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Sesso in pillole (9)
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Pillole di informazione sulla sessualità ( 9) 2007/3

Indice della Pagina:


La bisessualità nel mondo antico


Le adolescenti copiano gli atti sessuali dai siti porno


Quando non si riesce a staccargli/le gli occhi di dosso


Il desiderio sessuale femminile


Il vaginismo


La dispareunia

LA BISESSUALITA' NEL MONDO ANTICO

Nel mondo antico amare un altro uomo non costituiva un comportamento fuori dalla norma. Non esisteva infatti una differenza fra omosessualità ed eterosessualità, ma tra comportamento 'passivo' e comportamento 'attivo'. Assumere un comportamento passivo era considerato 'contro natura' se si aveva una certa età, oppure se si aveva la condizione di 'uomo libero' o di persona 'ricca'.
L'identità sessuale non era definita: nella Grecia antica infatti il diffuso comportamento bisessuale rendeva problematica l'acquisizione di una identità omosessuale, intesa come preferenza esclusiva per il sesso maschile (David Cohen, Law, society and homosexuality in classical Athens, 1987; David Cohen, Law, sexuality and society. The enforcement of morals in classical Athens, 1991). L'essere soggetti passivi in giovane età veniva quindi considerata una forma di educazione e di sottomissione al volere dell'eutorità. Superata l'adolescenza, l'uomo si sposava, ma poiché non era tenuto alla fedeltà, poteva intrattenere relazioni sessuali o con altre donne (in genere prostitute) o con dei giovanissimi, purché, come si è detto, il ruolo sessuale fosse attivo.
La bisessualità, oltre che in Grecia, era diffusa anche a Roma: gli uomini di migliore status sociale potevano cercare il piacere anche in soggetti dello stesso sesso, di status inferiore, purché avessero mantenuto un ruolo attivo.Nella Roma antica il maschio aveva a disposizione, oltre alle moglie e alle prostitute, schiavi, liberti e gli uomini dei paesi conquistati. Più che di libertà sessuale, potremmo dire, si trattava di libertà di stupro e di pedofilia.
Non si sa ancora perché, nell'alto impero romano del III secolo d.C. si siano inaspriti i provvedimenti legislativi contro l'omosessualità passiva, fino a estenderli, a poco a poco, anche agli omosessuali attivi.Alcuni autori (Michel Faucault, 1982, Paul Veyne, 1983, Aline Rousselle, 1985) sostengono che un simile cambiamento fu determinato da fattori interni alla società pagana, che diedero vita ad un vero e proprio 'puritanesimo della virilità'.
Secondo altri autori (Eva Cantarella, Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico, Rizzoli, 1995), "la politica imperiale in materia di omosessualità sembra effettivamente orientata e determinata dal desiderio di imporre la morale cristiana, secondo la quale ogni manifestazione di omosessualità doveva sparire perché, sempre e comunque, il 'rapporto contro natura' offendeva il Signore". Di certo la civiltà romana, alla fine del periodo augusteo, iniziò a cercare rimedi per fronteggiare una progressiva decadenza, che si pensava fosse dovuta alla rilassatezza dei costumi. La sessualità fu così gradualmente slegata dal piacere e ricondotta esclusivamente alla procreazione all'interno del matrimonio, aumentando l'ostracismo nei confronti della sodomia.
Nel VI secolo d.C. Giustiniano dispose la condanna a morte per tutti gli omosessuali, fossero essi attivi o passivi. Secondo la Cantarella, fu questa una chiara influenza del pensiero e delle dottrine giudaico-cristiane, per le quali l'atto omosessuale era condannabile in sé, in qualsiasi modo fosse compiuto.

