La psicologia amica 10° anno online

Responsabile Scientifico:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology Pagina FacebookPagina Twitter

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

Consulenza
online

Appuntamenti 
in Studio

Consulenza Telefonica del GIOVEDI' News dal Blog
Questioni
di sex
Dr. W. La Gatta
348-3314908

349 590 7 591

Dentro e fuori di te
Dr. G. Proietti
347-0375949
dalle 11.00 alle 12.30
Consulenza
in videochat
     
Info Attualità Biblioteca Coppia Costume Donne
Genitori e Figli I Grandi Temi Interviste Personaggi Psiche in pillole Sesso in pillole
Sessuologia Terapie_Tecniche Test in English Consulenza Il Sesso e L'Amore

Sesso in pillole (5)
Home Page > SESSO IN PILLOLE > Sesso in pillole 5
Pillole di informazione sulla sessualità ( 5) 2006/3

Indice della Pagina:

La sessualità in Italia - Sondaggio

I lavoratori del sesso

Il Pedofilo

Sesso, web e affari

 Incontri e realtà virtuale

La Pedofilia in Internet

Giocattoli del sesso al supermercato

I giovani e il preservativo

Cyber-omosessualità

Amore fra e-partners

Pornografia su Internet

Alcol e Sessualità

Metodi naturali per il controllo delle nascite

BDSM e sessualità atipica

LA SESSUALITA' IN ITALIA - SONDAGGIO

Un sondaggio online commissionato dalla Sigo (Societá italiana di ginecologia e ostetricia) ad Astra Ricerche e condotto sul sito www.sceglitu.it su 7.626 donne con più di 18 anni ha rilevato che:

- Nella contraccezione le preferenze delle italiane passano dalla pillola al profilattico: il primo viene utilizzato nel 64,5% dei casi e la seconda nel 56,8. Ma il 37% delle donne del nostro Paese si affidano al coito interrotto, il metodo che prevede di interrompere il rapporto sessuale prima dell'eiaculazione, con il risultato di dover ricorrere nel 10% dei casi a rimedi d'emergenza come la pillola del giorno dopo, percentuale che sale al 15% nella fascia tra i 18 e i 25 anni.

- Le donne italiane non sono costanti nell'utilizzo di un metodo : le giovani utilizzano la pillola in percentuale più alta rispetto la media nazionale, e c'è un forte abbandono dell'uso del preservativo in particolare nelle coppie stabili (dal 76% al 33%). In questo modo le donne delegano al partner la propria sicurezza.

- L'uomo ha un ruolo importante nell'adozione o meno di un metodo anticoncezionale; per questo occorrerebbe studiare campagne informative rivolte anche a lui;

- Il profilattico sembra una scelta delle giovanissime, ma non una regola: prova ne è che dagli anni '80 il ricorso all'aborto è crollato in tutte le fasce d'etá nel nostro Paese, tranne che nelle adolescenti;

- Le donne colte e moderne nel 64% si rivolgono al ginecologo, il 36% alle amiche, il 22% al partner e solo il 10% alla mamma;

- Tra le giovani sotto i 25 anni ben il 27,5% non è mai andata dal ginecologo.

- Il 70% vorrebbe che il ginecologo fosse un medico-consulente, capace di ascoltare corpo e mente delle donne e di metterle a proprio agio. Il 61% chiede che sia anche abile nel comunicare nel modo migliore. Per il 40%, poi, deve occuparsi non solo di contraccezione, ma anche di sessualitá». Infine, un terzo delle persone che hanno risposto al sondaggio su internet preferirebbe affidarsi a un medico donna.

Fonte: Corriere della Sera
OTT. 06


 

