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Simone
de Beauvoir nacque a Parigi nel 1908, in una famiglia
dell'alta borghesia.
Sin da bambina cominciò a scrivere per gioco,
ma intorno ai quattordici anni, quando perse la fede, questa
attività divenne per lei sempre più importante.
Si laureò in
lettere alla Sorbona e poi conseguì l'agrégation di
filosofia nel 1929, anno in cui conobbe Jean-Paul Sartre, suo professore,
che la
introdusse nella cerchia degli intellettuali esistenzialisti.
Il loro fu un rapporto "aperto", mai formalizzato col
matrimonio, ma molto duraturo e fecondo di amicizia ed affetto. Simone cominciò
quindi la carriera di
insegnante, dapprima a Marsiglia, poi a Rouen e infine a Parigi.
Gli
anni trenta, anni di un intenso legame affettivo ed intellettuale
con Sartre, sono anche anni di viaggi in Europa ed in Africa
settentrionale, di intense letture, scoperte culturali, tentativi di
espressione letteraria. Continuò ad insegnare
filosofia fino al 1943, anno della pubblicazione del suo primo
romanzo, L'invitata, nel quale affrontò alcuni temi
che erano al centro del dibattito esistenzialista, in particolare
della libertà e della responsabilità individuali
dell'intellettuale all'interno della società.
Nel 1947 si
innamorò dello scrittore americano Nelson Algren, ma non per questo
decise di lasciare Sartre. Nel 1949 pubblicò Il secondo
sesso.
Nel 1954 ottenne il premio Goncourt per I Mandarini.
Nel 1958 con Memorie di una ragazza perbene, iniziò a
pubblicare un ciclo autobiografico che comprende anche L'età
forte (1960) e La forza delle cose (1963) e che si
conclude con A conti fatti (1972).
Negli anni '70 Simone de
Beauvoir entrò a far parte del femminismo militante, il Mouvement
de libération des femmes (Mlf). Simone marciava in testa alle
manifestazioni, firmava il manifesto delle 343 "salopes"
(donnacce) che dichiaravano di aver abortito, testimoniava al
processo di Bobigny, apriva le colonne di Les Temps Modernes, di
cui era co-fondatrice, alle cronache dell'"ordinario
sessismo".
La de Beauvoir non esitò a mettere in gioco tutta
la sua notorietà per le cause che ritenne giuste. Partecipò inoltre alla fondazione di varie associazioni e riviste,
quali la Ligue des Droits des Femmes, Choisir e Questions Féministes.
Nel 1980 morì il
suo compagno Jean Paul Sartre, con il quale peraltro non aveva mai
convissuto. Simone morì nel 1986, quindici anni fa.
L'OPERA
E IL PENSIERO DI SIMONE dE BEAUVOIR
L'opera
e la vita di Simone de Beauvoir si connotano esplicitamente per la
loro matrice esistenzialista, l'impegno femminista e progressista in
genere. Il nucleo centrale del suo percorso intellettuale sta nella
riflessione sulla libertà, personale e di genere, e sulla
responsabilità dell'individuo.
Il secondo sesso
Fin dalla sua prima pubblicazione, grandi quotidiani lo misero al centro
delle cronache letterarie, con articoli e recensioni che
Il secondo sesso è
diviso in quattro parti:
nella prima si analizza l'essere-donna dal
punto di vista delle scienze: la
scienza ci può rivelare la realtà materiale della donna ma non ci
dice cosa deve essere una donna né che cosa può essere una donna.
La
seconda sezione affronta l'essere donna dal
punto di vista della storia: su
base storica, la donna è stata una "presenza-assenza", una
presenza reale assente alla storia che è storia scritta e fatta dagli
uomini, dal sesso maschile.
Tranne alcune importanti eccezioni, la
donna è stata ciò che l'uomo ha voluto che fosse. La terza parte è
dedicata allo studio della
immagine della donna proposta dai miti più antichi
fino all'immagine femminile creata dalla letteratura.
La quarta parte,
infine, è una analisi del
"vissuto" femminile, descritto in forma evolutiva attraverso
le varie età della vita,
dall'infanzia alla vecchiaia.
La de Beauvoir afferma che conoscere
se stessa è, per una donna, un percorso difficile: tutte le identità
che le vengono proposte dalla cultura ufficiale infatti sono identità
alienanti, che la mortificano, che registrano il suo stato di assenza
culturale, di minorità sociale.
La
donna deve rifiutare di essere l'Altro dell'identità maschile e
pagare il prezzo che questa scelta comporta.
Nella storia della specie umana, la preminenza è stata accordata non
al sesso che genera ma al sesso che uccide e su questi valori si è
costituita la civiltà.
Di fronte ad essi la donna non ha mai opposto
dei "valori femminili".
Si è limitata a modificare la propria posizione in seno alla coppia e
alla famiglia. Ma la donna oggi
può provare a cercare la strada per la sua libertà: alla
donna spetta decidere 'che cos'è la donna'
Fra
le altre opere di saggistica La terza età (1970) è un
appassionato atto di accusa contro l'atteggiamento della
società verso gli anziani.
La vecchiaia diventa problema
solo in una società che ha mitizzato la giovinezza
e che si interessa dei giovani come dei vecchi solo per i suoi fini,
che tiene la gran massa dei vecchi sul limite dell'indigenza, come
la massa dei giovani su quello della disoccupazione.
Tutti i sistemi sociali contemporanei hanno fallito su questo piano,
creando nei vecchi una nuova categoria di emarginati, accanto ai
poveri, agli immigrati, ai malati di mente.
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