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Il libro di Paul Ekman, Emotions Revealed, non è
ancora stato tradotto e commercializzato in Italia. Psicolinea offre
questo
anticipo ai suoi lettori, attraverso la traduzione
autorizzata di alcuni bravi significativi del libro.
CONSAPEVOLEZZA VALUTATIVA
La natura non ci rende facile comprendere quali siano i primi momenti
che preludono il manifestarsi di un'emozione, non si cura del modo in
cui valutiamo le cose che riguardano il mondo intorno noi e che genera le nostre emozioni.
Per la maggior parte delle persone è quasi impossibile essere
consapevoli dei processi automatici di valutazione che iniziano un
episodio emotivo. Dan Goleman l'ha definita consapevolezza valutativa.
Ma attraverso un costante esercizio, volto a sviluppare le abilità che la natura non
fornisce e non ci aiuta ad acquisire, qualche persona può imparare a
diventare consapevole del primo impulso, il che significa diventare
cosciente dell'impulso che porta all'emozione, prima che questa si
manifesti in qualche comportamento.
Non credo che le emozioni si siano evolute in modo da facilitare la
consapevolezza dell’ impulso. È come se il sistema delle emozioni non
desiderasse che la nostra mente cosciente possa interferire in questa
cosa. Più di quarantacinque anni fa, Frank Gorman, il mio
supervisore di psicoterapia, mi disse che l'obiettivo che dovevo
perseguire era quello di aiutare i miei pazienti ad aumentare il divario fra
l'impulso e l'azione.
I buddisti parlano del riconoscere la scintilla
(che annuncia l’inizio di un'emozione) prima della fiamma (cioè del
comportamento emotivo che rappresenta l'emozione).
Non ci chiedono di riconoscere
il sistema di valutazione che genera
la scintilla.
I punti di vista occidentali e buddisti su questo punto
sono identici.
La consapevolezza dell’ impulso richiede una forte
preparazione. Non credo che tutti possano raggiungerlo ed è
improbabile che chi ci riesce ne sia sempre capace. Ma attraverso
l'esercizio volto a sviluppare la consapevolezza dell’impulso potremo
migliorare in ciò che è facilmente raggiungibile dalla maggior parte
di noi : la
consapevolezza del comportamento emotivo, o il riconoscimento del
nostro stato emotivo una volta che esso abbia cominciato ad esprimersi nelle parole e nelle azioni. Se si riesce
a diventare consapevoli che un'emozione ha iniziato a guidare il
proprio comportamento, ci si può chiedere se la propria reazione
emotiva sia adeguata
alla situazione che si sta vivendo e, se lo fosse, se essa si sta
manifestando nella
giusta intensità e nel modo più costruttivo.
MEDITAZIONE MINDFULNESS
La pratica che consiste nel concentrare l'attenzione su un processo automatico che
non richiede controllo cosciente genera la capacità di essere
consapevoli anche degli altri processi automatici.
Respiriamo senza
pensare, senza regolare con consapevolezza ogni inalazione ed esalazione.
La
natura non ci chiede di deviare la nostra attenzione sulla
respirazione.
Se proviamo a prestare attenzione ad ogni respiro,
vediamo che spesso non ci riusciamo per più di un minuto, senza essere
distratti da altri pensieri. Imparare a concentrare la propria
attenzione sulla respirazione richiede una pratica quotidiana, durante
la quale vengono sviluppati nuovi percorsi neuronali che ci permettono
poi di migliorare.
E questo è il succo del discorso: la possibilità di trasferire
queste abilità in altri processi automatici, migliorando la consapevolezza del
proprio comportamento emotivo e, in qualche persona, migliorando anche la consapevolezza
dell'impulso. Mi sono confrontato con
dei rinomati esperti nella pratica della meditazione e con altri
studiosi delle emozioni e del funzionamento cerebrale ed ho avuto
conferma che la teoria è valida. Suggerisco di provare la meditazione mindfulness
(consiste
nel
prestare
attenzione al momento presente, alla propria esperienza, N.D.T.)
e vedere se funziona per voi. Come ho detto, non sarà
semplice e probabilmente non produrrà miglioramenti nella vostra vita
emotiva se non sarà praticata con una certa regolarità.
In ogni grande
città l'elenco del telefono permette di imparare a meditare, spesso
in modo completamente gratuito.
MICRO-ESPRESSIONI
Anche le micro-espressioni sono molto difficili da vedere per la
maggior parte delle persone.
Esse si manifestano tipicamente in modo intenso e breve, della durata di
appena un venticinquesimo di secondo. Le micro-espressioni sono
sempre il risultato della dissimulazione. Possono essere
intenzionali, nel senso che la persona che le mostra sa esattamente
quali sono le sue emozioni, ma non desidera che altri le
conoscano. Oppure la dissimulazione può essere la conseguenza della
repressione, nel qual caso la persona è completamente ignara
dell'emozione celata nella micro-espressione mostrata. È importante
notare che non tutti coloro che stanno celando un'emozione mostrano
delle
micro-espressioni, cosicché la loro assenza non significa che le
persone stiano dicendo la verità. Ma la loro presenza
è ricca di informazioni, se si riesce a coglierla.
...
Non crediate di conoscere sempre la causa del tipo di emozione che
avete rilevato. Le espressioni emotive non rivelano la loro origine.
Una micro-espressione di rabbia non significa che la persona sia arrabbiata
con voi. La persona potrebbe essere arrabbiata con sé stessa. Oppure la
persona potrebbe ricordare un evento precedente che le ha fatto
provare
rabbia.
...
Ora vorrei darvi della linee guida generali che si
applicano a qualsiasi informazione emotiva doveste cogliere in una
espressione appena accennata o micro-espressione. Generalmente la
migliore cosa da fare è non dire nulla di quanto si è notato. Conviene
invece stare attenti a ciò che segue.
Oppure potreste dire: "c'è
ancora qualcosa che desidera dire su come si sente"? Un ulteriore
passo in avanti potrebbe essere: " Ho avuto l'impressione che lei
sentisse qualcosa in più di quanto ha detto" Potreste essere perfino
più precisi, facendo domande sulla emozione che avete notato.
Come vi
comporterete dovrà tenere conto della relazione, per quanto riguarda
sia il
passato sia il futuro, e della vostra conoscenza di quella persona. Non
dovete sentirvi sempre autorizzati a fare commenti, seppure vaghi,
sull'emozione che avete rilevato. Sebbene sia convinto che i rapporti
funzionino generalmente meglio se le persone sono in grado di
comprendere e
riconoscere i reciproci stati d'animo, non è sempre così. Siate
prudenti; non permettete che l'altra persona pensi di aver perso la sua
privacy.
Le abilità sono difficili da acquisire: alcune di esse
richiedono pratica per essere mantenute, come le abilità di
consapevolezza che ho descritto prima. Altre sono come imparare a
guidare una bicicletta; una volta imparata, questa abilità si conserva
nel tempo anche senza esercizio.
(c) Dr Paul Ekman, 2003.
Extracted from EMOTIONS REVEALED by Dr Paul Ekman, published in
English by Weidenfeld & Nicolson Ltd, part of The Orion Publishiing
Group, London.
Traduzione italiana di
Giuliana Proietti per psicolinea.it. Tutti i
diritti riservati.
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