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GP Che differenza c’è fra infertilità e sterilità?
CF Questa domanda è interessante, perché io sto protestando per questo
uso dell’antilingua che mi dà un po’ fastidio perché d’ abitudine
vengono utilizzati termini che non sono corretti.Ad esempio, se lei va a
guardare nel dizionario la parola ‘eterologo’, trova ‘inontro fra gameti
di specie diversa’, diversa come ad esempio quella di un ornitorinco… Si
tratta ovviamente di un uso improprio. Si usano allo stesso modo anche
‘infertilità’ e ‘sterilità’ perché gli anglosassoni chiamano
‘infertility’ la sterilità. Noi, d’abitudine, diciamo che è ‘sterile’
una persona che non inizia la gravidanza se è una donna e non la fa
iniziare se è un uomo; ‘infertile’ è una coppia che non riesce ad avere
figli vivi o che non riescono a sopravvivere. C’è una differenza anche
nelle terapie: quelle dell’infertilità non sono così importanti,
complesse… Moralmente criticate,come quelle della sterilità.
GP Quale è la percentuale di coppie sterili?
La percentuale è del 15% al primo figlio, con un ulteriore 5% per il
secondo figlio. Questo dato vale per l’Italia e, più o meno, per tutti
gli altri Paesi europei. Nel mondo i dati cambiano a seconda dei luoghi.
Ad esempio in tutti i Paesi poveri, dove c’è un’igiene difficile ed
un’assistenza medica più complessa, le infertilità secondarie sono molto
più numerose. Infatti, se il parto determina grandi guai, poi lei non ne
fa più di figli e se il parto è senza assistenza… Uno dei problemi più
gravi è quello dell’infezione puerperale, che è il più grande dramma che
sia mai passato su questa terra: molto più della peste, perché ha
colpito sempre, fino al 1800, senza fermarsi mai. Le pestilenze invece
comparivano e scomparivano. Solo con la scoperta dell’igiene è stato
possibile arginare il fenomeno.
GP Per quale motivo la sanità privata, nel settore della riproduzione
assistita si è affermata più di quella pubblica?
CF Non credo che sia un merito della sanità privata,ma piuttosto un
demerito della sanità pubblica. Gli Ospedali non amano la cura della
sterilità, perché costa, d° pochi vantaggi, è impegnativa, per cui sono
gli Ospedali che si sono tirati indietro.
GP La sterilità non viene considerata una malattia come le altre?
CF Per i medici lo è, perché i medici sono abituati a considerare
malattia la sofferenza e quindi credo che per loro non esistano dubbi.
Ci sono altre persone che ritengono che la sterilità sia un disagio, ma
è una cosa molto difficile da sostenere, perché il disagio è un problema
che la medicina non dovrebbe neppure trattare… Gli Ospedali non se ne
dovrebbero occupare. Noi siamo abituati, come medici, a gestire la
sofferenza come malattia. Del resto, non è che se lei fa l’autopsia ad
un depresso gli trova dei tumori: però è un malato, perché è sofferente.
Così la sterilità: per noi ha queste caratteristiche di malattia, così
come le terapie che usiamo hanno caratteristiche di terapia vera. Lei sa
che qui c’è un po’ di confusione, perché ci dicono: ‘si, però voi
lasciate la sterilità che trovate…’ Certo, ma anche se curo il diabete
lascio il diabete che c’è… Non lo guarisco mica…
GP Da sempre le caratteristiche umane si adattano all’ambiente e agli
stili di vita: come mai, malgrado l’attesa di vita si sia dilatata
enormemente negli ultimi anni, la fertilità femminile è ancora così
tanto legata alla giovane età?
CF Qui c’è un duplice problema. C’è un sistema di controllo della
fertilità che si basa sull’acquisizione di caratteristiche utili per
avere una gravidanza tranquilla. C’è una certa quantità di tessuto
adiposo, ossa ormai pienamente formate; insomma, il conseguimento di una
piena maturità del corpo. A questo punto comincia la produzione di
ovociti e nei primi periodo questi ovociti sono al meglio delle loro
capacità. Ora, noi abbiamo sovrapposto la cultura alla biologia e quindi
questi ovociti li facciamo aspettare moltissimo tempo… Il tempo perché
ognuno di loro possa avere dei guai: a uno si stacca un pezzo di DNA, ad
un altro un cromosoma si divide e non si ‘riappiccica’ più. Via via che
passa il tempo quindi le uova invecchiano, per cui siamo in grado di
migliorare la qualità della vita delle donne, che sembrano giovanissime
anche quando giovanissime non lo sono più. L’invecchiamento della donna
non dipende da noi: è un fatto biologico, c’è poco da fare. Occorre
trovare il modo semmai, di metterli via, di metterli da parte…
GP La banca degli ovociti intende?
