La psicologia amica

Psicolinea

Responsabile Scientifico del Sito:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

      

CONSULENZA ONLINE

Questioni di sex
Dentro e fuori di te
 
  CONSULENZA TELEFONICA GRATUITA

Tel. 349 590 7 591 

 esclusivamente
il giovedì    
dalle 11.00 alle 12.30
AL NUMERO INDICATO

 
  APPUNTAMENTI IN STUDIO e
RICHIESTA DI COLLABORAZIONI
Dr. Giuliana Proietti

347-0375949

Dr. Walter La Gatta
348-3314908
 
 

ARTICOLI
Archivio
Attualità
Biblioteca
Coppia
Costume e Società
Donne
Genitori
I Grandi Temi
Le interviste
Persone e Personaggi
Psiche in pillole
Sesso in pillole
Sessuologia
Teen Agers

Terapie e Tecniche

Test e Quiz
 
  WE SPEAK YOUR LANGUAGE

 
Index English Section
 

COMMUNITY
Il Blog di Psicolinea
Leggi le Notizie del Blog
 

 


CREDITS
  Psicolinea ringrazia...
 
  Psicolinea.it
è online
dal 13-10-01

Home Page > PERSONE E PERSONAGGI > Louise May Alcott

LOUISA MAY ALCOTT

scrittrice


(a cura della Redazione di psicolinea)


Tutti conoscono Piccole Donne e la sua autrice, Louise May Alcott, ma non tutti sanno che la scrittrice di questo romanzo di buoni sentimenti fu una donna completamente diversa dai personaggi dei suoi romanzi più celebri. Queste note biografiche intendono dunque colmare questa lacuna, forse non casuale, visto che i suoi libri vengono considerati adatti alle 'brave ragazze', da quasi due secoli.

La Alcott nacque il 29 Novembre del 1832 a Germantown (che ora fa parte di Philadelphia, in Pennsylvania), secondogenita delle quattro figlie avute dai genitori (oltre a lei, Anna, Elizabeth e May). Il padre era il filosofo trascendentalista ed educatore Amos Bronson e sua moglie era Abigail May Alcott.  La Alcott, come si usava a quel tempo, ebbe un'educazione privata: tra i suoi insegnanti vi furono il naturalista Henry David Thoreau, Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne e
Margaret Fuller (tutti amici di famiglia), ma soprattutto fu il padre a prendersi cura direttamente dell’istruzione delle sue figlie.

L’ambiente familiare pesò dunque moltissimo sulla vita della Alcott. Durante l’infanzia e la prima adolescenza, Louise condivise con i suoi familiari una vita di povertà e di ideali trascendentalisti (opposti al materialismo e all'utilitarismo illuministici; il trascendentalismo fu una scuola di idealismo panteistico e romantico che si richiamava a Schelling ed Hegel). Per un breve periodo (1843-44) la famiglia Alcott si trasferì addirittura presso una comunità, denominata Utopian Fruitlands.Dopo  il fallimento di questa, abitò in case mobiliate, fino a che, con una eredità ricevuta dalla madre e con l’aiuto di Emerson, gli Alcott poterono acquistare un cottage lungo il fiume Concord, nell’omonima città del Massachussets, dove la scrittrice visse praticamente tutta la sua esistenza.

In seguito la Alcott descrisse questo periodo della sua vita in un libro chiamato "Transcendental Wild Oats", poi ristampato nel volume Silver Pitchers (1876), che riporta dell’esperienza familiare di vita nella comune di Fruitlands, dove “si viveva semplicemente e si pensava molto”.

Louise May Alcott cominciò a scrivere molto presto, iniziandosi alla scrittura attraverso la compilazione delle pagine del diario personale e leggendo Goethe e le sorelle Brontë, suoi miti letterari. La prima novella che riuscì a pubblicare fu Flower Fables: una gioia turbata solo dalla morte, un anno dopo, della sorella minore Lizzie, che morì di scarlattina e dal matrimonio e il conseguente allontanamento dell'amata sorella Anna. Crescendo, la Alcott sostenne l’abolizione della schiavitù e il nascente movimento femminista (collaborò a "The Woman's Journal" e fu la prima donna a votare nella città di Concord).

Durante la guerra di secessione, la Alcott prestò servizio come infermiera volontaria presso lo Union Hospital di Georgetown, per sei settimane (1862-1863 Questo periodo è descritto nel libro ‘Racconti dall’Ospedale’, che fu notato dalla critica per lo stile narrativo brillante ed umoristico). La Alcott contrasse, in questo breve periodo di servizio la febbre tifoide, malattia alla quale sopravvisse, ma di cui risentì per il resto della sua vita, anche perché fu mal curata, con farmaci a base di mercurio, che nel tempo la avvelenarono, portandola alla morte.

