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GP Lei è stato fra i primi, in Italia, ad
occuparsi professionalmente di sessuologia: cosa l’ha indirizzata
verso questa scelta?
GR Se non fossi
uno psicologo direi semplicemente che sono stato indirizzato dalle
opportunità fornitemi durante gli studi universitari in un clima
culturale quale era quello degli anni sessanta. Presso la Clinica
Dermatologica dell’Università di Bologna era attivo un Consultorio di
Sessuologia, mi trovai bene e ci rimasi. Ma per uno psicologo queste
sono ragioni di superficie e sotto? cosa ci sarà sotto? Dovrebbe
esserci una qualche perversione e se, come si dice, i chirurghi hanno
la possibilità di attuare positivamente le proprie componenti sadiche,
i sessuologi realizzano un voyerismo produttivo di conoscenze e
professionalità. Kinsey raccolse circa 20.000 confessioni, Masters
ebbe modo di affermare che durante i suoi studi sulla fisiologia della
risposta sessuale aveva assistito a 10.000 orgasmi, lo disse senza
vergognarsene, anzi sembrò vantarsene. Io non sarei sopravvissuto e
comunque non ho numeri da fornire, forse non sono proprio un
sessuologo.
GP Come è
stata accolta la sessuologia nell' ambiente medico-universitario e
nella società civile?
GR In realtà non
è stata accolta, se si escludono le poche iniziative di qualche
docente che riconosce la necessità di iscrivere la sessualità e la
clinica sessuologica fra gli argomenti da trattare e sfida il ridicolo
riservatogli dalla maggioranza dei colleghi. Maggiore attenzione le è
stata riservata nelle Facoltà di Psicologia dove ha trovato (per es.
Bologna, Firenze, Roma) una collocazione ufficiale anche se si è
dovuto sostituire al termine Sessuologia, forse perché troppo
esplicitamente “sessuato”, l’espressione Psicologia e psicopatologia
del comportamento sessuale.
Nella società civile le cose non sono molto diverse: il
sesso è monopolizzato dai media che lo usano strumentalmente per
incentivare le vendite di un prodotto o l’audience di un programma per
cui la sessuologia trova qualche possibilità di accettazione solo se
si adatta ad una divulgazione che per non essere pedante è spesso
sbrigativa, scorretta e sentenziosa.
GP Il mondo cattolico italiano ha mai mostrato
ostilità verso l’approfondimento della conoscenza della riproduzione
sessuale? E verso lo studio scientifico dell’orgasmo?
GR Il primo
centro scientifico-culturale che si è occupato della scienza
sessuologica nel nostro paese dopo che le iniziative degli anni venti
erano state cancellate dal regime è stato il Centro Italiano di
Sessuologia che compie 47 anni e venne fondato nel 1959 da un gruppo
di medici cattolici romani. Da allora pubblica una rivista scientifica
(Rivista di Sessuologia) e un notiziario (SessuologiaNEWS), incentiva
la ricerca e provvede alla formazione e aggiornamento di educatori,
medici e psicologi. Il numero 3/2005 della Rivista si occupa
specificamente del desiderio femminile e in passato un’altro fascicolo
(n. 2/1996) venne dedicato all’orgasmo. Personalmente ho svolto corsi
sperimentali di educazione sessuale già nel 1968 presso scuole
cattoliche private che in quegli anni furono le prime ad attivarsi.
Non ho mai avvertito ostilità, ma prudenza e certezza dei riferimenti
etici che possono essere anche non condivisi, ma hanno il pregio della
trasparenza e sono quindi più facilmente aggredibili di tante fumose e
confuse versioni libertarie o semplicemente ribellistiche che si
prestano solo ad essere gridate e non consentono nessuna costruttiva
possibilità di confronto.
GP George Bataille sosteneva che l’erotismo ha
bisogno di tabù, per poterli superare e che, se i mutamenti del
costume cancellano i tabù, occorre cercarne altri per mantenere vivo
l’erotismo. E’ d’accordo? Quali sono i tabù dei tempi d’oggi?
