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I LAVORATORI DEL SESSO
Secondo una ricerca condotta da the Sex Worker Education and Advocacy
Taskforce (SWEAT), di Cape Town, una organizzazione che si occupa
dell'educazione alla salute dei lavoratori del sesso, un 'profilo' dei
lavoratori del sesso non esiste, poiché le persone che si dedicano a
questa attività sono molto diverse fra loro, così come diversi sono i
tipi di lavoro, fra chi lavora in strada, chi per le agenzie, chi in
case di appuntamento.
Quello che si è scoperto è che l'educazione alla salute è piuttosto
carente e che spesso questi soggetti fanno uso di sostanze. Molti studi
parlano anche di abusi sessuali subiti.
Molti di loro si sono trasferiti dalle città di provincia alla grande
città, in modo da lavorare nell'anonimato.
Perché cominciano? Molti perché non hanno lavoro o vogliono guadagnare
di più. Molti bambini si Bloubergstrand hanno dichiarato di aver
iniziato, spinti dai genitori, che li vedono come una risorsa economica.
Il lavoro non richiede alcuna qualifica ed è relativamente facile
trovare clienti, vista la domanda, che è sempre grande. In molti casi si
tratta di un lavoro 'flessibile', dove ci si può gestire il tempo di
riposo e di lavoro in autonomia.
Secondo la ricerca del SWEAT la droga è importante per diminuire le
inibizioni, ridurre la paura, specialmente nel caso del lavoro di
strada, ma l'abuso di sostanze rende queste persone maggiormente
vulnerabili, perché le rende vittime della violenza dei clienti e
incapaci di negoziare sesso sicuro. Se il cliente è conosciuto, o offre
più denaro, si fa a meno del preservativo. Nessun lavoro offre un
reddito così alto e tanta flessibilità: e per questo è difficile che le
persone dedite alla prostituzione decidano di cambiare il loro lavoro.
Fonte: Health24
Ott 06
IL PEDOFILO
Non esiste un pedofilo-tipo: esistono tanti tipi di pedofili. Questi
soggetti infatti possono essere anziani, adulti o ragazzi, colti o
ignoranti, omosessuali o eterosessuali, celibi o sposati, sconosciuti
alla vittima o noto (caso più frequente), uomini (97% dei casi) ma anche
donne.
I primi impulsi pedofiliaci compaiono intorno ai quindici-sedici anni.
Il pedofio in genere ha un età compresa fra i 25 ed i 40 anni, è una
persona insospettabile perché parente o amico di famiglia e non presenta
evidenti stranezze nel comportamento.
In letteratura esistono diverse tipologie di pedofili:
-Aggressivo con forti tratti antisociali e misogeni, che può trovare una
gratificazione sessuale solo sottoponendo il bambino ad orribili torture
(pedosadismo);
-Immaturo, che ha un profondo senso di inadeguatezza inconscio,
suscitato dal confronto con partner di pari età (il bambino in questo
caso viene corteggiato e vezzeggiato per essere conquistato)
-Regressivo ovvero 'normale' fino ad un certo punto della sua vita, fino
a che cioè non ha sperimentato un forte senso di inadeguatezza e la
sensazione di non avere più il controllo sugli stress quotidiani, per
cui cede all'impulso irrefrenabile e improvviso di sedurre bambini, per
lo più sconosciuti (Berra, 1999);
Bruno (1999) propone invece di classificare i pedofili in tre categorie:
- puri (non riescono ad avere rapporti sessuali con partner adulti)
- occasionali ( possono avere rapporti con un minore solo se si
verificano situazioni particolari)
- definiti tali impropriamente (malati di mente o criminali pericolosi).
Dal punto di vista individuale il pedofilo mostra un arresto dello
sviluppo, un basso livello di autostima, un'identificazione con
l'aggressore e un'identificazione narcisistica. Dal punto di vista
sociale esprime invece un tipo di socializzazione tendente al dominio
del maschio.
