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Home Page > SESSUOLOGIA > Sadismo, Masochismo, sadomasochismo

SADISMO, MASOCHISMO, SADOMASOCHISMO


di
Giuliana Proietti


Il termine ‘sadismo’ indica una perversione sessuale in cui il soggetto trae godimento dalla sofferenza che infligge agli altri. Oltre che una perversione, il sadismo può essere anche un tratto del carattere: sadico è infatti chi si compiace del suo essere crudele. Il termine fu introdotto da Krafft-Ebing, che lo derivò dal nome del marchese de Sade. Freud ha utilizzato frequentemente questo termine per indicare però cose tra loro diverse: in un primo momento vide infatti nel sadomasochismo una fusione di sessualità e violenza, in un secondo momento ne parò anche per quanto riguarda l’esercizio della sola violenza, senza implicazioni sessuali. Allo stesso modo, in un primo tempo il sadismo fu considerato da Freud un fenomeno primario, capace di convertirsi poi in masochismo, mentre in un secondo momento sarebbe stato il masochismo originario ad essere deviato verso l’esterno sotto forma di sadismo, attraverso la pulsione di morte.

Il termine ‘masochismo’ indica invece una perversione sessuale in cui il soggetto trae godimento dalla sofferenza che riceve dall’altro. Anche in questo caso ‘masochista’ può essere un tratto del carattere, di persone cioè che si procurano maltrattamenti, umiliazioni e sofferenze. Il termine fu introdotto da Kraft-Ebing che lo derivò dal nome di Leopold von Sacher Masoch, un romanziere austriaco, i cui personaggi traevano piacere erotico da maltrattamenti e umiliazioni.

Oggi l’APA (2000) definisce il sadismo sessuale come un insieme di fantasie e comportamenti che si convertono in azioni reali, in cui la sofferenza fisica o psicologica, inclusa l’umiliazione della vittima, è sessualmente eccitante per il soggetto. Il masochismo sessuale  viene descritto come  fantasie e comportamenti che si realizzano nell’umiliazione  del masochista, che può essere picchiato, legato o fatto soffrire in qualche altro modo.

Ciò che va più di ogni altra cosa messo in rilevo è che c’è una relazione complementare e simmetrica fra sadismo e masochismo, che sono in pratica due facce della stessa medaglia, i due versanti della stessa perversione, le cui forme attive e passive si incontrano nello stesso individuo. Dicev Freud: “Chi prova piacere ad infliggere dolore agli altri in relazioni sessuali è anche capace di godere il dolore come un piacere che da queste può derivare. Un sadico è allo stesso tempo un masochista, sebbene l’aspetto attivo e quello passivo della perversione possa essere in lui più fortemente sviluppato e costituire la sua attività sessuale prevalente”.
La soddisfazione del sadico nel vedere soffrire la sua vittima si spiega, in senso psicodinamico classico, con la sua identificazione con la vittima: il sadico quindi gode nel far soffrire sé stesso. La coppia sadismo-masochismo è considerata da Freud come una delle grandi polarità che caratterizzano la vita sessuale, reperibile nelle coppie attività-passività, maschile-femminile, fallico-castrato.

I dati epidemiologici ci dicono che il sadomasochismo oggi è prevalentemente maschile e che c’è una prevalenza di masochisti rispetto ai sadici. In una ricerca condotta in Finlandia, attraverso l’intervista tramite questionario a 164 uomini di età compresa fra i 21 ed i 51 anni, frequentatori di locali sado-maso (Sandnabba et al.- 1999) si è visto che l’88% di loro praticava sesso tradizionale prima di dedicarsi ad attività sado-masochista. L’età media in cui avevamo preso consapevolezza  di questi desideri era intorno ai 18-20 anni, la prima esperienza intorno ai 21-25 anni, nella maggioranza dei casi valutata come un’esperienza positiva. La preferenza sadica o masochista può cambiare nel corso della vita: in genere passando dal masochismo al sadismo.

Dal punto di vista clinico il quadro più grave è quello del sadismo sessuale associato a Disturbo Antisociale di Personalità, perché in questo caso il soggetto potrebbe cercare partners non consenzienti e provare piacere nel controllo della vittima, terrorizzata dall’atto sadico imminente.
In un altro studio (Nordling e coll. 2000), sempre condotto in Finlandia presso club sado-maso sono stati intervistati 186 uomini e donne di età media fra i 30 ed i 35 anni. 18 di loro hanno dichiarato di essere stati sessualmente abusati; di questi soggetti abusati, in particolare le donne, erano più coinvolte in atti masochistici delle donne non abusate.
Le interpretazioni moderne ricalcano più o meno quelle classiche freudiane, cioè che vi sia un’identificazione del sadico con la sua vittima, per cui punendo l’altro punisce in realtà sé stesso. Il masochismo potrebbe invece essere un bisogno di arrendersi di fronte alle richieste sociali di prese di posizione e di responsabilità (si dice infatti che siano spesso gli uomini potenti a cercare questa forma di soddisfazione ‘atipica’), oppure una dimostrazione di forza nel riuscire a sopportare il dolore, da parte di chi ha bisogno di avere questo tipo di conferme per la sua autostima.

Bibliografia

Galimberti, Dizionario di Psicologia, De Agostini
Pietrantoni L., Sadomasochismo e feticismo: aspetti clinici e psicosociali, Ric. Sessuologia, vol. 30 2006, CIC

Ago 06
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 08/03/2010
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