"I
have spent most of my life studying the lives of other peoples --
faraway peoples -- so that Americans might better understand
themselves."
Margaret Mead
Oltre
che una grande antropologa, Margaret Mead fu anche uno straordinario
personaggio, dalla vita intensa e anticonformista.
Nacque a Filadelfia
il 16-12-1901 da una famiglia di religione quacchera: era la
primogenita di quattro figli. Suo padre, Edward Sherwood Mead, era
professore di economia all’Università di Pennsylvania, sua madre,
Emily Fogg, una sociologa.
Studiò al Barnard College, dove sviluppò
un forte interesse per l’antropologia. Negli anni 1925-26 partì per
l’isola di Tau, a Samoa, dove studiò lo sviluppo delle ragazze
adolescenti. Si sposò la prima volta con Luther Cressman, ministro e
archeologo, ma il loro matrimonio finì nel 1928. Un anno dopo si
laureò in filosofia alla Columbia University e si sposò per la
seconda volta con Reo Fortune, con il quale nel 1929 partì per
l’isola di Manus in Nuova Guinea.
Questa volta l’oggetto di studio
erano il gioco e le fantasie dei bambini più piccoli ed il modo nel
quale diventavano adulti in quella società. In questo periodo
uscirono i suoi primi due libri: il primo, L’adolescenza in Samoa
(1928) era basato sulla ricerca svolta in Polinesia e mostrava
come l’adolescenza non dovesse essere necessariamente un periodo di
ribellione e di crisi.
Le ragazze samoane infatti trascorrevano la
loro adolescenza come un periodo di sviluppo ordinato, che comprendeva
anche la libertà sessuale. La conclusione della Mead era che il
disagio adolescenziale non era naturale ma appreso, dovuto agli
aspetti culturali e non biologici.
Il libro divenne un best seller e fu
tradotto in molte lingue.
In
seguito uscì Crescere in Nuova Guinea dove la Mead rifiutava il concetto che i primitivi fossero
come dei bambini; sosteneva invece che è la cultura a formare la personalità
dell’individuo. Questo libro fu acclamato come un contributo di
importanza eccezionale alla teoria dell’educazione. Nel 1935 pubblicò Sesso e temperamento basato sulle ricerche
condotte su tre civiltà primitive della Nuova Guinea: gli Arapesh,
i Mundumugor e i Tchambuli. In questo libro si parla
dell’influenza dei ruoli sessuali nella formazione del temperamento
maschile e femminile. Nel 1936 andò con il suo terzo marito, lo psicologo Gregory Bateson,
a Bali. Nel 1939 nacque la figlia Catherine.
Nel 1942 pubblicò Il carattere balinese, scritto con il
marito Gregory.
Nel 1944 fondò un
Istituto per gli Studi Interculturali. Dopo la guerra pubblicò
Maschio e Femmina: uno studio sui sessi in un mondo che
cambia, che trattava delle sue osservazioni sulla gente conosciuta
nel Pacifico del Sud e nelle Indie dell’est. In questo libro la Mead
parla ancora delle sue idee sui ruoli sessuali e confronta gli
atteggiamenti della gente osservata nel Pacifico con quelli dei
moderni americani. Nel 1959 apparve Un’antropologa al lavoro, uno studio sulla
sua collega Ruth Benedict e nel 1972 la sua autobiografia, L’inverno
delle more.
Morì di cancro a New York il 15 novembre del 1978.
Margaret
Mead ha scritto 44 libri e più di 1000 articoli, pubblicati in
diverse lingue.
Dal 1926 e per tutta la sua vita ha lavorato per l’ American
Museum of Natural History di New York; fu Presidente della
Society for Applied Anthropology e della American
Anthropological Association. Fu
la prima donna a diventare Presidente dell’American Associstion
for the Advancement of Science.. Insegnò
al Vassar College (1939-41)
e alla Columbia University (1947-1978). Ricevette 28 lauree ad
honorem.
Come personaggio pubblico si interessò di razzismo, identità
di genere, cultura, giustizia, educazione, salute e nutrizione,
psicologia evolutiva, femminismo ed emancipazione sociale delle
minoranze, spiritualità e sovrappopolazione.
Credeva che fossero gli
aspetti culturali a portare al razzismo, alle intolleranze, alle
guerre, a causa di pregiudizi appresi e che i membri di una società
potevano/dovevano lavorare insieme per modificare le loro trazioni e
costruire nuove istituzioni. Il suo slogan in proposito era: “Never
doubt that a small group of thoughtful, committed citizens can change
the world.” In una società sempre più pessimista riguardo alle
capacità umane di cambiamento, lei insisteva sull’importanza di
favorire e supportare tale capacità.
Si poteva imparare dagli altri
popoli: le diversità umane sono una grande risorsa, non un ostacolo e
gli esseri umani sono tutti in grado di apprendere ed insegnare l’un
l’altro.
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