GP Dopo le tante storie di
separazioni e divorzi che ha trattato, lei pensa ancora che esista il
Vero Amore ?
AMBDP Sì, io credo che il Vero Amore esista e sia la forza che fa
girare il mondo; sono anche convinta che il Vero Amore, e in genere i
sentimenti, si esprimono al meglio quando c’è libertà, che non vuol
dire assenza di doveri ma inesistenza di condizionamenti di qualsiasi
natura: economici, psicologici, sociali. La mia esperienza di Avvocato
mi suggerisce però che l’Amore, molto spesso, è male interpretato e
malinteso e quindi può diventare fonte di dolore; è proprio a questo
tema che ho dedicato il mio ultimo libro “Calci nel cuore”.
GP L' Istat registra
che, dal 1995 al 2002, in Italia le separazioni ed i divorzi sono
aumentati del 50 per cento: secondo lei quale è la causa di questo
fenomeno ?
AMBDP Può sembrare
provocatorio, ma io penso che l’aumento delle separazioni e dei
divorzi sia un dato positivo. Se infatti il matrimonio è una unione
fondata sull’amore, quando l’amore finisce (e purtroppo spesso
finisce) non resta che prenderne atto e separarsi, seppur nel ricordo
dei sentimenti e nel rispetto del patrimonio affettivo che la coppia
ha costruito (e che appartiene anche ai figli, se ci sono). A mio
parere è cambiata la concezione del matrimonio e della famiglia: prima
erano istituzioni sovraordinate rispetto ai singoli componenti,
organizzate secondo un modello autoritario e gerarchico, che dovevano
garantire sempre e comunque il soddisfacimento di bisogni materiali
del gruppo, anche a scapito delle aspettative dei singoli. Oggi la
famiglia è la “formazione sociale” in cui le persone si esprimono, si
rispettano e si formano, è il luogo delle relazioni affettive e della
realizzazione della felicità individuale. Se manca, quindi, l’amore
nella coppia coniugale la separazione è inevitabile perché la
convivenza diventa fonte di amarezze, disagi, delusioni continue,
quando non di violenza psicologica e fisica. Molte separazioni, però,
avvengono perché spesso ci si sposa senza amore e senza impegno sin
dall’inizio.
GP Chi, nella
coppia, decide di separarsi per primo/a e con quali motivazioni?
AMBDP Le statistiche ci
dicono che sono le donne, nella maggior parte dei casi (e cioè nel
70/80% dei casi), a prendere l’iniziativa della separazione; secondo
me perché sono meno inclini a vivere nel compromesso, le donne
vogliono chiarezza nei rapporti. Molte donne dichiarano di volersi
separare perché per es. non accettano e non riescono a superare i
tradimenti del marito, oppure perché non tollerano l’invadenza delle
suocere nel ménage di coppia. Quasi sempre le donne lamentano la
mancanza negli uomini della protezione affettiva; le donne si separano
perché si sentono abbandonate, tradite, lasciate sole di fronte alle
responsabilità dai loro compagni.
GP Dal suo
osservatorio, quale tipo di coppia ha meno probabilità di arrivare ad
un divorzio ?
AMBDP Sicuramente la coppia c.d. “tradizionale”, e cioè quella in cui
la donna ha un ruolo subordinato a quello dell’uomo. Non è detto però
che siano unioni felici, anzi.
GP In caso
di separazione, può l'affido congiunto ad entrambi i genitori, essere
una soluzione per evitare traumi al minore? O, per caso, ne crea di
più ?
AMBDP L’affidamento
congiunto (che non è l’affidamento condiviso, si badi bene) è la
soluzione migliore per i figli e riduce i traumi della separazione in
assenza di conflitti tra i genitori, perché è l’alternativa giuridica
che permette ai genitori di essere entrambi presenti nella vita dei
figli, esattamente come avveniva durante il matrimonio: i genitori
devono decidere insieme tutte le questioni e i problemi dei loro
figli. L’affidamento congiunto cioè consente la prosecuzione del
progetto genitoriale iniziato durante la convivenza matrimoniale;
diventa però drammatico nel caso in cui tra i genitori ci sia
conflittualità, perché si moltiplicano le occasioni di discussione e
di litigio, a spese dei figli. In queste ipotesi, è molto meglio che i
figli siano affidati a un solo genitore; l’altro, naturalmente, ha
sempre il potere di vigilare e di intervenire.
GP L'operato dei Tribunali dei Minorenni
italiani è sempre più oggetto di critiche, tanto è vero che se ne è
occupata anche la Corte di Strasburgo: lei come riformerebbe questa
istituzione?
AMBDP Io sarei per
l’eliminazione del Tribunale per i Minorenni e per la creazione di un
Tribunale per la famiglia, legittima e naturale, con giudici
specializzati e con regole processuali chiare, perché il diritto di
difesa deve essere più che mai garantito quando si parla di minori e
di questioni familiari in genere. Oggi, invece, mancano regole chiare
e c’è la duplice competenza del Tribunale Ordinario e del Tribunale
per i Minorenni che, a mio avviso, è fonte di discriminazioni per es.
per i genitori che non siano sposati e che, in caso di separazione,
devono rivolgersi al primo Tribunale per le questioni economiche
relative al mantenimento dei figli e al secondo per le questioni
relative all’affido.
