Libri di Wilhelm Reich

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a cura della Redazione di Psicolinea.it

Libri di Wilhelm Reich

REICH, ANALISI DEL CARATTERE

Nel movimento psicoanalitico, Reich si distinse per la sua teoria del carattere ed anche per la tecnica dell’analisi del carattere. Troviamo questi concetti nei suoi libri La funzione dell’orgasmo, Psicologia di massa del fascismo e soprattutto in Analisi del carattere, pubblicato nel 1933. Secondo Reich, i diversi tratti del carattere formano un’unica difesa contro le emozioni pericolose, o vissute dall’individuo come tali. Da questo punto di vista, anche un intervento psicoterapeutico può essere vissuto come una minaccia, al quale opporre una resistenza. L’insieme di queste resistenze, o difese, furono definite dall’Autore ‘corazza caratteriale’. In questo modo, Reich spostava l’attenzione dall’analisi del sintomo all’analisi del carattere, nel quale Reich individuava il peggior nemico della guarigione del paziente. L’analisi del carattere rappresenta dunque l’analisi delle strutture difensive che impediscono all’individuo di essere aperto, di svilupparsi in modo armonico e di giungere alla maturità emotiva, alla ‘genitalità’, concetto allora ostico agli altri colleghi del movimento psicoanalitico, fra cui Nunberg, Jones, Fenichel, Federn e Rado, oltre che allo stesso Freud.
Reich contestava il concetto freudiano che la soddisfazione sessuale sia l’antitesi della creatività e della cultura (come espresso nel ‘disagio della civiltà’) e vedeva anzi proprio nella sessualità il presupposto stesso della cultura, anche se la società, sessuofobica e repressiva, faceva di tutto per impedire all’individuo di esprimersi e di migliorarsi. Il lavoro psicoanalitico va eseguito direttamente sul corpo (individuazione e scioglimento delle corazze muscolari, massaggi, esercizi corporei ai differenti segmenti dell’organismo, ecc.). L’obiettivo è quello di sciogliere barriere, blocchi, fissazioni, tensioni, rigidità muscolari oltre alle inibizioni psichiche.Il paziente guarito deve giungere alla percezione di una circolazione sufficientemente buona, agevole, flessibile, fluida, dell’energia. Dopo l’uscita di questo libro, Reich fu espulso dalla Società di psicoanalisi.

REICH LA BIOPATIA DEL CANCRO

Questo testo è la continuazione ideale del libro ‘La funzione dell’orgasmo’. Reich coniò il termine ‘biopatia’ per indicare le malattie intimamente legate alle strutture psichiche e ‘orgastiche’ del soggetto. Questi disturbi organici devono distinguersi, secondo Reich, dalle infezioni o dalle malattie provocate dal contatto con batteri presenti nell’ambiente, poiché lo sviluppo di una miopatia dipende esclusivamente dallo stato emotivo del paziente. Tra le biopatie Wilhelm Reich elenca il cancro, la cardiopatia e la schizofrenia, alla cui origine comune l’Autore vede un cronico malfunzionamento dell’energia biologica dell’organismo. Nel libro ‘Biopatia del cancro’ Reich individua l’origine della malattia cancerosa melle intossicazioni e nelle degenerazioni dei tessuti, conseguenti alla subossigenazione locale e generale, a sua volta prodotta mell’organismo umano dall’ansia cronicizzata e dalle alterazioni fisiologiche che essa comporta. Ma dove nasce l’ansia di vivere, l’angoscia? Questa sarebbe prodotta nell’essere umano dalla costante repressione della sua sessualità. Reich così esprime il concetto: ‘ il cancro è l’espressione somatica più significativa dell’effetto biofisiologico della stasi sessuale’. Reich tentò di supportare questa tesi compiendo delle ricerche, fra gli anni 30 e 40, sul carattere di alcuni malati di cancro, evidenziando come queste persone mostrassero emozioni molto controllate ed una grande senso di rassegnazione, da lui associati ad una riduzione dell’energia vitale. Un’altra tesi centrale del lavoro di Reich è che le persone con struttura caratteriale biopatica vivono in uno stato cronico di profonda contrazione del corpo, capace di bloccare l’energia vitale attraverso la contrazione dei muscoli. Per sostenere questi concetti Reich illustra nel libro alcuni suoi esperimenti, condotti sui vermi o sui prodotti del corpo di alcuni malati di cancro (sangue, sperma ecc.), con un microscopio ad alta sensibilità. La conclusione cui arriva Reich è che il cancro difficilmente può essere curato, ma che sicuramente può essere prevenuto, evitando di reprimere la sessualità dell’essere umano.

