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Colette
Scrittrice

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(a cura della Redazione di psicolinea)


La scrittrice Colette è un vero e proprio mito per la Francia. Ma chi fu veramente? André Obey scrisse di lei nel 1923: "Colette è un grand'uomo". Pluridivorziata, bisessuale, oggi diremmo anche porno-star (fu attrice a petto nudo in palcoscenico e modella di foto in cui è ritratta nell'atto di scambiare baci saffici), commerciante di cosmetici, allieva di boxe, fu soprattutto autrice di oltre cinquanta libri, scritti con uno stile personalissimo e con una musicalità difficilmente traducibile in altre lingue. Femminista? No di certo: "Le suffragette mi disgustano. Sapete cosa meritano? La frusta e l'harem!" Lesbica? Nemmeno. Malgrado la sua bisessualità, fu molto contraria al lesbismo della figlia Colette. Ma vediamo di conoscerla meglio.

Sidonie-Gabrielle Colette nacque a Saint-Sauveur en Puisaye il 28 gennaio 1873. Colette era il cognome del padre, il capitano a riposo Jules-Joseph Colette, sposato con Adèle-Eugénie-Sidonie Landoy, detta Sido. La famiglia viveva nella campagna della Borgogna: la madre era una donna molto intelligente e sagace, il padre, senza una gamba, dedicava molte attenzioni alla sua bambina. Colette trascorse dunque una bellissima infanzia, rievocata ne La Maison de Claudine

A venti anni conobbe Henri Gauthier Villars, detto Willy, un dongiovanni della Belle Epoque parigina. Si sposarono il 15 maggio 1893. Willy introdusse la moglie nella Parigi mondana, che sorprendeva Colette, più che affascinarla, essendo lei molto giovane ed abituata a vivere nella tranquilla campagna borgognese. Willy si spacciava per scrittore, ma faceva scrivere i suoi libri ad altri. Fu così che chiese alla moglie, che spesso diceva di annoiarsi, di scrivere per lui un romanzo sul genere di "Le petit Chose" di Alphonse Daudet, che allora andava tanto di moda.

Nacque così, nel 1900, Claudine à l'école, scritto da Colette e firmato da Willy. Fu un grande successo e ad esso seguì tutta la serie di Claudine. Ma la loro unione non era salda, anche per i continui tradimenti di lui, e nel 1905 si lasciarono. Colette strinse allora amicizia con Mathilde de Morny detta Missy, marchesa di Belbeuf, più anziana di lei di dieci anni. La relazione con Missy fu molto chiacchierata, anche perché le due donne non facevano assolutamente nulla per nascondere il legame omosessuale che le univa. Missy regalò all’amica una casa a Rozven, ma la loro relazione finì, quando nella vita di Colette tornarono di attualità dei personaggi maschili.

Nel 1910, il romanzo di Colette "La vagabonde" fu ad un passo dall’ottenere il prestigioso premio Goncourt. Nel 1912 morì la signora Sido e due mesi dopo, il 19 dicembre 1912, Colette si sposò con Henry de Jouvenel, co-direttore al giornale "Le matin". Il 3 luglio 1913, da questa unione, nacque una bambina, che chiamarono Colette.

Scoppio l'anno seguente la prima guerra mondiale. Colette andò addirittura a trovare il marito al fronte, a Verdun, per portargli provviste alimentari, ma anche questa unione fallì. Poco dopo nella vita di Colette vi fu la storia con il figlio di primo letto di Henri, di sedici anni, Bertrand. Lei aveva 47 anni quando iniziò questa relazione, che durò cinque anni e si consumò in viaggi ed in incontri clandestini in un piccolo appartamento preso in affitto da Colette.

Nel 1925,
Colette co
nobbe Maurice Goudeket, che dieci anni dopo sarà il suo terzo marito. Continuava intanto l’attività letteraria, spesso considerata scandalosa. Nel 1932 uscì ‘il puro e l’impuro’, che fece tanto discutere.

L'ultima fiamma di Colette, Maurice Goudeket, era più giovane di lei di circa quindici anni; con lui andò a vivere al Palais-Royal, sotto le gallerie di Philip-Egalité.  Nel 1927 Walter Benjamin la intervistò a proposito del femminismo per un giornale tedesco. E lei disse: 'Sapete che quando le donne acquisiscono potere sono assolutamente orribili. Sono peggio degli uomini. E non solo questo. Anche se conosco molte donne intelligenti e competenti, che potrebbero essere
fantastici giudici e ministri, comunque hanno il loro ciclo ogni mese. Ed è risaputo che non si possono prendere decisioni quando si ha il proprio ciclo'.


Alla fine degli anni Venti, travolta dalla crisi generale, cominciò ad esibirsi a seno scoperto, per poi aprire una profumeria, che curava personalmente. Nel 1926 scrisse una pubblicità in versi per le Pell
icce Max, cui seguì un testo per la Fiera del Bianco di un grande magazzino, e nel 1933, per le macchine Ford. 
Negli anni Trenta, Colette tradusse i dialoghi del film tedesco Ragazze in uniforme, scrisse sceneggiature e soggetti cinematografici, fece conferenze  in giro per l'Europa e concesse l'impiego del suo volto e del suo nome per la pubblicità delle sigarette Lucky Strike.

Di questo periodo Colette diceva: "Sono stata un po' mimo e un po' ballerina, e anche un po' acrobata".

Nel 1935 entrò alla Académie royale del Belgio. Lo stesso anno si sposò con Maurice e con lui partì, nel 1935, per  New York, dove era inviata speciale per Le Journal. Maurice  era ebreo e commerciava in perle.  Con la Seconda guerra mondiale, quando i nazisti entrarono a Parigi, cominciarono a prelevare ebrei da inviare nei campi di internamento. Tra questi, nel 1941, anche Maurice. Colette riuscì a farlo liberare, grazie alle sue influenti conoscenze, anche il marito uscì da questa esperienza in condizioni fisiche disastrose. Nel 1943 cominciò a soffrire d’artrosi, malattia che finirà per immobilizzarla in seguito completamente. Dopo la guerra la sua notorietà continuò a crescere. Fu eletta all’unanimità all’Académie Goncourt e nel 1953, Colette diventò anche grand officier de la légion d'honneur.

Le piaceva mangiare ed anche cucinare, pesava circa 90 chili, ma riusciva comunque a rendersi affascinante.

Gigi è l'ultimo dei capolavori scritti da Colette sulla carta azzurrina che lei preferiva, con una batteria di penne stilografiche sottomano e una lampada velata di azzurro, il suo fanal bleu. Il romanzo fu portato sullo schermo da Audrey Hepburn e fu un successo mondiale. Colette, tormentata dall'artrite, restò immobilizzata a letto fino alla sua morte, avvenuta il 3 agosto 1954. Per lei la Francia organizzò dei funerali di Stato nella corte d’onore del Palais-Royal, con grande scandalo del mondo cattolico, che non aveva mai apprezzato la sua opera, né, ovviamente, il suo stile di vita.
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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