CF Non lo so, questa potrebbe essere un’idea, ma sa che oggi ci sono
molti laboratori che oggi stanno costruendo uova?
GP Addirittura! Tornando alla psicologia, volevo chiederle se secondo
lei lo stato psicologico incide sulle capacità riproduttive degli
individui.
CF E’ un problema complesso. Può incidere moltissimo. Generalmente però,
attraverso strade molto precise. Per esempio nell’uomo un problema
psicologico severo impedisce di avere un rapporto sessuale tranquillo,
crea problemi sessuali. Nella donna moltissime amenorree ipotalamiche
sono create da stress, stanchezza psicologica ecc. e diminuiscono la
fertilità. Ecco, in questo senso.
GP Molto spesso chi si sottopone a trattamenti per la riproduzione
assistita deve affrontare delusioni molto forti, che inducono uno stato
depressivo. Questo fa ulteriormente scendere le possibilità di successo?
CF Questa è una domanda molto difficile. Io credo intanto che questo
stato depressivo sia in misura modesta,quasi inevitabile, visto il
grande investimento che le persone fanno in queste tecniche, in questa
fiducia magari esagerata nei mezzi della medicina. Ci sono molte cose da
temere. Credo che qua siamo di fronte ad un difetto che riguarda la
medicina in genere. Nei confronti della sofferenza è piuttosto
grossolana. I modelli più frequenti nella medicina sono modelli basati
sul contratto : tu vieni, io ti faccio e così… In realtà, se c’è una
persona che ha bisogno di grandissima attenzione e di moltissimo tempo,
questa è certamente una donna che fa una fecondazione assistita. Se un
medico è frettoloso, è meglio che cambi mestiere. Perché dipende molto
da questo la possibilità di accettare la delusione, che è la vera
complicazione di queste tecniche e purtroppo accade troppo
frequentemente.
GP Le persone più rilassate e tranquille insomma, hanno maggiore
possibilità di riuscita, come diciamo noi psicologi?
CF Credo che sia quasi impossibile da determinare. Sono delle ricerche
che empiricamente non si riescono a fare. Gli psicologi vedono molto
spesso la frangia di maggiore sofferenza, la più patologica e questo
crea queste convinzioni che magari a noi medici non risultano vere.
GP Quand’è che una coppia in cerca di figli deve cominciare ad
allarmarsi?
CF Deve essere lasciato al buon senso, perché dipende molto dall’età
delle donne. Io posso essere molto paziente e prudente quando la ragazza
ha venti anni. E’ difficile che un anno di ricerca mi possa soddisfare
se c’è una sterilità idiopatica: aspetta, aspetta, aspetta … Perché
molti casi si risolvono da soli. E’ diverso se la coppia non è più
giovanissima, se ci sono delle malattie… La stessa condizione dell’età
dipende dalla presenza di fibromi, anche operati, perché possono tornare
e di endometriosi, che è una malattia che recidiva sempre. In questi
casi la prudenza dovrebbe insegnare ad essere un pochino più frettolosi.
In questi casi ad esempio la legge chiede la gradualità: io non vedo
proprio come si possa essere graduali.
GP Nel mondo cattolico si preferisce parlare di congelazione degli
ovociti, piuttosto che dell’embrione. Ci sono difficoltà tecniche che
impediscono ciò?
CF E’ per mia iniziativa che in Italia è iniziata la congelazione degli
ovociti. Io sono sempre stato molto attento alla possibilità di
congelare uova, non solo per togliere la sofferenza che il mondo
cattolico sicuramente prova. Non vedo per quale ragione, se non vi sono
problemi, questa sofferenza non possa essergli risparmiata…Io sono
sempre stato di questa opinione. E’ una cosa interessante, molto utile
da studiare, perché potrebbe risolvere il problema della conservazione
della fertilità ad esempio per le ragazze che vengono trattate con una
terapia antiplastica. Sono cose che hanno sempre più peso. Le ragazze
guarisono, ma hanno il problema della sterilità.
GP In America si combatte per la vita del feto, ma poi c’è la pena di
morte e si mandano i soldati in guerra senza tanti scrupoli. In Italia
c’è tutta questa polemica per salvare la vita dell’embrione, ma siamo in
guerra anche noi. La vita umana dunque conta meno di quella
dell’embrione?
CF In Italia vale certamente di più la vita del feto, perché viene
protetta ai limiti del terrorismo, mente si può abortire … Fino a quando
si potrà abortire, perché i pare che si stiano ponendo le basi per
togliere la legge sull’aborto. Quindi, certamente questo è vero. I
fondamentalismi, di tutti i tipi, perdono una cosa che è preziosa per
l’uomo: il buon senso. E perdono la capacità di dialogare, di
comprendere le ragioni dell’altro.
