visivo – uditiva
- Memorizzazione visiva sequenziale
- Memorizzazione uditiva sequenziale
- Competenze meta - fonologiche
- Simbolizzazione grafica sequenziale
-
Decodifica visiva sequenziale
Come possiamo osservare, ciascuna
competenza elencata è caratterizzata da una duplice definizione,
poiché la difficoltà più evidente e più marcata, che, talvolta può
condurre a un vero e proprio impedimento, sta proprio nel “mettere
insieme” capacità diverse, nell’utilizzare contemporaneamente più
elementi conoscitivi. La vera difficoltà del bambino con disturbo di
apprendimento non sta tanto, ad esempio, nel non riuscire a
discriminare visivamente forme (dati percettivo – visivi) o nel non
discriminare suoni e rumori (dati percettivi uditivi), ma
principalmente portare processo di integrazione tra gli stessi (
nell’associare, ad esempio, un suono (fonema) ad una forma (grafema).
Sia l’ osservazione precoce
all’interno della scuola dell’infanzia che l’osservazione diagnostica
successiva, dovranno quindi tendere all’individuazione di queste
lacune di base.
Quali sono le
caratteristiche prevalenti dei disturbi di apprendimento?
Ecco di seguito una loro
descrizione sintetica che pone in evidenza gli essenziali elementi di
riconoscimento e le abilità di base principalmente
compromesse.
La
disgrafia
è una difficoltà di scrittura che
riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici.
La disortografia è la
difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole
in simboli grafici; essa si presenta con errori sistematici che
possono essere così distinti:
- confusione tra fonemi simili
- Confusione tra grafemi simili
- Omissioni
- Inversioni
La disortografia è, quindi,
la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le
parole in simboli grafici.
La discalculia è una
difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta
nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella
scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla
quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e
decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.
La dislessia è un disturbo
specifico dell’apprendimento della lettura. IL soggetto dislessico
presenta una particolare difficoltà a riconoscere e discriminare i
segni alfabetici contenuti nelle parole, ad analizzarli in sequenza e
a orientarsi sul rigo da leggere.
Monica Pratelli
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