GP
Quale è, secondo te, la motivazione che sta dietro la scelta
di fare il giornalista? Fornisce maggiore gratificazione la possibilità
di esplorare il mondo e soddisfare delle curiosità interiori o c'è il
bisogno sociale di informare gli altri, per far loro sapere di cose che
altrimenti non conoscerebbero e talvolta nemmeno immaginerebbero?
GB Alla base c’e’ una passione:
esplorare il mondo e poterlo raccontare. E’un impegno, un mestiere, ma
anche un privilegio, di cui rendere conto agli altri, al pubblico.
GP Quale è,
fondamentalmente, la differenza fra il giornalista della carta stampata
e il giornalista di un TG? Fanno, per così dire, lo stesso mestiere?
GB
Solcano lo stesso mare con mezzi diversi. La parola scritta e’ più
pensata e più fredda. Il
racconto per suoni e immagini è
più sintetico, e anche più superficiale, ma più vivo e coinvolgente.
GP Cosa ne pensi del così
detto "giornalismo dal basso", o citizen journalism?
GB Può
essere un ottimo strumento per arricchire e completare l’informazione al
servizio del cittadino.
GP Attualmente giornalisti
professionisti e blogger ti sembrano più alleati o antagonisti?
GB Oggi
sono antagonisti, ma – in questo mestiere – c’e’ spazio per tutti coloro
che hanno qualcosa da dire.
GP Come viene scelto il
conduttore di un TG? Che doti deve avere?
GB
Buona presenza in video, dizione curata, e capacità di comunicare.
GP Perché c'è la corsa per
la conduzione del TG, anche se professionalmente non dovrebbe essere
entusiasmante, visto che non si fa altro che leggere le notizie che
altri hanno scritto?
GB Un
bravo conduttore non si limita a leggere le notizie scritte da altri.
Deve essere anche un “rewriter”, deve saper riscrivere e adattare la
versione, fornitagli da altri colleghi, alle esigenze di una
comunicazione chiara e diretta.
GP E un
direttore di Tg alla Rai, oltre che essere in qualche modo
schierato (vista la notoria lottizzazione in Rai è difficile non
pensarlo...), che altre qualità
deve, in genere, avere?
GB Il
vero problema oggi è che alla
vecchia lottizzazione si è
aggiunta e sovrapposta l’attività di fiduciari esterni, di lobby
politico-editorial-giornalistiche che, come racconto nel libro “Le mani
sul Tg1”, hanno peggiorato i vecchi vizi. Il lavoro di un direttore del
Tg del servizio pubblico dovrebbe essere quello di mantenere una soglia
di dignità collettiva, che permetta di mediare tra le proprie opinioni e
l’interesse generale ad un’informazione il più possibile completa e
pluralista.
GP Privatizzare la Rai
potrebbe essere una soluzione per far uscire la politica
dall'informazione libera?
GB Se
le cose continuano così, la privatizzazione –che porta ad una diversa
distribuzione delle risorse pubblicitarie – potrebbe essere la strada
per superare quel duopolio Rai-Mediaset, che ormai
è un quasi un monopolio. Ma questa
è una scelta che spetta alla
politica.
GP Quando arriva in
redazione una notizia imbarazzante, è più facile ometterla o
manipolarla?
GB Un
vero professionista, che rispetti il pubblico, sa sempre come cavarsela
anche in situazioni complicate.
GP Ora che voi uomini subite
la concorrenza delle giornaliste Tv siete costretti a curare di più la
vostra immagine? Ricordo ad esempio che tu per anni hai portato gli
occhiali da vista e che poi questi sono scomparsi. E' casuale o
effettivamente comincia a porsi, in modo serio, anche per voi uomini, la
questione dell'immagine?
GB La
concorrenza delle donne in questo mestiere non è
una cosa nuova. E’ ormai di vecchia data. Le
giornaliste hanno contribuito a svecchiare e a dare maggior “appeal” ai
vari Tg. E’ un fenomeno che è
andato avanti di pari passo con lo sviluppo della società. Gli uomini
curano di più la propria immagine anche nella politica e in tante
attività produttive e non produttive.
GP Perché ultimamente tanti
giornalisti si danno alla politica?
GB
Anche questa non è una novità.
Da Andrea Barbato ad Alberto Michelini, a Francesco Pionati
è lunga la lista di giornalisti che, a
destra e a sinistra, in epoche diverse, hanno scelto di candidarsi alle
elezioni. Lo fanno, del resto, i magistrati, gli industriali…
GP Quale è, secondo te, il
limite fra gossip e informazione? I politici in America possono opporsi
alla divulgazione di notizie che riguardano la loro vita privata?
GB
Negli ultimi tempi l’Italia si è
americanizzata anche in questo: il privato è
diventato pubblico. Resta, tuttavia, un limite tra il pettegolezzo, che
riguarda aspetti privati e marginali della vita dei politici, e
informazione, relativa anche a vicende private, che hanno rilevanza
pubblica.
GP Tu sei da anni
corrispondente dagli Stati Uniti: che cosa ti manca, professionalmente,
dell'Italia e cosa sei contento di aver lasciato?
GB Sono
contento di aver lasciato il chiacchiericcio quotidiano della
inconcludente politica italiana; mi manca la possibilità di poter
costantemente attingere, in modo diretto, ad alcune fonti di
informazione.
GP Secondo te si vive
meglio, a livello di classe media, negli USA o nella vecchia Europa?
GB La
“middle class” vive meglio nella vecchia Europa perché gode di una serie
di benefici e di tutele che in America non ci sono. Per un cittadino,
è più facile e meno costoso –
nel Vecchio Continente - curarsi o mandare i figli all’università.
GP Perché hai scritto “Le
mani sul TG1”? Volevi toglierti qualche sassolino dalla scarpa o
piuttosto informare le persone di quello che sta succedendo in TV, al di
là dello schermo?
GB
Ho scritto questo libro per
ricostruire, innanzitutto, i momenti essenziali della mia biografia
professionale, strapazzata troppo spesso da coloro che non mi perdonano
di aver cercato di infrangere alcuni tabù in 40 anni di giornalismo in
prima linea. Il racconto della mia storia, della mia esperienza -
narrata senza veli e reticenze – permette al lettore di capire meglio i
retroscena di un meccanismo che incide sulle sorti della nostra
democrazia. E’ una storia personale che ha un valore ben più generale. E
anche per questo dà fastidio.
Giuliana Proietti
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