sincronicità
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Continuiamo a parlare di Jung, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, cinquanta anni fa.

Oggi parliamo della sua particolare scoperta della “sincronicità“, qualcosa che riguarda molto da vicino il più antico concetto del deja-vu. Sono argomenti tutt’altro che semplici e che in qualche modo richiedono, per essere compresi, una sorta di “iniziazione” alle filosofie orientali e alla teologia. Proviamo a spiegarli nel modo più semplice possibile.

Jung chiamava sincronicità “una coincidenza temporale di due o più eventi non correlati fra loro da una stessa causa, che però hanno lo stesso significato o un significato simile“. Facciamo degli esempi. E’ sincronicità quando pensi ad una persona e poco dopo ricevi una telefonata che ti parla di lei (gli eventi non hanno una stessa causa, ma sono di contenuto molto simile tra loro). Ancora: nomini un numero e vedi immediatamente passare una macchina con lo stesso numero sulla targa; leggi una frase che ti colpisce e poco dopo la senti ripetere da un’altra persona.

Questi eventi sembrano a Jung una sorta di chiaroveggenza interiore, come se fossero dei segnali esterni che volessero “comunicarci qualcosa che riguarda solo noi stessi e il nostro colloquio interiore”. Potremmo dire insomma che una persona presa da dubbi e da incertezze, in cerca di verità, potrebbe, secondo Jung, trovare in questi segnali impersonali e rappresentati in forma simbolica, delle indicazioni da seguire.

Facciamo un altro esempio famoso: Jung aveva in terapia una paziente, che gli stava raccontando un sogno, nel quale riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Durante la seduta, Jung avvertì un rumore alle sue spalle, sulla finestra: era uno scarabeo, che cercava di entrare. Lo scarabeo, simbolo per eccellenza di rinascita, nell’interpretazione di Jung era “entrato” nel momento analitico più idoneo, allo scopo di aiutare la donna a superare le difese che le impedivano di fare progressi nella terapia”.

Per Jung esistono tre tipi di sincronicità:

1. si verifica una coincidenza tra un contenuto psichico ed un evento esterno percepito nello stesso tempo e nello stesso spazio (esempio: pensi ad una persona e la vedi arrivare);

2. un contenuto psichico coincide con un evento che accade a distanza nello spazio (es. sogni un terremoto e questo avviene in quel momento, ma altrove);

3. un contenuto psichico coincide con un evento esterno corrispondente, che però non si è ancora realizzato e sarà dunque verificabile solo in un altro tempo e in un altro spazio (es. sogni che l’Italia diventi un Paese normale, il che – non a torto – al momento ti sembra davvero improbabile, ed invece poi questo sogno si realizza, ma in tempi ed in spazi diversi e davvero imprevedibili al momento del sogno…).

Jung cercò anche di indagare questi aspetti misteriosi dell’esistenza insieme ad uno dei più grandi fisici del 20° secolo, Wolfgang Pauli. La storia della loro amicizia è stata raccontata da Arthur Miller I, in un libro: 137: Jung, Pauli e il perseguimento di una ossessione scientifica.

Pauli era un personaggio tipo Jekyll e Mr. Hyde, uno scienziato premio Nobel di giorno e un donnaiolo, spesso ubriaco, di notte (Poteva oscillare, scrisse, dal delinquente e criminale all’eremita non intellettuale che aveva manifestazioni d’estasi e visioni). Si rivolse a Jung quando si accorse che non riusciva più a tenere insieme questi diversi aspetti della sua personalità. Jung, dal canto suo, era particolarmente affascinato dalle personalità scisse: per questo, dall’incontro fra queste due complesse personalità nacque una collaborazione che durò per diversi decenni, anche se per lo più a porte chiuse. Pauli infatti si preoccupava di non rovinare la sua ottima reputazione scientifica, anche se alla fine si convinse a pubblicare un libro insieme al suo psicoanalista.

