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GP Molte persone si impegnano nella ricerca del trascendente per dare
alla vita un senso più elevato: lei pensa che la scienza potrebbe
essere capace di risolvere i problemi di fondo dell'essere umano, in
modo che non vi sia più la necessità di avere questo tipo di
aspirazioni metafisiche?
PGO La metafisica e il trascendente hanno importanza nella vita
umana, e non c'e' bisogno di eliminarle. Si possono però sostituire le
loro versioni caricaturali, fornite dalle religioni, con le versioni
mature che solo la scienza può fornire: ad esempio, la contemplazione
della complessità dell'universo e della limitatezza dell'uomo è una
forma elevata di
trascendenza.
GP Balzac diceva che una società di atei inventerebbe subito una
religione: lei è dello stesso parere? Se la fede cristiana dovesse, per
qualche ragione, essere spazzata via, lei pensa che le persone
resterebbero laiche o assisteremmo alla nascita di nuove religioni?
PGO Non bisogna confondere religioni e credenze. e'
ovvio che non si può vivere senza credenze, ma non c'e' bisogno di
averne di irrazionali o di superstiziose. Il problema e' riuscire a
sostituire le religioni con qualcosa di più elevato, non di eliminare
le religioni senza fornirne un adeguato sostituto intellettuale.
GP Negli anni settanta molti credevano ad una 'religione civile',
fatta di valori umani, etici, per realizzare una società più giusta.
Oggi queste fedi laiche del recente passato vengono liquidate con il
termine, un po' sprezzante, di 'ideologie'. Cosa ne pensa?
PGO Non mi sembra che la religione o il capitalismo imperanti
non siano ideologie. Ci sono però ideologie laiche e ideologie
clericali, e io preferisco le prime.
GP Nel celebre articolo del 1942 "Perché non possiamo non dirci
cristiani", Benedetto Croce afferma che il Cristianesimo è stata la
più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuto. E' d'accordo?
PGO Croce diceva in realtà che non possiamo non dirci
cristiani, perché il cristianesimo ha introdotto la nozione di
spirito, che sta alla base della filosofia idealista, e dunque del suo
pensiero: cioè, senza Cristo non ci sarebbe stato Croce. Dunque,
avrebbe semplicemente potuto e dovuto dire: "perché io non
posso non dirmi cristiano". Ma ormai la filosofia di Croce è finita nel cestino dei rifiuti della storia, e con essa la sua
giustificazione del valore intellettuale del cristianesimo.
GP Recentemente si è molto discusso dell'inserimento, nella carta
costituzionale europea, delle così dette 'radici cristiane': i
sostenitori di questa tesi ritengono che il cristianesimo rappresenti
il completamento ed il perfezionamento del sapere filosofico
greco-romano. Come la pensa in proposito?
PGO Paolo di Tarso diceva: "mentre i greci cercano la sapienza, noi
predichiamo Cristo crocifissso, scandalo per i giudei e stoltezza per
i pagani". Il che significa che, per il suo stesso fondatore, il
cristianesimo è contrapposto, e non complementare, alla filosofia
greca. Ognuno può fare la sua scelta, ma non si può fingere che si
possa avere
allo stesso tempo il calice pieno e la perpetua ubriaca.
GP Per definizione, noi europei apparteniamo al ceppo 'indo-europeo'.
Dalle sue riflessioni filosofiche e scientifiche, le sembra che le
origini della nostra cultura possano essere effettivamente considerate
quelle greco-romane (e poi cristiane) o permane qualcosa di più
antico, come il pensiero orientale e in particolare indiano?
PGO Purtroppo la nostra visione eurocentrica ci spinge a
un'autarchia intellettuale, ma sicuramente ci sono state influenze del
pensiero indiano nella cultura europea: basta pensare alla
sillogistica di Aristotele, che gli storici ci dicono essere una
semplificazione di quella indiana. O all'uso dello zero, che era
ignoto ai greci e ai romani, e fu appunto
inventato o scoperto dagli indiani, e poi tramandatoci dagli arabi.
GP Parliamo di sperimentazioni su cavie da laboratorio:
probabilmente queste pratiche hanno una radice culturale
giudaico-cristiana, che consente all'uomo di avvicinarsi alla natura
per sottometterla. D'altra parte, una concezione di assoluto rispetto
per tutte le creature dell'universo, come nel buddismo, non avrebbe
permesso la creazione di farmaci utili per la cura dell'essere umano
(e degli animali stessi). Quale impostazione etica le sembra più
giusta, in questo caso, per guidare la scienza?
PGO Credo che preoccuparsi del rispetto degli animali sia
prematuro in occidente, visto che la nostra "civilta' " non si
preoccupa ancora neppure di rispettare gli uomini. In ogni caso,
preferisco coloro che rispettano gli uomini e non gli animali a coloro
che fanno il contrario: come Hitler, che era vegetariano.
Naturalmente, il rispetto sia degli uomini che degli animali è il
vero obiettivo da raggiungere, ma per ora mi sembra avveniristico.
