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SESSUALITA' IN ETA' ANZIANA
Secondo uno studio americano pubblicato su The New England Journal of
Medicine, l'attività sessuale dura anche in età molto anziana. Per fare
un riferimento, intorno agli ottanta anni si fa sesso tanto quanto se ne
fa nella fascia d'età 18-59 anni, dice la ricercatrice, Dr Stacy Tessler
Lindau, della University of Chicago. Naturalmente tutto ciò è vero per
le persone in buona salute e per quelle che hanno una relazione stabile.
Lo studio ha riguardato 3005 residenti negli Stati Uniti (1550 donne e
1455 uomini), di età compresa fra 57 e 85 anni, chiedendo loro se negli
ultimi 12 mesi avevano avuto rapporti sessuali completi, fatto sesso
orale o autoerotismo.
I risultati dicono che il 73 per cento dei partecipanti allo studio di
età compresa fra 57 e 64 anni erano sessualmente attivi, così il 53 per
cento della fascia d'età 65 - 74 anni, ed il 26% della fascia d'età 75 -
85 anni. Anche nel gruppo dei più anziani, sono risultati sessualmente
molto attivi il 54% delle persone, che avevano due-tre rapporti sessuali
al mese, una frequenza assolutamente rapportabile a quella delle fasce
più giovani. Metà del campione maschile ed un quarto del campione
femminile hanno ammesso di essere ricorsi alla masturbazione nell'anno
precedente. La malattia fa diminuire l'autoerotismo, così come tutte le
altre attività sessuali.
Le donne sono meno attive degli uomini, ma i loro problemi riguardano
più le disfunzioni del partner che non le proprie: semmai manca
interesse fra le donne, oppure occasioni. Gli uomini preferiscono
infatti avere delle partners giovani e le donne vedove tendono a non
risposarsi. Casi di omosessualità hanno riguardato tre uomini e cinque
donne, anche se questo dato non è rappresentativo della popolazione
generale, in quanto obiettivo dello studio non era rilevare
l'orientamento sessuale degli anziani. Tutti i partecipanti hanno
ammesso di avere diversi problemi sessuali, ma molto pochi ne hanno
parlato al medico, a meno che non fosse stato lui a chiedere. Il Dr
Georgeanne Patmios, del National Institute on Ageing americano, che ha
contribuito allo studio, ha dichiarato che questa mancanza di
comunicazione fra medico e paziente sui temi sessuali può essere
pericolosa, in quanto i problemi sessuali possono essere un sintomo di
una malattia ancora non diagnosticata.
Fonte: The New England Journal of Medicine, August 23, 2007. – (Reuters
Health) via Health 24
RADIOGRAFIA DEI SOGNI EROTICI
Uno psicologo canadese di origine italiana, Antonio Zadra,
dell'Università di Montreal, è riuscito a 'radiografare' i sogni erotici
delle sue cavie. Svelando che l'8 per cento circa dei nostri sogni
riguarda l'attività sessuale. "Quello che emerge dai 3.500 sogni
analizzati è che in un periodo ristretto di due, quattro settimane, più
del 40 per cento degli intervistati ha fatto almeno un sogno di
contenuto erotico", spiega Zadra. I dati raccolti da Zadra mostrano che
le donne sognano sesso più o meno quanto i maschi, seppur con modalità
diverse.
"Per Freud i sogni erotici, che all'epoca erano anche più estremi di
oggi perché riflettevano le frustrazioni dell'epoca vittoriana, servono
a sfogare l'energia repressa accumulata di giorno, ma esistono
spiegazioni scientifiche recenti più convincenti", spiega Emanuele
Jannini. Questi sogni servirebbero a garantire erezioni e lubrificazione
notturna, a portar sangue ai nostri genitali che ne hanno bisogno per
assicurarsi il rifornimento di ossigeno . "Ricerche fisiologiche, le
stesse usate per le diagnosi di impotenza, mostrano che un uomo ha ogni
notte quattro, cinque erezioni complete, e qualcosa di simile avviene
per le donne, anche se la diagnosi è più complessa perché richiede di
inserire in vagina un fotopletismografo, apparecchio che valuta
l'irrorazione delle pareti vaginali".