GR Il fascino
del proibito ha un indubbio potere erotogeno e in una società
repressiva, come è stata quella puritano-borghese dell’otto-novecento,
ha rappresentato senz’altro una soluzione capace di incentivare il
desiderio. Ma le società cambiano e per mantenere vivo l’interesse
sessuale elaborano sistemi di volta in volta diversi. Le celebrazioni
dionisiache ad esempio ottenevano lo stesso effetto abbattendo, sia
pure per tempi limitati, i tabù. In quei giorni infatti i tabù
venivano cancellati e la trasgressione diventava la regola. Oggi
stiamo attraversando un momento critico nel quale non siamo riusciti
ad individuare strategie seduttive alternative al divieto che
comportava non solo il piacere della trasgressione, ma soprattutto un
continuo ammiccamento, una costante allusione -negli abiti, nei
comportamenti e nei linguaggi - al richiamo sessuale. Non a caso
nell’era del Viagra registriamo una caduta verticale del desiderio e
quindi dell’attività sessuale.
GP Oggi nel matrimonio non si cerca
semplicemente una persona con la quale mettere su famiglia, ma un
complice, un amante per la vita, con il quale condividere una solida
sessualità. E’ un’aspirazione legittima o solo un’illusione?
GR L’aspirazione
è legittima e le persone sono potenzialmente nelle condizioni di
realizzare simili unioni. Le delusioni sono tuttavia frequenti. Non
possiamo certo dire di essere preparati per costruire una coppia i cui
componenti sappiano destreggiarsi fra i ruoli di coniugi, genitori,
amici e amanti. Frequentiamo per oltre vent’anni la scuola per
ottenere un titolo di studio che ci prepara, e non sempre nel migliore
dei modi, a svolgere un lavoro, ma per essere una coppia vincente
dobbiamo affidarci al fai da te.
GP Quali sono le caratteristiche della coppia
destinata a durare nel tempo?
GR Difficile
credere al destino, meglio affidarsi alla propria determinazione dando
seguito a quel “si, lo voglio” che si pronuncia esplicitamente nel
giorno delle nozze ed implicitamente quando si decide di vivere
assieme. Il percorso espone a grandi rischi; durare nel tempo, quando
il tempo a disposizione è particolarmente lungo grazie alle speranze
di vita di cui beneficiamo, non è infatti una operazione semplice: ci
riesce una coppia su quattro. Per limitare i danni e garantirsi il
futuro i più ritengono che sia necessaria una scelta ponderata, matura
e ragionevole, che ci si debba conoscere bene ed avere le risorse
economiche che garantiscano tranquillità. Prima si compra la casa, il
frigorifero, i mobili e poi si parte come se il vivere a due fosse una
sorta di viaggio organizzato dove ogni imprevisto è cancellato dalla
perizia e sollecitudine del tour operator. Al contrario il viaggio in
cui si impegna la coppia è un’avventura che nessuna persona capace di
ragionevolezza si disporrebbe ad intraprendere. Solo se ci si convince
che amarsi è una follia e solo se ci si dispone ad affrontare
l’imprevedibile mettendo a disposizione le proprie risorse di volontà
e creatività, almeno nella stessa quantità che usiamo quotidianamente
per lavorare o per divertirci, è forse possibile aspirare ad essere,
delle quattro, la coppia vincente.
GP Cosa pensa del tradimento? E’ una marcia in
più a favore della coppia per ritrovare complicità ed intesa o è un
incidente di percorso da archiviare senza troppe ricerche di
spiegazioni, discussioni e approfondimenti?
GR Sui libri c’è
scritto che può essere una occasione di crescita della coppia. Nella
mia esperienza clinica non ho mai potuto verificare una simile
situazione. Anche quando si riesce a “metterci una pietra sopra”, come
dicono alcuni, la pietra non è mai tanto pesante da impedire nel tempo
e in successione: la rabbia, il risentimento, la delusione e infine
l’amarezza che prelude ad una indifferenza o distacco affettivo, forse
ci si può volere ancora bene, ma la ferita rimane evidente. Rotto
l’incantesimo, alla realtà ci si rassegna.