Miller, nel suo libro, dimostra come Jung abbia fornito allo scienziato delle analisi che sono state poi particolarmente stimolanti per Pauli nel suo lavoro di ricerca, in particolare per quanto riguarda il principio di esclusione, che porta il suo nome, e che è uno dei pilastri della fisica quantistica (due fermioni identici non possono occupare simultaneamente lo stesso stato quantico). Questa teoria nasce dall’elaborazione della concezione archetipica di Jung, dal suo studio di numeri e simboli, secondo logiche desunte in parte dalla geometria ed in parte dalla teologia.

Il confronto intellettuale fra questi due personaggi generò la ricerca basata sulla teoria del “quarto escluso”, individuato nella fisica classica nel modello di triade, così come nel modello sviluppato da Jung nel saggio in cui esplora il dogma della Trinità e dell’importanza data dalla Chiesa Cattolica alla Madonna.

Più precisamente, nel Saggio d’interpretazione psicologica del dogma della Trinità (1942/1948) e in Risposta a Giobbe (1952) Jung affronta in termini cristiani il problema del rapporto fra polo positivo e negativo, ombra e luce, bene e male. Tutto viene in genere spiegato in termini di dualismo, ma questo secondo Jung andrebbe superato. A suo avviso infatti, la premessa logica per ogni giudizio di totalità è il quaternario: infatti, per designare l’orizzonte vi sono quattro punti cardinali; in natura, vi sono quattro elementi; quattro sono i colori; quattro le qualità primitive; quattro le caste in India; quattro le vie di sviluppo spirituale nel buddhismo; quattro gli aspetti significativi dell’orientamento psichico, ecc.

E se la completezza è il cerchio, il mandala, la sua minima divisione naturale è la quaternità. Tale quaternità ha spesso una struttura 3+1, dove uno dei termini si trova in una posizione d’eccezione, oppure ha una natura diversa rispetto agli altri (ad esempio i quattro evangelisti sono rappresentati da tre animali e da un angelo). Quando il quarto termine si aggiunge agli altri tre, si genera l’ “Uno”, la totalità. Nella psicologia analitica il “quarto” è dunque la funzione rimossa, inconscia, ovvero l’Ombra, la cui integrazione alla coscienza è uno dei compiti del processo di individuazione.

Queste commistioni fra metafisica e psicologia di Jung sono state ferocemente attaccate non solo dagli psicologi e dagli psicoanalisti “laici” o “materialisti” come i freudiani, così come dalla Chiesa protestante e cattolica, che le giudicavano blasfeme, gnostiche o addirittura sataniche, ma anche dagli stessi esoteristi e dai pensatori tradizionalisti come René Guénon o Julius Evola.

Quest’ultimo, sotto lo pseudonimo di Ea, demolisce nel saggio L’esoterismo, l’inconscio, la psicanalisi (Gruppo di Ur, Introduzione alla Magia quale scienza dell’Io, cit. pagg. 418 e seg.) , tutta la costruzione analitica junghiana giudicandola addirittura inferiore alla psicanalisi di Freud che, almeno, confinata entro la sua sfera empirica, naturalistica e pansessualista, arrecherebbe meno danni:

“A differenza di Freud, Jung miticizza, concepisce la libido anche come mana, come la forza fascinosa che secondo i selvaggi compenetra certi oggetti…pretende di dare in termini di vita e di vera coscienza dogmi, figure divine e simboli delle religioni…si improvvisa come una specie di esoterismo psicologistico (ci si perdoni l’espressione) perfino nei riguardi delle tradizioni iniziatiche nel suo mettere dovunque in luce ‘archetipi’, simboli e fasi del ‘processo di individuazione’ ”.

Links:

Pauli, Psiche e natura

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Fonti:

Synchronicity, The Guardian
Altre fonti, citate nei links

Immagine:

Schema mentale Jung, Wikimedia

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Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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