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Fino
a qualche anno fa la ricerca neurologica sosteneva la teoria delle diverse
funzionalità dei due emisferi cerebrali: il sinistro che controllava le
abilità logiche, sequenziali e verbali, il destro che rispondeva delle
capacità creative, olistiche e spaziali dell’individuo.
Oggi conosciamo più approfonditamente le strutture del cervello e questa
teoria è stata ormai abbandonata.
Howard Gardner, psicologo dell’età evolutiva e neuropsicologo americano,
nato nel 1943, dal 1986 insegna alla Facoltà di Scienze di Harvard: a lui
si deve la teoria delle intelligenze multiple, presentata per la prima
volta nel 1983, nel libro "Frames of mind". Studiando l’evoluzione del
cervello, sulla base di un’accurata ricerca neurologica, test psicologici,
esperimenti con animali, attività evolutive con i bambini ed altri studi
interdisciplinari, Gardner si è convinto che non esiste un intelligenza
unica, con la quale si nasce e si convive tutta la vita: secondo lo
psicologo americano gli esseri umani sono invece dotati di un numero
variabile di abilità, relativamente indipendenti fra loro.
Il classico QI misura un’intelligenza di tipo linguistico o matematico, ma
sicuramente non evidenzia il talento per la musica o l’ abilità nel ballo,
nella pittura, nella scultura, nella recitazione, nella progettazione o la
direzione di un gruppo di lavoro… In pratica, non esistono due persone che
abbiano esattamente la stessa combinazione di intelligenze: qualcuno è più
forte nell'intelligenza linguistica, qualcuno in quella spaziale e così
via. Ovviamente lo sviluppo di queste abilità dipende moltissimo dal tipo
di educazione che si è ricevuta e dagli stimoli offerti dall’ambiente in
cui si vive. Tutti, secondo Gardner, possono sviluppare le diverse
intelligenze di cui sono dotati, se messi nelle condizioni adatte
(possibilità di ricevere una formazione adeguata, incoraggiamento ecc.
Gardner, nella sua prima formulazione della teoria, ha descritto sette
tipi di intelligenza:
1. Intelligenza logico-matematica, che consente il confronto e la
valutazione di oggetti (concreti o astratti), l’individuazione di
relazioni e principi, la capacità di usare i numeri in modo da svolgere
calcoli complessi, interesse per l’investigazione. Es. abilità di valutare
gli ampi spazi allo stesso modo del pilota o di un navigatore, o spazi più
limitati, come farebbero uno scultore, un architetto o un giocatore
di scacchi)
2. Intelligenza linguistica, che consente un appropriato uso dei termini
linguistici e la capacità di adattarli alle varie situazioni, sia in forma
scritta che in forma orale; memoria e capacità di utilizzare la lingua nei
giochi di parole.
3. Intelligenza visivo/spaziale, indispensabile per percepire e
rappresentarsi gli oggetti visivi, ed operare trasformazioni sulle proprie
percezioni, anche in assenza fisica degli stessi oggetti (visualizzazione
mentale) e rappresentazione grafica di questi elementi attraverso il
disegno, la pittura, la scultura ecc.
4. Intelligenza musicale, ovvero capacità di analisi di brani musicali,
relativamente all’altezza dei suoni, ai timbri e ritmi e abilità nella
loro riproduzione.
5. Intelligenza cinestetica, per il controllo e il coordinamento dei
movimenti del proprio corpo e la manipolazione di oggetti esterni per fini
funzionali o espressivi. Questa intelligenza include specifiche abilità
fisiche quali la coordinazione, la forza, la flessibilità la velocità, le
capacità mimetiche. Es. intelligenza del ballerino, dell'atleta,
dell'artigiano, dell'attore.
6. Intelligenza interpersonale, abilità di interpretare le emozioni, le
moioni e gli stati d'animo, le intenzioni, i sentimenti degli altri. Ciò
può includere capacità di ascolto attivo, empatia, sensibilità verso le
espressioni del viso, della voce, dei gesti e abilità nel rispondere agli
altri in modo efficace. Es. comprensione delle altre persone, come esse
lavorano, come motivarle, come andare d'accordo con loro.
7. Intelligenza intrapersonale, capacità di comprendere le proprie
emozioni, intenzioni e desideri, descriverli e utilizzarli in forme
socialmente accettabili.
La cosa più importante di questa teoria delle intelligenze
multiple è che ogni individuo ha la possibilità, se messo nelle condizioni
adatte, di brillare in certo tipo di intelligenza e ciò vale anche per i
soggetti tradizionalmente considerati poco portati per le materie
scolastiche insegnate a scuola. Per questo, secondo Gardner, l’educazione
va individualizzata, anche attraverso l’uso delle tecnologie, in primis il
computer e soprattutto Internet, il cui utilizzo insegna alle persone la
conoscenza attualmente più importante: procurarsi il maggior numero di
informazioni possibile.
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