Neurologo di formazione, il Dr Brenner si dedicò alla psicoanalisi e soprattutto
alla formazione di molti terapeuti americani, chiarendo e divulgando alcune
teorie di Freud e formulando una teoria della
motivazione che ha avuto un profondo effetto sul trattamento analitico.
Nel 1955 Brenner pubblicò “An Elementary Textbook
of Psychoanalysis,” che divenne un testo di riferimento per tutti i corsi
di formazione sulla psicoanalisi, vendendo più di un milione di copie e
diventando il libro più venduto sulla
psicoanalisi scritto da un autore diverso da Sigmund Freud.
Nel libro vengono prese in esame le due ipotesi
fondamentali della psicoanalisi che sono il
determinismo psichico e la
presenza dell'inconscio.
Vengono poi esaminate le pulsioni sessuali, l'apparato psichico, le paraprassie
e i motti di spirito, i sogni, la psicopatologia.
In un altro importante suo libro, del 1964, scritto con il Dr. Jacob A. Arlow: “Psychoanalytic
Concepts and Structural Theory,” Brenner ampliò il pensiero freudiano,
affermando che i pazienti dovrebbero comprendere non solo le barriere mentali
che sottostanno alla loro angoscia, ma anche
quali sono esattamente i pensieri che sono stati rimossi, bloccati,
come risposta al senso di colpa provocato dal successo personale o dai vissuti
di piacere.
Soprattutto, in questo libro i due autori cercano di dimostrare che le due
teorie freudiane dell'apparato psichico, la
topica (conscio, preconscio, inconscio, enunciata da Freud nel 1889) e
la strutturale (modello teorico
fondato sui concetti di Io, Es e Super-io che fu introdotto nel 1922 con l'opera
"L'Io e l'Es") sono reciprocamente incompatibili e che
l'uso promiscuo che spesso se ne fa è
scientificamente dannoso. Per gli Autori, i concetti strutturali, i
primi proposti da Freud, sono più validi e più
aderenti ai dati clinicamente osservabili che non quelli del modello
strutturale, proposto in un secondo periodo, ma che, di fatto non spiega nulla
di più.
In una pausa dalla stretta ortodossia freudiana, Brenner sostenne che i concetti
di Es, Io e SuperIo erano appunto niente altro che 'concetti', mentre il motore
della motivazione umana era più simile ad un calcolatore psicologico, impegnato
nel continuo confronto fra piacere e dolore: la gratificazione proveniente da
una storia d'amore, ad esempio, contro la sofferenza prodotta dal senso di
colpa.
Per Brenner, durante la terapia, i pazienti dovevano raggiungere un compromesso
con i loro desideri, inaccettabili alla coscienza, il che poteva essere utile
per risolvere parte dei problemi che avevano generato l'angoscia.
E' stato un pensatore creativo ed elegante,
che è riuscito a restare nella tradizione freudiana, ma mai in modo gregario,
avendo proposto delle riforme radicali al metodo psicoanalitico anche nella sua
età anziana, ha detto di lui il Dr. George J. Makari,, psichiatra presso la
Columbia University ed autore del libro “Revolution
in Mind: The Creation of Psychoanalysis.”
Charles Brenner non è stato un uomo molto disposto al dialogo con chi la pensava
in modo diverso dal suo e questo è stato un suo limite, che del resto ha
investito la psicoanalisi stessa, la quale per anni ha
rifiutato di confrontarsi con la
psicologia cognitiva, la farmacologia, le neuroscienze e che per questo,
malgrado il valore delle osservazioni freudiane sul comportamento umano,
ha perso molta della sua autorevolezza sia nel
mondo accademico sia fra il pubblico.
Charles Brenner nacque il 18 Novembre 1913. Veniva da una famiglia di immigrati
dall'Ucraina: suo padre era avvocato e sua madre insegnante. Brenner studiò
presso la Boston Latin School, poi ad ad Harvard, dove si laureò con lode in
chimica.
Dopo aver preso la laurea in medicina, sempre ad Harvard, Brenner cominciò la
sua carriera medica a Boston, rivolgendo la sua attenzione alle teorie
psicoanalitiche, che in quel periodo erano in mano agli immigrati europei che
erano stati allievi di Freud.
Il Dr. Brenner si specializzò presso la Boston Psychoanalytic Society e da
allora fu protagonista del dibattito sulle teorie freudiane e membro della New
York Psychoanalytic Society, oltre che della American Psychoanalytic Association
e del New York Psychoanalytic Institute, dove fu docente e supervisore di
specializzandi in psicoanalisi.
In pubblico ha sempre mostrato una presenza austera: è stato meticoloso nell'uso
del linguaggio e nelle scelte relative alla sua immagine, impersonando il
prototipo dello Yankee più formale, come può farlo solo il figlio di un
immigrato. Al di là dei suoi atteggiamenti formali, Brenner è stato una persona
disponibile verso gli altri e leale. Sua moglie Erma, maestra elementare, è
morta nel 2001 a 66 anni, così come sua figlia, Elsa Brenner Cohen, morta nel
2005.
Alla fine della sua carriera gli venne chiesto che tipo di futuro vedeva per la
psicoanalisi e lui rispose che essa sarebbe rimasta una promessa per tutte le
persone interessate al funzionamento della mente.
“Ha funzionato su di me” disse, “Penso dunque che possa funzionare anche con
altre persone. Forse mi sbaglio, non si sa mai. Ma questa è stata la mia
esperienza nel campo generale della scienza".
Fonte principale
New York Times
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