I LAVORATORI DEL SESSO

Secondo una ricerca condotta da the Sex Worker Education and Advocacy Taskforce (SWEAT), di Cape Town, una organizzazione che si occupa dell'educazione alla salute dei lavoratori del sesso, un 'profilo' dei lavoratori del sesso non esiste, poiché le persone che si dedicano a questa attività sono molto diverse fra loro, così come diversi sono i tipi di lavoro, fra chi lavora in strada, chi per le agenzie, chi in case di appuntamento.
Quello che si è scoperto è che l'educazione alla salute è piuttosto carente e che spesso questi soggetti fanno uso di sostanze. Molti studi parlano anche di abusi sessuali subiti.
Molti di loro si sono trasferiti dalle città di provincia alla grande città, in modo da lavorare nell'anonimato.
Perché cominciano? Molti perché non hanno lavoro o vogliono guadagnare di più. Molti bambini si Bloubergstrand hanno dichiarato di aver iniziato, spinti dai genitori, che li vedono come una risorsa economica. Il lavoro non richiede alcuna qualifica ed è relativamente facile trovare clienti, vista la domanda, che è sempre grande. In molti casi si tratta di un lavoro 'flessibile', dove ci si può gestire il tempo di riposo e di lavoro in autonomia.
Secondo la ricerca del SWEAT la droga è importante per diminuire le inibizioni, ridurre la paura, specialmente nel caso del lavoro di strada, ma l'abuso di sostanze rende queste persone maggiormente vulnerabili, perché le rende vittime della violenza dei clienti e incapaci di negoziare sesso sicuro. Se il cliente è conosciuto, o offre più denaro, si fa a meno del preservativo. Nessun lavoro offre un reddito così alto e tanta flessibilità: e per questo è difficile che le persone dedite alla prostituzione decidano di cambiare il loro lavoro.

Fonte: Health24
Ott 06

IL PEDOFILO

Non esiste un pedofilo-tipo: esistono tanti tipi di pedofili. Questi soggetti infatti possono essere anziani, adulti o ragazzi, colti o ignoranti, omosessuali o eterosessuali, celibi o sposati, sconosciuti alla vittima o noto (caso più frequente), uomini (97% dei casi) ma anche donne.
I primi impulsi pedofiliaci compaiono intorno ai quindici-sedici anni. Il pedofio in genere ha un età compresa fra i 25 ed i 40 anni, è una persona insospettabile perché parente o amico di famiglia e non presenta evidenti stranezze nel comportamento.
In letteratura esistono diverse tipologie di pedofili:
-Aggressivo con forti tratti antisociali e misogeni, che può trovare una gratificazione sessuale solo sottoponendo il bambino ad orribili torture (pedosadismo);
-Immaturo, che ha un profondo senso di inadeguatezza inconscio, suscitato dal confronto con partner di pari età (il bambino in questo caso viene corteggiato e vezzeggiato per essere conquistato)
-Regressivo ovvero 'normale' fino ad un certo punto della sua vita, fino a che cioè non ha sperimentato un forte senso di inadeguatezza e la sensazione di non avere più il controllo sugli stress quotidiani, per cui cede all'impulso irrefrenabile e improvviso di sedurre bambini, per lo più sconosciuti (Berra, 1999);
Bruno (1999) propone invece di classificare i pedofili in tre categorie:
- puri (non riescono ad avere rapporti sessuali con partner adulti)
- occasionali ( possono avere rapporti con un minore solo se si verificano situazioni particolari)
- definiti tali impropriamente (malati di mente o criminali pericolosi).
Dal punto di vista individuale il pedofilo mostra un arresto dello sviluppo, un basso livello di autostima, un'identificazione con l'aggressore e un'identificazione narcisistica. Dal punto di vista sociale esprime invece un tipo di socializzazione tendente al dominio del maschio.
In genere chi si eccita con i bambini ha subito egli stesso esperienze traumatiche nell'infanzia ed è anche attratto dalla pornografia infantile. Il pedofilo sarebbe insomma un individuo che non ha alternative di soddisfacimento sessuale. Si può dire che questo soggetto presenta un complesso edipico non risolto, ansia di castrazione, paura della donna adulta, esperienze traumatiche con la sessualità adulta, compiti sociali inadeguati e disturbi della relazione. Il pedofilo inoltre soffre di disturbi dell'impulsività, di alcolismo, psicosi, stress situazionale, fallimento dei meccanismi difensivi contro l'incesto. Ha un atteggiamento patriarcale, tende ad avere rapporti extraconiugali e subisce un sistema normativo esageratamente repressivo sulla masturbazione.
La pedofilia trova il suo terreno di azione principale nell'ambito della famiglia della vittima e di categorie sociali e professionali che facilitano contatti ravvcinati con il bambino, quali insegnanti, educatori, sacerdoti, istruttori sportivi e medici.