Fonte: La Repubblica
AGO 07
237 RAGIONI PER FARE L'AMORE
Uomini e donne hanno uguali ragioni per desiderare il rapporto sessuale,
secondo una ricerca apparsa nella rivista scientifica Archivi del
Comportamento Sessuale, mese di Agosto.
Venti delle venticinque ragioni principali citate dai partecipanti allo
studio erano identiche per entrambi i sessi. Al primo posto c'è
l'attrazione fisica, seguita dal desiderio sessuale e dal piacere di
stare bene. Lo studio è stato condotto su 1 549 studenti, di età
compresa fra i 18 ed i 22 anni, presso l'Università del Texas. Il
'bisogno di esprimere il proprio amore' o di 'mostrare il proprio
affetto' figurano fra le prime citazioni di una lista di dieci items,
sia fra i maschi, sia fra le ragazze. Queste ragioni sentimentali
tuttavia sono più importanti per le femmine, che le mettono al quarto e
al quinto posto, mentre per i maschi sono al quinto e all'ottavo posto
della classifica. Cindy Meston, leader del gruppo dei ricercatori, ha
raccolto anche molte altre ragioni per fare l'amore, fra cui spiccano
'per noia', 'per ottenere una promozione', 'per celebrare un'occasione
speciale', 'per combattere il mal di testa', oppure 'per sentirsi più
vicini a Dio'. Il desiderio di avere un figlio è solo nella
cinquantacinquesima posizione delle motivazioni citate.
Fonte: Le Figaro
AGO 07
SOGNI CON CONTENUTO SESSUALE
Secondo una ricerca della CBC, l'8% dei sogni di uomini e donne
riguardano una qualche forma di attività sessuale. Questa nuova ricerca
canadese ha scoperto che gli uomini più delle donne fantasticano scene
di sesso con persone immaginarie, mentre le donne richiamano alla
memoria scene vissute con il partner attuale o con l'ex. Altre sognano
di farlo con personaggi famosi. Contrariamente alle ricerche condotte
sullo stesso tema negli anni sessanta, le donne di oggi fanno sogni con
contenuto sessuale tanto quanto gli uomini. Non si sa tuttavia se la
cosa dipende dal fatto che questo genere di sogni è più frequente di un
tempo nelle donne, oppure se esse hanno oggi più coraggio nel
confessarli. In ogni caso il cambiamento c'è. In questo studio, condotto
dal Dr. Zadra, sono state studiate 109 donne e 64 uomini che hanno preso
nota dei loro sogni nel periodo di un mese. In totale i sogni analizzati
sono stati 3.500. I partecipanti, di età compresa fra i 20 e gli 89
anni, hanno risposto ad un annuncio che proponeva la partecipazione a
questo studio. I ricercatori non hanno chiesto dettagli
sull'orientamento sessuale di questi soggetti. Solo il 4% dei sogni di
uomini e donne riguardava scene di orgasmo. Entrambi i sessi sognano
l'atto sessuale, seguito da comportamenti come il baciarsi,
l'accarezzarsi o il masturbarsi. Il 18% delle donne ha sognato di avere
un rapporto sessuale non desiderato, cosa che ha riguardato solo il 5%
degli uomini. Il 9% dei sogni femminili riguardavano scene d'amore con
un personaggio famoso (5% di questi sogni fra gli uomini). Gli uomini
hanno maggiori probabilità di sognare scene di sesso con più soggetti;
nessuno degli uomini studiati ha sognato l'orgasmo della partner, cosa
che invece è successa al 4% delle donne. Una donna ha perfino sognato di
essere presa da una pianta gigante "estremamente erotica" ha detto il
Dr. Zadra.
