Wikipedia
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Nessuno si aspetterebbe una notizia del genere e dunque la possiamo considerare veramente una sorpresa: i collaboratori di Wikipedia secondo uno studio condotto da Yair Amichai-Hamburger della Scuola di Comunicazione Sammy Ofer di Herzliya, Israele, sarebbero delle persone con problemi sociali e con scarse possibilità di ricevere gratificazioni nella vita reale.

Il team di psicologi ha studiato 69 collaboratori israeliani alla famosa enciclopedia online e li ha messi a confronto con degli studenti di pari cultura e ugualmente grandi utilizzatori di Internet. A tutti è stato dato da compilare un questionario chiamato Real-Me, per comprendere come questi soggetti preferivano esprimere la loro personalità: in rete o nel mondo reale. Inoltre è stato loro somministrato un test di personalità che prendeva in considerazione cinque dimensioni del carattere: apertura mentale verso nuove esperienze ed idee, coscienziosità, estroversione, amicalità, stato emotivo.

Come Amichai-Hamburger si aspettava, gli Wikipedians si sentono molto più a loro agio online che nel mondo reale, ma il loro livello di amicalità (tendenza ad essere piacevoli e accoglienti nelle situazioni sociali) e il loro livello di apertura mentale erano molto bassi. Questo non era prevedibile.

Amichai-Hamburger ritiene che i collaboratori di Wikipedia non facciano questo lavoro per semplice altruismo, visto che non vengono pagati, ma perché hanno problemi nel mondo reale e dunque questo impegno serve loro come una forma di compensazione, per poter esprimere la propria personalità in qualche modo.

Anche secondo una precedente ricerca di Scott Caplan della University of Delaware di Newark, è emerso che chi usa siti come Digg e Twitter ha caratteristiche di personalità molto simili, ovvero un alto livello di ansia nelle situazioni di gruppo e scarse abilità sociali.

Un recente studio sugli utilizzatori di YouTube ha mostrato che anche qui chi carica i video non lo fa per motivazioni altruistiche, ma per ricevere gratificazioni che non riesce ad avere nella vita reale.

Il gruppo di psicologi ora si interesserà di Facebook per capire se questi social network, basati proprio sulla ricerca di relazioni sociali, attraggono persone simili o diverse da quelle di Wikipedia.

Fonte: CyberPsychology & Behavior (DOI: 10.1089/cpb.2007.0225) via NewScientist

Insomma, se avete scritto qualcosa su Wikipedia, non vantatevene troppo apertamente: di questi tempi non si sa mai…

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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2 thoughts on “I collaboratori di Wikipedia hanno problemi sociali ?”

  1. Le stesse cose si dicono anche per i blogger, per chi chatta, per gli utilizzatori di giochi di ruolo on-line, insomma praticamente ogni utilizzatore di internet in maniera massiccia lo fa perché avrebbe delle difficoltà relazionali, ma dato il crescente numero di utilizzatori massivi c’è da chiedersi, è la diffusione di questa tecnologia a rendere persone, che quindi prima non lo erano, refrattarie alla vita sociale reale, tanto da preferire un conformante rifugio online, o sono le persone che prima fingevano a trovare uno sfogo nella diffusione di questa tecnologia?

  2. si dice tutto. E il contrario di tutto.

    Io, ormai, giudico solo i “singoli” e mi astengo dalle generalizzazione, sempre parziali ed imprecise che mai possono soddisfare e raccogliere tutte le sfumature degli utilizzatori di internet.

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