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donne in carriera

In uno studio congiunto fra il Boston Consulting Group e l’Istituto Ipsos, svolto per conto della HEC in Francia, sembra che le donne quadro in azienda abbiano in media 50 nominativi nella loro rubrica, mentre gli uomini nella stessa posizione possono contare su una rete professionale di 72 persone. Le donne sono dunque meno socievoli? Come si sa, nella vita reale, così come nel mondo virtuale, avere contatti con altre persone può essere una buona chiave di successo per progredire nella carriera: perché allora le donne risultano più solitarie?

Secondo Marie Humblot-Ferrero, direttrice di progetto presso il Boston Consulting Group le donne soffrirebbero della “sindrome della buona allieva”. Secondo questa teoria «le donne sono portate a pensare che fare bene il proprio lavoro le porti ad avere un riconoscimento, esplicito». Pertanto, la priorità è da loro posta sulle prestazioni richieste dalle loro mansioni. Prendersi cura del proprio avanzamento personale, farsi pubblicità, secondo la Humblot-Ferrero viene invece dopo (e a volte mai…)

L’educazione delle ragazze, che valorizza l’attenzione agli altri e l’obbedienza più che lo spirito competitivo, non è estraneo a questo comportamento. Gli autori dello studio mettono in luce il fatto che le relazionali informali nel mondo del lavoro sono ancora molto spesso di tipo maschile, per cui “le donne hanno paura di non essere rilevanti, cercano di trovare il loro posto, e gli uomini hanno difficoltà a concederglielo”, come sostiene Dominique Lévy-Saragossi, dell’Istituto Ipsos.

I ricercatori tuttavia sottolineano il fatto che alle donne spesso manca il tempo di stringere relazioni, dal momento che esse devono destreggiarsi tra la vita professionale e la vita familiare, per cui il tempo trascorso in ufficio deve essere produttivo al massimo e questo lascia poco tempo alla creazione di relazioni.

Uscite, pranzi informali, incontri alla macchina del caffè o aperitivi serali non possono essere facilmente frequentati dalle donne: per il 35% delle donne intervistate, sviluppare la rete sociale non è una priorità, mentre il 22% di loro ammette che “non saprebbe cosa fare”.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:Les femmes réseautent moins que les hommes, La Parisien

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● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni) ● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale) ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Scrive in un Blog sull'Huffington Post Contatti e Consulenza con la Dr. G. Proietti Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Ancona, Terni, Civitanova Marche e via Skype Tweets di @gproietti Visita il nostro Canale YouTube Per le collaborazioni con i media visita la pagina Media e Social Media Perché sceglierla come Terapeuta: Visita la pagina 9 ragioni per sceglierci come Terapeuti

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