Poiché la famiglia non nuotava nell’oro, la giovane Alcott cominciò a lavorare molto presto come insegnante, sarta, governante, donna delle pulizie e, naturalmente, scrittrice: il suo primo libro fu Flower Fables (1854), racconti scritti originariamente per Ellen Emerson, figlia di Ralph Waldo Emerson. La Alcott aveva all'epoca ventidue anni e cominciava così la sua brillante carriera.

Nel 1864 pubblicò la novella Moods (1864), che ebbe un certo successo.

Una parte meno conosciuta del lavoro della Alcott è la serie di novelle pubblicate sotto lo pseudonimo A. M. Barnard. Questi lavori, come "A Long Fatal Love Chase" e "Pauline's Passion and Punishment", erano conosciuti, in epoca vittoriana, come “racconti di sangue e tuoni” definiti ‘pericolosi per le giovani menti’ dalla stessa Alcott nel romanzo Piccole Donne. I protagonisti di queste storie, ostinati e implacabili, pronti alla vendetta su chi li ha umiliati e ostacolati, sono disposti alle più insane passioni e commettono incesti ed adulteri. Questi libri ebbero, naturalmente, un grande successo commerciale e sono considerati l'opera migliore della Alcott, fonte di ispirazione per numerosi scrittori più vicini al gusto moderno, come Simone de Beauvoir.

Con il suo vero nome  la Alcott pubblicò invece dei libri per ragazzi, educativi e moralistici. Tra gli altri ricordiamo sicuramente Piccole Donne (1868-1869), che è un po’ l’autobiografia di Louise.

Sembra che Mr. Alcott fece grandi pressioni sulla figlia per la scrittura di questo libro, richiesto da un editore amico, che capiva avrebbe avuto un grande successo commerciale, come infatti fu (ed ancora è...). Sembra che la Alcott scrisse il libro contro voglia e che il racconto fu tagliato in vari punti, per renderlo quella edulcorata versione della famiglia modello, che tutti abbiamo letto. Piccole Donne fu infatti un best seller per la sua epoca e l’editore Thomas Niles, nel constatare che aveva avuto ragione, non poté che chiedere un seguito (Piccole Donne crescono) e poi un altro ancora (I figli di Jo), fino a costituire tutta la saga familiare della famiglia March, con Buone mogli, (1869) ispirato alla vita familiare delle sorelle e Piccoli Uomini (1871), ispirato ai suoi nipoti, che vivevano con lei a Orchard House a Concord. I ragazzi di Jo (1886) completava la saga dei March, cui seguirono molte altre novelle, sempre ispirate alla vita familiare e ai buoni sentimenti.(Nel 1933  vi fu la famosa versione cinematografica di Piccole Donne, diretta da George Cukor e interpretata da Katherine Hepburn; successivamente vi fu un'altra versione nel 1949, diretta da Mervyn Leroy con Elizabeth Taylor come protagonista ed infine, nel 1994, la regista Gilliam Armstrong ha riproposto la novella con le attrici Wynona Ryder e Susan Sarandon).

Jo è praticamente l’autoritratto della Alcott, con l'unica differenza che Jo si sposa, mentre la scrittrice non lo fa. Della sua vita sentimentale non si sa nulla, anche se è quasi impossibile che le attrazioni fatali e un po' perverse descritte nei suoi libri, pubblicati con lo pseudonimo della Barnard le fossero del tutto estranee.

In una intervista rilasciata a Louise Chandler Moulton, la Alcott così spiegò il fatto di essere rimasta nubile: "... perché mi sono innamorata di tante belle ragazze e mai di un uomo".

Forse, tra l'altro, furono la morte prematura della madre a condizionare le sue scelte, così come la morte della sorella minore May (1879). La scrittrice adottò infatti la figlia della sorella defunta, che aveva due anni: Louisa May Nieriker ("Lulu").

Louise Alcott morì a Boston, il 6 Marzo del 1888 a 55 anni, il giorno in cui veniva sepolto anche suo padre. Scrisse in tutto 300 libri, di cui due pubblicati postumi.

La ricordiamo con questa sua celebre frase: "Far away there in the sunshine are my highest aspirations. I may not reach them, but I can look up and see their beauty, believe in them, and try to follow where they lead" (Lontane, là nella luce, sono le mie più alte aspirazioni. Forse non le raggiungerò, ma posso guardare in alto e vedere la loro bellezza, credere in loro e cercare di seguirle dove esse conducono)
 

Stampa
questa pagina

Disclaimer


Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 08/03/2010
Per una migliore navigazione visualizzare lo schermo a1024 x 768 pixel
e premere il tasto F 11 della tastiera
 

SiteMap

Motori di
Ricerca

psicolinea.it®è un marchio registrato

I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it. E' espressamente vietato riprodurre e diffondere, integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it


clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale
Per fare della timidezza un punto di forza

Amnesty International