Una coppia infertile è una coppia che non
riesce a concepire un figlio, sebbene abbia regolari rapporti sessuali
completi e non protetti.
La diagnosi di infertilità arriva dopo due anni di tentativi falliti. Se
non si sono avuti figli in precedenza si parla di "infertilità primaria"
e di "infertilità secondaria" se si sono già avuti figli in passato.
Va poi fatta una importante distinzione fra infertilità e sterilità:
infatti, se la seconda suona come una sentenza passata in giudicato,
dove nulla si può fare per avere dei figli propri, a causa di un
problema organico che impedisce il concepimento o la gestazione, la
prima rappresenta invece una sterilità temporanea "sine causa", le cui
origini non sono chiare, ma che permette tuttavia di non scrivere la
parola "fine" sull'intenso desiderio della coppia di procreare.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il fenomeno
dell'infertilità colpisce il 15-20% delle coppie nei paesi
industrializzati e i valori sembrano destinati ad aumentare, per una
serie di ragioni: il fatto che gli aspiranti genitori sono in genere dei
soggetti che hanno superato i 30-35 anni di età, il
fattore-inquinamento, l'esposizione a sostanze tossiche, l'alimentazione
sbagliata, l'abuso di fumo ed alcool, ecc.
Per risolvere il problema occorre rivolgersi ad un centro specializzato
in problemi di infertilità e sottoporsi ad una serie di esami. Una volta
ottenuta una diagnosi, ci sono molte terapie che possono essere efficaci
e dar luogo alla tanto desiderata gravidanza: l'importante è attivarsi
subito, specialmente se la donna ha superato i 35 anni.
L'infertilità crea spesso problemi e stress all'interno della coppia,
fino a portarla talvolta alla separazione. L'incapacità di procreare
evoca infatti significative sensazioni di perdita, sensi di colpa verso
il partner e verso la società, problemi di autostima, aumento della
conflittualità nella coppia, aggressività, depressione.
Al momento attuale non si può ancora stabilire con sicurezza quanto
possano contare i fattori psicologici nel determinare una situazione di
infertilità. Secondo alcune ricerche essi sembrano essere importanti, ma
tuttavia secondari rispetto agli aspetti biologici. Altri studi
dimostrano invece che una riduzione dello stress è un fattore molto
importante per favorire il concepimento.
Sicuramente non si deve sottovalutare il fatto che un forte stress può
essere destabilizzante per l'organismo: per averne un'idea, possiamo
riferirci ad uno studio del 1993, pubblicato da Alice D. Domar,
psicologa, il quale rilevò che lo stress di una donna che ha problemi di
infertilità è paragonabile allo stato ansioso di una donna malata di
cancro, o di HIV. (Journal of Psychosomatic Obstetrics and Gynecology -
Vol. 14, Suppl., 45–52).
Sicuramente una persona stressata non è in condizioni di salute
ottimali: l'ansia oltre tutto può portare a mettere in atto dei
comportamenti sbagliati, come ad esempio fumare, bere alcolici,
trascurare il riposo e l'alimentazione, ecc. C'è poi da considerare
l'ambivalenza rispetto alle scelte da compiere: una persona stressata e
depressa può anche arrivare a pensare in alcuni momenti di non volere
realmente quel figlio troppo atteso, interrompendo le terapie e le
indagini iniziate, o perfino evitando di avere rapporti sessuali.
Sebbene sia dunque certamente errato attribuire le cause
dell'infertilità unicamente ai fattori psicologici (del resto i figli
nascono anche in seguito a violenza sessuale, o durante le guerre e le
carestie: non sono anche queste situazioni stressanti?) è altrettanto
sbagliato pensare che la psicologia non abbia alcuna rilevanza in questo
fenomeno.
Rivolgersi, in caso di infertilità, ad uno psicologo può essere di aiuto
per imparare a gestire al meglio il difficile periodo dei trattamenti
medici, che possono creare notevole disagio o essere particolarmente
invasivi, ma è soprattutto utile per cercare di tenere sotto controllo
lo stress e lo stato ansioso dei due partners, il loro tono dell'umore,
prevenendo così lo stabilirsi di cronici conflitti di coppia. Lavorare
sulle proprie paure, sui propri timori, sulle proprie angosce, può
essere di aiuto non solo per favorire la fecondazione, ma anche per
tentare di immaginare un proprio futuro diversificato, una famiglia
eventualmente basata su caratteristiche diverse da quelle che si erano
inizialmente programmate.
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