In genere chi si eccita con i bambini ha subito egli stesso esperienze
traumatiche nell'infanzia ed è anche attratto dalla pornografia
infantile. Il pedofilo sarebbe insomma un individuo che non ha
alternative di soddisfacimento sessuale. Si può dire che questo soggetto
presenta un complesso edipico non risolto, ansia di castrazione, paura
della donna adulta, esperienze traumatiche con la sessualità adulta,
compiti sociali inadeguati e disturbi della relazione. Il pedofilo
inoltre soffre di disturbi dell'impulsività, di alcolismo, psicosi,
stress situazionale, fallimento dei meccanismi difensivi contro
l'incesto. Ha un atteggiamento patriarcale, tende ad avere rapporti
extraconiugali e subisce un sistema normativo esageratamente repressivo
sulla masturbazione.
La pedofilia trova il suo terreno di azione principale nell'ambito della
famiglia della vittima e di categorie sociali e professionali che
facilitano contatti ravvcinati con il bambino, quali insegnanti,
educatori, sacerdoti, istruttori sportivi e medici.
Fonte: Medri-Tampelli Cyberpedofilia. Analisi delle condotte e delle
strategie di contrasto al pedofilo telematico.
La pedofilia 'classica' su Rivista di sessuologia, vol. 29 n. 4 - 2005
ed. CIC
SESSO, WEB E AFFARI
Secondo una ricerca dell'università di tecnologia del Queensland, i
navigatori sono più attratti da da "business, affari e commercio"
piuttosto che da "sesso, pornografia ed erotismo". Se quindici anni fa
gli argomenti legati al sesso toccavano punte del 17%, oggi, a stento si
raggiunge il 3,8%, mentre i siti legati al mondo degli affari hanno
raggiunto il 30%
Lo studio, guidato dalla professoressa Amanda Spinks con la
collaborazione dell'università americana della Pennsylvania, ha
analizzato circa 30 milioni di "sessioni" effettuate su diversi motori
di ricerca, concentrandosi sulle ricerche dei cittadini sparpagliati tra
Stati Uniti, Europa e Australia. Secondo la Spinks: "Si è moltiplicato
il numero di donne che cercano in rete. Negli anni '90 erano per lo più
maschi e giovani, ma ora la demografia del web è cambiata: a navigare in
internet vi sono mamme, papà e nonni, uomini d'affari e professionisti
di ogni ramo, un campione rappresentativo della popolazione generale".
Fonte: Repubblica
SETT. 06
INCONTRI E REALTA' VIRTUALE
Milioni di persone hanno trovato l'anima gemella attraverso incontri
avvenuti on line, malgrado molti si ostino ancora a dire che Internet
serve solo per isolare le persone, per non farle più partecipare alla
vita sociale. Jeana H. Frost, insieme a Michael I. Norton (assistente
presso la Harvard Business School) e Dan Ariely stanno studiano questo
fenomeno, di cui hanno parlato nella ricerca "Improving Online Dating
with Virtual Dates". Frost e Norton stanno in particolare osservando le
implicazioni sociali di questa ricerca di partners on line, cercando di
capire se c'è un modo per migliorare lo stile della comunicazione. Per
prima cosa infatti, i ricercatori si sono accorti che i siti di queste
agenzie matrimoniali on line sembrano solamente una variante di siti per
lo shopping in rete. La soluzione che hanno escogitato è quella degli
appuntamenti virtuali. Parlando con gli utilizzatori di questi siti, si
sono infatti resi conto che il primo appuntamento era in genere una
delusione per gli utenti delle chat on line: se avessero saputo con chi
dovevano uscire, hanno detto i cuori solitari del web, avrebbero
rinunciato in partenza. Del resto, stare davanti ad un computer a
scegliersi l'anima gemella porta il soggetto a ruminarci sopra, a
sognare, a perdere il contatto con la realtà. A volte capita che le
persone dichiarino di voler incontrare un certo tipo di persona, ma poi
le cose non stanno realmente così.
Il sistema degli incontri virtuali è questo: il primo appuntamento
avviene on line ed è completamente virtuale, come dice la parola stessa.