Fonte: Medri-Tampelli Cyberpedofilia. Analisi delle condotte e delle strategie di contrasto al pedofilo telematico.
La pedofilia 'classica' su Rivista di sessuologia, vol. 29 n. 4 - 2005 ed. CIC

SESSO, WEB E AFFARI

Secondo una ricerca dell'università di tecnologia del Queensland, i navigatori sono più attratti da da "business, affari e commercio" piuttosto che da "sesso, pornografia ed erotismo". Se quindici anni fa gli argomenti legati al sesso toccavano punte del 17%, oggi, a stento si raggiunge il 3,8%, mentre i siti legati al mondo degli affari hanno raggiunto il 30%

Lo studio, guidato dalla professoressa Amanda Spinks con la collaborazione dell'università americana della Pennsylvania, ha analizzato circa 30 milioni di "sessioni" effettuate su diversi motori di ricerca, concentrandosi sulle ricerche dei cittadini sparpagliati tra Stati Uniti, Europa e Australia. Secondo la Spinks: "Si è moltiplicato il numero di donne che cercano in rete. Negli anni '90 erano per lo più maschi e giovani, ma ora la demografia del web è cambiata: a navigare in internet vi sono mamme, papà e nonni, uomini d'affari e professionisti di ogni ramo, un campione rappresentativo della popolazione generale".

Fonte: Repubblica
SETT. 06

INCONTRI E REALTA' VIRTUALE

Milioni di persone hanno trovato l'anima gemella attraverso incontri avvenuti on line, malgrado molti si ostino ancora a dire che Internet serve solo per isolare le persone, per non farle più partecipare alla vita sociale. Jeana H. Frost, insieme a Michael I. Norton (assistente presso la Harvard Business School) e Dan Ariely stanno studiano questo fenomeno, di cui hanno parlato nella ricerca "Improving Online Dating with Virtual Dates". Frost e Norton stanno in particolare osservando le implicazioni sociali di questa ricerca di partners on line, cercando di capire se c'è un modo per migliorare lo stile della comunicazione. Per prima cosa infatti, i ricercatori si sono accorti che i siti di queste agenzie matrimoniali on line sembrano solamente una variante di siti per lo shopping in rete. La soluzione che hanno escogitato è quella degli appuntamenti virtuali. Parlando con gli utilizzatori di questi siti, si sono infatti resi conto che il primo appuntamento era in genere una delusione per gli utenti delle chat on line: se avessero saputo con chi dovevano uscire, hanno detto i cuori solitari del web, avrebbero rinunciato in partenza. Del resto, stare davanti ad un computer a scegliersi l'anima gemella porta il soggetto a ruminarci sopra, a sognare, a perdere il contatto con la realtà. A volte capita che le persone dichiarino di voler incontrare un certo tipo di persona, ma poi le cose non stanno realmente così.

Il sistema degli incontri virtuali è questo: il primo appuntamento avviene on line ed è completamente virtuale, come dice la parola stessa. Un progetto della MIT Media Lab dal suo Sociable Media Group potrebbe essere la soluzione. Questo simpatico strumento permette una interazione in tempo reale e serve alle persone per conversare, gesticolare, prendersi in giro e così via. Virtual Dates riesce ad esempio a simulare una coppia che va in un museo ed i loro comportamenti. Se si ama l'arte e lui sbadiglia, meglio evitare di prenderci anche solo un caffè.

Sett 06

LA PEDOFILIA IN INTERNET

Non è Internet ad aver inventato la pedofilia, ma è attraverso questo mezzo che essa si è diffusa enormemente, creando l'allarmismo sociale che ben conosciamo e che è, in moltissimi casi, più che giustificato. Mettere insieme fantasie sessuali, desideri parafiliaci, indirizzi reali e virtuali per poter acquisire materiale pedopornografico, scambiarsi notizie in chat, osservare con una webcam le violenze che vengono perpetrate sui bambini, ha indubbiamente favorito il diffondersi e l'aggravarsi del fenomeno. La possibilità di conoscere e scambiare materiale con altri pedofili, il poter fruire liberamente di questo materiale finisce inoltre per renderlo 'normale', per mettere il soggetto pedofilo in condizione di giustificare le sue pulsioni. Un altro aspetto negativo è che Internet produce l'escalation dei comportamenti, alla ricerca di emozioni sempre più forti, magari costruendo sempre più sofisticate trappole per bambini, sotto la forma di innocenti siti internet, che si occupano di cartoni animati e di figurine.
D'altro canto però, questi scambi in rete permettono agli investigatori di seguire on line i navigatori sospetti, infiltrarsi in chat pedofile, creare siti-trappola dove far cadere in massa un gruppo di cybernavigatori attratti sessualmente dai bambini.
Alcuni studiosi del fenomeno riescono inoltre a trovare un altro effetto positivo nel trasferimento on line delle attività pedofile di un soggetto, perché questa intensa attività voyeuristica e di scambio potrebbe, in alcuni casi, riuscire a contenere nel campo dell'immaginario e dell'elaborazione fantastica comportamenti che altrimenti verrebbero agiti (vedi G. Giordano, Il rapporto fra pedofilia e Internet alla luce di una Epistemologia della Complessità, in Callieri-Frighi, La problematica attuale delle condotte pedofile, EUR Roma, 1999).
Internet insomma può essere un modo per sublimare il proprio interesse pedofilo, neutralizzando la possibilità che vi sia un vero e proprio passaggio all'atto.
Sett 06

