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psicoanalisiBuon giorno, mi chiamo Lucia ho un rapporto affettivo che dura da 4 anni con un uomo che soffre di depressione e per la quale è in cura da uno psicologo da circa 1 mese (ne ha cambiati già 4) , con quest’ultimo si trova bene, e gli ha diagnosticato la patologia del narcisista nevrotico. Durante le sedute parla solo ed esclusivamente dei problemi di coppia e di tutto quello che facciamo insieme e soprattutto quello che dico e che faccio io; dopo la seduta mi critica e contesta tutto di me. Sentendomi a disagio e sotto continua osservazione ho provato a chiedere al suo psicologo un appuntamento, ma lui si è negato asserendo che poteva solo vedermi una volta ma assultamente non poteva dire nulla del suo paziente. Ieri dopo l’ennesima litigata gli ho detto di sospendere la nostra storia per un pò di tempo e che la vera ragione per cui si era rivolto ad un professionista era la sua depressione e suoi stati d’ansia che gli impedivano di lavorare e di stare bene con gli amici a con me, non certo per psicanalizzare la nostra relazione e soprattutto la sottoscritta. Come mi devo comportare? Dovevo continuare la relazione pur sentendomi a disagio? Grazie.

Gentile Lucia,

Non entro nel merito della vicenda del suo uomo (diagnosi e terapia) perché non ho elementi sufficienti per poter esprimere un parere. Bene ha fatto tuttavia lo psicologo a non consentirle un colloquio per parlare del suo compagno, dal momento che è legato, come stabilito dal codice deontologico, al segreto professionale. Credo che lei sia stata un po’ precipitosa nel troncare la relazione e me ne chiedo il motivo. Forse sente di aver perso parte del controllo che aveva su questa persona e la cosa le procura ansia? Se lui conta poco o niente nella sua vita, credo che abbia fatto bene a prendere la palla al balzo e a troncare la relazione; se invece lei ama sinceramente questa persona, la inviterei a riconsiderare la sua posizione e ad essere maggiormente comprensiva, più disponibile, visto che il lavoro che sta facendo il suo compagno in terapia non è probabilmente né scontato, né facile. Se sente di non riuscire a controllare l’ansia che questa situazione le procura, si rivolga pure lei ad uno psicologo, ma non a quello di cui abbiamo fin qui parlato.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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