REICH PSICOLOGIA DI MASSA DEL FASCISMO

Il libro di Wilhelm Reich, Psicologia di massa del Fascismo inaugura il pensiero ‘freudomarxista’ che tanta influenza ebbe poi negli anni sessanta. Reich fu allievo di Freud e membro della società psicoanalitica di Vienna, ma nel tempo il suo pensiero siallontanò da quello del Maestro, soprattutto per quanto riguarda la genesi della nevrosi, che Reich attribuisce a precise responsabilità politiche e sociali. Psicologia di massa del Fascismo uscì nel 1934, in un periodo particolarmente funesto per la società europea a causa di terribili dittature. La tesi di Reich sull’argomento è che il fascismo non sia una semplice imposizione di una fazione politica su un popolo ‘innocente’, ma sia piuttosto dovuto alla mancanza di consapevolezza delle persone, all’irrazionalità del loro carattere, alla accettazione da parte di esse dell’azione repressiva esercitata dalla classe egemone nei loro confronti, soprattutto a livello di impulsi primari (soprattutto quelli sessuali).
Reich, come Freud, affermava l’importanza della sessualità nella vita umana e riteneva che la nevrosi nascesse da una repressione sessuale. La repressione sessuale descritta da Reich però era fondamentalmente dovuta alla società capitalistica, terribilmente sessuofobia e capace di interferire sui bisogni umani, al punto di modificarli nella loro natura. In questa visione della società,  la classe egemone, per garantirsi la sopravvivenza, ha bisogno di modificare il carattere delle persone. Questo processo avviene soprattutto in famiglia, dove gli impulsi sessuali vengono regolarmente trasformati in energie contropulsionali. L’Es allora, come per Freud, rimane il luogo degli istinti,  mentre l’Io diventa l’istanza psichica che reagisce alla repressione sociale: da questa resistenza si genera il sintomo nevrotico e dunque il carattere irrazionale delle persone, che poi porta all’accettazione della dittatura. Il nevrotico, incapace di raggiungere il completo abbandono al piacere dell’orgasmo e allo scarico completo dell’eccitazione al termine dell’amplesso,(a causa delle resistenze anti-pulsionali che vi si oppongono) è così gravato nel suo corpo da un ingorgo di energia vitale, per liberare la quale l’individuo deve rinunciare al moralismo puritano ed instaurare al suo posto una sessualità liberata, anche attraverso una rivoluzione come quella ipotizzata da Marx, che possa definitivamente affrancarlo dalla necessità di vestire una sorta di ‘corazza caratteriale’ che lo imprigiona e gli impedisce di poter esprimere liberamente i suoi impulsi sessuali, oltre che perdere la libertà individuale.

WILHELM REICH, LA FUNZIONE DELL’ORGASMO

Wilhelm Reich, allievo di Freud, è il padre della bioenergetica. Le sue idee ruotano tutte intorno al concetto centrale della rivoluzione e della liberazione sessuale. Nel libro La funzione dell’orgasmo, l’Autore sostiene che la salute di ciascun individuo dipende direttamente dal suo equilibrio sessuale, dalla piena espressione della sua potenza orgastica. Là dove non c’è orgasmo c’è inibizione della energia sessuale: ciò produce resistenze che, se accumulate, producono la nevrosi. Per usare le parole dello stesso Reich, quando lui parla di orgasmo, non parla dell’impotenza o della frigidità: ciò che intende è l’esperienza psichica primaria della unione di due organismi. Il problema dunque non riguarda solo coloro che non riescono ad avere l’orgasmo, ma anche coloro che non riescono a pervenire alla completa soddisfazione sessuale. La Potenza Orgastica salvaguarda dunque il sano funzionamento dell’organismo umano per cui lottare per la liberazione sessuale è anche premessa indispensabile per una lotta politica consapevole. Reich rinnega in questo libro la teoria della pulsione di morte di Freud: per lui gli atteggiamenti distruttivi ed autodistruttivi non derivano dagli istinti, ma vanno ricercati nelle disastrose condizioni sociali della società, in particolare dalla repressione della sessualità infantile e giovanile che ha la funzione di facilitare ai genitori l’assoggettamento autoritario dei figli. Per ottenere una massa di persone docili ed obbedienti, il potere manipola gli individui adulti al punto di renderli incapaci di autodeterminazione e costantemente sull’orlo di un tracollo nervoso. Si tratta di una sorta di ‘peste psichica’ che, nei suoi momenti culminanti, sfocia nella guerra, nei massacri, nei campi di sterminio. E’solo attraverso la comprensione della funzione dell’orgasmo e dunque del piacere sessuale, che l’uomo potrà tornare ad aspirare alla felicità.

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