GICATTOLI DEL SESSO AL SUPERMERCATO

Alla fine del 2004 solo il 14% dei francesi dichiarava di utilizzare un vibromassaggiatore, contro il 45% di inglesi, americani ed australiani. Ora la tendenza è decisamente cambiata. "I nostri studi sui consumatori mostrano che il 70% dei francesi si dice pronto a sperimentare nuove forme di sessualità, mentre il 60% dichiara di parlare apertamente dei propri desideri in ambito sessuale", dice al quotidiano Liberation il responsabile marketing della catena di farmacie Parashop, Emmanuel Bidault. Da Parashop i vibromassaggiatori Durex sono in vendita da giugno, disponibili in tre modelli. E nei supermercati si possono trovare anelli stimolanti, che si vendono insieme alle classiche confezioni di preservativi Durex e Manix. Il pudore dei clienti è salvaguardato grazie a confezioni opache e poi, come sottolinea Liberation, si tratta di oggetti che solo "gli iniziati" conoscono e che quindi la gran parte della gente non nota nemmeno. Anche i grandi magazzini parigini Printemps hanno deciso di aprire le porte ai nuovi sex-toys, con un reparto dedicato ai giochi erotici. La responsabile delle vendite Elodie Bruno, spiega che "quando è stata aperta la prima boutique specializzata a Parigi la clientela era composta da un target piuttosto libertino, ora da Printemps la clientela si è diversificata e mescola persone di ogni età e classe sociale".
Soprattutto perché nei grandi magazzini le cose sono fatte con stile: i sex-toys sono chic ed eleganti, "totalmente sdrammatizzanti" secondo Elodie Bruno grazie alle loro forme buffe (paperelle, delfini) e ai colori confortanti (il rosa la fa da padrone). Bandita la pornografia, si tratta di oggetti che evocano "erotismo e femminilità " sottolinea la Bruno. Nel Marais, quartiere parigino sede della comunità gay, sono ancora poche le boutique che espongono sex-toys in vetrina. Il negozio Dollhouse, aperto da Caroline Boitiaux, mette in mostra completini intimi lasciando i giochi erotici nascosti nel piano sotterraneo: secondo la donna "queste cose sono confidenziali". Se i francesi vogliono comprare sex-toys, infatti, spesso lo fanno "attraverso internet e le vendite per corrispondenza" spiegano alla Durex. Il catalogo di vendite per corrispondenza francese Camif, infatti, tra jeans, magliette e set di coltelli da cucina propone anche diversi modelli di vibromassaggiatori e sex-toys e uno speciale cofanetto 'only for men'.

Fonte: Repubblica SETT. 06


I GIOVANI E IL PRESERVATIVO

Gli adolescenti ed i giovani usano il preservativo in modo sbagliato; lo usano infatti con partners occasionali, ma non con il partner 'fisso'. Secondo uno studio della Dott.ssa Celia Lescano, psicologa del Bradley/Hasbro Children's Research Center e della Brown Medical School, sfortunatamente, gli adolescenti si preoccupano troppo di usare il preservativo con un partner che non conoscono bene e si sentono invece del tutto al sicuro se hanno un partner fisso. Lo studio, riportato nel numero di Settembre del Journal of Adolescent Health, che ha riguardato 1.316 adolescenti e giovani adulti, dai 15 ai 21 anni, di Miami, Atlanta, e Providence, ai quali è stata fatta compilare una scheda elettronica sulle abitudini sessuali degli ultimi novanta giorni. Si è visto così che chi aveva un partner abituale erano ragazze, chi faceva sesso occasionale erano i ragazzi. Il 10% però, di quelli che avevano un partner abituale, hanno rivelato di aver avuto anche un partner occasionale negli ultimi novanta giorni.
Il 65% negli ultimi 90 giorni aveva fatto sesso solo col partner abituale, il 35% aveva avuto almeno un partner occasionale. In pratica i due gruppi avevano avuto rapporti non protetti in una percentuale del 19.2 e21.5, rispettivamente.
Chi aveva rapporti occasionali tendeva ad usare il preservativo più di coloro che avevano raporti con il partner fisso (47% contro il 37%). Sembra che, se il partner fisso non gradisce il preservativo, si tende a nun usarlo, anche se si è a conoscenza di precedenti infezioni genitali contratte dal partner attraverso un rapporto a rischio.
Il messaggio dunque deve essere questo: fare sesso con un partner fisso NON garantisce l'incolumità dall'infezione sessuale o dall'HIV, perché il partner fisso può essere infetto o perché può avere rapporti sessuali a rischio.
Pretendere il profilattico anche se si ha un partner fisso, specialmente se si è donne dunque, è sicuramente una buona idea.