GP Platone riteneva che la matematica fosse la forza trascinante
verso la verità, perché stimola la filosofia a raggiungere le vette
più alte del pensiero. E' ancora così?
PGO No, ma per colpa della filosofia e non della matematica.
oggi i filosofi continentali non sanno nulla di matematica, e di
scienza in generale (anzi, molti di loro non sanno nulla, e basta), e
proprio per questo la loro filosofia appare come una caricatura del
pensiero: nel loro caso, più che di vette parlerei di abissi...
GP Torniamo ai tempi moderni: oggi gli studenti di matematica
sembrano essere tornati numerosi, dopo un periodo in cui vi era stato
un abbandono verso questa disciplina. A cosa è dovuto questo ritorno
di interesse? E' giustificato? Vi saranno maggiori possibilità
lavorative, in futuro, per i laureati in matematica? In quali settori?
PGO Già oggi la maggioranza dei laureati in matematica trova
impiego entro sei mesi dalla laurea, e la totalità entro un anno. il
problema delle iscrizioni a matematica non è certo dovuto a una
carenza delle offerte di lavoro, ma al fatto che si tratta di una
facoltà impegnativa e difficile, alla quale spesso si preferiscono
scorciatoie inutili o dannose, a partire
dalle cosiddette scienze della comunicazione.
GP La matematica è una materia 'difficile' per molte persone: se un
teenager 'da grande' volesse occuparsi di scienza, quale percorso
formativo gli consiglierebbe di intraprendere?
PGO Studiare, studiare, studiare. non sono il primo a dirlo, ma
la ricetta e' sempre quella.
GP Cosa pensa del numero chiuso nelle Università?
PGO In teoria, le università dovrebbero limitare le iscrizioni
a un numero di studenti adeguato alle loro possibilità, cioè in base
alle strutture e ai docenti che hanno: altrimenti, finiscono per
offrire un servizio inadeguato, come spesso appunto fanno. In pratica,
questo dovrebbe significare però un potenziamento delle strutture e
delle risorse, e non una limitazione dell'accesso.
GP Lei che ha modo di valutare il rendimento di studenti di sesso
maschile e femminile, trova che effettivamente gli uomini siano più
dotati delle donne di pensiero logico-razionale, come anche molti
studiosi delle moderne scienze neurobiologiche sembrano portati a
ritenere?
PGO Il pensiero razionale è tipico dell'emisfero sinistro, e
quello istintivo dell'emisfero destro del cervello. Tutti li usiamo
entrambi, a seconda delle situazioni, ma ciascuno di noi ha una
propensione maggiore, più o meno spiccata, per l'uno o per l'altro:
immagino però che questa propensione sia più individuale che sessuale.
GP Le scienze umane potranno, nel tempo, diventare oggettive,
quanto quelle della natura?
PGO Lo stanno diventando. pensiamo ad esempio alle scienze
cognitive, o alle scienze della decisione, che un tempo erano relegate
nella sfera della psicologia e dell'etica, e oggi invece stanno
diventando sempre più scientifiche e tecniche, e sempre meno ciarlone
e superficiali.
GP Mi ha molto colpito, dopo aver letto il suo libro sul
Cristianesimo "Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai
cattolici), ed. Longanesi", sentirla citare Freud ed altri concetti
di psicoanalisi, per spiegare alcuni comportamenti umani. Come mai nel
caso della psicoanalisi la sua vis polemica non è altrettanto energica
come quella utilizzata per scandagliare i passi più importanti del
Vecchio e del Nuovo Testamento, alla ricerca della validità e della
coerenza del costrutto?
PGO Per smentirla, le cito le prime righe del mio libro "penna,
pennello, bacchetta: le tre invidie del matematico" (Laterza, 2004),
che suonano così: "secondo uno dei più noti dogmi di quella religione
atea, o superstizione razionalista, che Sigmund Freud battezzò
psicanalisi, e che Vladimir Nabokov più accuratamente descrisse come
psichiatria vudù, ... ".
A proposito di Nabokov, poi, cito ogni volta che posso la sua
definizione della psicanalisi, come "una cura che consiste nello
spalmarsi miti greci sulle parti intime".
GP Papa Wojtyla vedeva i principali pericoli del nostro tempo
nell'individualismo e nel totalitarismo, Papa Ratzinger invece, sin
dal primo giorno, si è scagliato contro il relativismo. Se lei dovesse
mettere questi problemi in un ordine matematico di 'pericolosità
sociale', come li collocherebbe?
PGO 1. il cattolicesimo. 2. il monoteismo. 3. la religione.
GP Catone, dopo la distruzione di Cartagine, ebbe a dire: cosa sarà
Roma senza i suoi nemici? Parafrasando l'autore latino e concludendo
questa intervista vorrei chiederle: cosa sarebbe il pensiero laico se
non vi fosse quello religioso?
PGO Libero dal doversi occupare di sciocchezze, e di potersi
dedicare alle cose serie.
Giuliana Proietti
© copyright psicolinea.it - Gennaio 2008
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