Il mistero che non può essere svelato: intervista a Giorgio Rifelli

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Giorgio Rifelli: il fallo infallibile è fallatodi Giuliana Proietti

GP Lei è stato fra i primi, in Italia, ad occuparsi professionalmente di sessuologia: cosa l’ha indirizzata verso questa scelta?

GR Se non fossi uno psicologo direi semplicemente che sono stato indirizzato dalle opportunità fornitemi durante gli studi universitari in un clima culturale quale era quello degli anni sessanta. Presso la Clinica Dermatologica dell’Università di Bologna era attivo un Consultorio di Sessuologia, mi trovai bene e ci rimasi. Ma per uno psicologo queste sono ragioni di superficie e sotto? cosa ci sarà sotto? Dovrebbe esserci una qualche perversione e se, come si dice, i chirurghi hanno la possibilità di attuare positivamente le proprie componenti sadiche, i sessuologi realizzano un voyerismo produttivo di conoscenze e professionalità. Kinsey raccolse circa 20.000 confessioni, Masters ebbe modo di affermare che durante i suoi studi sulla fisiologia della risposta sessuale aveva assistito a 10.000 orgasmi, lo disse senza vergognarsene, anzi sembrò vantarsene. Io non sarei sopravvissuto e comunque non ho numeri da fornire, forse non sono proprio un sessuologo.

GP Come è stata accolta la sessuologia nell’ ambiente medico-universitario e nella società civile?

GR In realtà non è stata accolta, se si escludono le poche iniziative di qualche docente che riconosce la necessità di iscrivere la sessualità e la clinica sessuologica fra gli argomenti da trattare e sfida il ridicolo riservatogli dalla maggioranza dei colleghi. Maggiore attenzione le è stata riservata nelle Facoltà di Psicologia dove ha trovato (per es. Bologna, Firenze, Roma) una collocazione ufficiale anche se si è dovuto sostituire al termine Sessuologia, forse perché troppo esplicitamente “sessuato”, l’espressione Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale.

Nella società civile le cose non sono molto diverse: il sesso è monopolizzato dai media che lo usano strumentalmente per incentivare le vendite di un prodotto o l’audience di un programma per cui la sessuologia trova qualche possibilità di accettazione solo se si adatta ad una divulgazione che per non essere pedante è spesso sbrigativa, scorretta e sentenziosa.

GP Il mondo cattolico italiano ha mai mostrato ostilità verso l’approfondimento della conoscenza della riproduzione sessuale? E verso lo studio scientifico dell’orgasmo?

GR Il primo centro scientifico-culturale che si è occupato della scienza sessuologica nel nostro paese dopo che le iniziative degli anni venti erano state cancellate dal regime è stato il Centro Italiano di Sessuologia che compie 47 anni e venne fondato nel 1959 da un gruppo di medici cattolici romani. Da allora pubblica una rivista scientifica (Rivista di Sessuologia) e un notiziario (SessuologiaNEWS), incentiva la ricerca e provvede alla formazione e aggiornamento di educatori, medici e psicologi. Il numero 3/2005 della Rivista si occupa specificamente del desiderio femminile e in passato un’altro fascicolo (n. 2/1996) venne dedicato all’orgasmo. Personalmente ho svolto corsi sperimentali di educazione sessuale già nel 1968 presso scuole cattoliche private che in quegli anni furono le prime ad attivarsi. Non ho mai avvertito ostilità, ma prudenza e certezza dei riferimenti etici che possono essere anche non condivisi, ma hanno il pregio della trasparenza e sono quindi più facilmente aggredibili di tante fumose e confuse versioni libertarie o semplicemente ribellistiche che si prestano solo ad essere gridate e non consentono nessuna costruttiva possibilità di confronto.

GP George Bataille sosteneva che l’erotismo ha bisogno di tabù, per poterli superare e che, se i mutamenti del costume cancellano i tabù, occorre cercarne altri per mantenere vivo l’erotismo. E’ d’accordo? Quali sono i tabù dei tempi d’oggi?