Leggi anche:
Incorrect Condom Use Prevalent Among Teens

Fonte: MedPageToday

CYBER-OMOSESSUALITA'

Un recente studio svedese ha mostrato come Internet possa aver influito sulla sessualità delle persone. Sembra infatti che molti uomini, che avevano in passato solamente delle fantasie omosessuali, attraverso Internet cerchino dei compagni per relazioni omosessuali cyber. In genere questo accade ai soggetti più giovani, con meno cultura, spesso residenti in piccole città o aree rurali. Ovviamente accade in particolare a chi aveva già un orientamento bisessuale.

Internet insomma è certamente un luogo di scambio, un'immensa arena che permette alle persone di sperimentare esperienze sessuali insolite.

Tutto ciò grazie anche alla possibilità di potersi presentare con un'identità diversa e poter avvicinare così delle persone molto diverse e lontane da quelle frequentate nella vita reale.

Nello studio svedese, il 10% dei soggetti eterosessuali che hanno risposto ad un questionario ha in effetti dichiarato di aver allacciato relazioni 'omo' su internet.

Fonte: Eurekalert SETT. 06

AMORE FRA E-PARTNERS

In un ricerca del Dr Jeff Gavin, della University of Bath, che ha specificamente studiato le unioni nate on line si è scoperto che:
Il 94 per cento di loro ha rivisto la persona conosciuta su Internet almeno una seconda volta dopo il primo incontro, che la relazione è durata almeno sette mesi e che nel 18% dei casi è durata più di un anno.
gli uomini sono più emozionati e più interessati alla relazione di quanto lo siano le donne.
se gli incontri on line si svolgevano attraverso le chat, le due persone si sentivano più vicine e dipendenti l'una dall'altra di quanto non avveniva tramite la più fredda e-mail
quelli che si erano scambiati dei regali prima di incontrarsi avevano avuto poi una relazione più lunga e soddisfacente.
più era il tempo trascorso al telefono prima di incontrarsi nella realtà, migliore era la relazione che i due erano capaci di instaurare.

Le persone studiate in questa ricerca sono state 229, di età compresa fra i 18 ed i 65 anni

Fonte: Eurekalert SETT. 06

PORNOGRAFIA SU INTERNET

Gli ultimi dati ci dicono (Fonte: Internet Filter Review) che la Rete ospita 4 milioni di siti pornografici (12 per cento del totale), per 372 milioni di pagine, reperibili sul web. Inoltre, il genere porno compare in 70 millioni di ricerche quotidiane sui motori di ricerca (25 per cento del totale) e riguarda due miliardi e mezzo di e-mails quotidiane (8 per cento di tutte le e-mails).
Non si può dire che il genere sia, per così dire, in decadenza...
Il problema, come sempre, riguarda soprattutto i minori, che possono accedere a questo materiale per adulti senza problemi. E' vero che ci sono i famosi 'filtri', ma i figli li sanno attivare/disattivare molto meglio dei genitori e dunque, nella pratica non funzionano.

I provvedimenti maggiori contro la pornografia sembra siano, al momento, quelli presi in Cina: l'anno scorso, più di 200 persone sono state arrestate e 600 siti web sono stati oscurati per contenuti 'osceni'. In Australia si sta sperimentando invece un nuovo sistema, cioè bloccando il porno a livello ISP. Gli adulti che vorranno accedere ai siti pornografici dovranno farne esplicita richiesta al loro ISP.
Sett. 06

ALCOL E SESSUALITA'