Un progetto della MIT Media Lab dal suo Sociable Media Group potrebbe
essere la soluzione. Questo simpatico strumento permette una interazione
in tempo reale e serve alle persone per conversare, gesticolare,
prendersi in giro e così via. Virtual Dates riesce ad esempio a simulare
una coppia che va in un museo ed i loro comportamenti. Se si ama l'arte
e lui sbadiglia, meglio evitare di prenderci anche solo un caffè.
Sett 06
LA PEDOFILIA IN INTERNET
Non è Internet ad aver inventato la pedofilia, ma è attraverso questo
mezzo che essa si è diffusa enormemente, creando l'allarmismo sociale
che ben conosciamo e che è, in moltissimi casi, più che giustificato.
Mettere insieme fantasie sessuali, desideri parafiliaci, indirizzi reali
e virtuali per poter acquisire materiale pedopornografico, scambiarsi
notizie in chat, osservare con una webcam le violenze che vengono
perpetrate sui bambini, ha indubbiamente favorito il diffondersi e
l'aggravarsi del fenomeno. La possibilità di conoscere e scambiare
materiale con altri pedofili, il poter fruire liberamente di questo
materiale finisce inoltre per renderlo 'normale', per mettere il
soggetto pedofilo in condizione di giustificare le sue pulsioni. Un
altro aspetto negativo è che Internet produce l'escalation dei
comportamenti, alla ricerca di emozioni sempre più forti, magari
costruendo sempre più sofisticate trappole per bambini, sotto la forma
di innocenti siti internet, che si occupano di cartoni animati e di
figurine.
D'altro canto però, questi scambi in rete permettono agli investigatori
di seguire on line i navigatori sospetti, infiltrarsi in chat pedofile,
creare siti-trappola dove far cadere in massa un gruppo di
cybernavigatori attratti sessualmente dai bambini.
Alcuni studiosi del fenomeno riescono inoltre a trovare un altro effetto
positivo nel trasferimento on line delle attività pedofile di un
soggetto, perché questa intensa attività voyeuristica e di scambio
potrebbe, in alcuni casi, riuscire a contenere nel campo
dell'immaginario e dell'elaborazione fantastica comportamenti che
altrimenti verrebbero agiti (vedi G. Giordano, Il rapporto fra pedofilia
e Internet alla luce di una Epistemologia della Complessità, in
Callieri-Frighi, La problematica attuale delle condotte pedofile, EUR
Roma, 1999).
Internet insomma può essere un modo per sublimare il proprio interesse
pedofilo, neutralizzando la possibilità che vi sia un vero e proprio
passaggio all'atto.
Sett 06
GICATTOLI DEL SESSO AL
SUPERMERCATO
Alla fine del 2004 solo il 14% dei francesi dichiarava di utilizzare un
vibromassaggiatore, contro il 45% di inglesi, americani ed australiani.
Ora la tendenza è decisamente cambiata. "I nostri studi sui consumatori
mostrano che il 70% dei francesi si dice pronto a sperimentare nuove
forme di sessualità, mentre il 60% dichiara di parlare apertamente dei
propri desideri in ambito sessuale", dice al quotidiano Liberation il
responsabile marketing della catena di farmacie Parashop, Emmanuel
Bidault. Da Parashop i vibromassaggiatori Durex sono in vendita da
giugno, disponibili in tre modelli. E nei supermercati si possono
trovare anelli stimolanti, che si vendono insieme alle classiche
confezioni di preservativi Durex e Manix. Il pudore dei clienti è
salvaguardato grazie a confezioni opache e poi, come sottolinea
Liberation, si tratta di oggetti che solo "gli iniziati" conoscono e che
quindi la gran parte della gente non nota nemmeno. Anche i grandi
magazzini parigini Printemps hanno deciso di aprire le porte ai nuovi
sex-toys, con un reparto dedicato ai giochi erotici. La responsabile
delle vendite Elodie Bruno, spiega che "quando è stata aperta la prima
boutique specializzata a Parigi la clientela era composta da un target
piuttosto libertino, ora da Printemps la clientela si è diversificata e
mescola persone di ogni età e classe sociale".