GP Molti uomini oggi fanno sesso virtuale
tramite chat erotiche con altre donne e le loro compagne si sentono
tradite, anche se non vi è un rapporto sessuale fisico. Questi
rapporti che vivono on line delle persone felicemente in coppia nella
realtà secondo lei rientrano nella casistica del ‘tradimento’?
GR Il tradimento
si misura in rapporto al contratto tacito e informale che si
stabilisce nel decidere di essere coppia. Si può tradire l’altro
dedicando il proprio tempo libero alle chat erotiche, ma anche alla
propria collezione di francobolli oppure non avendo affatto tempo
libero e la mente sempre concentrata sul lavoro. Il tradimento
sessuale, virtuale o meno, fa senz’altro più male perché compromette
l’esperienza più significativa e pregnante dell’essere insieme. Quando
il rapporto sessuale è arricchito dall’amore diventa il luogo
privilegiato dell’intimità, il più concreto rappresentante dell’essere
insieme. Faccio quindi fatica a coniugare l’essere “felicemente in
coppia” con il dedicarsi alle chat erotiche, probabilmente ognuno se
la racconta come vuole.
GP Il ricorso a trasgressioni di coppia come lo
scambismo o il sesso a tre migliora l’eros nella coppia o è solo il
preludio alla separazione?
GR Se entrambi
condividono pienamente quelle modalità forse non si separeranno e
magari si divertono, ma non è che l’eros della coppia “migliora”. Il
loro eros può essere solo così, disancorato dal reale, si nutre di
fantasie. L’altro e/o gli altri non sono persone, ma vuoti personaggi
di uno scenario di cui il soggetto è un protagonista coatto.
GP Molti parlano di rivoluzione asessuale,
anoressia sessuale. Lei stesso ha parlato di svirilità: cosa sta
succedendo alla relazione fra uomo e donna ?
GR In effetti la
sessualità è in disarmo, dopo gli entusiasmi sessantottini non abbiamo
più desiderio. Le persone si meravigliano a sentir dire che siamo in
una società post-erotica perché hanno negli occhi e nelle orecchie i
media, la prostituzione, le notizie sui pedofili e le fortune del
Viagra, ma come avveniva ai prigionieri durante l’ultima guerra che
non potendo mangiare si raccontavano i diversi modi di cucinare gli
spaghetti, noi ne parliamo, ne parliamo, ma poi al momento opportuno,
lasciamo perdere.
GP Recentemente sono stati scoperti inquietanti
collegamenti fra specialisti e case farmaceutiche produttrici di
farmaci contro la disfunzione erettile. E’ stato, a suo avviso,
ingigantito il problema per motivi commerciali, o i dati che abbiamo
sono attendibili?
GR Qualche
sospetto l’abbiamo avuto quando nel conteggiare gli impotenti italiani
sono stati messi nella lista anche gli ultranovantenni o quando
personaggi pubblici, attori o intellettuali, hanno “confessato” che
anche a loro a volte avevano fatto fiasco. La conferma è venuta da
ricerche anglosassoni riportate in Italia e pubblicizzate dal nostro
Ministero della Salute. Trovato il farmaco occorre creare la malattia,
così per l’osteoporosi, come per l’impotenza erettile e sembra,
nell’immediato futuro, per la stitichezza sono state elaborate
strategie promozionali per creare il bisogno. Come dire: “impotente è
bello”.
GP L’orgasmo ha una finalità biologica? Perché
le donne, da questo punto di vista, hanno un orgasmo inutile?
GR Perché
inutile? La biologia della sessualità non è solo l’incontro di uovo e
spermatozoo e se l’orgasmo non sembra determinare necessariamente la
fecondazione o se possiamo avere anche rapporti soddisfacenti senza
orgasmo, è indubbio che la pienezza del rapporto si compie in una
relazione che prevede l’abbandono e la piena partecipazione di quella
“carne psichica” che siamo.
GP Perché, in un mondo dove i rapporti sessuali
sono liberi e teoricamente ogni uomo potrebbe avere gratis qualsiasi
donna, prostituzione e pornografia non conoscono limiti?