GR Il fascino del proibito ha un indubbio potere erotogeno e in una società repressiva, come è stata quella puritano-borghese dell’otto-novecento, ha rappresentato senz’altro una soluzione capace di incentivare il desiderio. Ma le società cambiano e per mantenere vivo l’interesse sessuale elaborano sistemi di volta in volta diversi. Le celebrazioni dionisiache ad esempio ottenevano lo stesso effetto abbattendo, sia pure per tempi limitati, i tabù. In quei giorni infatti i tabù venivano cancellati e la trasgressione diventava la regola. Oggi stiamo attraversando un momento critico nel quale non siamo riusciti ad individuare strategie seduttive alternative al divieto che comportava non solo il piacere della trasgressione, ma soprattutto un continuo ammiccamento, una costante allusione -negli abiti, nei comportamenti e nei linguaggi – al richiamo sessuale. Non a caso nell’era del Viagra registriamo una caduta verticale del desiderio e quindi dell’attività sessuale.

GP Oggi nel matrimonio non si cerca semplicemente una persona con la quale mettere su famiglia, ma un complice, un amante per la vita, con il quale condividere una solida sessualità. E’ un’aspirazione legittima o solo un’illusione?

GR L’aspirazione è legittima e le persone sono potenzialmente nelle condizioni di realizzare simili unioni. Le delusioni sono tuttavia frequenti. Non possiamo certo dire di essere preparati per costruire una coppia i cui componenti sappiano destreggiarsi fra i ruoli di coniugi, genitori, amici e amanti. Frequentiamo per oltre vent’anni la scuola per ottenere un titolo di studio che ci prepara, e non sempre nel migliore dei modi, a svolgere un lavoro, ma per essere una coppia vincente dobbiamo affidarci al fai da te.

GP Quali sono le caratteristiche della coppia destinata a durare nel tempo?

GR Difficile credere al destino, meglio affidarsi alla propria determinazione dando seguito a quel “si, lo voglio” che si pronuncia esplicitamente nel giorno delle nozze ed implicitamente quando si decide di vivere assieme. Il percorso espone a grandi rischi; durare nel tempo, quando il tempo a disposizione è particolarmente lungo grazie alle speranze di vita di cui beneficiamo, non è infatti una operazione semplice: ci riesce una coppia su quattro. Per limitare i danni e garantirsi il futuro i più ritengono che sia necessaria una scelta ponderata, matura e ragionevole, che ci si debba conoscere bene ed avere le risorse economiche che garantiscano tranquillità. Prima si compra la casa, il frigorifero, i mobili e poi si parte come se il vivere a due fosse una sorta di viaggio organizzato dove ogni imprevisto è cancellato dalla perizia e sollecitudine del tour operator. Al contrario il viaggio in cui si impegna la coppia è un’avventura che nessuna persona capace di ragionevolezza si disporrebbe ad intraprendere. Solo se ci si convince che amarsi è una follia e solo se ci si dispone ad affrontare l’imprevedibile mettendo a disposizione le proprie risorse di volontà e creatività, almeno nella stessa quantità che usiamo quotidianamente per lavorare o per divertirci, è forse possibile aspirare ad essere, delle quattro, la coppia vincente.

GP Cosa pensa del tradimento? E’ una marcia in più a favore della coppia per ritrovare complicità ed intesa o è un incidente di percorso da archiviare senza troppe ricerche di spiegazioni, discussioni e approfondimenti?

GR Sui libri c’è scritto che può essere una occasione di crescita della coppia. Nella mia esperienza clinica non ho mai potuto verificare una simile situazione. Anche quando si riesce a “metterci una pietra sopra”, come dicono alcuni, la pietra non è mai tanto pesante da impedire nel tempo e in successione: la rabbia, il risentimento, la delusione e infine l’amarezza che prelude ad una indifferenza o distacco affettivo, forse ci si può volere ancora bene, ma la ferita rimane evidente. Rotto l’incantesimo, alla realtà ci si rassegna.

GP Molti uomini oggi fanno sesso virtuale tramite chat erotiche con altre donne e le loro compagne si sentono tradite, anche se non vi è un rapporto sessuale fisico. Questi rapporti che vivono on line delle persone felicemente in coppia nella realtà secondo lei rientrano nella casistica del ‘tradimento’?

GR Il tradimento si misura in rapporto al contratto tacito e informale che si stabilisce nel decidere di essere coppia. Si può tradire l’altro dedicando il proprio tempo libero alle chat erotiche, ma anche alla propria collezione di francobolli oppure non avendo affatto tempo libero e la mente sempre concentrata sul lavoro. Il tradimento sessuale, virtuale o meno, fa senz’altro più male perché compromette l’esperienza più significativa e pregnante dell’essere insieme. Quando il rapporto sessuale è arricchito dall’amore diventa il luogo privilegiato dell’intimità, il più concreto rappresentante dell’essere insieme. Faccio quindi fatica a coniugare l’essere “felicemente in coppia” con il dedicarsi alle chat erotiche, probabilmente ognuno se la racconta come vuole.

GP Il ricorso a trasgressioni di coppia come lo scambismo o il sesso a tre migliora l’eros nella coppia o è solo il preludio alla separazione?

GR Se entrambi condividono pienamente quelle modalità forse non si separeranno e magari si divertono, ma non è che l’eros della coppia “migliora”. Il loro eros può essere solo così, disancorato dal reale, si nutre di fantasie. L’altro e/o gli altri non sono persone, ma vuoti personaggi di uno scenario di cui il soggetto è un protagonista coatto.

GP Molti parlano di rivoluzione asessuale, anoressia sessuale. Lei stesso ha parlato di svirilità: cosa sta succedendo alla relazione fra uomo e donna ?

GR In effetti la sessualità è in disarmo, dopo gli entusiasmi sessantottini non abbiamo più desiderio. Le persone si meravigliano a sentir dire che siamo in una società post-erotica perché hanno negli occhi e nelle orecchie i media, la prostituzione, le notizie sui pedofili e le fortune del Viagra, ma come avveniva ai prigionieri durante l’ultima guerra che non potendo mangiare si raccontavano i diversi modi di cucinare gli spaghetti, noi ne parliamo, ne parliamo, ma poi al momento opportuno, lasciamo perdere.

GP Recentemente sono stati scoperti inquietanti collegamenti fra specialisti e case farmaceutiche produttrici di farmaci contro la disfunzione erettile. E’ stato, a suo avviso, ingigantito il problema per motivi commerciali, o i dati che abbiamo sono attendibili?

GR Qualche sospetto l’abbiamo avuto quando nel conteggiare gli impotenti italiani sono stati messi nella lista anche gli ultranovantenni o quando personaggi pubblici, attori o intellettuali, hanno “confessato” che anche a loro a volte avevano fatto fiasco. La conferma è venuta da ricerche anglosassoni riportate in Italia e pubblicizzate dal nostro Ministero della Salute. Trovato il farmaco occorre creare la malattia, così per l’osteoporosi, come per l’impotenza erettile e sembra, nell’immediato futuro, per la stitichezza sono state elaborate strategie promozionali per creare il bisogno. Come dire: “impotente è bello”.

GP L’orgasmo ha una finalità biologica? Perché le donne, da questo punto di vista, hanno un orgasmo inutile?

GR Perché inutile? La biologia della sessualità non è solo l’incontro di uovo e spermatozoo e se l’orgasmo non sembra determinare necessariamente la fecondazione o se possiamo avere anche rapporti soddisfacenti senza orgasmo, è indubbio che la pienezza del rapporto si compie in una relazione che prevede l’abbandono e la piena partecipazione di quella “carne psichica” che siamo.

GP Perché, in un mondo dove i rapporti sessuali sono liberi e teoricamente ogni uomo potrebbe avere gratis qualsiasi donna, prostituzione e pornografia non conoscono limiti?

GR Non so quanto possa aversi gratis una donna o quanto una donna possa avere gratis un uomo. Qualcosa si paga sempre e quando non si paga con il denaro i costi sono spesso più elevati e comunque preoccupanti perché non facilmente definibili. Con la prostituta o con il materiale pornografico non si impegna nulla della propria vita tranne il tempo necessario e il denaro; non c’è bisogno di parlare né di manifestare sentimenti, non si deve dimostrare nulla né conquistare nessuno, non sono necessari exploit da superdotati, si può rimanere chiusi nel proprio mondo, soli dentro il proprio immaginario.

GP Cosa pensa dei PACS e delle adozioni nelle coppie gay?

GR Da un punto di vista politico mi sembrano territori di scontro tesi ad affermare il potere del più forte, da un punto di vista psicologico sembra che si vogliano ulteriori leggi e autorizzazioni per amministrare una dimensione del vivere comunitario quale è la convivenza che non sappiamo far funzionare se, come si diceva, ci riescono solo 3 coppie su 4. L’operazione è comprensibile, ma di certo non aiuterà a convivere con soddisfazione di entrambi. Il problema dell’adozione è più complesso, in fondo non abbiamo dati certi che le consigliano o sconsigliano e d’altra parte i gay, come le lesbiche, adottati o naturali che siano, sono stati educati da coppie eterosessuali…

GP Perché i trans stanno facendo sempre più spesso concorrenza alle prostitute nelle vie del sesso a pagamento?

GR Da un lato il trans non necessita di un protettore e attua tutte le potenzialità della imprenditorialità maschile, dall’altro il cliente, spesso non rendendosene conto, può trovare nella ambiguità del-della partner lo specchio della propria ambiguità senza compromettere la certezza di essere eterosessuale.

GP Oggi i giovani usano sempre più spesso l’espressione ‘fare sesso’ anziché ‘fare l’amore’: si tratta solo di una moda tratta dalla lingua inglese oppure c’è dell’altro?

GR Da lungo tempo l‘amore è servito anche per giustificare il sesso come se la nobiltà dei sentimenti potesse riscattare la miseria della carne. Nell’espressione “fare l’amore” c’è il tentativo di legittimare l’agire sessuale e il fatto che, come lei dice, abbia sempre minor fortuna può essere un segno di trasparenza e franchezza. Rimane da capire se tale franchezza sia resa possibile da una riconsiderazione del sesso, che da negativo si è trasformato in positivo, per cui non ha più bisogno di nascondersi dietro l’amore oppure se è solo un gesto di millanteria adolescenziale.

GP Qualcuno dice che la più grande trasgressione oggi sia l’astinenza sessuale: è d’accordo?

GR Se la vita sessuale delle popolazioni d’occidente fosse la stessa che appare nelle proposte mediatiche non avremmo dubbi: l’astinenza sarebbe una grave colpa da espiare con pesanti condanne fra le quali, non ultima, la castrazione. Ma così non è, le popolazioni che occupano il vecchio e il nuovo mondo stanno abbandonando la funzione sessuale e l’astinenza viene proposta come una forma di libertà ed emancipazione. Negli Stati Uniti sono sorte con l’intento di fare proseliti anche libere associazioni di astinenti non certo sponsorizzate dalla Chiesa, che per quanto possa dire male del sesso, si oppone al digiuno erotico considerando gli sposati come reciproci creditori di una sessualità che, nella peggiore delle ipotesi, è un debito da pagare.

GP Sempre più scuole organizzano dei corsi di educazione sessuale, ma le ricerche ci dicono poi che i giovani sottovalutano il pericolo dell’Aids e sono in continua crescita le gravidanze fra le adolescenti. Perché?

GR Perché l’educazione sessuale non serve quando viene fatta come se si trattasse di una materia a se stante e quindi non partecipe di quel tessuto educativo ordito da famiglia, scuola e società. Che ci siano operatori che si occupano di parlare occasionalmente di sesso a classi di giovani tranquillizza gli adulti, genitori e insegnanti, che si sentono liberati da un compito sgradito e consente ai giovani qualche ora di svago tanto più apprezzata quanto meno annoiante è l’operatore. Non abbiamo bisogno di una educazione sessuale, ma di una educazione sessuata. Abbiamo cioè bisogno di un intervento educativo che legittimi e quindi metta in evidenza la sessualità là dove è naturalmente presente: nella storia, nella letteratura, nell’arte, nell’economia, nella filosofia, nelle scienze, ecc. Per fare ciò non si chiedono agli insegnanti e ai genitori conoscenze “scientifiche” particolari ma la disponibilità a trattare degli umani come esseri sessuati maschi e femmine e quindi dei loro comportamenti, dei loro pensieri e delle loro opere come dimensioni dove la sessualità è presente e merita di essere considerata.

