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Come si diventa una coppia? Nella scelta del partner in genere le persone si orientano verso le persone che sentono più simili: a sé, alla propria famiglia, ai propri amici, alle proprie tradizioni, ai propri valori, al proprio livello culturale ecc.

Anche per quanto riguarda l’aspetto fisico, è molto probabile che il partner abbia altezza e peso corporeo simile. Si tratta di una selezione sessuale, in quanto tutto questo non avviene per caso, ma perché vi è una ricerca attiva del partner con caratteristiche simili o compatibili.

Dal punto di vista evoluzionistico, naturalmente, tutto questo viene spiegato con la maggiore probabilità di sopravvivenza di una coppia basata su tali presupposti, che garantisce un maggiore e più duraturo accudimento della prole, ai fini della sopravvivenza e dell’adattamento.

Sul piano sociale tuttavia le cose non sono andate sempre così: un tempo infatti gli sposi non dovevano scegliersi, in quanto erano i membri del clan o della famiglia a controllare gli incontri e a stabilire le regole dello ‘scambio’. Erano loro infatti che valutavano le qualità del potenziale partner e le affinità che questi aveva con il membro della propria famiglia che si erano incaricati di ‘accoppiare’.

Le coppie così formatesi, avevano come unico obiettivo quello di mettere al mondo dei figli, considerati come ‘bene comune’ da parte di tutto il clan, e di restare uniti per il resto della vita. Naturalmente i canoni della scelta venivano sempre, o quasi sempre, rispettati, affinché la coppia potesse andare d’accordo ed essere prolifica.

L’unica eccezione a questa regola era quando la combinazione del matrimonio prevedeva lo scambio fra bellezza (e dunque salute e prolificità) con ricchezza economica o status sociale: in questo caso poteva accadere che delle giovani ragazze venissero concesse in mogli a uomini più anziani, ma con la caratteristica di essere ricchi o potenti. Questo al fine di favorire il destino della figlia femmina, ma soprattutto le alleanze e le protezioni familiari.

L’amore romantico praticamente non esisteva, perché non era necessario per la costituzione della coppia: l’amore era concepito dunque più come una forma di rispetto e devozione verso il partner, qualcosa che somigliava più a un dovere che a un sentimento.

Il matrimonio d’amore si è affermato, in tutte le classi sociali, solo nel secolo scorso. Con questo genere di matrimonio i due partner si scelgono unicamente sulla base del sentimento che li lega, considerando come elementi di secondo piano i ‘valori’ che i due sposi portano alle famiglie acquisite.

Oggi i criteri di scelta sono sempre meno legati alle logiche della compatibilità, perché si preferisce premiare i sentimenti piuttosto che i tratti di affinità, ma anche perché molto più che in passato si prendono in considerazione anche altri aspetti che legano la coppia, come l’intesa sessuale o la predisposizione alla fedeltà (che non viene più data per scontata). Questo è ancora più vero per la scelta di partner considerati “occasionali”, con i quali non si intende creare una famiglia.

Tuttavia, la famiglia è ancora sentita come un luogo sicuro della vita, un rifugio nel quale trovare solidarietà ed affetti, per cui quando si sceglie un partner stabile le cose cambiano radicalmente e si torna alle considerazioni di tipo evoluzionistico che finora hanno guidato la giusta alchimia della coppia stabile.

La ‘compagna ideale’, per la maggior parte degli uomini, è anzitutto una persona di aspetto gradevole e dal carattere mite, capace di raggiungere la perfezione se ha anche l’attitudine ad occuparsi dei lavori domestici, soprattutto per quanto riguarda l’arte culinaria… Scontata è invece l’aspettativa di continua e massima disponibilità sessuale che ogni uomo ha nei confronti della sua donna.

Le donne invece, per quanto riguarda la ricerca del partner stabile, sembrano non curarsi più delle doti estetiche o sessuali: non si perdono nei particolari anatomici dei loro compagni, ma guardano alla persona nel suo insieme; cercano anzitutto persone intelligenti, colte o comunque più colte di loro stesse, di buono status sociale ed economico, dinamici e dotati di senso dell’umorismo.

L’uomo ideale infatti rimane ancora colui che provvede alle necessità materiali (anche quando il lavoro consentirebbe alla ‘lei’ di avere su questo aspetto una buona capacità di spesa e di auto-mantenimento) ed è la persona cui affidarsi per essere aiutata a superare le difficoltà della vita. Il mito del Principe Azzurro insomma è ancora vivo e non riesce a scomparire, anche in una società dove le donne hanno ormai raggiunto la parità con gli uomini ed, in alcuni casi, li hanno addirittura superati (ad esempio per quanto riguarda i titoli di studio).

