virilità
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C’è una comunità di eterosessuali che rivendica il  proprio status di uomini-oggetti. Essi indossano biancheria intima femminile, calze a rete e reggiseni anche sotto i loro abiti da lavoro. E’ un modo di gratificarsi, godendo nel sentirsi “femminilizzati” (“Sissy” n.d.t.)

Un articolo pubblicato su Liberation il 31 maggio 2013 mostrava stupore nel constatare che alcuni uomini eterosessuali desiderassero indossare reggiseni, baby doll o mutandine con giarrettiere… Un po’ come se il travestimento fosse necessariamente un segno di omosessualità.

Ma ecco, tra loro ci sono anche uomini che preferiscono l’altro sesso… Al punto di voler mettersi al posto della donna. Per andare al lavoro, alcuni di loro indossano belle mutandine di seta rosa, le quali, sfregandosi contro i testicoli danno loro un inquietante turbamento… Godono nel sentirsi donne nel segreto di quest’alcova simbolica. Si masturbano, senza toccarsi, solo attraverso il contatto con questa lingerie lucida e vellutata da cui traboccano i loro genitali… Essi si definiscono “effeminati”.

E quando rientrano a casa, questi uomini sono inebriati nel poter invertire il modello dei ruoli, giocando a fare la cameriera o anche la escort a domicilio della donna con la quale condividono la loro vita… Anche solo per una serata decisa in anticipo, immersa in un contesto. Fantasticare sull’essere una donna oggetto può essere per loro molto virile. Ma questi uomini non si curano (né in genere lo fanno le loro compagne) dei discorsi ufficiali che condannano questo tipo di fantasie. Perché essi sanno che le fantasie sono intrinsecamente trasgressive. Il piacere del travestimento amplifica spesso un piacere masochistico: è così umiliante per questi uomini travestirsi con la biancheria di cui amano adornarsi, che per loro essa non è mai abbastanza femminile, rosa o volgare.

L’unica cosa che potrebbe essere dunque rimproverata alla biancheria della ditta Homme Mystère è che essa rimane troppo sobria rispetto alla maggior parte delle fantasie dei travestiti: essi sognano delle rotondità (per arrotondare le natiche), delle trasparenze (per svelare l’ano palpitante), dei piccoli lacci sui lati (per farsi spogliare più facilmente) e altre mille e stupide frivolezze che danno alle mutandine il loro valore stigmatizzante. Per loro, indossare la biancheria intima del sesso opposto è come offrirsi alla donna, soprattutto se questa lingerie è di raso, di seta o di un materiale simile (cioè provocante), tagliata in modo da mettere in evidenza le natiche o le curve dei fianchi e procuri, all’interno, delle dolci carezze da parte di diversi modelli di pellicce di lattice… Essi fanno riferimento principalmente a questo genere di siti: Woman in me, Barbi Satin o Secret de Dames.

Alcuni, per superare le loro inibizioni, frequentano anche delle dominatrici specializzate nella femminilizzazione, che li travestono a forza (loro fanno finta di non volerlo) li truccano, li costringono a camminare sui tacchi alti, quindi li puniscono (“piccola sciocca!”) facendogli subire l’equivalente stilizzato di uno stupro, perché tale è la triste sorte delle donne.  Esse vengono cresciute con giocattoli rosa, nell’idea che – per piacere – si debba solo essere dolci e lasciare fare all’altro. Lasciare che l’altro prenda l’iniziativa. Lasciare l’altro indovinare quello che si desidera… E se lui sbaglia, ah.

Per gli uomini che amano il travestimento, niente è più emozionante dell’inversione dei ruoli. Vorrebbero essere trattati come bambole belle e passive e masturbarsi all’idea che un giorno, come un principe azzurro, una donna eserciti su di loro il proprio potere di sottomissione. Li costringa a comprare mutandine in un grande magazzino. Li prenda con forza mentre sono vestiti in un abito da principessa. Li usi come fossero dei semplici giocattoli. In attesa di trovare questa donna da sogno, essi ascoltano delle radio in cui si fa travestitismo ipnotico (esistono), o guardano video porno per effeminati o… Indossano la biancheria intima femminile, sperando che una signora possa incontrarli un giorno e trovarli molto eccitanti.

Dr. Agnès Giard
Traduzione autorizzata di psicolinea.it

Articolo originale:
Le côté femelle de la virilité ,Les 400 culs, Liberation

Immagine:
Cvjetichologue, Flickr

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Author Profile

Dr. Agnes Giard
Dr. Agnes Giard
Agnès Giard autrice di libri, giornalista e dottore in antropologia, ha lavorato in passato su nuove tecnologie, artisti underground e cultura popolare giapponese, prima di dedicarsi alla sessualità. Nel 2000, è diventata corrispondente per la rivista giapponese SM Sniper con cui lavora da più di dieci anni. Nel 2003 ha pubblicato un libro d'arte in Giappone: Fetish Fashion poi ha iniziato una serie di ricerche che saranno pubblicate in collaborazione con artisti contemporanei giapponesi come Tadanori Yokoo, Makoto Aida, Toshio Saeki, etc. Il suo primo libro, L'Imaginaire érotique au Japon, tradotto in giapponese, è classificato 4 ° tra i libri stranieri più venduti. La sua biografia completa è disponibile qui:
http://sexes.blogs.liberation.fr

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