GR Non so quanto
possa aversi gratis una donna o quanto una donna possa avere gratis un
uomo. Qualcosa si paga sempre e quando non si paga con il denaro i
costi sono spesso più elevati e comunque preoccupanti perché non
facilmente definibili. Con la prostituta o con il materiale
pornografico non si impegna nulla della propria vita tranne il tempo
necessario e il denaro; non c’è bisogno di parlare né di manifestare
sentimenti, non si deve dimostrare nulla né conquistare nessuno, non
sono necessari exploit da superdotati, si può rimanere chiusi nel
proprio mondo, soli dentro il proprio immaginario.
GP Cosa pensa dei PACS e delle adozioni nelle
coppie gay?
GR Da un punto
di vista politico mi sembrano territori di scontro tesi ad affermare
il potere del più forte, da un punto di vista psicologico sembra che
si vogliano ulteriori leggi e autorizzazioni per amministrare una
dimensione del vivere comunitario quale è la convivenza che non
sappiamo far funzionare se, come si diceva, ci riescono solo 3 coppie
su 4. L’operazione è comprensibile, ma di certo non aiuterà a
convivere con soddisfazione di entrambi. Il problema dell’adozione è
più complesso, in fondo non abbiamo dati certi che le consigliano o
sconsigliano e d’altra parte i gay, come le lesbiche, adottati o
naturali che siano, sono stati educati da coppie eterosessuali...
GP Perché i trans stanno facendo sempre più
spesso concorrenza alle prostitute nelle vie del sesso a pagamento?
GR Da un lato il
trans non necessita di un protettore e attua tutte le potenzialità
della imprenditorialità maschile, dall’altro il cliente, spesso non
rendendosene conto, può trovare nella ambiguità del-della partner lo
specchio della propria ambiguità senza compromettere la certezza di
essere eterosessuale.
GP Oggi i giovani usano sempre più spesso
l’espressione ‘fare sesso’ anziché ‘fare l’amore’: si tratta solo di
una moda tratta dalla lingua inglese oppure c’è dell’altro?
GR Da lungo
tempo l‘amore è servito anche per giustificare il sesso come se la
nobiltà dei sentimenti potesse riscattare la miseria della carne.
Nell’espressione “fare l’amore” c’è il tentativo di legittimare
l’agire sessuale e il fatto che, come lei dice, abbia sempre minor
fortuna può essere un segno di trasparenza e franchezza. Rimane da
capire se tale franchezza sia resa possibile da una riconsiderazione
del sesso, che da negativo si è trasformato in positivo, per cui non
ha più bisogno di nascondersi dietro l’amore oppure se è solo un gesto
di millanteria adolescenziale.
GP Qualcuno dice che la più grande
trasgressione oggi sia l’astinenza sessuale: è d’accordo?
GR Se la vita
sessuale delle popolazioni d’occidente fosse la stessa che appare
nelle proposte mediatiche non avremmo dubbi: l’astinenza sarebbe una
grave colpa da espiare con pesanti condanne fra le quali, non ultima,
la castrazione. Ma così non è, le popolazioni che occupano il vecchio
e il nuovo mondo stanno abbandonando la funzione sessuale e
l’astinenza viene proposta come una forma di libertà ed emancipazione.
Negli Stati Uniti sono sorte con l’intento di fare proseliti anche
libere associazioni di astinenti non certo sponsorizzate dalla Chiesa,
che per quanto possa dire male del sesso, si oppone al digiuno erotico
considerando gli sposati come reciproci creditori di una sessualità
che, nella peggiore delle ipotesi, è un debito da pagare.
GP Sempre più scuole organizzano dei corsi di
educazione sessuale, ma le ricerche ci dicono poi che i giovani
sottovalutano il pericolo dell’Aids e sono in continua crescita le
gravidanze fra le adolescenti. Perché?