Fonte: CBC
GIU 07
TROPPO POCO
SESSO PORTA STRESS E SUPERLAVORO
Secondo uno studio tedesco, chi ha una inadeguata vita sessuale reagisce
immergendosi nel lavoro o in altre attività, per superare la propria
frustrazione. Allo studio, condotto dall'Università di Goettingen, hanno
preso parte 32.000 uomini e donne. Oltre un terzo delle persone (35%
donne e 36% uomini) hanno dichiarato che la loro vita sarebbe stata
diversa se solo avessero potuto avere rapporti sessuali almeno una volta
alla settimana. Nel lungo periodo, la mancanza di rapporti sessuali può
determinare problemi anche maggiori. Infatti, secondo lo psicologo che
ha condotto questo studio, Ragner Beer, la frustrazione sessuale porta
la persona ad interessarsi di altre cose, ad esempio ad assumere
incarichi manageriali in associazioni e club, il che limita
ulteriormente il tempo che i due partners trascorrono insieme e la loro
soddisfazione sessuale.
Fonte: Earthtimes
GIU 07
ADOLESCENTI E COMPORTAMENTI SESSUALI AD ALTO RISCHIO
Gli adolescenti che hanno degli atteggiamenti sessuali ad alto rischio
si attraggono fra loro. Queste sono le conclusioni di uno studio
condotto dai ricercatori della University of Illinois di Chicago
pubblicato nel numero Maggio/Giugno 2007 del Child Development.
Lo studio ha analizzato i dati di 1.350 giovani fra i 15 ed i 18 anni,
studenti, di entrambi i sessi, che prendono parte allo studio nazionale
su individui famiglie, scuola, aspetti di comunità, salute pubblica
ecc., denominato National Longitudinal Study of Adolescent Health. Per
definire un 'comportamento sessuale ad alto rischio' si è usato il
criterio del numero dei partners con i quali l'adolescente ha avuto
rapporti sessuali senza usare il preservativo (rischio di contrarre
l'AIDS o altre malattie sessualmente trasmesse).
Si è visto così che sono soprattutto i coetanei ad influenzare i
comportamenti degli adolescenti: se un ragazzo ha degli amici che fanno
sesso senza preservativo, tende ad adottare lo stesso comportamento.
L'effetto-imitazione è più forte per le femmine che per i maschi.
Un'altra scoperta dello studio è che i ragazzi selezionano, nel gruppo,
gli amici che sono loro più simili, che presentano gli stessi
atteggiamenti. Chi ad esempio pensava che fare sesso poteva produrre
effetti indesiderabili, sceglieva amici che avevano la stessa
convinzione. Questo accade sia per i maschi sia per le femmine, ma di
meno fra gli adolescenti ispanici. Per fare prevenzione dunque, dice il
Professore associato di psichiatria David B. Henry, presso la University
of Illinois di Chicago, occorre utilizzare i leader naturali che si
formano nei gruppi adolescenziali e soprattutto intervenire sul
comportamento sessuale delle ragazze.
Fonte: Child Development, Vol. 78, Issue 3, Peer Selection and
Socialization Effects on Adolescent Intercourse without a Condom and
Attitudes about the Costs of Sex by Henry, DB, Schoeny, ME, Deptula, DP,
and Slavick, JT (University of Illinois at Chicago). Copyright 2007
via Eurekalert
Link: Society for Research in Child Development
mag 07
RUOLO DI
GENERE: QUANDO CE NE FACCIAMO UN'IDEA?
Nel diventare adulti, maschi e femmine mostrano di avere idee diverse
sul ruolo che dovrebbe assumere la donna nella società, ma ancora si sa
poco di come queste idee si sviluppino nel tempo. Uno studio dello Stato
di Penn ha studiato il nascere e lo svilupparsi di questi convincimenti
su un gruppo di famiglie composte da due genitori e due figli. Cosa
influisce sull'idea che un ragazzo o una ragazza si fanno sul ruolo
femminile nella società? Sono stati studiati diversi fattori, come
l'ordine di nascita, le influenze genitoriali, le caratteristiche
familiari e così via. La Dr.ssa Ann Crouter, professoressa di 'Human
development' del Penn State e autrice di questo studio, che a breve
verrà pubblicato sulla rivista Child Development, ha dichiarato cche le
differenze riguardano soprattutto il sesso dei ragazzi, l'ordine di
nascita, l'avere un fratello o una sorella, le abitudini familiari.
