Test: cosa sono e come funzionano

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A cura della Redazione di psicolinea.it

I test sono moderni strumenti standardizzati (cioè provati su un campione rappresentativo della popolazione e resi omogenei nelle modalità di somministrazione, nei quesiti posti, nel tempo di risposta ecc.), al fine di essere il più possibile oggettivi.

Essi servono per misurare attitudini e capacità e delineare i tratti di personalità, esplorando, congruentemente a quanto previsto dalla griglia, aspetti delle modalità intellettuali e caratteristiche emotive, motivazionali, interpersonali e di atteggiamento. In questo campo c’è una profonda spaccatura fra gli psicologi.

Ad esempio, per quanto riguarda i test utilizzati nella selezione del personale, gli psicometristi giudicano inefficace la semplice intervista di selezione, affermando che intervistatori diversi (o lo stesso intervistatore, in momenti diversi) forniscono valutazioni differenti dello stesso candidato; i clinici difendono invece a spada tratta l’assoluta validità dell’intervista, ritenendola l’unico strumento che permetta di conoscere a fondo un certo individuo, al contrario di quanto si apprende dai test, che è generico e non sempre credibile.

C’è di vero che i test consentono di ottenere dati oggettivi, ma trascurano molte informazioni e indicano solo alcuni aspetti della personalità, mentre l’intervista libera fornisce una visione più completa della personalità, anche se è innegabile che sia uno strumento estremamente soggettivo, legato alla personalità dell’intervistatore e alle condizioni in cui viene condotto il colloquio.

I test possono essere somministrati in modo individuale o collettivo, con una somministrazione contemporanea a più persone. In genere si tratta di prove a scelta multipla o questionari.

In base all’oggetto dell’indagine vi sono test di intelligenza generale (definiscono e misurano l’intelligenza negli aspetti relativi alla memoria, alla attenzione, l’analisi, la sintesi, la logica), test di personalità (misurano gli affetti, i valori gli interessi, le motivazioni), test per misurare attitudini specifiche (mentali o psico-motorie), prove di cultura generale o di creatività.

Un test, per essere efficace deve avere i requisiti della validità e dell’attendibilità.

Vediamo di spiegare di cosa si tratta:

Validità : mostra fino a che punto un test misura in realtà ciò che dice di misurare, e con quale precisione esso riesce a fare tale misurazione.

Es. Se il test serve per misurare l’attitudine allo studio della medicina, il test va somministrato ad un ampio gruppo di studenti al momento della loro ammissione alla scuola. Sulla base delle votazioni di ogni studente delle valutazioni fatte dall’insegnante, dal successo o meno nel portare a termine il tirocinio, e così via si possono ricavare le misure di rendimento nella scuola.

Queste misure costituiscono il criterio con cui il punteggio iniziale al test di ciascuno studente deve essere correlato.

Una correlazione (o coefficiente di validità) elevata significa che gli individui che hanno ottenuto un punteggio alto al test hanno avuto successo nella scuola di specializzazione e viceversa. La tecnica generalmente impiegata per quantificare la validità di un test è il coefficiente di correlazione lineare (r) : esso può variare da –1,00 e + 1.00 (massima correlazione positiva e negativa con 0 che indica l’assenza di correlazione). Tanto più le valutazioni del test sono correlate con il livello di prestazioni lavorative, tento più il valore della correlazione si avvicina a +1.0) . Per validare un test occorre esaminare :

. il suo contenuto, per determinare se contiene un campione rappresentativo della sfera di comportamento da misurare;

. la sua validita’ esteriore : non quanto il test misura realmente, ma quanto sembra che misuri sulla base di un esame superficiale;

. la validita’ in rapporto ad un criterio, cioè l’efficacia nel predire il comportamento di un individuo in situazioni precedentemente definite.

I test attitudinali e quelli di personalità evidenziano un apprezzabile coefficiente di validità, unitamente ad un considerevole indice di diffusione. I test aumentano di validità se tarati in base alle caratteristiche culturali e sociali dell’ambiente nel quale sono utilizzati.

Attendibilità: coerenza dei punteggi raggiunti dagli stessi individui se sottoposti nuovamente allo stesso test, o una forma equivalente di esso. Da tale rilevazione si può vedere se il test soddisfa gli scopi per i quali è impiegato, e la sua efficacia.

Serve per generalizzare i risultati di un test. Più il test è attendibile, meno i risultati sono influenzabili da cambiamenti accidentali. Il coefficiente di correlazione esprime il grado di corrispondenza, ovvero la relazione esistente fra due gruppi di punteggi. Un correlazione = a 0 indica l’assenza completa di ogni relazione, come potrebbe accadere in base al puro caso.

Es. se una persona il lunedì risulta avere un Q.I. di 80 e il venerdì di 110, ambedue i punteggi meritano scarsa fiducia.

Per verificare l’attendibilità di un test :

1. riapplicare il test (re-test)

2. utilizzare forme equivalenti, o parallele, di un test (con quesiti simili)

3. confrontare metà dei risultati di un test con l’altra metà (split-half reliability)

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