Soprattutto perché nei grandi magazzini le cose sono fatte con stile: i
sex-toys sono chic ed eleganti, "totalmente sdrammatizzanti" secondo
Elodie Bruno grazie alle loro forme buffe (paperelle, delfini) e ai
colori confortanti (il rosa la fa da padrone). Bandita la pornografia,
si tratta di oggetti che evocano "erotismo e femminilità " sottolinea la
Bruno. Nel Marais, quartiere parigino sede della comunità gay, sono
ancora poche le boutique che espongono sex-toys in vetrina. Il negozio
Dollhouse, aperto da Caroline Boitiaux, mette in mostra completini
intimi lasciando i giochi erotici nascosti nel piano sotterraneo:
secondo la donna "queste cose sono confidenziali". Se i francesi
vogliono comprare sex-toys, infatti, spesso lo fanno "attraverso
internet e le vendite per corrispondenza" spiegano alla Durex. Il
catalogo di vendite per corrispondenza francese Camif, infatti, tra
jeans, magliette e set di coltelli da cucina propone anche diversi
modelli di vibromassaggiatori e sex-toys e uno speciale cofanetto 'only
for men'.
Fonte: Repubblica SETT. 06
I GIOVANI E IL PRESERVATIVO
Gli adolescenti ed i giovani usano il preservativo in modo sbagliato; lo
usano infatti con partners occasionali, ma non con il partner 'fisso'.
Secondo uno studio della Dott.ssa Celia Lescano, psicologa del Bradley/Hasbro
Children's Research Center e della Brown Medical School,
sfortunatamente, gli adolescenti si preoccupano troppo di usare il
preservativo con un partner che non conoscono bene e si sentono invece
del tutto al sicuro se hanno un partner fisso. Lo studio, riportato nel
numero di Settembre del Journal of Adolescent Health, che ha riguardato
1.316 adolescenti e giovani adulti, dai 15 ai 21 anni, di Miami,
Atlanta, e Providence, ai quali è stata fatta compilare una scheda
elettronica sulle abitudini sessuali degli ultimi novanta giorni. Si è
visto così che chi aveva un partner abituale erano ragazze, chi faceva
sesso occasionale erano i ragazzi. Il 10% però, di quelli che avevano un
partner abituale, hanno rivelato di aver avuto anche un partner
occasionale negli ultimi novanta giorni.
Il 65% negli ultimi 90 giorni aveva fatto sesso solo col partner
abituale, il 35% aveva avuto almeno un partner occasionale. In pratica i
due gruppi avevano avuto rapporti non protetti in una percentuale del
19.2 e21.5, rispettivamente.
Chi aveva rapporti occasionali tendeva ad usare il preservativo più di
coloro che avevano raporti con il partner fisso (47% contro il 37%).
Sembra che, se il partner fisso non gradisce il preservativo, si tende a
nun usarlo, anche se si è a conoscenza di precedenti infezioni genitali
contratte dal partner attraverso un rapporto a rischio.
Il messaggio dunque deve essere questo: fare sesso con un partner fisso
NON garantisce l'incolumità dall'infezione sessuale o dall'HIV, perché
il partner fisso può essere infetto o perché può avere rapporti sessuali
a rischio.
Pretendere il profilattico anche se si ha un partner fisso, specialmente
se si è donne dunque, è sicuramente una buona idea.
Leggi anche:
Incorrect Condom Use Prevalent Among Teens
Fonte: MedPageToday
CYBER-OMOSESSUALITA'
Un recente studio svedese ha mostrato come Internet possa aver influito
sulla sessualità delle persone. Sembra infatti che molti uomini, che
avevano in passato solamente delle fantasie omosessuali, attraverso
Internet cerchino dei compagni per relazioni omosessuali cyber. In
genere questo accade ai soggetti più giovani, con meno cultura, spesso
residenti in piccole città o aree rurali. Ovviamente accade in
particolare a chi aveva già un orientamento bisessuale.
Internet insomma è certamente un luogo di scambio, un'immensa arena che
permette alle persone di sperimentare esperienze sessuali insolite.
Tutto ciò grazie anche alla possibilità di potersi presentare con
un'identità diversa e poter avvicinare così delle persone molto diverse
e lontane da quelle frequentate nella vita reale.