Fonti:
L. Benadusi, La storia dell'omosessualità maschile: linee di tendenza, spunti di riflessione e prospettive di ricerca, in Rivista di Sessuologia, vol 31, 2007
Eva Cantarella, Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico, Rizzoli, 1995

LE ADOLESCENTI COPIANO GLI ATTI SESSUALI DAI SITI PORNO

Le ragazzine, appena entrate nell'età puberale, copiano gli atti sessuali che vedono sui siti porno di Internet, credendo che si tratti di cose 'normali'. E' un grido d'allarme lanciato dallo psicologo Michael Carr-Gregg. Il Dr Carr-Gregg dice che probabilmente queste ragazze così giovani non avrebbero mai accettato di fare sesso di gruppo o sesso anale se non lo avessero visto online. Lo psicologo si riferisce ad uno studio sul cyber-bullismo condotto attraverso la rivista Girlfriend il quale ha mostrato che al 41 per cento delle ragazze era stato chiesto di postare su Internet un'immagine di loro stesse nude o seminude. E' una cosa estremamente grave, perché in questo modo i giovanissimi sono allo stesso tempo vittime e diffusori di pornografia, dice lo psicologo. I giovani non sanno cosa stanno facendo e soprattutto sottovalutano le conseguenze che potrebbero avere le immagini che ingenuamente postano sulla Rete.

Fonte: The Age

NOV. 07

QUANDO NON SI RIESCE A STACCARGLI/LE GLI OCCHI DI DOSSO

Se ci guardiamo intorno, alla ricerca di un partner sessuale, oppure di un rivale, ci accorgiamo immediatamente delle persone di bella presenza e non riusciamo più a staccar loro gli occhi di dosso, come se rimanessimo ipnotizzati a livello di attenzione visiva. Lo rivela un nuovo studio della Florida State University. Questo fenomeno psicologico è stato chiamato 'adesione attenzionale'. Lo studio è pubblicato nel numero di Settembre del Journal of Personality and Social Psychology, con il titolo "Can't Take My Eyes Off You: Attentional Adhesion to Mates and Rivals" La ricerca si è basata su tre esperimenti, condotti con persone eterosessuali di entrambi i sessi. Come è ovvio, se nel momento specifico stiamo cercando un partner sessuale, siamo attratti da persone belle dell'altro sesso, se siamo gelosi o preoccupati di perdere il nostro (o la nostra) partner, proviamo invece a rassicurarci guardando le persone del nostro stesso sesso, per capire se possono risultare dei/delle rivali per noi. Il ricercatore Maner sottolinea che questi comportamenti sono assolutamente al di sotto del nostro livello di consapevolezza e dipendono dall'evoluzione biologica. Maner giustamente sottolinea: quando si parla di bellezza di una persona, occorre intendere la bellezza 'normale', quella delle persone in carne ed ossa che vediamo tra di noi. Se il nostro riferimento (e ideale) è quello delle immagini che vediamo pubblicate sui giornali patinati o su Internet, avremo problemi di autostima e perderemo interesse nel nostro partner. Infatti, quelle foto non sono mai autentiche, sono artefatte ad hoc per ipnotizzarci (magari a fini commerciali.... n.d.b.)
Lo studio ha riguardato 120 persone nel primo esperimento e 160 e 162 per il secondo e il terzo, rispettivamente. Prima i partecipanti dovevano riempire un questionario, dal quale i ricercatori potevano capire se erano persone in cerca di un partner o timorose di trovare dei rivali. L'esperimento consisteva nel mostrare un'immagine, su una porzione dello schermo di un PC, di una persona di media bellezza o particolarmente attraente, dell'uno o dell'altro sesso. A questo punto i ricercatori tentavano di sviare l'attenzione del partecipante verso un'altra immagine... E così è stato calcolato il tempo che ci voleva ad ogni singolo soggetto per 'liberarsi' dall'appeal della prima foto mostrata. Maner si è stupito (?) che le donne prestino attenzione agli uomini allo stesso modo degli uomini nei confronti delle donne ed è rimasto altrettanto sopreso del fatto che gli uomini gelosi prestino tanta attenzione ai potenziali 'nemici'. In condizioni normali infatti, gli uomini cercano di scoprire se il rivale è più dominante, spiritoso o carismatico di lui, ma se teme l'infedeltà, allora comincia a guardare ai potenziali rivali dello stesso sesso 'con gli occhi di lei'.

Fonte: Medical News
Link : http://www.fsu.edu

Sett. 07

IL DESIDERIO SESSUALE FEMMINILE

Il desiderio sessuale nasce da una serie di fattori: biologici, psichici, relazionali.

Recentemente si è cominciato a distinguere fra il disturbo del desiderio e dell'interesse sessuale e il disturbo da avversione sessuale (Gabbard G.O., Psichiatria psicodinamica, Cortina, Milano 1992).

