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Pillole di informazione sulla
sessualità (12) 2009 |
Indice della Pagina:
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Sessualità e adolescenti
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Siamo tutti intersex?
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Speed dating e livello di attrazione
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Le persone usano il preservativo meno di
quello che pensano |
SESSUALITA' E ADOLESCENTI
Ricercatrice certo, ma anche madre, Brenda Lohman ammette di essere
rimasta scioccata dalla sua ricerca. La sua scoperta è infatti che fra
le famiglie di basso reddito (ne ha studiate mille in tre grandi città),
uno su quattro degli adolescenti di età compresa fra gli 11 ed i 16 anni
ha già avuto rapporti sessuali, con il primo rapporto avuto all'età
media di 12,77 anni.
Se l'età media è 12 e qualcosa, ciò significa evidentemente che alcuni
bambini hanno fatto sesso a dieci anni o forse ancora meno anni.
Secondo questo studio, dal titolo "A biological analysis of risk and
protective factors associated with early sexual intercourse of young
adolescents," i maschi sembra facciano sesso prima delle ragazze (età
media 12,48, contro 13,16) e sembra che la frequenza dei loro rapporti
sia maggiore di quella delle ragazze.
Secondo i ricercatori, ciò che frena questa attività sessuale precoce è
il livello culturale medio-alto della madre dell'adolescente. Forse
queste madri hanno migliori lavori, case più belle, forse sono meno
stressate delle donne con minore cultura... Forse, più semplicemente,
hanno gli strumenti culturali e comunicativi per poter parlare con i
propri figli, sedersi a tavolino e discutere dei pro e dei contro
relativi all'attività sessuale. Per questa ragione i ricercatori
propongono di stanziare dei finanziamenti per migliorare il livello
culturale delle donne che hanno figli.
I programmi di educazione sessuale, volti alla prevenzione delle
gravidanze precoci, dovrebbero, secondo i ricercatori, iniziare ben
prima dei 10 anni, ovvero prima che i "bambini" diventino sessualmente
attivi.
Fonte:
Medical News
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SIAMO TUTTI INTERSEX?
La scienza è tale perché cerca di mettere ordine, di classificare le
cose del mondo, ma talvolta non è così facile delimitare dei confini
netti fra una cosa e l'altra, specialmente se si tratta di genere
sessuale: questo è ciò che sostiene Gerald Callahan, nel suo nuovo libro
sulla sessualità umana. L'autore spiega che il sesso stereotipato,
ovvero maschio e femmina, del tipo Io Tarzan e tu Jane, di fatto non
esiste in biologia e questa convinzione limita la nostra comprensione
del mondo. Secondo l'autore vi è invece
tutta una gamma di possibili variazioni delle caratteristiche sessuali
umane, per cui in realtà siamo tutti "intersex". Lo sviluppo umano si
basa infatti su 46cromosomi, inclusi i due che determinano il genere
sessuale : XX per le femmine e XY per i maschi, ma come fa notare
Callahan, nessuno è esattamente una 46XX o un 46XY.
Possono esservi variazioni notevoli nella qualità dello sperma e
dell'ovulo, nella unione delle due cellule o nella successiva divisione
cellulare, che possono portare a varie alternative.
La variabilità cromosmomica è simile a quella che osserviamo in natura
nei fiori: possiamo infatti trovare queste combinazioni: 45X; 47XXX;
48XXXX; 49XXXXX; 47XYY; 47XXY; 48XXXY; 49XXXXY; and 49XXXYY. Si tratta
di variazioni familiari agli specialisti di genetica (la prima della
lista, ad esempio, è la così detta sindrome di Turner) ma l'uomo della
strada è ancora portato a dividere il mondo in bianco e nero, ovvero in
maschi o femmine, in XX o XY. Callahan è un
professore associato di immunologia presso la Colorado State University
ed il libro promette di essere interessante. Speriamo sia possibile
leggerlo presto in Italiano.
Libro: Between XX and XY: Intersexuality and the myth of two
sexes by Gerald N. Callahan
Published by: Chicago Review Pres
Price: $24.95
Fonte:
Newscientist
Lug 09
SPEED
DATING E LIVELLO DI ATTRAZIONE
Forse tutti saprete già cosa è uno
speed dating: un incontro
individuale con molteplici potenziali partner, al fine di poter capire
in pochi minuti o secondi se la persona può essere adatta ad essere
presa in considerazione per un eventuale rapporto di coppia.
Un'agenzia matrimoniale fast-food,
potrebbe essere definita questa nuova moda, che fa del "fast" un "must",
tanto per fare un gioco di parole.
Ebbene, se un single incontra tanti partner in uno stesso giorno, allo
scopo di capire se ce n'è qualcuno che gli/le piace, non potrebbe essere
questa la base di un esperimento psicologico per comprendere se è
possibile percepire l'interesse di un partner verso l'altro dal solo
linguaggio del corpo?
Alcuni ricercatori della Indiana University non si sono fatti sfuggire
l'occasione e si sono procurati i filmati di uno speed dating condotto
in Germania, dove i due partners parlavano ovviamente in tedesco. I
video-clips sono stati mostrati a degli studenti universitari americani
(28 ragazze e 26 ragazzi) che non capivano il tedesco e che dunque si
sono basati nei giudizi dalle sole apparenze.
Ebbene: sia gli studenti di sesso maschile, sia quelli di sesso
femminile si sono mostrati abilissimi nel comprendere se e quando l'uomo
mostrava interesse verso la donna, mentre non è stato vero il contrario.
Nemmeno le congeneri sono riuscite a decifrare se l'interesse femminile
c'era o non c'era. Secondo l'autore della ricerca, Skyler Place,
le donne sono molto più abili nel dissimulare questo tipo di interesse e
possono mostrarsi amichevoli e gentili anche se hanno già deciso che non
se ne farà nulla.
Genn 09
LE PERSONE USANO IL PRESERVATIVO MENO DI QUELLO CHE
PENSANO
Negli Archives of Pediatrics and
Adolescent Medicine è stata pubblicata una ricerca di Eve Rose della
Emory University,
la quale ha condotto uno studio fra 715 ragazze nere, fra i 15 ed i 21
anni che stavano seguendo un programma di prevenzione all'HIV.
I ricercatori hanno chiesto alle partecipanti quante volte nelle
ultime due settimane esse avessero avuto rapporti sessuali e quante
volte avessero utilizzato il preservativo. Le
partecipanti hanno anche fornito ai ricercatori dei campioni di muco
vaginale.
Risultato: 186 donne avevano dichiarato di aver utilizzato il
preservativo tutte le volte. Eppure, fra esse, ben il
34% presentavano nel muco vaginale il cromosoma Y del
DNA, dimostrando che vi era presenza di sperma. Perché queste risposte
"errate"? Le partecipanti si erano semplicemente sbagliate? O avevano
fornito la risposta che consideravano attesa dai ricercatori?
A prescindere comunque dalla motivazione nella risposta sbagliata, per
quanto riguarda il rischio di contaminazione HIV, il risultato non
cambia e, generalizzando, si può dire che le persone usano il
preservativo meno di quello che pensano o che dichiarano.
Fonte:
Link:
http://www.kaisernetwork.org/dailyreports/healthpolicy
Genn 09 |
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