Nello studio svedese, il 10% dei soggetti eterosessuali che hanno
risposto ad un questionario ha in effetti dichiarato di aver allacciato
relazioni 'omo' su internet.
Fonte: Eurekalert SETT. 06
AMORE FRA E-PARTNERS
In un ricerca del Dr Jeff Gavin, della University of Bath, che ha
specificamente studiato le unioni nate on line si è scoperto che:
Il 94 per cento di loro ha rivisto la persona conosciuta su Internet
almeno una seconda volta dopo il primo incontro, che la relazione è
durata almeno sette mesi e che nel 18% dei casi è durata più di un anno.
gli uomini sono più emozionati e più interessati alla relazione di
quanto lo siano le donne.
se gli incontri on line si svolgevano attraverso le chat, le due persone
si sentivano più vicine e dipendenti l'una dall'altra di quanto non
avveniva tramite la più fredda e-mail
quelli che si erano scambiati dei regali prima di incontrarsi avevano
avuto poi una relazione più lunga e soddisfacente.
più era il tempo trascorso al telefono prima di incontrarsi nella
realtà, migliore era la relazione che i due erano capaci di instaurare.
Le persone studiate in questa ricerca sono state 229, di età compresa
fra i 18 ed i 65 anni
Fonte: Eurekalert SETT. 06
PORNOGRAFIA SU INTERNET
Gli ultimi dati ci dicono (Fonte: Internet Filter Review) che la Rete
ospita 4 milioni di siti pornografici (12 per cento del totale), per 372
milioni di pagine, reperibili sul web. Inoltre, il genere porno compare
in 70 millioni di ricerche quotidiane sui motori di ricerca (25 per
cento del totale) e riguarda due miliardi e mezzo di e-mails quotidiane
(8 per cento di tutte le e-mails).
Non si può dire che il genere sia, per così dire, in decadenza...
Il problema, come sempre, riguarda soprattutto i minori, che possono
accedere a questo materiale per adulti senza problemi. E' vero che ci
sono i famosi 'filtri', ma i figli li sanno attivare/disattivare molto
meglio dei genitori e dunque, nella pratica non funzionano.
I provvedimenti maggiori contro la pornografia sembra siano, al momento,
quelli presi in Cina: l'anno scorso, più di 200 persone sono state
arrestate e 600 siti web sono stati oscurati per contenuti 'osceni'. In
Australia si sta sperimentando invece un nuovo sistema, cioè bloccando
il porno a livello ISP. Gli adulti che vorranno accedere ai siti
pornografici dovranno farne esplicita richiesta al loro ISP.
Sett. 06
ALCOL E SESSUALITA'
L’alcool è una delle sostanze psicoattive più antiche e più utilizzate:
ad esso infatti, fin dalle epoche più antiche, si abbina una sessualità
disinibita, promiscua, spesso violenta.
C’è sempre stata tuttavia una fondamentale distinzione di genere nella
fruizione dell’alcol: nell’antica Roma ad esempio il consumo di vino
nelle donne era punibile addirittura con la morte, in quanto
direttamente collegato con l’adulterio o con altre situazioni che
avrebbero potuto mettere a rischio l’integrità familiare, come ad
esempio la maggiore possibilità per la donna di essere stuprata ed anche
fecondata da una persona estranea.
Le ricerche sui comportamenti che collegano alcool e sessualità sono
state numerose, ma sono arrivate a dati contrastanti, per un motivo
preciso: l’alcool in un primo momento produce effetti quali ilarità,
emozioni positive, eccitazione, euforia, estroversione, ma in una
seconda fase fa registrare effetti completamente opposti, come
depressione, stanchezza e tensione. Gli studi contrastanti potrebbero
dunque essere dovuti alla registrazione di determinati comportamenti in
fasi diverse degli effetti alcolici.
Nella prima fase infatti potrebbe esservi un aumento dell’eccitazione
sessuale, ma nella seconda fase si assiste chiaramente ad un effetto di
soppressione.
Alcuni studi (Farlas e Rosen, 1976) hanno dimostrato che la tumescenza
peniena viene potenziata ad un valore di alcoolemia dello 0,025% e viene
inibita all’aumentare dei valori (0,050 e 0,075%) Malatesta et al.