Ecco dunque come e perché ci si sceglie. Ci si potrebbe a questo punto domandare perché, molto più che in passato, le coppie non reggono e si lasciano.

La risposta è semplice: per quanto nella scelta del partner stabile si cerchi di essere più razionali rispetto alla scelta del partner occasionale, nel rapporto di coppia dei nostri giorni sembrano non poter mancare due cose importanti: il sentimento dell’amore e una soddisfacente vita sessuale.

Quando uno o entrambi questi aspetti entrano in crisi, l’unione comincia seriamente a traballare, si scopre di non aver più nulla in comune e ci si lascia, anche dopo pochi anni. Con l’introduzione del divorzio in Italia, negli anni settanta, sono già moltissime le persone che hanno contratto due o tre matrimoni, ma ancora di più sono le persone che hanno alle spalle diverse convivenze, anche con figli.

A voler chiudere  una relazione ‘in crisi’ sono soprattutto le donne. Le donne infatti, soprattutto se economicamente indipendenti, hanno meno timore degli uomini a rimanere da sole, un po’ perché sanno ottimamente provvedere all’organizzazione domestica, un po’ perché sanno di poter contare comunque sull’affetto, espresso anche fisicamente, dai figli o dai nipoti, il che in molti casi può supplire la perdita del contatto intimo con il coniuge, specialmente se non era gradito.

Sebbene molti uomini abbiano ormai imparato a vivere senza la mamma o la moglie che si occupa dei lavori domestici, provvedendo ad essi in prima persona, o con una donna delle pulizie, per molti rimane ancora un tabù doversi lavare i calzini o prepararsi un piatto di spaghetti. Inoltre, per gli uomini può essere un problema non avere una donna accanto con cui fare sesso: un po’ perché il bisogno fisico è in genere maggiore, un po’ perché la ricerca di sesso facile non è poi così facile come sembra. L’affetto dei figli e dei nipoti in questo caso non rappresenta una soluzione, ma semmai un ostacolo.

Nelle coppie anziane, di qualsiasi livello sociale e culturale economico, la donna in genere mantiene ancora un aspetto giovanile, (cura dei capelli- cura dell’abbigliamento e degli accessori ecc.) ed ha un maggior livello di informazioni, anche di tipo culturale. Infatti, se l’uomo anziano di scarsa cultura si lascia interessare solo da programmi sportivi o quiz televisivi con ballerine seminude, le donne seguono con attenzione i contenitori televisivi, dove si alternano esperti di tutti i tipi che offrono continui stimoli di approfondimento.

Stessa cosa nella lettura dei giornali: i giornali sportivi, letti da un pubblico maschile, sono sempre gli stessi, mentre i giornali che offrono romanzi rosa, fotoromanzi o perfino gossip cercano sempre più di elevare il livello culturale delle lettrici, offrendo anche temi culturali o notizie pratiche per la soluzione di problemi grandi e piccoli della vita, attraverso i suggerimenti dati da professionisti esperti in ogni campo.

Le giovani generazioni non sono immuni da questa differenza culturale che si viene a creare fra uomini e donne: le ragazze infatti abbandonano la scuola molto meno dei loro coetanei e raggiungono  titoli scolastici più elevati. La maggiore libertà di cui godono oggi le ragazze rispetto alle generazioni passate le porta poi ad assumere dei ruoli sempre più attivi e autonomi, che sempre di più somigliano ai tradizionali ruoli maschili….

Non sorprende dunque la difficoltà di alcuni uomini oggi nella ricerca di una partner stabile. Se l’uomo non ha preparazione culturale, ricchezza, potere o almeno un aspetto fisico accettabile rischia di rimanere escluso dalle possibili scelte. Una separazione tardiva può dunque lasciare gli uomini in balia di se stessi, che mangiano male, fanno vita disordinata, hanno relazioni sessuali a rischio. Tutto questo incide naturalmente sulla salute e sulla mortalità.

Non è un caso che le statistiche ci dicano che vivono più a lungo e in buona salute le coppie che vanno d’accordo e che mantengono sentimenti e comportamenti di dedizione e tenerezza fra loro: una ragione in più per scegliere con  cognizione di causa e mille ragioni in più per tentare una terapia di coppia quando l’armonia familiare non è più soddisfacente, per uno o per entrambi i partners.

Dr. Walter La Gatta

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Unsplash

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Dr. Walter La Gatta
Dr. Walter La Gatta

Libero professionista ad Ancona ,Terni e Civitanova Marche

Si occupa di:

Psicoterapie individuali e di coppia
Terapie Sessuali (Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche e Umbria) 
Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

Riceve ad Ancona,Terni , Civitanova Marche e via Skype, su appuntamento.

Per appuntamenti telefonare direttamente al: 348 – 331 4908

Co-fondatore dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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