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Se
andiamo a guardare alle tradizioni della nostra cultura e soprattutto
ai miti, ci accorgiamo che i piaceri della gola sono, da sempre,
legati a quelli della sessualità: il peccato di
Adamo ed Eva non viene infatti raccontato dalla tradizione attraverso
la metafora della mela tentatrice?
Tornando a fatti recenti, le pubblicità dei prodotti alimentari, non
fanno continuo ed esplicito riferimento alla sessualità? Pensiamo a
'fate l'amore con il sapore', oppure alla donna che si isola da tutti
e si chiude in una stanza a mangiarsi un gelato, per fare qualche
esempio. Il cibo ed il sesso sono parenti
stretti, nel senso che hanno molto in comune, anche se non sempre
riescono a stare bene insieme: per prima cosa rappresentano dei
piaceri intensi ed appaganti, naturali e abbastanza abbordabili per
tutti (anche se vi sono, come sappiamo, molte differenziazioni
riguardo alla qualità e alla quantità in cui essi sono fruibili nelle diverse zone del mondo e
nei diversi ceti sociali).
C’è poi un altro aspetto simbolico che li lega, ovvero la socialità:
si mangia e si fa sesso insieme ad altre persone; se non c’è
condivisione, entrambi i comportamenti non sono ben visti. Pensiamo
alla generale condanna
dell’autoerotismo, quanto al detto popolare ‘chi mangia da solo si strozza’…
Infine, il discorso dell’autocontrollo: le regole sociali ci dicono
che è lecito mangiare, ma non sempre, non tanto quanto vorremmo, non
in tutti i momenti, non in tutti gli ambienti. Allo stesso modo accade
per quanto riguarda la sessualità, anch’essa in costante oscillazione
fra libertà e repressione, tra pulsione e controllo.
Un'altra considerazione è legata alla storia dell'umanità. Il cibo ed il sesso sono stati,
per millenni, fondamentali per garantire la sopravvivenza della specie: se non
mangiamo ci ammaliamo, muoriamo; se non facciamo sesso non ci
riproduciamo. Dunque, in assenza dell'atto del mangiare, come di
quello legato al rapporto sessuale, l'essere umano non avrebbe potuto
vincere la sfida per la sopravvivenza.
Oggi, paradossalmente, le cose non stanno più così. Con una sola
eiaculazione maschile si possono, teoricamente, fecondare tantissime
donne attraverso la conservazione dello sperma in apposite celle
frigorifere (il che, in futuro, potrebbe rendere superflua l’"eccessiva" produzione
di spermatozoi e, chissà, cambiare le abitudini della
coppia). Lo stesso vale per il mangiare: con pochi alimenti
ipercalorici ed integratori chimici, siamo veramente arrivati a mangiare
‘pillole’ anziché spaghetti col ragù, come anticipava una famosa
canzone degli anni sessanta.
L’anoressia ha preso il posto dell’ascetismo (nato proprio in
opposizione al peccato di gola, prodotto da impulsi corporei
incontrollabili). Le anoressiche infatti rinunciano volentieri sia
alla sessualità, sia al cibo, mentre i soggetti bulimici si concedono
grandi abbuffate e relazioni di coppia marcatamente sessuali, delle quali
inevitabilmente si pentono, solo che, al contrario di quanto fanno col
cibo, non possono completamente espellerle da sé stessi.
Gli attacchi di fame di chi soffre di bulimia hanno un forte
significato simbolico: riempiono un vuoto affettivo, placano
l’angoscia, cercano una soddisfazione socialmente più accettata
rispetto a quella illecita che spesso il sesso rappresenta. Chi soffre
di disturbi alimentari spesso deve combattere contro ossessioni segrete, intorno alle quali
costruisce e regola la sua esistenza.
Dovendo scegliere se dare la priorità al piacere del sesso o a quello
del cibo, si sono notate molte differenze fra i due sessi. Qualche
tempo fa fece scalpore, in Inghilterra, un sondaggio nel quale si
chiedeva a mille inglesi a quale piacere non avrebbero mai rinunciato:
le donne misero in cima alla lista il cioccolato (34%) e solo in
seconda posizione il sesso. I maschi invece dichiararono che mai
avrebbero rinunciato al sesso (50%) ed in seconda istanza all’alcool
(37%).
Certamente, se invece del cioccolato le donne avessero dovuto
scegliere fra il salame o il formaggio ed il sesso, i risultati sarebbero stati
sicuramente diversi, ma è un fatto che fa pensare molto, non solo alle
differenze organiche e psichiche che ci sono fra i due sessi, ma anche
sulle differenze di aspettative e di soddisfazione dei bisogni
esistenziali che orientano le persone verso una strada o
verso l’altra.
Articolo aggiornato Feb 06
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