Questo studio è il primo longitudinale che esamina lo sviluppo di questo
concetto, in età compresa fra i 7 ed i 19 anni. La ricerca ha studiato
201 genitori di due figli, per la maggior parte bianchi, della classe
media, intervistati quando il loro primogenito aveva sui dieci anni ed
il secondogenito poco più di sette anni. I due fratelli ed i loro
genitori sono stati intervistati ogni anno per 9 anni, fino a che il
primogenito non ha raggiunto i 19 anni ed il secondogenito 16 anni e
mezzo. Le famiglie dovevano esprimere un parere su affermazioni del
tipo: "Bisognerebbe aiutare i figli maschi a prendere una laurea più di
quanto si fa per le figlie femmine;" o "Il padre in genere dovrebbe
avere maggiore autorità della mdre nell'educazione dei figli."
La ricerca arriva alla conclusione che gli atteggiamenti più o meno
tradizionalisti relativi al ruolo di genere si formano nell'infanzia e
nell'adolescenza e sono dovuti principalmente alle relazioni che si
hanno con genitori e fratelli.
Avere genitori tradizionalisti e un fratello maschio è la combinazione
vincente per lo sviluppo di un atteggiamento tradizionalista riguardo ai
ruoli di genere. I secondogeniti tendono comunque a diventare meno
tradizionalisti intorno ai 15 anni, grazie anche al'influenza dei
coetanei.
Fonte: Eurekalert
Link: Penn State
MAG 07
ABOLIRE LE MESTRUAZIONI: SI
PUO'?
La soppressione del ciclo mestruale viene suggerita per speciali
condizioni mediche, come l'endometriosi, ma viene anche proposta come
stile di vita "normale" per le donne che non amano avere il ciclo. Ma,
se dal punto di vista farmacologico, non ci sono problemi ad eliminare
le perdite mensili, è una cosa sicura dal punto di vista della salute?
Se lo è chiesto Paula Derry, una psicologa della salute, in questo
numero del BRITISH MEDICAL JOURNAL (BMJ).
Il contraccettivo Seasonale, per esempio, combina 84 giorni di pillole
attive con sette giorni di placebo, riducendo i periodi mestruali da 13
l'anno a quattro. Seasonale è stata approvata dalla US Food and Drug
Administration, ma per questa approvazione non era necessario fare una
ricerca sul lungo periodo, per cui non sappiamo effettivamente se sia
una cosa sicura per la salute o no. Secondo alcuni la mestruazione
mensile non è soltanto inutile, ma anche poco salutare per il corpo,
essendo un residuo obsoleto di un genere di vita ompletamente diverso
dall'attuale. Tuttavia va osservato che, se una donna mestrua, significa
che è in buona salute, che è probabilmente fertile, mentre se ci sono
problemi di salute, come per la malnutrizione o lo stress, la prima cosa
a saltare è proprio il ciclo mestruale. Secondo la Derry non è una buona
cosa sopprimere la mestruazione e sostituirla con un ciclo ormonale del
tutto innaturale ed il fatto che questo tradizionale aspetto della
femminilità sia ormai obsoleto è un ragionamento, secondo la psicologa
della salute, illogico e non scientifico.
Fatto sta che molte donne evidentemente chiedono questi trattamenti e se
ne comincia a discutere apertamente.
Link: BRITISH MEDICAL JOURNAL (BMJ) Volume 334 p 955
Fonte: Medical News
MAG 07
PERCHE' GLI UCCELLI
NON HANNO IL PENE?
Alcuni biologi della Università di Yale in Connecticut e della
Università di Sheffield in Gran Bretagna si sono contemporaneamente
interessati ad un'area della biologia ancora poco studiata, che però
potrebbe far luce su come agisce l'evoluzione sia nei maschi che nelle
femmine, per quanto riguarda gli aspetti della riproduzione.
Patricia Brennan si è chiesta perché alcune specie di uccelli hanno un
pene ed altre no.
Gli uccelli sono il solo gruppo di animali in cui il pene è andato
perduto con l'evoluzione: il 97% degli uccelli non ha il fallo. E'
strano, dice la Brennan: se il pene fosse uno strumento utile e
maneggevole, perché gli uccelli non lo avrebbero più? Per la
riproduzione gli uccelli usano il "bacio a cloaca" un piccolo tocco
sulla bocca, dalla quale escono sia le uova che lo sperma. La Brennan ha
notato che le femmine scelgono un compagno solo dopo che questo abbia
compiuto un complicato rito di corteggiamento. Gli uccelli sono spesso
monogami.
Un'eccezione è quella delle anatre, specialmente i germani reali. Benché
i germani reali si accoppino anche volontariamente, le femmine sono
spesso violentate da maschi randagi.
Tuttavia, anche se in questa specie il 40% dei raporti sessuali sono
forzati, gli anatroccoli sono perlopiù generati con i compagni scelti
dalla femmina: questo implica, secondo la Brennan, che le femmine
possano avere un meccanismo che permette loro di controllare la
paternità dei loro piccoli.
Così il gruppo di ricerca ha deciso di osservare con attenzione la parte
posteriore delle papere, scoprendo, con grande sorpresa, degli ovidotti
a forma di cavatappi. Anche il fallo maschile ha forma di una spirale,
ma che si gira in senso opposto, in senso antiorario: in questo modo, le
torsioni nell'ovidotto sembrano progettate per escludere le torsioni
avversarie del fallo del maschio. È un sistema ottimo di
serratura-a-chiave.
Solo se la femmina è rilassata e cooperativa lo sperma del maschio può
raggiungere le uova non fecondate. Ora c'è da chiedersi se anche altri
animali abbiano sviluppato questi tratti antagonistici alla fecondazione
da parte del maschio e se, soprattutto, se questa scoperta può valere
anche per il genere umano.
Lo studio è disponibile onlinenella Public Library of Science journal
PLoS One presso: http://www.plosone.org/doi/pone.0000418.
Mag 07
EROTISMO NEL SETTECENTO
Prostitute, perversioni e pubblico scandalo: anche tre secoli fa non si
parlava d'altro, secondo una recente ricerca della University of Leeds.
La lettura di letteratura erotica era già un'attività sociale 300 anni
fa. Uno studio, durato tre anni, di Jenny Skipp ha esaminato, catalogato
e categorizzato tutti i testi di letteratura erotica pubblicati nel
diciottesimo secolo in Gran Bretagna: è un campo particolarmente
sorprendente, secondo la ricercatrice.
"Molti possono aver sentito parlare di Fanny Hill, ma nel diciottesimo
secolo c'erano tantissime pubblicazioni erotiche." E, contrariamente a
quanto un suo studio precedente sembrava aver dimostrato, e cioè che
queste pubblicazioni erano per uso solitario, a casa, dietro una porta
chiusa, la Skipps questa volta ha scoperto che queste pubblicazioni
erano tutt'altro che per uso privato. Si leggevano in pubblico, nei
salotti come nelle coffee house. Alcuni testi avevano anche domande e
risposte ed erano concepiti per essere utilizzati come passatempo per
gruppi di soli uomini, che li leggevano insieme, con qualcuno che faceva
le domande e gli altri che rispondevano. Le donne sono tutti personaggi
subordinati: cortigiane, prostitute, ecc. Altri testi parlano di
sessualità femminile, in particolare delle donne lascive
dell'aristocrazia.
Era il periodo del Libertinismo, uno stile di vita che cercava il
piacere come unico scopo da raggiungere, il massimo dell'edonismo.
Questo materiale tuttavia non era disponibile solo fra le classi colte.
Anche i poveri, sebbene non sapessero scrivere, sapevano leggere:
secondo la Skipp a Londra, in quel periodo, circa il 70 per cento degli
uomini sapeva leggere. I costi erano alla portata di tutti, anche dei
lavoratori delle classi sociali meno agiate.
Lo stile descrittivo è molto diverso dalla pornografia che troviamo oggi
nei libri. E' più divertente, più letterario e più legato ai temi della
vita e della politica del tempo.
Intorno al 1770 gli adultèri divennero un passatempo molto apprezzato.
Per assicurarsi il divorzio, il tradito doveva prima citare il rivale
per aver violato la sua 'proprietà privata', poi fare una domanda al
Parlamento, che concedeva il divorzio. C'è un gusto voyeuristico in
queste storie, che privilegiavano il gossip sulle persone di classe più
elevata, fantasticando i dettagli dei litigi degli adulteri, delle
separazioni, proprio come si fa oggi con i giornali scandalistici.
La produzione di romanzi erotici era ispirata a storie vere di persone
appartenenti all'aristocrazia, scrittori, politici, attrici e,
occasionalmente, anche alla monarchia. Mogli e amanti erano, in questi
libri, sia celebrate che derise. I lettori del diciottesimo secolo erano
affascinati da queste storie dei VIP tanto quanto lo siamo noi oggi,
specialmente quando queste persone 'famose' avevano uno scheletro
nell'armadio, sostiene la Skipp.
Nulla di nuovo sotto il sole.
Link: University of Leeds
Fonte: Medical News
LA CIRCONCISIONE
RIDUCE IL RISCHIO DI AIDS
Era da molto tempo che si osservava che nei paesi africani dove viene
praticata la circoncisione rituale il tasso di contaminazione da AIDS è
minore che in altri luoghi. In seguito a questa osservazione sono stati
compiuti diversi studi in Kenia, Uganda e Sud Africa e si è così
dimostrato che la circoncisione riduce il rischio di contrarre l'AIDS
del 60%. Poiché in questa regione del mondo vi sono tre milioni di nuove
contaminazioni ogni anno, sarebbe opportuno introdurre questa pratica
anche là dove non la si usa. In un rapporto reso pubblico ieri,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma comune delle
Nazioni Unite per la lotta all'AIDS hanno annunciato che occorre
considerare la circoncisione come un mezzo supplementare per ridurre il
rischio di trasmissione eterosessuale del virus HIV nell'uomo.
Certamente l'effetto non sarà immediato e ci vorranno diversi anni per
osservare dei risultati positivi. Ovviamente la circoncisione va
praticata in condizioni sanitarie ottimali, per evitare delle
complicazioni, come le infezioni iatrogene. Si stima che, con
l'introduzione di questa pratica, nei prossimi venti anni potranno
essere evitate 5,7 milioni di nuove contaminazioni.
Fonte: Le Figaro
MAR 07
FINE DEL MITO DEGLI
AMANTI LATINI
Per oltre 4 milioni di italiani il rapporto sessuale non dura piu' di 3
minuti: l'eiaculazione precoce colpisce soprattutto i giovani. Il dato
e' diffuso dal congresso della Societa' europea di urologia. E sempre i
giovani, tra i 18 e i 30 anni, chiedono in particolare due cose:
prolungare i tempi dell'amore ed avere un organo sessuale 'migliore',
cioe' sottoporsi ad un intervento chirurgico per l'allungamento del
pene. Quest'ultima richiesta riguarda 20.000 giovani italiani ogni anno.
Fonte: Ansa
MAR 07
RINGIOVANIMENTO VAGINALE
Ultimamente si è diffuso l'intervento di 'ringiovanimento vaginale', che
avrebbe lo scopo di migliorare la gratificazione sessuale nella donna.
Consiste nell'uso del laser per riparare il tessuto vaginale che si è
danneggiato durante la gravidanza ed il parto. E' l'ultima frontiera
della chirurgia plastica, un regno in cui l'etica medica collide con
cultura, commercializzazione e tecnologia. Secondo la American Society
of Plastic Surgeons, gli interventi, che costano tra i 3000 ed i 9000
dollari, sono stati praticati su 793 soggetti nel 2005. Questa cifra è
per difetto, in quanto gli interventi praticati dai ginecologi non
rientrano nella casistica. David Matlock, il ginecologo californiano che
ha reso celebre l'intervento, ha dichiarato di aver praticato 3.000
'ringiovanimenti' negli ultimi 12 anni, formando 140 medici in tutto il
mondo. Aumentano anche le imenoplastiche (l'intervento che ricostituisce
l'imene, la membrana della vagina che si deflora dopo il primo rapporto
sessuale).
Per saperne di più: Post
Fonte: Medical News
MAR 07
QUANDO
LA CIRCONCISIONE NON E' EFFICACE CONTRO L'AIDS
La circoncisione aiuta gli uomini a proteggersi contro l'AIDS, ma un
uomo già infetto che vi si sottoponga a circoncisione e che non aspetti
che la ferita si sia completamente rimarginata può infettare la sua
partner. Dei ricercatori che lavorano in Uganda hanno pubblicato questo
studio, che ha riguardato 997 uomini infettati da HIV. Si è visto così
che le donne che avevano avuto rapporti con uomini infetti e poi
circoncisi, i quali non avevano aspettato che la ferita si fosse
rimarginata completamente, correvano maggiori rischi di essere
contagiate.
La ferita infatti può rilasciare delle piccole gocce di materiale, che
possono infettare la vagina.
Questo non dovrebbe screditare l'incredibile valore della circoncisione
maschile per la prevenzione dell'HIV ha detto la Dr.ssa Maria Wawer
dellaJohns Hopkins University di Baltimore, che ha condotto lo studio.
La ferita chirurgica della circoncisione impiega circa quattro settimane
per rimarginarsi completamente: in questo periodo gli uomini infetti ed
operati dovrebbero astenersi dall'avere rapporti sessuali.
Fonte: Reuters
MAR 07
IL SESSO PRECOCE
PORTA ALLA DELINQUENZA
Uno studio condotto su più di 7.000 giovani ha scoperto che gli
adolescenti che fanno sesso in età precoce mostrano il 20% di
possibilità in più di compiere atti delinquenziali negli anni successivi
(il confronto è con coloro che, per la prima volta, hanno rispettato i
'tempi medi' della loro scuola). Al contrario, i ragazzi che hanno
aspettato più del tempo medio (un anno) per avere il primo rapporto
sessuale, hanno mostrato un 'tasso di delinquenza' ridotto della metà. E
questo trend va avanti, con risultati similari, sino a sei anni di
ritardo sui tempi medi. Stacy Armour, coautore dello studio, insieme a
Dana Haynie, professore associato di sociologia presso l'Università
dell'Ohio hanno pubblicato i loro risultati nel numero di Febbraio del
Journal of Youth and Adolescence. I risultati mettono in evidenza
l'importanza, per i giovani, di conformarsi ai comportamenti tipici del
proprio gruppo di età.
Chi comincia a fare del sesso troppo presto può non essere preparato a
confrontarsi con le conseguenze emotive, sociali e comportamentali dei
propri comportamenti.
I ricercatori hanno utilizzato i dati del National Longitudinal Study of
Adolescent Health: un primo studio fu compiuto nel 1994-95 su studenti
delle scuole medie. I ragazzi del gruppo furono intervistati nuovamente
dopo un anno ed ancora nel 2002. L'età media del primo rapporto sessuale
in questo studio variava da 11.25 ai 17.5 anni, nelle varie scuole.
Gli adolescenti che avevano avuto rapporti sessuali un anno prima della
media dei loro coetanei nella propria scuola furono considerati 'precoci'.
Per determinare i comportamenti devianti di questi ragazzi è stato
chiesto loro se avevano imbrattato muri, compiuto atti di vandalismo,
rubato, spacciato droghe ecc. Si è visto così che i 'precoci'
presentavano un incremento del 58 per cento in queste attività, rispetto
ai compagni rimasti vergini. Più erano precoci, più saliva il loro tasso
di devianza. Le percentuali relative che emergono da questo studio sono
le seguenti: il 9 per cento dei ragazzi ha iniziato ad avere un'attività
sessuale significativamente prima dei propri coetanei, il 58 per cento
nella media, il 33 per cento significativamente dopo i propri compagni.
L'attesa per il debutto sessuale è stata data da fattori concernenti la
razza (sic!) la famiglia, lo stato socio-economico, il rendimento
scolastico, lo stato depressivo, il legame con i genitori ecc.
Contatti: Stacy Armour Ohio State University
Fonte: Medical News
MAR 07 |