gioco d'azzardo
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Il gioco d’azzardo non è un fenomeno dei tempi moderni: esso è, da sempre, un intrattenimento popolare, diffuso peraltro in molte culture, come ci dimostrano le ricerche archeologiche e antropologiche.

Il gioco d’azzardo in sé è dunque talmente comune che sarebbe un errore considerarlo una patologia: esiste tuttavia una minoranza di individui, circa l’1% della popolazione. in cui si può parlare di gioco d’azzardo patologico.

Oggi che le persone sono, rispetto al passato, più informate, colte e consapevoli, sembra quasi paradossale che qualcuno si lasci coinvolgere con il gioco d’azzardo, dal momento che è risaputo che il banco vince sempre, sia che si tratti di giochi al casinò, sia che si stia giocando in una macchina mangia-soldi, sia che si stia giocando al gratta e vinci, o si stia puntando sui cavalli. Niente avviene per caso: tutto è meticolosamente organizzato e calcolato, su base statistica, per assicurare un profitto costante al casinò o al bookmaker (e, di conseguenza, perdite per il giocatore).

Perché allora le persone giocano? Perché cercano il rischio?
Uno dei motivi della tendenza a giocare d’azzardo è che molte persone si sentono positivamente eccitate quando giocano con queste modalità e sono irresponsabilmente ottimiste sugli esiti della loro possibile vittoria Il senso di anticipazione positiva crea una scarica di adrenalina, che aumenta il divertimento, cosa di cui alcuni non riescono poi a fare a meno.

I giocatori più accaniti sentono questa attività come un impegno a basso rischio e ad alto rendimento. In realtà, è esattamente l’opposto: si tratta di una situazione ad alto rischio e di scarsa resa.

Nei giochi in cui il giocatore può fare delle scelte personali, e dunque può avere un controllo illusorio sul gioco, i rischi sono ancora maggiori. E’ provato, ad esempio, che i giocatori della roulette fanno scommesse più alte se possono lanciare loro stessi la pallina sulla ruota della roulette,  rispetto a quando il croupier la lancia per loro. Allo stesso modo, i giocatori della lotteria preferiscono spesso una sequenza numerica che hanno scelto essi stessi, rispetto a dei numeri scelti a caso. La scelta sembra incoraggiare la convinzione che il gioco implichi  delle abilità, quando in realtà il risultato è del tutto casuale.

Il confine fra il gioco normale e quello patologico sta nel fatto che il giocatore d’azzardo va decisamente oltre la propria volontà, non riuscendo a sottrarsi a questa spinta che sente dentro di sé e, quando non può farlo, sta male e mostra dei segni di astinenza, così come se fosse un drogato: aggressività, sbalzi d’umore, ansia, attacchi di panico ecc.

In genere ne sono maggiormente colpiti gli uomini che le donne e l’insorgenza della patologia risale al periodo post-adolescenziale (più tardiva nelle donne).

La personalità del giocatore d’azzardo è ansiosa, tendente alla depressione, impulsiva, curiosa, competitiva, impaziente, sempre alla ricerca di forti stimoli.

Fattore predisponente al gioco d’azzardo è la tendenza ad inibire verbalmente le proprie paure, le emozioni, i sentimenti ed una grande sensibilità ai sintomi ansiosi, che peraltro sono gli stessi fattori che indirizzano verso il consumo di droghe, l’alcoolismo ed il tentativo di suicidio.

Quando le persone sono fortemente esposte al gioco d’azzardo, che è accessibile a tutti, anche ai minori, addirittura pubblicizzato in televisione, come accade in Italia per il Superenalotto, può accadere ancor più facilmente che le persone più vulnerabili possano ammalarsi di questa patologia.

Le conseguenze del gioco d’azzardo sono molto gravi per la persona ed incidono fortemente nel suo ambito familiare, sociale, lavorativo.