GR Perché
l’educazione sessuale non serve quando viene fatta come se si
trattasse di una materia a se stante e quindi non partecipe di quel
tessuto educativo ordito da famiglia, scuola e società. Che ci siano
operatori che si occupano di parlare occasionalmente di sesso a classi
di giovani tranquillizza gli adulti, genitori e insegnanti, che si
sentono liberati da un compito sgradito e consente ai giovani qualche
ora di svago tanto più apprezzata quanto meno annoiante è l’operatore.
Non abbiamo bisogno di una educazione sessuale, ma di una educazione
sessuata. Abbiamo cioè bisogno di un intervento educativo che
legittimi e quindi metta in evidenza la sessualità là dove è
naturalmente presente: nella storia, nella letteratura, nell’arte,
nell’economia, nella filosofia, nelle scienze, ecc. Per fare ciò non
si chiedono agli insegnanti e ai genitori conoscenze “scientifiche”
particolari ma la disponibilità a trattare degli umani come esseri
sessuati maschi e femmine e quindi dei loro comportamenti, dei loro
pensieri e delle loro opere come dimensioni dove la sessualità è
presente e merita di essere considerata.
GP Cosa pensa della chirurgia estetica
dei genitali, che oggi sembra di gran moda?
GR Della pratica
in sé non si può pensare altro che bene vista la perfezione tecnica
raggiunta dalla chirurgia. Tuttavia, come avviene per qualsiasi
conquista tecnologica, quelle possibilità di intervento pongono il
problema delle loro modalità attuative. Al di là degli aspetti
strettamente medico-chirurgici si pongono domande diverse: quali sono
le motivazioni che possono rendere opportuno o inevitabile
l’intervento? Esiste la possibilità di garantire una corrispondenza
fra i risultati ottenuti e le attese immaginate? L’insuccesso,
possibile anche se statisticamente improbabile, quanto può incidere
sulla persona e sulla sua vita affettivo-sessuale? E’ operabile chi
cerca nella modificazione dei propri genitali, anatomicamente e
funzionalmente normali, la soluzione di quelle insicurezze che
caratterizzano la sua personalità? Con quale serenità e consapevolezza
critica un paziente di questo genere sottoscrive il consenso
informato? ed ancora: il chirurgo che sa di non poter corrispondere
pienamente alle fantasie del paziente quanto è interessato ad
informare correttamente? Per esemplificare: posto che un centimetro e
mezzo, forse due rappresenta la massima misura possibile di
allungamento chirurgico del pene, è ipotizzabile che sia sufficiente
per consentire al malcapitato paziente di acquisire quella virilità
dirompente che sogna da sempre?
GP In cosa gli studi sessuologici hanno
cambiato la vita delle persone? C’è qualcosa ancora che la sessuologia
come disciplina potrebbe fare per migliorare la condizione umana nel
mondo?
GR Gli studi
sessuologici hanno fatto seguito ad una trasformazione culturale che
ha abbandonato il silenzio per trasformare la sessualità in discorso
favorendo la consapevolezza del proprio essere sessuato e la necessità
di trovare soluzioni esistenziali di maggiore soddisfazione. Il
concetto di sessualità è nato da oltre un secolo e non sembra aver
avuto un destino fortunato se si è aperta una crisi per la quale i
codici del passato non sono più condivisibili. Ai valori della
riproduzione sono stati associati i valori relazionali e
ludico-erotici, ma sembra che non si abbia la capacità di realizzarli
soddisfacentemente. Il sapere sessuale ha di certo contribuito alla
rivoluzione pacifica che ha abbattuto vecchi schemi, ma non sembra
ancora in grado di fornire alternative tali da poter essere attuate.
Abbiamo risposto a molte domande, ma abbiamo dovuto anche abbandonare
l’illusione illuminista che il sapere e la ragione possano da sole
risolvere al meglio la condizione umana. Forse esistono dimensioni che
rimangono comunque inconoscibili, forse la sessualità è un mistero che
trae la sua forza dalla impossibilità di essere svelato, forse
dobbiamo recuperare la capacità di contemplare il mondo senza
pretendere troppe risposte.
Giuliana Proietti
© copyright psicolinea.it - Luglio 2006
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