Disturbo del desiderio e dell'interesse sessuale:

- scarse o nulle motivazioni a tentare di eccitarsi sessualmente
- forte diminuzione di sensazioni di interesse o desiderio sessuale
- assenza di pensieri e fantasie sessuali
- Non c'è desiderio responsivo alle avances del partner.

La mancanza di interesse sessuale è considerata eccessiva rispetto alle riduzioni considerate fisiologiche per la fase del ciclo vitale e in rapporto alla durata della relazione.

Disturbo da avversione sessuale:

- stato di estrema ansia o panico sperimentata in presenza di qualsiasi tentativo di intimità sessuale, talvolta alla sola idea.
Lo stato di iperattivazione del sistema neurovegetativo è sovrapponibile alle reazioni fobiche.

Molte ricerche internazionali (es. Laumann E.O., Sexual disfuncion in the United States, Journal of the American Medical Association) riportano che le donne lamentano una vulnerabilità ai disturbi del desiderio doppia rispetto a quella degli uomini (33% contro 16%).

Tuttavia, l'esperienza clinica di questi ultimi anni dimostra che l'incidenza dei disturbi del desiderio tende ad equipararsi fra i due sessi (Pridal C.G., Lo Piccolo J., Trattamento multimodale dei disturbi del desiderio: Integrazione della terapia cognitiva, comportamentale e sistemica. In Graziottin A. (a cura di) Principi e pratica di terapia sessuale, CIC).

Fonte: Fabrizi A., Cosmi V. Le disfunzioni sessuali femminili in un'ottica multidisciplinare, Rivista di sessuologia, vol. 30, 2006, ed. CIC
SET 07

IL VAGINISMO

Tra i disturbi femminili caratterizzati dal dolore, oltre alla dispareunia, possiamo citare il vaginismo. Questo viene così definito: "persistente o ricorrente difficoltà della donna ad accettare la penetrazione del pene, di un dito o di un oggetto, nonostante l'espresso desiderio della donna di farlo". Si riscontra spesso un evitamento fobico e una paura anticipatoria del dolore. Prima di affrontare il vaginismo in senso psicologico devono essere escluse o trattate tutte le possibili anomalie fisiche.

Sembra che le percentuali dei casi di vaginismo oscillino fra il 12 ed il 17% delle donne che si rivolgono alle cliniche di terapia sessuale (Spector-Carey, Incidence and Prevalence of the sexual disfunction. A critical revue of the empirical literature, Archives of sexual Behaviour, 19, 1990)


Secondo i dati dell'Istituto di Sessuologia Clinica (Prof. Chiara Simonelli ed al., 2004) il vaginismo è la problematica più frequente della donna in coppia, insieme alla difficoltà di raggiungere l'orgasmo. Il 50% dei casi di vaginismo riportati dallo studio dell'ISC indicano un'associazione significativa con la disfunzione erettile.

Fonte: A. Fabrizi, V. Cosmi, Le disfunzioni sessuali femminili in un'ottica multidisciplinare, Riv. sessuologia, vol. 30, n. 4 ed. CIC.
SET 07

LA DISPAREUNIA

La dispareunia è un dolore genitale persistente o ricorrente che la donna prova durante i tentivi di penetrazione o durante la penetrazione completa vaginale (Basson ed al. 2004).
L'etiologia di questo disturbo ha una forte componente organica, variamente intrecciata con fattori dinamici e psicorelazionali, che devono essere diagnosticati facendo riferimento ad un'accurata mappa del dolore. Recentemente Binik ed altri (2000) hanno sottolineato la necessità di riferirsi a questo tipo di condizione adottando un nuovo termine: 'dolore pelvico o vulvovaginale'. La terapia richiede una équipe multidisciplinare, che si occupi dei diversi aspetti del dolore: neurologico, muscolare, affettivo e relazionale. Il sintomo va interpretato secondo un modello circolare all'interno del quale si affacciano numerose concause.

Fonte: A. Fabrizi, V. Cosmi, Le disfunzioni sessuali femminili in un'ottica multidisciplinare, Rivista di sessuologia, vol. 30, n. 4 ed. CIC
AGO 07
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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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