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Infertilità

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Di Giuliana Proietti
 

Una coppia infertile è una coppia che non riesce a concepire un figlio, sebbene abbia regolari rapporti sessuali completi e non protetti.

La diagnosi di infertilità arriva dopo due anni di tentativi falliti. Se non si sono avuti figli in precedenza si parla di "infertilità primaria" e di "infertilità secondaria" se si sono già avuti figli in passato.

Va poi fatta una importante distinzione fra infertilità e sterilità: infatti, se la seconda suona come una sentenza passata in giudicato, dove nulla si può fare per avere dei figli propri, a causa di un problema organico che impedisce il concepimento o la gestazione, la prima rappresenta invece una sterilità temporanea "sine causa", le cui origini non sono chiare, ma che permette tuttavia di non scrivere la parola "fine" sull'intenso desiderio della coppia di procreare.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il fenomeno dell'infertilità colpisce il 15-20% delle coppie nei paesi industrializzati e i valori sembrano destinati ad aumentare, per una serie di ragioni: il fatto che gli aspiranti genitori sono in genere dei soggetti che hanno superato i 30-35 anni di età, il fattore-inquinamento, l'esposizione a sostanze tossiche, l'alimentazione sbagliata, l'abuso di fumo ed alcool, ecc.

Per risolvere il problema occorre rivolgersi ad un centro specializzato in problemi di infertilità e sottoporsi ad una serie di esami. Una volta ottenuta una diagnosi, ci sono molte terapie che possono essere efficaci e dar luogo alla tanto desiderata gravidanza: l'importante è attivarsi subito, specialmente se la donna ha superato i 35 anni.

L'infertilità crea spesso problemi e stress all'interno della coppia, fino a portarla talvolta alla separazione. L'incapacità di procreare evoca infatti significative sensazioni di perdita, sensi di colpa verso il partner e verso la società, problemi di autostima, aumento della conflittualità nella coppia, aggressività, depressione.

Al momento attuale non si può ancora stabilire con sicurezza quanto possano contare i fattori psicologici nel determinare una situazione di infertilità. Secondo alcune ricerche essi sembrano essere importanti, ma tuttavia secondari rispetto agli aspetti biologici. Altri studi dimostrano invece che una riduzione dello stress è un fattore molto importante per favorire il concepimento.

Sicuramente non si deve sottovalutare il fatto che un forte stress può essere destabilizzante per l'organismo: per averne un'idea, possiamo riferirci ad uno studio del 1993, pubblicato da Alice D. Domar, psicologa, il quale rilevò che lo stress di una donna che ha problemi di infertilità è paragonabile allo stato ansioso di una donna malata di cancro, o di HIV. (Journal of Psychosomatic Obstetrics and Gynecology - Vol. 14, Suppl., 45–52).

Sicuramente una persona stressata non è in condizioni di salute ottimali: l'ansia oltre tutto può portare a mettere in atto dei comportamenti sbagliati, come ad esempio fumare, bere alcolici, trascurare il riposo e l'alimentazione, ecc. C'è poi da considerare l'ambivalenza rispetto alle scelte da compiere: una persona stressata e depressa può anche arrivare a pensare in alcuni momenti di non volere realmente quel figlio troppo atteso, interrompendo le terapie e le indagini iniziate, o perfino evitando di avere rapporti sessuali.

Sebbene sia dunque certamente errato attribuire le cause dell'infertilità unicamente ai fattori psicologici (del resto i figli nascono anche in seguito a violenza sessuale, o durante le guerre e le carestie: non sono anche queste situazioni stressanti?) è altrettanto sbagliato pensare che la psicologia non abbia alcuna rilevanza in questo fenomeno.

Rivolgersi, in caso di infertilità, ad uno psicologo può essere di aiuto per imparare a gestire al meglio il difficile periodo dei trattamenti medici, che possono creare notevole disagio o essere particolarmente invasivi, ma è soprattutto utile per cercare di tenere sotto controllo lo stress e lo stato ansioso dei due partners, il loro tono dell'umore, prevenendo così lo stabilirsi di cronici conflitti di coppia. Lavorare sulle proprie paure, sui propri timori, sulle proprie angosce, può essere di aiuto non solo per favorire la fecondazione, ma anche per tentare di immaginare un proprio futuro diversificato, una famiglia eventualmente basata su caratteristiche diverse da quelle che si erano inizialmente programmate.

 
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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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