Il giocatore d’azzardo prima o poi viene preso dalla morsa dei debiti e dunque è alla continua ricerca di denaro, che sottrae alla famiglia o chiede in prestito a parenti e amici, fino ad emettere assegni a vuoto, o perfino rubare: tutto il denaro che riesce ad accumulare in questi modi non serve per pagare i debiti, ma per essere investito nuovamente nel gioco, sperando di guadagnare forti somme in poco tempo, per pagare i creditori.

Nessun lavoro infatti potrebbe far accumulare in così breve tempo (come i creditori richiedono) tutto il denaro necessario per pagare i debiti: per questo il lavoro viene abbandonato ed il tempo del giocatore d’azzardo viene speso tutto nel gioco e nel cercare soldi.

Diagnosi secondo il DSM-5

Il disturbo da gioco d’azzardo viene definito nel manuale diagnostico e statistico degli psichiatri americani come un comportamento problematico persistente e ricorrente, che causa difficoltà o disagio clinicamente significativi (APA, 2013).

Il Gioco d’azzardo Patologico (o Gambling Disorder) è stato inserito nella categoria delle Dipendenze, precisamente nella sotto-categoria dei Disturbi non correlati ad uso di sostanze.

A parte il fatto che non si usano sostanze stupefacenti infatti, il comportamento del giocatore d’azzardo è molto simile a chi fa uso di droghe: crisi di astinenza, oltre che un forte impatto sulla vita personale, familiare, sociale ed economica del soggetto.

Criteri diagnostici:

A. Il comportamento da gioco d’azzardo problematico è ricorrente e persistente, porta a stress o a un peggioramento clinicamente significativo, come indicato dalla presenza di 4 (o più) dei seguenti sintomi per un periodo di almeno 12 mesi:

1. Necessità di giocare una quantità crescente di denaro con lo scopo di raggiungere l’eccitazione desiderata
2. Irritabilità o irrequietezza quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
3. Effettuazione di ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo
4. Preoccupazione per il gioco d’azzardo (per esempio, pensieri persistenti di rivivere esperienze passate del gioco d’azzardo, di problematiche o di pianificazioni future, pensando come ottenere danaro con cui giocare)
5. Ricorso al gioco quando si sente in difficoltà (per esempio, mancanza di speranze, sensi di colpa, ansia e depressione)
6. Ritorno al gioco, subito dopo aver perso
7. Menzogne per nascondere il proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo
8. Perdita di relazioni significative, nel lavoro, nello studio, nella vita personale, a causa del gioco d’azzardo
9. Ricorso agli altri per cercare denaro in modo da alleviare le disperate situazioni finanziarie causate dal gioco d’azzardo

Per quanto attiene la gravità:

  • Media: soddisfatti 4-5 criteri
  • Moderata: soddisfatti 6-7 criteri
  • Grave: soddisfatti 8-9 criteri

Che fare?

Per questo tipo di patologia molto importante è la prevenzione, sia a livello sociale che personale. Lungi dal chiedere il proibizionismo, si vorrebbe almeno che l’accesso al gioco d’azzardo fosse più moderato, meno visibile, meno pubblicizzato. (Il che non eviterebbe del tutto il fenomeno perché, ricordiamolo, per disperdere un patrimonio, per rovinare una famiglia, non serve lo chemin de fer al casinò: può bastare anche una briscola al bar del paese).

Serve poi l’informazione: le persone devono sapere a cosa vanno incontro, devono conoscere i meccanismi che portano verso questa dipendenza e ri-conoscerne i segnali nel proprio comportamento.

Infine, capire che il gioco d’azzardo, quando diventa patologico, non è più un hobby o un passatempo, ma un serio problema psicologico, che va curato attraverso un trattamento psicoterapeutico o attraverso l‘adesione ad un gruppo di auto-mutuo aiuto (in questi casi, come in quello degli alcoolisti, la ricerca mostra che esso produce importanti e duraturi risultati).

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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