GP Cosa pensa dell’omosessualità ed in particolare delle coppie gay?
CF Io non ho problemi, per carità di Dio…Anche perché vedo dati che
vengono soprattutto dagli Stati Uniti, che sono stati più attenti su
questo problema e mi sembra che mostrino con grande tranquillità che i
bambini che nascono da queste coppie son bambini che vengono cresciuti
molto bene e non hanno alcun problema, nessuna diversità importante nei
confronti di bambini che vengono allevati dalle coppie così dette ‘normali’.
Certamente sono stati fatti degli errori, perché la gente è stata un po’
spaventata dall’omosessualità : in natura essa esiste anche nella specie
animale, ma di questo non ci scandalizziamo.
GP La fecondazione eterologa non è accettata da coloro che pensano che
il padre debba essere ‘naturale’. Mi sembra una convinzione strana, in
contro tendenza, se pensiamo che sempre più spesso, a causa dei divorzi,
gli uomini si trovano ad allevare figli non loro…
CF Siamo al massimo dell’ipocrisia perché c’è il 10-15% dei bambini che
vive con un padre diverso dal genitore biologico e lo sa e un altro
10-12% che vive con un padre diverso e non lo sa. Quanti padri sanno
infatti che il figlio non è il loro, è nato in un momento particolare
della vita della coppia? Il figlio non è il loro, ma lo sanno, lo
accettano, gli vogliono bene. E’ importante chi ha voluto che tu venga
al mondo, non chi ha dato il patrimonio genetico, che può averlo fatto
in un attimo di sbadatezza, per violenza… Lei pensi a quante fertilità
vergognose ci sono… Esistono tantissimi modelli di genitorialità e
quello che noi consideriamo buono è solo uno dei tanti: non so se è il
più vantaggioso. Ora sto scrivendo un libro, una storia del controllo
della fertilità ed ho trovato modelli di genitorialità davvero molto
dissimimili, ma molto interessanti. Il concetto di genitorialità
insomma, non è biologico: è simbolico.
Giuliana Proietti
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Chi è
CARLO FLAMIGNI ?
Il Prof. Carlo Flamigni, (1933), ginecologo, Professore Ordinario di
Ginecologia e Ostetricia a Bologna; dal 1° novembre 1975 al 31 ottobre
1994 ha diretto il Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione
(attualmente Servizio di Endocrinologia Ginecologica) dell’Ospedale
Policlinico S.Orsola-Malpighi. E’ Relatore ufficiale di numerosi
congressi nazionali ed internazionali, è stato chiamato a tenere
conferenze in molte Università, fa parte del Comitato di Redazione di
numerose riviste scientifiche, ha tenuto seminari e organizzato
esercitazioni relativi a temi di fisiopatologia ostetrica e
ginecologica. Dal 1994 al 2001 è stato
Direttore dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica “P.
Sfameni” dell’Università degli Studi di Bologna. E’ stato membro della
Commissione “Assistenza Gravidanza e Parto nonché Organizzazione
Servizi Ostetrici” istituita dal Ministero della Sanità e della
Commissione per le Fecondazioni Assistite istituita dal Ministero di
Grazia e Giustizia.
E’ stato Presidente della Società Italiana di
Fertilità e Sterilità dal 90-94 e dal 1999 al 2004. E’ membro del
Comitato Nazionale di Bioetica. Attualmente è coordinatore scientifico
del Dottorato di Ricerca in Bioetica dell’Università di Bologna. La
sua ricerca si è sviluppata particolarmente sulle tecniche di
fecondazione assistita, sulla endocrinologia della donna nelle fasi di
pubertà e di post-menopausa e sui tumori endocrino-dipendenti. Tra i risultati di maggior rilievo della sua ricerca,
va segnalata la complessa indagine, prima sperimentale e poi clinica,
relativa al congelamento degli ovociti.
Ha contribuito, con articoli di ginecologia e di
ostetricia alla preparazione di numerosi libri di testo, per studenti
e specializzandi. Ha pubblicato oltre 900 memorie scientifiche
originali, 12 monografie e alcuni libri di divulgazione: “I Laboratori
della Felicità”, “Storie di bambini piccolissimi”, Figli dell’acqua
figli del fuoco”, “Il Libro della Procreazione”, “Avere un
Bambino”, “Curare la sterilità”, “La Procreazione Assistita”,
“Giallo uovo Un mystery romagnolo”, La reproduccion asistida,
Il Grande Tabù delle donne, Come affrontare senza timori la menopausa,
La compagnia di Ramazzotto.
Ha pubblicato numerosi
articoli su vari problemi di bioetica. E’ stato inoltre editore di 28
volumi scientifici e di atti congressuali. Sito internet: www.carloflamigni.com
© copyright psicolinea.it
- Maggio 2005
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