GP A 150 anni dalla nascita di
Freud, con l’affermazione delle neuroscienze e il rafforzamento del
filone organicista della psichiatria e degli psicofarmaci, cosa
rimane, secondo lei, della psicoanalisi? E’ stata solo una grande
illusione?
PC Nooo. La psicoanalisi era ed è un grande strumento conoscitivo
dell'uomo: in questo non è stata superata dalla psicofarmacologia o
dalla biologia. Certo, se si pensava che la psicoanalisi potesse
essere la soluzione a tutti i problemi dell'umanità, questo è ovvio
che non è. E' una chiave culturale, è una chiave di ricerca.
GP Lei è stato allievo e collaboratore di Franco Basaglia: dopo
anni di applicazione e ormai fuori dagli echi del ’68, come giudica la
famosa 180? In che cosa la cambierebbe per renderla migliore?
PC Ma, guardi, la 180 non è frutto della cultura del '68. E' stata una
grande stagione, operativa, scientifica, ma la 180 ha radici molto più
complesse rispetto al '68. Come la cambierei? Ma, semplicemente, come
è sempre stato detto, applicandola, analizzando ciò che oggi manca,
per esempio le strutture intermedie.
GP Il suicidio rappresenta oggi la terza causa di morte per gli
adolescenti: quali sono i motivi, secondo lei e cosa si potrebbe fare
per diminuire l’entità del problema?
PC Il suicidio è un problema individuale, per cui non possiamo dire
teoricamente che cosa bisogna fare... perché un ragazzo... Perché è
Antonio, piuttosto che Laura che si suicida, quindi dobbiamo occuparci
della loro vita. Che cosa si potrebbe fare? Bè, cambiare la scuola,
perché la scuola è un grande luogo di ascolto di un adolescente. Se il
ragazzo si sentisse più partecipe, più ascoltato, sarebbe meglio.
GP Con i telefonini in mano, di nuova generazione, i nostri ragazzi
stanno diventando sempre di più produttori e spacciatori di
pornografia, anche attraverso atti di bullismo sulle vittime. Il
problema, rispetto alle generazioni passate, è nei giovani stessi o
nelle nuove tecnologie, che spingono a questi comportamenti?
PC No, ogni volta la tecnologia porta ad un eccesso, esattamente
come la libertà. Quando uno scopre la libertà di solito fa subito una
sciocchezza, perché ne abusa.
GP Potrebbe essere un'idea, secondo lei, consigliare ai genitori di
pretendere che i loro figli, almeno fino ai 16 anni, abbiano solo dei
telefonini di modello-base?
PC No, non ho mai pensato che la repressione possa essere utile.
Adesso si sfogano a fare video. tra un anno non ce ne accorgeremo
neanche più. Diventerà come il frigorifero, il tostapane. Ora, chiaro,
c'è la novità, per cui è chiaro che i ragazzi che hanno più in mano
questa novità rispetto agli adulti, tendono ad usarla, come sempre
fanno i ragazzi. Quando uno scopre il calcio, gioca tutti i giorni:
sei mesi dopo si stufa...
GP Lei ritiene la scrittura 'una grande possibilità di comunicare,
che fa sentire più liberi e privilegiati' : cosa pensa del mondo dei
Blog ?
PC Il mondo dei Blog è interessante:
anche lì è una liberta, nel senso che io scrivo, posso scrivere una
bestemmia, una frase ingiuriosa, tanto c'è un anonimato che mi
protegge.. Il Blog è fatto da persone assolutamente anonime, in gran
parte, per cui è una forma di scrittura. Da questo a dire che è una
forma letteraria ci penserei un attimo... Questo lo dice
D'Agostino, ma io non lo penso.
GP Cosa pensa delle psicoterapie condotte on line? Potranno, in
futuro, sostituire il tradizionale incontro faccia-a-faccia con il
terapeuta, secondo lei?
PC No, le terapie on line sono molto utili e saranno sviluppate
sicuramente in futuro perché uno può anche vedere in faccia il
paziente ed il paziente vedere in faccia il terapeuta. Se questo
potesse portare ad un abbassamento dei costi della psicoterapia, credo
che saremmo tutti contenti, perché mi pare anche giusto che anche chi
non se lo può permettere possa usufruirne. Da questo a dire che
sostituirà totalmente la psicoterapia tradizionale mi sembra una cosa
eccessiva.
GP Essendo lei uno psichiatra-psicoterapeuta, si sente più vicino
al mondo ‘medico’ o ‘psicologico’ ? E’ soddisfatto di come è gestita e
regolata la psicoterapia in Italia? C’è qualcosa che cambierebbe?
PC Ma guardi, io mi sento me stesso, quindi non... Medico, sono
medico, psicoterapeuta, sono psicoterapeuta, sociologo (sono laureato
in sociologia). Queste sono le cose della mia vita. Non mi sento
di appartenere ad una categoria piuttosto che ad un'altra. Che cosa
cambierei della psicoterapia?
Bè, nel mondo della psicoterapia ci sono tanti cialtroni che si
improvvisano e fanno un gran male, soprattutto alle persone che
pensano che la psicoterapia sia un modo per cambiar la testa ai
pazienti. Questo è il delitto più grosso ed anche il pericolo. Io vedo
anche persone che sono totalmente in balìa di quel che dice uno
psicoterapeuta e questo è un potere che uno psicoterapeuta non può e
non deve avere.
GP Che ne pensa di quei filosofi che adesso vogliono entrare nel
campo della psicoterapia?
PC Mah! Uno psicoterapeuta secondo me è anche una persona di cultura.
Io non andrei mai da uno psicoterapeuta ignorante.... Non vedo perché.
E' come andare da un cronista... Che ci vai a fare? Un filosofo, uno
come Galimberti è una persona notoriamente colta, con cui uno può fare
un discorso, può parlare di qualcosa... Che poi sia filosofo,
piuttosto che medico non importa. Io conosco molti medici ignoranti.
Ci saranno poi, sicuramente, anche i filosofi ignoranti.
GP Analizzando le acque dei fiumi si vede che sempre più persone
oggi fanno uso di cocaina, che una volta era considerata la ‘droga dei
ricchi’. Secondo lei a cosa è dovuto l’accrescersi di questo fenomeno?
Dove sono le responsabilità?
PC La cocaina è la droga più stupida, perché è quella che
assomiglia di più al mondo 'vincente' di oggi che è molto stupido. Non
c'è niente di peggio che rovinarsi la vita accelerando i tempi. Le
persone intelligenti criticano il mondo degli Yuppies, il mondo
stupido degli affari che si consumano nell'ambito di un secondo. Tutta
gente che poi non sa vivere. La cocaina è la metafora di tutto questo.
Cosa fa? E' un acceleratore, da una parte. dall'altra parte, come lei
ben sa, è un antidolorifico. Quindi è per tutti quelli, cretini, che
pensano che la vita possa essere in qualche modo 'addolcita' ed invece
la vita è quella che è. Non si può vivere con una fiala di Pentotal
sempre in tasca.
GP Visto che lei ha modo, per la sua attività professionale, di
avvicinare sia ‘persone normali’, sia persone ‘ricche’, 'arrivate', 'famose':
dove trova che vi sia maggiore sofferenza ed insoddisfazione?
PC Di persone 'arrivate'
io ne vedo poche, perché non è che vengano da me. Di solito le persone
arrivate sono molto contente. Sono quelli che, dopo essere arrivate,
affrontano un declino, che vengono da me.
GP La rimozione del pensiero della morte presente nella nostra
società non aiuta neanche ad una discussione serena sul testamento
biologico e l’eutanasia: lei cosa ne pensa?
PC Io sono per l'eutanasia:
per me stesso, per gli altri no. Non so cosa si deve fare, se si deve
andare da un notaio ci andrò, perché ormai ho un età che... Dovrò
occuparmi anche di queste cose. Non voglio dubitare che qualche
cretino di medico si accanisca su di me quando ormai non posso
reagire. Io, essendo medico, non mi fido dei medici, perché li conosco
troppo bene... Quindi non vorrei che la farmaceutica decidesse di
usarmi per scoprire quale farmaco antibiotico funziona meglio. Vorrei
andarmene in pace, senza soffrire.
Parliamo del
suo ultimo libro: Innamoramento, gelosia, eros, abbandono. Il
coraggio dei sentimenti. Perché l’ha scritto ed in che cosa pensa
che il libro possa aiutare le persone ad essere più felici?
PC
No. Non è che ho scritto questo libro per permettere a qualcuno di
essere più felice. Non sono così... Sarebbe un'ingenuità. Uno scrive
libri perché se lo sente, perché sente che quella materia è una cosa
che... Io scrivo molto per divertirmi, quindi non lo vedo come un
compitino a casa che qualcuno mi dà. Mi diverto, lo faccio. Questo è
un libro sull'innamoramento, è una cosa molto divertente. Ho scritto
anche libri sul suicidio e quelli erano un po' più pesanti...
Giuliana Proietti
© copyright psicolinea.it - Febbraio 2007
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