(1979) hanno riscontrato che l’alcoolemia correla con una diminuzione
dell’efficacia nella masturbazione maschile e una riduzione del periodo
di latenza dell’orgasmo e della capacità di eiaculare. E nelle donne?
Anche nelle donne gli esiti sarebbero simili. Wilson e Lawson (1978)
hanno dimostrato che l’assunzione di alcool produce una diminuzione
dell’eccitazione sessuale femminile, con una diminuzione della pressione
sanguigna vaginale e del suo volume di sangue. Malatesta et al. (1982)
hanno riscontrato che l’aumento di alcoolemia nella donna produce un
periodo di latenza dell’orgasmo ed una minore capacità orgasmica. Ma
allora, perché molti sono convinti che bere un bicchierino prima di
avere un rapporto sessuale migliori la prestazione?
Si tratta di pregiudizi, di false convinzioni, popolari nella cultura in
cui si vice.
Le persone infatti che vivono in determinate società, condividono ed
acquisiscono insieme una serie di credenze, vere o false, relative al
modo in cui il consumo di alcool influisce sulla fisiologia, sulle
cognizioni, sulle emozioni, sui comportamento e sul giudizio sociale. Vi
sono diverse concezioni sull’alcool anche nei diversi gruppi che
compongono una società ed, ovviamente, fra le diverse culture.
Tra le persone che sono convinte che l’alcool faciliti i rapporti
sessuali, vi è in effetti l’abitudine di bere prima di un rapporto: si è
visto che la sola aspettativa di ciò è in grado di influenzare
l’eccitamento sessuale e la percezione della disinibizione (George et
al. 2000), di aumentare la tumescenza peniena (Wilson, Niaura e Adler,
1985) e di incrementare la propria valutazione dell’eccitazione sessuale
(Lang et al. 1980).
Nel caso di alcuni bevitori, l’alcool funziona invece come una vera e
propria ‘scusante’ per permettere loro di sentirsi completamente liberi
di far emergere i comportamenti maggiormente devianti e disapprovati a
livello sociale.
Chi ha bevuto infatti, si ritiene, non è completamente responsabile
delle sue azioni e, visto che questa è una convinzione abbastanza
condivisa, consente a chi ha bevuto di poter mettere in atto dei
comportamenti che sfidano la morale e la riprovazione sociale. In
particolare questo funziona per quei soggetti che hanno un senso di
colpa nei riguardi della sessualità. L’alcool offre dunque una
giustificazione, nei confronti degli altri, della propria morale, per
lasciarsi andare a comportamenti ed interessi altrimenti proibiti
(aggressività, comportamenti audaci, comportamenti sessuali a rischio,
guida pericolosa ecc.). Questo è in particolare valido per le fasce
giovanili. Bonino e Cattelino (1999) hanno rilevato ad esempio, su un
campione di 1469 ragazzi piemontesi, che il consumo di alcoolici correla
con un maggior numero di partner sessuali e con rapporti sessuali
precoci. Il consumo di alcool viene visto come un mezzo da utilizzare
nei momenti di tensione, come avviene durante il primo incontro o un
rapporto sessuale desiderato, ma temuto. Inoltre l’alcool può consentire
comportamenti sessuali più disinibiti, con partner nuovi ed occasionali.
Il consumo di alcool in questi casi è ovviamente più frequente se i due
partners non sono innamorati, se non sono due partners fissi oppure se è
necessario giustificare a sé stessi o agli altri i propri comportamenti
sessuali.
Bere insieme aumenta l’interesse verso la sessualità: alcuni studi ci
mostrano che una persona che ogni tanto alza il gomito viene considerata
più sexy (Garcia e Kushnier, 1987) rispetto ad una che non consuma
alcool. Uomini e donne che hanno bevuto vengono percepiti da persone del
sesso opposto come partners più disponibili e desiderosi di
intraprendere un rapporto sessuale (Corcoran e Bell, 1990; Velez-Blasini
e Brandt, 2000). In un incontro, una donna che consuma alcool viene
considerata come più disinibita, più disponibile, più propensa ad avere
rapporti sessuali completi, rispetto ad una che non beve alcool. (George
et al, 1995).
Infine, gli uomini sono in genere convinti che far bere una donna possa
servire ad attenuare la selezione da lei eseguita per la scelta dei suoi
partner sessuali, portandola ad accettare anche partners che sarebbero
altrimenti rifiutati: ebbene, si è visto invece in uno studio (Wlsnack,
1991) che solo l’8% di un campione di 551 donne bevitrici ha dichiarato
di essere diventata meno selettiva a causa dell’alcool ingerito.
Ago 06
METODI
NATURALI PER IL CONTROLLO DELLE NASCITE
metodi naturali (Ogino-Knaus, temperatura basale, Billings, ecc.) sono
gli unici metodi anticoncezionali permessi dalla Chiesa cattolica e si
basano sull'astensione dai rapporti sessuali durante il periodo fecondo,
cioè in quei giorni in cui avviene l'ovulazione.
Il vantaggio di tali metodi è l'assoluta innocuità, ma gli svantaggi non
sono pochi: innanzi tutto la loro scarsa efficacia, e poi l'imposizione
di periodi di astinenza sessuale relativamente lunghi. Per il loro uso è
necessaria inoltre, da parte della donna, una buona conoscenza del
funzionamento del proprio corpo; esistono, infatti, molte variabili che
possono interferire con una corretta valutazione del periodo fecondo.
Queste Informazioni sono state tratte dal sito Aied, la nota
organizzazione laica che vede nei metodi naturali più rischi che
benefici. Non così la pensano ovviamente alcuni siti cattolici (Consulta
ad esempio: Metodi Naturali, Confederazione metodi naturali).
Spieghiamo allora in breve di cosa si tratta:
Il metodo Ogino-Knaus è stato scoperto nel 1920 dal giapponese Ogino ed
in seguito anche dall'austriaco Knaus: essi scoprirono, separatamente,
il preciso periodo di fertilità della donna. Il metodo si basa
sull'astensione dai rapporti sessuali durante il periodo fecondo del
ciclo mestruale, stabilito con un calcolo matematico.
Il periodo fecondo, in una donna con ciclo mestruale di 28 giorni, va
calcolato fra il 10° e il 18° giorno del ciclo. L'ovulazione può
avvenire infatti tra il 12° e il 16° giorno del ciclo, ma è necessario
tenere presente che gli spermatozoi hanno una sopravvivenza di 72 ore e
l'ovulo di 48 ore. Ai fini contraccettivi ertanto, i rapporti sessuali
potranno essere praticati solo tra il 19° giorno del ciclo ed il 9° del
ciclo successivo. E' evidente a tutte le donne fertili che il ciclo
mestruale subisce moltissimi cambiamenti a causa di fattori interni ed
esterni e con esso anche il periodo fertile: per questo è un metodo
scarsamente affidabile.
Il metodo termico, o della temperatura basale si basa sull'osservazione
che la curva termica mattutina della donna presenta una fase ipotermica
che va dal flusso mestruale all'ovulazione ed una fase ipertermica,
dovuta alla produzione di progesterone, che va dall'ovulazione al flusso
mestruale successivo.Le variazioni di temperatura da misurare sono
minime, per cui è consigliabile usare uno speciale termometro. La
temperatura presenta un leggero abbassamento nei due giorni che
precedono l'ovulazione e, talvolta un minimo netto in corrispondenza
dell'ovulazione stessa. Nei 2-3 giorni successivi si ha un graduale
aumento della temperatura, che si stabilizza poi fino alla fine del
ciclo. Mentre nel periodo preovulatorio la curva termica presenta valori
sempre inferiori ai 37°C, in fase post-ovulatoria i valori oscillano fra
i 37, 1 ed i 37,2°C. Usando questo metodo, i raporti sarebbero
consentiti a partire dal secondo giorno di stabilizzazione della
temperatura; un'applicazione meno rigida consente rappoti a partire dal
terzo giorno di ascesa della temperatura. Oltre ad essere un metodo di
difficile applicazione, è un metodo poco sicuro perché, si sa, la
temperatura corporea si alza e si abbassa per numerosi altri motivi,
come ad esempio una semplice influenza.
Il metodo Billings prende invece il nome da due coniugi australiani,
medici entrambi: neurologo lui e pediatra lei. I due medici si sono
sposati nel 1943 (nove figli, quaranta nipoti e sette pronipoti nel
2001. Usavano il loro metodo per la contraccezione? Verrebbe da
pensarlo...)
Il loro metodo comunque consiste nell'individuazione del periodo fertile
femminile attraverso l'osservazione del muco cervicale. Durante
l'ovulazione il muco diventa piu' fluido e filante in modo da facilitare
il passaggio degli spermatozoi. La fase non fertile va calcolata a
cominciare dalla quarta sera dopo la massima produzione di muco con tali
caratteristiche. Anche questo metodo si è rivelato poco sicuro.
Ago 06
BDSM E SESSUALITA' ATIPICA
BDSM è un acronimo, per indicare pratiche e fantasie: Bondage e
Disciplina, Dominio e Sottomissione, Sadismo e Masochismo.
Si tratta di una cultura sessuale di nicchia, le cui iconografie,
simbologie e linguaggi hanno generato una sottocultura che è sconfinata
nella cultura pop giovanile, che nelle versioni più soft e accettabili,
è diventata mainstream (Ayzad 2004).
Nella maggior parte delle persone tuttavia, tali comportamenti suscitano
sentimenti sgradevoli di imbarazzo o di rifiuto. Ai sessuologi non
rimane che analizzare tali comportamenti e cercare di prevenire o
ridurre i possibili rischi di questa sessualità ‘atipica’, anche
attraverso la diffusione di informazioni in merito, a fini preventivi
(come in questo caso).
Per Bondage e disciplina si intendono tutte le pratiche sessuali con
vari tipi di immobilizzazione o restrizione fisica e attuazione di
fantasie legate alla punizione (attraverso scene come la maestra che
punisce l’allievo).
Dominio-Sottomissione è una pratica per la quale si trasferisce il
controllo psicologico e sessuale all’altro partner; Sadismo e Masochismo
abbiamo già spiegato cosa significano.
Vi sono molte altre forme di atipicità sessuale:
Il fist fucking ad esempio consiste nell’insermento dell’intera mano
nell’ano o nella vagina, è praticato tendenzialmente da uomini su donne
o uomini.. E’ frequente l’uso di inalanti vasodilatatori e creme
lubrificanti. Questa pratica comporta il rischio di HIV e altre MTS
(malattie sessualmente trasmesse) in caso il sangue entri attraverso
lesioni provenienti dalla mano. C'è anche il rischio di emorragie
interne.
L'uroflia (o pissing o watersports) consiste nel ricevere l'urina,
tendenzialmente sul volto, in bocca, sui seni o sui genitali. L'urina
viene apprezzata a livello sensoriale dalla parte passiva, che potrebbe
godere per la sua umiliazione.
Lo sparking consiste nella percussione di parti del corpo tramite mani o
oggetti: i soggetti che provano piacere a queste percussioni hanno
erotizzato non solo il dolore, ma anche il rumore dei colpi. I colpi
sono ritmici e controllati, a volte contati dal ricevente, le zone
colpite sono prevalentemente le natiche, ma anche la schiena e il
torace. I rischi connessi con questa pratica sono: ferite e
sanguinamenti, danneggiamento degli organi interni.
Internet ha fatto esploderela visibilità della sessualità atipica, sulla
quale non si vogliono dare pareri morali, ma solo raccomandare che essa
sia:SICURA, SANA e soprattutto CONSENSUALE.
Per 'sicura' si intende la riduzione o eliminazione dei rischi, per sé e
per altri,
Per 'sana' si intende la conoscenza del partner, la definizione dei
limiti e della safeword (parola che serve ad interrompere
consensualmente la pratica), l'astensione dall'uso di alcol e droghe.
Per 'consensuale' si intende ovviamente l'accordo volontario fra
partecipanti, il 'consenso informato', che distingue nettamente tali
pratiche volontarie dall'abuso sessuale.
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