Intervista a Stephanie Buehler, sessuologa

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sexologistGP Come mai ti sei interessata al campo della sessuologia?

SB Molte cose mi ci hanno portato. Sono cresciuta durante la cosiddetta “rivoluzione sessuale” a Los Angeles e ho ascoltato molte teorie sull’identità sessuale. Non ho imparato molto nella scuola di specializzazione, ma mi sono formata in un ambiente ospedaliero, rendendomi conto che alcuni dei pazienti avevano problemi di droga e alcol a causa di abusi sessuali, confusione e vergogna. Una volta raggiunta la specializzazione, ho lavorato con un endocrinologo che mi ha consigliato di formarmi nel campo della terapia sessuale. Questo campo mi è veramente interessato, ed ho iniziato a dedicarmi interamente a questo. Si tratta di un campo affascinante, e io non mi sono mai annoiata.

GP In Italia non abbiamo la definizione di “terapeuta sessuale”, ma il professionista che si occupa di sessualità umana (e che pratica la terapia sessuale) è una “sessuologo clinico”. Leggendo articoli di autori americani, a volte trovo la definizione “Sex Therapist” e a volte “sessuologo clinico”. E’ la stessa cosa o ci sono differenze tra i due termini ?

SB Da quello che ne so io negli Stati Uniti, “terapeuta sessuale” si riferisce a qualcuno che ha raggiunto la specializzazione come professionista della salute mentale, come può essere uno psicologo o un assistente sociale. Il termine dovrebbe probabilmente essere “psicoterapeuta sessuale”, ma questo è troppo lungo per noi, ci piace accorciare tutto! Inoltre, non vi è nessuna scuola che ti porta a diventare un “sessuologo clinico”. Si tratta di un campo molto confuso per noi.

GP Perché, secondo te, le sessuologhe sono, in generale, più popolari dei sessuologi uomini? (Quando cerco un sessuologo in una rivista o nei social media, trovo solo donne.
Perché? Sembra che la nostra professione sia praticata solo da donne …)

SB In America, l’intero campo della psicoterapia è dominato dalle donne, e ne consegue che la maggior parte dei terapeuti sessuali siano di sesso femminile.

GP Perché hai scritto il libro “Ciò che ogni Psicoterapeuta avrebbe bisogno di sapere sul sesso” (“What Every Mental Health Professional Needs to Know about Sex“)?

SB Ho frequentato una scuola di psicologia nota per il suo rigore, ma non ho imparato nulla sulla parte del DSM che parla di disfunzioni sessuali. Questo, per me, era ridicolo. Quando ho deciso di saperne di più, ho scoperto che la maggior parte dei libri sull’argomento erano eccessivamente accademici e stringati, come se vi fosse una reale o immaginaria mancanza di rispetto per questi argomenti. Nei libri mancavano inoltre dei capitoli, e così il materiale non stava insieme molto bene. Io tengo un master di scrittura professionale presso la USC (University of Southern California), e un collega ha parlato con un redattore di una grande casa editrice riguardo alle mie capacità di scrittura. L’editore mi ha contattato per capire se avevo qualche idea per un libro, e questo è quello che ne è venuto fuori. Gli è piaciuto, e il resto è storia.

GP Come è fatto il libro?

SB Il libro è molto ampio, copre una vasta gamma di atteggiamenti e comportamenti sessuali. Al centro vi è l’ecosistema sessuologico (con riferimento a Bronfenbrenner), che aiuta a capire come il terapeuta pensa la sessualità di una persona che ha come paziente. Parla chiaramente dei tipi di difficoltà sessuali hanno le persone e come affrontare il trattamento. Credo si potrebbe dire che è un manuale sulla sessualità per terapeuti!

GP Dai feedback che hai ricevuto, quale parte del libro è stato la più apprezzata dagli psicologi?

SB Il fatto che il libro rende accessibile l’argomento della sessualità. Sembra anche che sia piaciuto la parte dello “Step Into My Office” (casi clinici) perché questo avvicina la terapia sessuale alla vita reale. Si tratta di un libro di riferimento, qualcosa che le persone possono tirare fuori dallo scaffale per cercare spunti: “Come faccio a affrontare questo problema? Come posso aiutare questo cliente?”

GP Il tuo libro potrebbe essere utile anche per i medici generici? Essi sono in difficoltà quando devono parlare di sesso ai loro pazienti? Quali sono i tuoi suggerimenti?

SB È scritto soprattutto per i medici di medicina generale, perché credo che tutti i terapeuti dovrebbero essere in grado di chiedere ai loro clienti notizie circa la loro sessualità, e trattare i problemi più comuni, ad esempio, il calo del desiderio, dando informazioni e suggerimenti. Se un medico di medicina generale non riesce a parlare di sessualità, dovrebbe parlarne con un collega di fiducia o cercare una supervisione per capire perché gli è difficile, e come superare gli ostacoli.

GP Gli Stati Uniti sono un Paese profondamente multiculturale, multi-etnico e multi-religioso: dalla tua esperienza il sesso è ancora un argomento tabù? Soprattutto tra quale tipo di persone / coppie?

SB Siamo molto diversi, è vero. Nella mia pratica, vedo regolarmente persone provenienti dal Medio Oriente, dall’India, da tutta l’Asia, dal Sud America: da tutto il mondo, davvero. In molte culture, la religione domina la vita, e se la religione è sessualmente restrittiva, le persone spesso hanno difficoltà a trovare la gioia nella sua espressione. In particolare, una volta che arrivano negli Stati Uniti e sperimentano altri tipi di libertà, vogliono capire cosa significhi godere pienamente del sesso. Ma detto questo, noi abbiamo una popolazione molto conservatrice in America. A queste persone viene spesso detto di aspettare fino al matrimonio per avere rapporti sessuali, e poi sentono come di dover spingere un interruttore, passando dall’essere persone asessuate a persone pienamente attive sessualmente.

GP Qual è il problema più comune per cui le persone si rivolgono a te?

SB Livelli di desiderio non corrispondenti: uno dei partner ha più desiderio sessuale rispetto all’altro.

GP Qual è il futuro della nostra professione? Pensi che le tecnologie cambieranno la terapia sessuale tradizionale? Come?

SB Penso che il trattamento dei problemi sessuali diventerà sempre più “medicalizzato”. Lo vediamo già, con i giovani uomini tra i 20 e i 30 anni che cercano il Viagra invece che parlare con un terapeuta. Penso anche che ci sarà più telemedicina, e che le persone che non hanno avuto modo di rivolgersi ad un sessuologo possano riuscire a farlo online.

GP negli Stati Uniti è ancora Helen Kaplan l’autore più seguito per la terapia sessuale o si tende a cercare ispirazione da altri autori?

SB Helen Kaplan era una psichiatra e un’analista. Abbiamo ancora gli analisti, ma questa forma di terapia a lungo termine è caduta un po’ in disgrazia. Abbiamo oggi terapeuti più sistemici, me compresa, David Schnarch, e Esther Perel, che guardano l’intero sistema e non solo all’individuo come portatore del sintomo.

Giuliana Proietti

Traduzione a cura di Giuliana Proietti
Leggi versione in inglese
Pubblicato anche su Sessuologia News Online

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Foto di Stephanie Buehler

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