GP Molte ricerche psicologiche indicano che le donne si sentono molto
più attratte dallo status dell'uomo (potere, successo, ricchezza) che
non dal suo aspetto fisico. Nella sua esperienza, lei può confermare
questa tendenza?
AMBDP Sì, sono convinta
che le donne, a differenza degli uomini, si fanno sedurre molto di più
dalla personalità che dall’aspetto fisico di un uomo.
GP Le coppie giovani durano, in media, assai meno di quelle dei loro
genitori. A suo parere, chi ha la responsabilità di questi fallimenti
matrimoniali: i giovani stessi, i loro genitori, la società?
AMBDP Come ho già
spiegato, non è detto che l’aumento delle separazioni sia un dato
negativo; è vero però che i giovani spesso arrivano al matrimonio con
troppa superficialità, si sposano senza avere la consapevolezza dei
loro diritti e soprattutto dei loro doveri e dopo essere rimasti più a
lungo nelle famiglie d’origine. A mio avviso, bisognerebbe ridare alla
famiglia il ruolo centrale e indispensabile che si merita e quindi
agire di conseguenza. Non solo in termini assistenziali, ma anche in
termini di informazione. Le istituzioni (e soprattutto la scuola)
dovrebbero informare: chi vuole formare una famiglia deve sapere sin
da piccolo che dovrà meritare questo onore, dovrà modificare le sue
gerarchie individuali per gestire questa prestigiosa responsabilità.
La famiglia non è un diritto né una garanzia, è una scelta seria che
richiede impegno e preparazione.
GP Nella sua
esperienza, mettere al mondo un figlio aiuta la coppia ad uscire dalla
crisi?
AMBDP No, la coppia
deve ricercare in sé le risorse per uscire dalla crisi; è sbagliato
pensare di risolvere tutto mettendo al mondo un figlio. Fare un figlio
è un progetto importante e una grande responsabilità; se la coppia non
è in grado di gestirsi come si può pensare che possa crescere un
figlio in modo adeguato? Tuttavia, spesso accade che coppie in crisi,
già magari anche devastate dalla violenza, fisica o psicologica,
mettano al mondo dei figli, costretti poi a loro volta ad assistere ai
litigi tra i genitori. Il bisogno fondamentale di un figlio, a
qualsiasi età, è quello di sentire i genitori trasmettere armonia e
amore. Vivere in un clima di violenza o anche solo di indifferenza
affettiva è perturbante e incide sulla formazione del pensiero e
dell’affettività.
GP Sempre più coppie scelgono la convivenza. Può darci qualche breve
suggerimento, dal punto di vista giuridico, su come tutelarsi nei
riguardi della società e del/della partner, soprattutto se si hanno
dei figli?
AMBDP Si possono fare
dei contratti di convivenza, che sono validi entro certi limiti;
quanto ai figli, secondo me purtroppo ci sono ancora delle
discriminazioni tra figli legittimi e figli delle c.d. coppie di
fatto. Un modo per eliminarle è quello di procedere alla
legittimazione dei figli nati dalle unioni di fatto.
GP Nel suo ultimo
libro (Calci nel cuore, edito dalla Sperling e Kupfer) lei racconta di
spropositate richieste di alimenti, strumentalizzazioni dei figli e
ripicche casalinghe operate da donne feroci che pensano troppo alla
carriera e non si occupano dei figli, delegando tutto alle colf.
Insomma, secondo lei per le donne e per la famiglia italiana era
meglio quando era peggio?
AMBDP Io penso che la
violenza nelle relazioni familiari ci sia sempre stata; la differenza
è che oggi si ha il coraggio di parlarne. L’uso della parola “mobbing”
è recente, quanto meno nell’ambito della famiglia; la prima sentenza
italiana in cui si parla di mobbing in famiglia è del 2000, così come
è nuovo l’uso del termine “stalking” per indicare le piccole molestie
assillanti quotidiane, ma il fenomeno è antichissimo. E’ la vecchia
crudeltà mentale. Come sostengo nel libro “Calci nel cuore”, la vera
novità forse è che oggi la violenza non è più una prerogativa
esclusiva degli uomini. La rivoluzione sessuale e sociale ha affermato
la dignità giuridica della donna, ma le ha anche fornito armi che
spesso usa con una ferocia inimmaginabile, tanto da diventare a volte
una “mamma cattiva”, o anche una “vittima” in perfetta malafede, che
proprio nel sacrificio percepisce l’essenza del suo potere. Nel libro
c’è un capitolo, curato dall’Avvocato Valeria De Vellis, che offre
tutte le informazioni indispensabili a proteggere i figli e a
proteggersi dal carnefice, uomo o donna che sia.
GP Infine, ci
permetta un piccolo elemento di gossip: perché tutte le donne ricche e
famose si rivolgono a lei per separarsi: per fini utilitaristici o
perché il marchio 'Bernardini De Pace' è diventato uno status symbol
da sfoggiare, per rendere la separazione meno dolorosa?
AMBDP Penso che sia solo una questione di
fiducia.
Giuliana Proietti
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