L’alcool è una delle sostanze psicoattive più antiche e più utilizzate: ad esso infatti, fin dalle epoche più antiche, si abbina una sessualità disinibita, promiscua, spesso violenta.
C’è sempre stata tuttavia una fondamentale distinzione di genere nella fruizione dell’alcol: nell’antica Roma ad esempio il consumo di vino nelle donne era punibile addirittura con la morte, in quanto direttamente collegato con l’adulterio o con altre situazioni che avrebbero potuto mettere a rischio l’integrità familiare, come ad esempio la maggiore possibilità per la donna di essere stuprata ed anche fecondata da una persona estranea.
Le ricerche sui comportamenti che collegano alcool e sessualità sono state numerose, ma sono arrivate a dati contrastanti, per un motivo preciso: l’alcool in un primo momento produce effetti quali ilarità, emozioni positive, eccitazione, euforia, estroversione, ma in una seconda fase fa registrare effetti completamente opposti, come depressione, stanchezza e tensione. Gli studi contrastanti potrebbero dunque essere dovuti alla registrazione di determinati comportamenti in fasi diverse degli effetti alcolici.
Nella prima fase infatti potrebbe esservi un aumento dell’eccitazione sessuale, ma nella seconda fase si assiste chiaramente ad un effetto di soppressione.
Alcuni studi (Farlas e Rosen, 1976) hanno dimostrato che la tumescenza peniena viene potenziata ad un valore di alcoolemia dello 0,025% e viene inibita all’aumentare dei valori (0,050 e 0,075%) Malatesta et al. (1979) hanno riscontrato che l’alcoolemia correla con una diminuzione dell’efficacia nella masturbazione maschile e una riduzione del periodo di latenza dell’orgasmo e della capacità di eiaculare. E nelle donne? Anche nelle donne gli esiti sarebbero simili. Wilson e Lawson (1978) hanno dimostrato che l’assunzione di alcool produce una diminuzione dell’eccitazione sessuale femminile, con una diminuzione della pressione sanguigna vaginale e del suo volume di sangue. Malatesta et al. (1982) hanno riscontrato che l’aumento di alcoolemia nella donna produce un periodo di latenza dell’orgasmo ed una minore capacità orgasmica. Ma allora, perché molti sono convinti che bere un bicchierino prima di avere un rapporto sessuale migliori la prestazione?
Si tratta di pregiudizi, di false convinzioni, popolari nella cultura in cui si vice.
Le persone infatti che vivono in determinate società, condividono ed acquisiscono insieme una serie di credenze, vere o false, relative al modo in cui il consumo di alcool influisce sulla fisiologia, sulle cognizioni, sulle emozioni, sui comportamento e sul giudizio sociale. Vi sono diverse concezioni sull’alcool anche nei diversi gruppi che compongono una società ed, ovviamente, fra le diverse culture.
Tra le persone che sono convinte che l’alcool faciliti i rapporti sessuali, vi è in effetti l’abitudine di bere prima di un rapporto: si è visto che la sola aspettativa di ciò è in grado di influenzare l’eccitamento sessuale e la percezione della disinibizione (George et al. 2000), di aumentare la tumescenza peniena (Wilson, Niaura e Adler, 1985) e di incrementare la propria valutazione dell’eccitazione sessuale (Lang et al. 1980).
Nel caso di alcuni bevitori, l’alcool funziona invece come una vera e propria ‘scusante’ per permettere loro di sentirsi completamente liberi di far emergere i comportamenti maggiormente devianti e disapprovati a livello sociale.
Chi ha bevuto infatti, si ritiene, non è completamente responsabile delle sue azioni e, visto che questa è una convinzione abbastanza condivisa, consente a chi ha bevuto di poter mettere in atto dei comportamenti che sfidano la morale e la riprovazione sociale. In particolare questo funziona per quei soggetti che hanno un senso di colpa nei riguardi della sessualità. L’alcool offre dunque una giustificazione, nei confronti degli altri, della propria morale, per lasciarsi andare a comportamenti ed interessi altrimenti proibiti (aggressività, comportamenti audaci, comportamenti sessuali a rischio, guida pericolosa ecc.). Questo è in particolare valido per le fasce giovanili. Bonino e Cattelino (1999) hanno rilevato ad esempio, su un campione di 1469 ragazzi piemontesi, che il consumo di alcoolici correla con un maggior numero di partner sessuali e con rapporti sessuali precoci. Il consumo di alcool viene visto come un mezzo da utilizzare nei momenti di tensione, come avviene durante il primo incontro o un rapporto sessuale desiderato, ma temuto. Inoltre l’alcool può consentire comportamenti sessuali più disinibiti, con partner nuovi ed occasionali.
Il consumo di alcool in questi casi è ovviamente più frequente se i due partners non sono innamorati, se non sono due partners fissi oppure se è necessario giustificare a sé stessi o agli altri i propri comportamenti sessuali.
Bere insieme aumenta l’interesse verso la sessualità: alcuni studi ci mostrano che una persona che ogni tanto alza il gomito viene considerata più sexy (Garcia e Kushnier, 1987) rispetto ad una che non consuma alcool. Uomini e donne che hanno bevuto vengono percepiti da persone del sesso opposto come partners più disponibili e desiderosi di intraprendere un rapporto sessuale (Corcoran e Bell, 1990; Velez-Blasini e Brandt, 2000). In un incontro, una donna che consuma alcool viene considerata come più disinibita, più disponibile, più propensa ad avere rapporti sessuali completi, rispetto ad una che non beve alcool. (George et al, 1995).
Infine, gli uomini sono in genere convinti che far bere una donna possa servire ad attenuare la selezione da lei eseguita per la scelta dei suoi partner sessuali, portandola ad accettare anche partners che sarebbero altrimenti rifiutati: ebbene, si è visto invece in uno studio (Wlsnack, 1991) che solo l’8% di un campione di 551 donne bevitrici ha dichiarato di essere diventata meno selettiva a causa dell’alcool ingerito.
Ago 06


