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Le fobie sessuali

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COSA SONO E COME SI CURANO


di Giuliana Proietti
 


Non tutti provano piacere nel sentirsi al centro di interesse sessuale da parte di un'altra persona, o nell'avvertire sensazioni di tipo erotico.

Per alcuni già ascoltare dei discorsi legati al sesso può essere talmente disturbante da generare un attacco di panico. Perfino alcuni atti, considerati romantici e decisamente "casti", come il baciarsi o l'accarezzarsi, in alcune persone potrebbero generare forti stati ansiosi, tanto da portare questi soggetti a "prevenire" e ad evitare tutte le possibili situazioni legate alla propria fobia sessuale, rinunciando spesso ai contatti sociali ed al rapporto di coppia.

In particolare, una persona che soffre di fobie sessuali teme la penetrazione, il rapporto orale, il rapporto anale, l'osservazione dei genitali. I sintomi sono quelli tipici di chi soffre di attacchi di panico: improvvisa fame d’aria, senso di nausea, respirazione e battito cardiaco accelerati, sudore e sensazione di svenire.

Le fobie sessuali si sviluppano a seguito di un’educazione particolarmente rigida, dove la sessualità è un vero e proprio tabù, o a seguito di traumi sessuali subiti nell’infanzia. In alcuni casi la paura è più generalizzata: si tratta di una paura inconscia del piacere, dal quale si tema possa discendere, quasi magicamente, una qualche minaccia.

Per liberarsi di queste fobie occorre prima di tutto diventarne consapevoli (in genere si tende ad attribuire altre motivazioni alla paura nei confronti della sessualità. Es. "non mi piace essere accarezzato/a, perché soffro il solletico") ed avere sufficiente motivazione ad affrontare il problema con sé stessi. Può essere utile informarsi attraverso delle pubblicazioni scientifiche sulla sessualità e imparare a guardare al piacere sessuale come parte integrante della vita umana: non si dovrebbe infatti avere paura del proprio corpo e delle sue funzioni: così come viene considerata la funzione respiratoria o la funzione digestiva, dovrebbe avere spazio e dignità anche quella sessuale.

Le terapie mediche e psicologiche

Lo stato fobico ansioso viene efficacemente trattato con farmaci antidepressivi e/o psicoterapie, anche in base alla gravità del sintomo. L'intervento psicoterapeutico mira a desensibilizzare gradualmente il paziente nei confronti dello stimolo che gli/le procura il particolare stato di ansia.

Per cultura generale, ma anche per divertimento, vista la fantasia utilizzata dai diagnosti nel classificare le varie forme di fobia sessuale, aggiungiamo un breve elenco.

Coitofobia: paura intensa del rapporto sessuale e della penetrazione, sia attiva, sia passiva.

Erotofobia: La fobia non riguarda atti sessuali veri e propri, ma il semplice parlare di sesso, o avere a che fare con materiale che ha attinenza con la sessualità.

Eurotofobia. Persistente, anormale e ingiustificata repulsione per i genitali femminili. Più conosciuta come “colpofobia” (dal greco kólpos, vagina. Diversa dalla “ereutofobia” che è invece la paura di diventare rossi). A volte il fenomeno può essere limitato ad un’esposizione ai genitali femminili fatta in modo sporco o volgare, altre volte il disturbo può essere più generalizzato e compromettere seriamente la vita relazionale del soggetto.

Partenofobia - Paura anormale e persistente per le ragazze giovani o le vergini. Ovvero timore di avere relazioni o rapporti sessuali con donne giovani ed inesperte.

Ginefobia – Conosciuta anche come “ginofobia” (dal greco gyné, donna): è la paura persistente e irrazionale che hanno gli uomini nei confronti dell’altro sesso. Questa paura può arrivare, come forma reattiva, all’odio per le donne: è il caso della misoginia (dal greco misos, odio, e gyné, donna).

Gimnofobia - Conosciuta anche come “ginnofobia”, dal greco “gymnos“, che significa “nudo”. (gli atleti nell’antica Grecia si esibivano nudi: da qui il termine ‘ginnasti’). Queste persone sono estremamente pudiche, incapaci di spogliarsi di fronte ad un’altra persona, oppure a disagio nel vedere i corpi nudi di altri.

Tocofobia, dal greco “tocos“, parto. Paura morbosa e destabilizzante di rimanere incinta o di partorire. Sintomi sono: incubi, ansia, difficltà di concentrazione, ecc.

Oneirogmofobia, dal greco “oneirogmòs”, che significa “paura di eiaculare in seguito ad un sogno erotico”.

Per chi non ne potesse più di questo elenco: la “ellenologofobia“ è la paura dei termini greci o delle complesse terminologie scientifiche…

 
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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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