Il Razzismo in Europa

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razzismo EuropaRecentemente è stata messa a punto una mappa che disegna il razzismo in Europa: essa infatti mostra come gli europei bianchi tendano implicitamente ad associare volti di persone di colore con idee negative.

A partire dal 2002, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo hanno avuto accesso ad un sito web gestito dall’Università di Harvard denominato Project Implicit che prevedeva un “test di associazione implicita” (IAT).

Per creare questa mappa, sono state presentate facce bianche o nere associate con parole positive o negative. Il risultato mostra come facilmente le nostre menti creino automaticamente le associazioni razziste, chiamate in linguaggio tecnico “atteggiamento razziale implicito”.

Ogni paese sulla mappa è colorato in base al punteggio medio ottenuto dai partecipanti provenienti da quel paese. I paesi indicati in rosso scuro mostrano una maggiore prevalenza media di razzismo, i paesi in blu presentano invece, in media, pregiudizi razziali inferiori.

In tutti i paesi europei, le persone appaiono più lente ad associare la pelle scura a parole positive come “buono” o “bello” e più veloci nell’associare i volti di persone di pelle scura a concetti negativi come “cattivo” o “male”. Questo avviene soprattutto nella Repubblica ceca o in Lituania rispetto a paesi come Slovenia, Regno Unito o Irlanda, dove il razzismo sembra meno accentuato.

Nessun paese aveva un punteggio medio inferiore a zero (che avrebbe rispecchiato associazioni positive con la pelle scura) e nessuno aveva un punteggio medio vicino allo zero (questo significa che non vi sono, in generale, paesi totalmente neutrali su questo punto). Conclusione: tutti gli europei, chi più chi meno, sono razzisti nei confronti delle persone con la pelle scura.

Molti soggetti, inclusi coloro che sinceramente coltivano credenze non razziste o addirittura antirazziste, dimostrano una propensione implicita positiva nella prova. Il significato esatto degli atteggiamenti impliciti secondo i ricercatori riflette le associazioni automatiche (cioè involontarie) della mente, dovute agli apprendimenti nel proprio mondo sociale. Anche chi dunque, come individuo, non manifesta credenze razziste, può risentire delle tendenze diffuse nel proprio ambiente sociale.

L’Europa settentrionale e occidentale, in media, presenta associazioni anti-pelle scura meno potenti, anche se non sono neutrali. Spostandosi verso sud e ad est la forza delle associazioni negative tende ad aumentare, ma non ovunque. I Balcani infatti sembrano un’eccezione, rispetto ai paesi circostanti: la ragione di questa tendenza non è stata ancora scoperta e si possono fare solamente delle ipotesi (es. etnie diverse che convivono da millenni?).

Nella interpretazione della mappa ci sono almeno due importanti considerazioni da tenere a mente: la prima è che i punteggi riflettono solo gli atteggiamenti razziali nella dimensione che riguarda l’associazione pelle chiara/scura con bontà/malvagità. I sentimenti sull’etnia possono tuttavia avere molte altre dimensioni, che non vengono colte da questa misurazione.
La seconda è che i dati provengono da soggetti europei che visitano un sito web in lingua inglese. Possiamo dunque essere certi che il campione rifletta un sottoinsieme della popolazione europea che è esperto di internet, e dunque probabilmente si tratta di soggetti giovani e cosmopoliti.

Questo ci dice che in realtà il livello di razzismo potrebbe essere ben peggiore di come appaia sulla mappa, se si vanno a considerare le fasce più anziane e meno istruite della popolazione.

Esiste una mappa simile anche per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
This map shows what white Europeans associate with race – and it makes for uncomfortable reading, The Conversation

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