METODI NATURALI PER IL CONTROLLO DELLE NASCITE

metodi naturali (Ogino-Knaus, temperatura basale, Billings, ecc.) sono gli unici metodi anticoncezionali permessi dalla Chiesa cattolica e si basano sull'astensione dai rapporti sessuali durante il periodo fecondo, cioè in quei giorni in cui avviene l'ovulazione.
Il vantaggio di tali metodi è l'assoluta innocuità, ma gli svantaggi non sono pochi: innanzi tutto la loro scarsa efficacia, e poi l'imposizione di periodi di astinenza sessuale relativamente lunghi. Per il loro uso è necessaria inoltre, da parte della donna, una buona conoscenza del funzionamento del proprio corpo; esistono, infatti, molte variabili che possono interferire con una corretta valutazione del periodo fecondo.
Queste Informazioni sono state tratte dal sito Aied, la nota organizzazione laica che vede nei metodi naturali più rischi che benefici. Non così la pensano ovviamente alcuni siti cattolici (Consulta ad esempio: Metodi Naturali, Confederazione metodi naturali).
Spieghiamo allora in breve di cosa si tratta:

Il metodo Ogino-Knaus è stato scoperto nel 1920 dal giapponese Ogino ed in seguito anche dall'austriaco Knaus: essi scoprirono, separatamente, il preciso periodo di fertilità della donna. Il metodo si basa sull'astensione dai rapporti sessuali durante il periodo fecondo del ciclo mestruale, stabilito con un calcolo matematico.
Il periodo fecondo, in una donna con ciclo mestruale di 28 giorni, va calcolato fra il 10° e il 18° giorno del ciclo. L'ovulazione può avvenire infatti tra il 12° e il 16° giorno del ciclo, ma è necessario tenere presente che gli spermatozoi hanno una sopravvivenza di 72 ore e l'ovulo di 48 ore. Ai fini contraccettivi ertanto, i rapporti sessuali potranno essere praticati solo tra il 19° giorno del ciclo ed il 9° del ciclo successivo. E' evidente a tutte le donne fertili che il ciclo mestruale subisce moltissimi cambiamenti a causa di fattori interni ed esterni e con esso anche il periodo fertile: per questo è un metodo scarsamente affidabile.

Il metodo termico, o della temperatura basale si basa sull'osservazione che la curva termica mattutina della donna presenta una fase ipotermica che va dal flusso mestruale all'ovulazione ed una fase ipertermica, dovuta alla produzione di progesterone, che va dall'ovulazione al flusso mestruale successivo.Le variazioni di temperatura da misurare sono minime, per cui è consigliabile usare uno speciale termometro. La temperatura presenta un leggero abbassamento nei due giorni che precedono l'ovulazione e, talvolta un minimo netto in corrispondenza dell'ovulazione stessa. Nei 2-3 giorni successivi si ha un graduale aumento della temperatura, che si stabilizza poi fino alla fine del ciclo. Mentre nel periodo preovulatorio la curva termica presenta valori sempre inferiori ai 37°C, in fase post-ovulatoria i valori oscillano fra i 37, 1 ed i 37,2°C. Usando questo metodo, i raporti sarebbero consentiti a partire dal secondo giorno di stabilizzazione della temperatura; un'applicazione meno rigida consente rappoti a partire dal terzo giorno di ascesa della temperatura. Oltre ad essere un metodo di difficile applicazione, è un metodo poco sicuro perché, si sa, la temperatura corporea si alza e si abbassa per numerosi altri motivi, come ad esempio una semplice influenza.

