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di
Giuliana
Proietti |
GP Da anni lei conduce
Elisir, storico programma di Rai3 che si occupa di
medicina e di divulgazione scientifica. Questa
collaborazione parte da un suo interesse personale per la
medicina o si tratta di un lavoro che le è capitato
per caso o le è stato proposto ?
MM Tutte e due le cose. L'interesse c'è
sempre stato ed è stato intercettato dalla rete che tanti anni fa mi
chiese di collaborare ad inventare un programma sulla medicina
(e di medicina), che si
fosse occupato dello star bene.
Io ho collaborato per la mia parte, cioè la parte squisitamente
televisiva, della comunicazione mediatica,
con altri autori che sono stati protagonisti insieme a me. Certo, se
non avessi avuto un interesse così spiccato per la cultura della
salute e della medicina probabilmente non sarei riuscito...
GP Parlare così spesso di malattie,
incontrare tanti medici, l’ha aiutata a vivere meglio, a fare
prevenzione, oppure l’ha resa più ipocondriaco?
MM Certo che mi ha aiutato, chiunque
frequenti la medicina con intelligenza e senza ansie da malato
immaginario non può che giovarsi della frequentazione "gratuita" di
tutti questi medici. Inoltre, la verifica
diretta delle situazioni aiuta, perché toglie
quel velo di drammaticità che spesso opacizza il nostro intendimento e
ci rende ipocondriaci. L'ipocondria è frutto spesso di poca
competenza.
GP Lei non ha una formazione scientifica,
ma umanistica: secondo lei è importante avere una formazione classica
per affrontare i temi della scienza?
MM ... Ma guardi che il medico è un
umanista, non è uno scienziato! La medicina non è una scienza, è una
tecnica. Le scienze sono altre: la botanica, la chimica, l'anatomia.
Il medico è un tecnico che padroneggia molte scienze. Di tutte le
scienze umane, la medicina è la più umana di tutte... Perché il medico
non si occupa della malattie, si occupa dei malati e di persone che
hanno delle malattie. Lo dice anche Ippocrate: il medico studia le
persone, non le malattie.
GP Forse la sua è una
visione un po' idealizzata della medicina...
MM No, i medici che sono seri sono così.
Questa è la medicina.
GP E la filosofia,
quanta importanza ha avuto nella sua formazione?
Non mi considero un esperto di filosofia: ho frequentato i filosofi
che ho studiato perché la mia formazione è letteraria,
storico-filosofica. La mia formazione è debitrice dello studio della
filosofia, della filosofia della storia, in
particolare. Ho studiato Croce, ho studiato Hegel... Lo studio dei
filosofi e delle loro opere, dunque non tanto la filosofia, ma lo
studio delle opere dei filosofi, accompagna la
formazione della persona, dai presocratici ad oggi:
Emanuele Severino, Cacciari...Vi sono
dei pensatori illustri; nulla deve sfuggire all'attenzione e alla
curiosità.
GP. E della psicologia cosa ne pensa? Forse
non rientra nel campo dei suoi interessi? Perché è così poco
rappresentata in Elisir?
MM L'abbiamo trattata e poi la trattiamo
sempre, trasversalmente. La psicologia come
branca della medicina l'abbiamo affrontata e come...
Poi io non sono un competente, sono un curioso. La psicologia
dal punto di vista organicistico mi interessa molto di più che quella
affidata al nominalismo dello studio linguistico. Io sono convinto che
i problemi del cervello siano fronteggiabili sia con il trattamento
chimico, e parlo di molecole, sia con il trattamento tipicamente
psicologico e psicoanalitico, cioè quello del contatto umano,
attraverso la parola, perché sono convinto che la comunicazione a sua
volta attivi degli atteggiamenti organicistici che curano o
aggravano...
GP Lei è un cultore di Watzlawick
dunque, Pragmatica della Comunicazione Umana,
la scuola di Paolo Alto...
MM Si: non si può
non comunicare e sto citando quello che cita
lei...
GP Spesso il nome di Michele
Mirabella viene accomunato a quello di Piero Angela:
perché secondo lei? Cosa avete in comune?
MM Intanto per me è un onore essere
accomunato al nome di Piero Angela, perché è un uomo
intelligentissimo, è un grande uomo di televisione e di comunicazione.
E' un intellettuale sobrio, raffinato, "educato". Io ho potuto
imparare da Piero Angela: la compostezza, la sobrietà, la chiarezza
nell'esposizione, l'onestà intellettuale, il rigore scientifico, il
rigore illuministico, Voltairiano, l'esperimento, le realtà vere, la
lotta alle superstizioni, lo scetticismo nei confronti di tutti i
vaniloqui dei così detti "paranormali". In questo io sono un suo
allievo, anche se poi non siamo tanto lontani come esperienza
professionale: ci separano appena dieci, quindici anni. Ce n'è
abbastanza per lusingarmi.
GP Lei insegna sociologia della
comunicazione: pensa che questi studi sulla comunicazione, che oggi
vanno molto di moda, siano poi utili per inserirsi nel mondo del
lavoro?
MM No!
GP, Ah, molto sincero...
... Sono "indispensabili" !
Intendiamoci: se qualcuno si illude di poter trovare lavoro perché è
laureato in Scienza della Comunicazione, si
illude. Oggi, in tutte le branche del sociale, la persona deve avere
delle competenze di comunicazione: è una formazione di base, ma poi il
lavoro lo troverà in altri campi. Anche il medico dovrebbe avere
esperienze di sociologia della comunicazione. E' una cultura che non
può più sfuggire all'uomo moderno.
GP A proposito di comunicazioni
e comunicazioni di massa, secondo lei le televisioni
commerciali hanno migliorato o peggiorato i gusti degli italiani?
MM Li hanno devastati, li hanno
devastati. Hanno spadroneggiato senza rete e continuano a farlo...E
quindi hanno formato, o de-formato gli
italiani, preparandoli al disastro che stiamo
vivendo. Il danno è stato cominciato trenta anni fa, prima ancora di
creare un partito.
GP Secondo lei, come esperto di
comunicazione, la televisione effettivamente è in grado di spostare
voti e creare consenso anche in programmi che non hanno niente a che
fare con la politica?
MM Solo con i programmi che non
hanno niente a che fare con la politica si spostano i voti ed i
consensi... Sono gli stili di vita: gliel'ho
detto. E' da anni che si prepara questa devastazione politica che
stiamo vivendo. Non sono le organizzazioni politiche che spostano i
voti, sono i Grandi Fratelli.
GP Lei è un uomo del Sud: cosa ne pensa
della rassegnazione e del degrado in cui vive buona parte della
popolazione meridionale? E’ sempre colpa dei governi o c’è anche una
responsabilità culturale?
MM Le rispondo come prima: quello che
lei apprezza o lamenta andrebbe tutto rivisto e ridiscusso. Se è vero
che c'è la camorra, ci sono anche i ragazzi calabresi e Saviano, no?
C'è meno vivacità in questo senso nel Pacifico Nord. Il Sud è vero,
vive nel degrado, ma le cause sono antropologiche, storiche e quindi
politiche.
GP Come uomo del Sud lei è anche
particolarmente galante con il gentil sesso: ad esempio è uno dei
pochi che usa ancora il baciamano… Crede che questi modi gentili siano
ancora delle armi di seduzione efficaci?
MM Non so...
GP Pensa che le donne siano cambiate,
che non amino più ricevere queste attenzioni?
MM Dipende dalle donne. Sono molto più
sensibili e complesse dei maschi. Io comunque il baciamano non lo uso
come arma di seduzione, per me è un comportamento naturale, però credo
di si, le donne ancora gradiscono queste attenzioni.
GP Anche nel post-femminismo...
MM Ma andiamo... Non credevo nel
femminismo, figuriamoci nel post-femminismo.
GP Come osservatore del costume, in che cosa
è cambiata la vita sessuale degli Italiani dal periodo della sua
giovinezza ai giorni nostri?
MM E' migliorata. Io l'ho sempre
rispettato il sesso, purtroppo però oggi è
diventato semplicemente un articolo di consumo e dunque secondo me
le persone si divertono meno... Tornerà
comunque, perché tutto è ciclico e dunque si tornerà a capire quanto
prezioso sia considerare il sesso un'arte e non soltanto una
ginnastica, o comunque una specie di modo per
passare il tempo. Quando leggo nelle cronache: "hanno violentato la
ragazza pe' fa' 'na cosa"... Ma che senso ha? Se c'è una cosa
che non deve avere niente a che fare con il sesso è la violenza. La
violenza nel sesso è implicita e condivisa, ma in questo caso non è
violenza, è forza... Ma sono discorsi troppo
complicati per questi ragazzi, che hanno un'idea del sesso da bassa
macelleria, sia i maschi che le femmine,
purtroppo. Ciò che maggiormente mi indigna ed in questo c'è la mia
formazione umanistica e da uomo del sud, che spesso le ragazze
condividano questa idea del sesso come consumo. Me la aspetterei da
quei ragazzacci che frequentano le bottiglierie, ma dalle ragazze...
GP E pensare che, nell’aspetto e nella
sensibilità, gli uomini si sono avvicinati alla femminilità, ma questo
non è servito a renderli meno violenti nei confronti delle donne o
anche dei bambini. Come si spiega il perdurare di aspetti così
violenti e machisti insieme a tanta effeminatezza nel
look?
MM Sa che non me lo spiego? In realtà
queste effeminatezze sono delle storture intellettuali; sono modi di
infrangere i tabù, di crearli e poi di infrangerli. E' un po' come un
tiro al bersaglio: creano i tabù per poterli infrangere. Pensi
all'orgoglio omosessuale, che è una cosa
patetica, ridicola e controproducente...
Per poi mettersi delle catene...
Sono degli imbecilli.
GP E’ ottimista o pessimista sul futuro?
Secondo lei cosa salverà il genere umano dall’autodistruzione?
MM Mah!
GP Mi aspettavo da lei come
risposta: "la cultura"... O sbaglio?
MM Il vecchio Dostojevskij
dice "la bellezza ci salverà". Io direi "il senso del ridicolo". Se
ritroviamo il senso del ridicolo siamo salvi.
© copyright psicolinea.it - Febbraio
2009
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Chi è
Michele Mirabella?
Nato e cresciuto a Bitonto (Ba) è
regista, autore, attore di teatro, radio, cinema e televisione. Tra queste
attività predilige quella di regista. Lavora dal 1973 presso la RAI dopo
aver vinto una borsa di studio. E' laureato in Lettere e Filosofia e, ad
honorem, in Farmacia. In teatro ha firmato la regia di
oltre sessanta spettacoli e ha recitato in
teatri stabili e in numerose compagnie primarie in tutta Europa e negli
Stati Uniti. Ha curato anche la regia di numerose opere liriche. Attualmente
Insegna "Teorie e Tecniche della Comunicazione di Massa" presso l'Università
di Bari, è nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Petruzzelli di
Bari, è sovrintendente e direttore artistico del Teatro di Udine e sta per
dirigere un Elisir d'Amore al Teatro Lirico di Cagliari. Su
RAI3 conduce Elisir e Cominciamo bene
(estate) e, per hobby, cura
con passione delle piante da fiore, site nel
suo terrazzo. Per la precisione
trattasi di rose e turcamelie...
Dalla primavera del 2006 è membro del Consiglio di Amministrazione del Parco
della Musica/Auditorium, in rappresentanza della Provincia di Roma.
© copyright psicolinea.it - Febbraio 2009
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