GP Cosa pensa della chirurgia estetica dei genitali, che oggi sembra di gran moda?

GR Della pratica in sé non si può pensare altro che bene vista la perfezione tecnica raggiunta dalla chirurgia. Tuttavia, come avviene per qualsiasi conquista tecnologica, quelle possibilità di intervento pongono il problema delle loro modalità attuative. Al di là degli aspetti strettamente medico-chirurgici si pongono domande diverse: quali sono le motivazioni che possono rendere opportuno o inevitabile l’intervento? Esiste la possibilità di garantire una corrispondenza fra i risultati ottenuti e le attese immaginate? L’insuccesso, possibile anche se statisticamente improbabile, quanto può incidere sulla persona e sulla sua vita affettivo-sessuale? E’ operabile chi cerca nella modificazione dei propri genitali, anatomicamente e funzionalmente normali, la soluzione di quelle insicurezze che caratterizzano la sua personalità? Con quale serenità e consapevolezza critica un paziente di questo genere sottoscrive il consenso informato? ed ancora: il chirurgo che sa di non poter corrispondere pienamente alle fantasie del paziente quanto è interessato ad informare correttamente? Per esemplificare: posto che un centimetro e mezzo, forse due rappresenta la massima misura possibile di allungamento chirurgico del pene, è ipotizzabile che sia sufficiente per consentire al malcapitato paziente di acquisire quella virilità dirompente che sogna da sempre?

GP In cosa gli studi sessuologici hanno cambiato la vita delle persone? C’è qualcosa ancora che la sessuologia come disciplina potrebbe fare per migliorare la condizione umana nel mondo?

GR Gli studi sessuologici hanno fatto seguito ad una trasformazione culturale che ha abbandonato il silenzio per trasformare la sessualità in discorso favorendo la consapevolezza del proprio essere sessuato e la necessità di trovare soluzioni esistenziali di maggiore soddisfazione. Il concetto di sessualità è nato da oltre un secolo e non sembra aver avuto un destino fortunato se si è aperta una crisi per la quale i codici del passato non sono più condivisibili. Ai valori della riproduzione sono stati associati i valori relazionali e ludico-erotici, ma sembra che non si abbia la capacità di realizzarli soddisfacentemente. Il sapere sessuale ha di certo contribuito alla rivoluzione pacifica che ha abbattuto vecchi schemi, ma non sembra ancora in grado di fornire alternative tali da poter essere attuate. Abbiamo risposto a molte domande, ma abbiamo dovuto anche abbandonare l’illusione illuminista che il sapere e la ragione possano da sole risolvere al meglio la condizione umana. Forse esistono dimensioni che rimangono comunque inconoscibili, forse la sessualità è un mistero che trae la sua forza dalla impossibilità di essere svelato, forse dobbiamo recuperare la capacità di contemplare il mondo senza pretendere troppe risposte.

Giuliana Proietti

Chi era Giorgio Rifelli?

Il Prof. GIORGIO RIFELLI è medico, specializzato in Dermatologia-Venereologia ed in Psicologia Medica. E’ Responsabile del Servizio di Sessuologia Clinica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna; Segretario Generale del Centro Italiano di Sessuologia, Membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana Consulenti Coniugali e Familiari (A.I.C.C. e F.); Direttore della sezione di Bologna della Scuola di Sessuologia per l’Educazione, la Consulenza e la Psicoterapia sessuale del Centro Italiano di Sessuologia; Consigliere nazionale della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica. Dall’Anno Accademico 1996-97 è Docente a contratto di Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale presso la Facoltà di Psicologia, Università di Bologna.

Servizio di Sessuologia Clinica Tel. 051-2091833, merc. e ven. ore 11-13 (diagnosi,consulenza e terapia delle disfunzioni sessuali)

Scuola di Sessuologia del Centro Italiano di Sessuologia in collaborazione con il Servizio di Sessuologia Clinica del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, con corsi accreditati secondo il programma ECM.

Fax: 051-18899884 E-mail: Panstudisessuologici@hotmail.com
www.cisonline.net

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Il Prof. Rifelli è deceduto nel novembre 2013

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