Il metodo Billings prende invece il nome da due coniugi australiani, medici entrambi: neurologo lui e pediatra lei. I due medici si sono sposati nel 1943 (nove figli, quaranta nipoti e sette pronipoti nel 2001. Usavano il loro metodo per la contraccezione? Verrebbe da pensarlo...)
Il loro metodo comunque consiste nell'individuazione del periodo fertile femminile attraverso l'osservazione del muco cervicale. Durante l'ovulazione il muco diventa piu' fluido e filante in modo da facilitare il passaggio degli spermatozoi. La fase non fertile va calcolata a cominciare dalla quarta sera dopo la massima produzione di muco con tali caratteristiche. Anche questo metodo si è rivelato poco sicuro.
Ago 06

BDSM E SESSUALITA' ATIPICA

BDSM è un acronimo, per indicare pratiche e fantasie: Bondage e Disciplina, Dominio e Sottomissione, Sadismo e Masochismo.
Si tratta di una cultura sessuale di nicchia, le cui iconografie, simbologie e linguaggi hanno generato una sottocultura che è sconfinata nella cultura pop giovanile, che nelle versioni più soft e accettabili, è diventata mainstream (Ayzad 2004).
Nella maggior parte delle persone tuttavia, tali comportamenti suscitano sentimenti sgradevoli di imbarazzo o di rifiuto. Ai sessuologi non rimane che analizzare tali comportamenti e cercare di prevenire o ridurre i possibili rischi di questa sessualità ‘atipica’, anche attraverso la diffusione di informazioni in merito, a fini preventivi (come in questo caso).
Per Bondage e disciplina si intendono tutte le pratiche sessuali con vari tipi di immobilizzazione o restrizione fisica e attuazione di fantasie legate alla punizione (attraverso scene come la maestra che punisce l’allievo).
Dominio-Sottomissione è una pratica per la quale si trasferisce il controllo psicologico e sessuale all’altro partner; Sadismo e Masochismo abbiamo già spiegato cosa significano.

Vi sono molte altre forme di atipicità sessuale:

Il fist fucking ad esempio consiste nell’insermento dell’intera mano nell’ano o nella vagina, è praticato tendenzialmente da uomini su donne o uomini.. E’ frequente l’uso di inalanti vasodilatatori e creme lubrificanti. Questa pratica comporta il rischio di HIV e altre MTS (malattie sessualmente trasmesse) in caso il sangue entri attraverso lesioni provenienti dalla mano. C'è anche il rischio di emorragie interne.

L'uroflia (o pissing o watersports) consiste nel ricevere l'urina, tendenzialmente sul volto, in bocca, sui seni o sui genitali. L'urina viene apprezzata a livello sensoriale dalla parte passiva, che potrebbe godere per la sua umiliazione.

Lo sparking consiste nella percussione di parti del corpo tramite mani o oggetti: i soggetti che provano piacere a queste percussioni hanno erotizzato non solo il dolore, ma anche il rumore dei colpi. I colpi sono ritmici e controllati, a volte contati dal ricevente, le zone colpite sono prevalentemente le natiche, ma anche la schiena e il torace. I rischi connessi con questa pratica sono: ferite e sanguinamenti, danneggiamento degli organi interni.

Internet ha fatto esploderela visibilità della sessualità atipica, sulla quale non si vogliono dare pareri morali, ma solo raccomandare che essa sia:SICURA, SANA e soprattutto CONSENSUALE.

Per 'sicura' si intende la riduzione o eliminazione dei rischi, per sé e per altri,
Per 'sana' si intende la conoscenza del partner, la definizione dei limiti e della safeword (parola che serve ad interrompere consensualmente la pratica), l'astensione dall'uso di alcol e droghe.
Per 'consensuale' si intende ovviamente l'accordo volontario fra partecipanti, il 'consenso informato', che distingue nettamente tali pratiche volontarie dall'abuso sessuale.
 

 Psicolinea.it © 2001-2011

Disclaimer

Credits

Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

Stampa

Cerca nel Sito

Amnesty International 150 anni dell'Unità d'ItaliaSave the Children Italia Onlus

psicolinea.it® è un marchio registrato
I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it.
E' espressamente vietato riprodurre e diffondere,
integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it

 

 
Psicolinea on Facebook

Per fare della timidezza un punto di forza:
clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale