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Sesso in pillole (2)
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Pillole di informazione sulla sessualità (2) 2001-2005/2

Indice della Pagina:

Femidom

La coppia gay

Il piacere segreto

Cervello e innamoramento

La pedofilia

La falloplastica

Maternità lesbica

Chimica dell'amore

Sesso in rete

Recurvatio penis

Sesso nel mondo

Il Pillolo

Il Viagra ha cinque anni

Le mestruazioni

L'aborto

L'esibizionismo

Un nuovo 'Viagra' : l'Alprox TD

Il sesso delle adolescenti

Il sesso delle donne sposate

Femidom

Il preservativo femminile o Female Condom, è una morbida e resistente guaina trasparente di poliuretano. I nomi commerciali sono Dominique, Femy, Reality, Lady condom. Il prodotto ha appena superato la sperimentazione dell'équipe della asl di Roma in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità. Lungo 17 centimetri, molto più largo dei preservativi maschili, per adattarsi alle pareti della vagina, ha due anelli flessibili, uno per estremità, di cui uno sigillato da spingere con le dita fino alla cervice dell'utero, l'altro aperto che termina all'esterno. Si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale, proteggendo sia dalla gravidanza che dalle malattie a trasmissione sessuale. E’ più resistente del lattice, inodore, non provoca reazioni allergiche e, a differenza del lattice, può essere usato sia con i lubrificanti a base oleosa che con quelli a base acquosa. Può essere inserito prima del rapporto, non dipende dall’erezione maschile e non richiede l’immediato ritiro del pene dopo l’eiaculazione. Utilizzato correttamente e coerentemente, il preservativo femminile sembra efficace quanto gli altri metodi contraccettivi e non presenta effetti collaterali conosciuti o rischi.

La coppia gay

Sebbene le unioni omosessuali siano di origine antichissima, il movimento che oggi reclama la possibilità di contrarre matrimonio fra partners dello stesso sesso è nato negli anni Sessanta, con la Rivoluzione Sessuale. E’ in questo periodo infatti che si è incominciato a parlare di ‘diritto alla sessualità’ come diritto inalienabile dell’essere umano. L’”orgoglio omosessuale”, da allora, ha lottato duramente, fino a produrre uno scossone profondo anche al mondo psichiatrico e psicoanalitico, che per anni aveva considerato l’omosessualità come una ‘perversione’. Oggi nessuno ‘psic*’ oserebbe definire un omosessuale come un ‘deviante’ o un ‘perverso’: è ormai un dato acquisito che l’orientamento sessuale sia un riflesso profondo del proprio sé, impossibile da modificare, o da ‘curare’, come si è cercato di fare in passato. La felicità della vita di ciascuno di noi dipende in gran parte dalla possibilità di dare libera espressione alla propria sessualità, che è considerata un elemento centrale dell’esistenza: ecco perché rispettare le unioni gay, oggi, è niente più che una questione di democrazia e di civiltà.

Il piacere segreto

A volte può capitare che, nonostante i due partners abbiano una vita sessuale regolare e magari anche appagante, segretamente si dedichino a pratiche di autoerotismo, consultando particolari chat room sul web o leggendo giornali e libri erotici. Come mai? Il fatto è che il rapporto sessuale, è appunto un ’rapporto’, una relazione con un’altra persona. L’avere a che fare con un partner può dare molto piacere, ma ovviamente toglie, completamente o in parte, la libertà di scegliere le proprie fantasie, i propri ritmi, i propri gesti.

Questo è ancor più vero quando si prova per il partner un sentimento profondo, che arricchisce l’atto sessuale di nuove valenze, ma impedisce la possibilità di lasciarsi andare completamente, di poter fare ciò che realmente si desidera fare. In un certo senso dunque l’autoerotismo oltre il rapporto di coppia rappresenta per chi lo compie uno spazio di libertà e di autoaffermazione, un giardino segreto dove coltivare le proprie fantasie.

Cervello ed innamoramento

Uno studio pubblicato dal Journal of Neurophysiology condotto su un gruppo di 17 studenti, tutti all’inizio di una storia romantica, ha permesso di scoprire molte cose sull’amore. Attraverso le migliaia di immagini del cervello di questi giovani innamorati infatti, ricavate con uno scanner cerebrale, i ricercatori hanno potuto concludere che l'amore romantico deriva da una regione del cervello diversa da quella che regola l’eccitazione sessuale. Sottoponendo a risonanza magnetica i ragazzi, mentre venivano mostrate loro immagini della persona amata, alternate ad immagini di persone neutre, come quelle di conoscenti o amici, si è visto che, in termini neurologici, l'innamoramento è del tutto simile a qualsiasi altra pulsione organica, come la fame, la sete o il desiderio di una determinata sostanza quando se ne è dipendenti. L’area del cervello interessata all'innamoramento è sottoposta ad una tempesta di dopamina (sostanza chimica cerebrale che produce sensazioni di soddisfazione e piacere), che gradualmente però, nel tempo, tende a ridursi. (Per il momento tttavia si è appurato che, nei primi due anni almeno, essa non scompaia del tutto). Secondo lo studio della Rutgers University di New Brunswick (New Jersey), il cervello femminile fornisce all’innamoramento una risposta più romantica, mentre nell'uomo si attivano anche le zone legate al desiderio sessuale.
Le aree del cervello interessate all’attivazione da innamoramento sono il nucleo caudato destro e l'area ventrale tegmentale destra. Grazie alla dopamina gli innamorati provano maggiore energia positiva e motivazione alla vita.
(Maggio 2005)

La pedofilia

I pedofili sono individui particolarmente attratti da soggetti che hanno un’età che precede, rientra o ha appena superato la pubertà, per cui non appena il bambino assume sembianze più adulte, viene meno la sua capacità di attrarre sessualmente il pedofilo, che trova spiacevoli le caratteristiche sessuali secondarie, come la presenza di peluria pubica. Come è facile riscontrare in letteratura, i soggetti che sono stati vittime di un’infanzia particolarmente problematica e abusata, tendono poi essi stessi ad identificarsi con l’aggressore, attuando un tentativo di mitigazione del senso di impotenza vissuto in passato e dando luogo al così detto “ciclo ripetitivo dell’abuso”.
Come insegna la pratica clinica e la cronaca giudiziaria, chi abusa sessualmente dei bambini non è tanto il ‘mostro’ che viene da fuori, ma una persona all’interno del gruppo familiare, molto spesso un insospettabile e rispettato padre di famiglia, con una vita sessuale apparentemente normale e tranquilla. Come riporta il DSM-IV-TR:
“I soggetti affetti da tale disturbo che sfogano i propri impulsi con bambini possono limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, comunque, sottopongono il bambino a fellatio o cunnilingus, o penetrano la vagina, la bocca o l'ano del bambino con le dita, con corpi estranei, o con il pene e usano vari gradi di violenza per fare ciò”.
Secondo alcune teorie interpretative di origine psicoanalitica, il pedofilo, prendendo il bambino come oggetto d’amore, riesce a mantenere un’immagine positiva di sé: i bambini sono idealizzati e l’attività sessuale con questi è considerata come una fantasia inconscia di fusione con un oggetto ideale, come una fantasia di ristrutturazione di un Sé giovane e idealizzato; l’ansia derivante dalla paura dell’invecchiamento e della morte viene così annullata.

Falloplastica

Le richieste di accrescimento delle dimensioni del pene aumentano continuamente (il Presidente dell’Accademia di Falloplastica negli Stati Uniti, Prof. D. Whitehead, ha dichiarato che, solo nel 2000, sono stati effettuati, in tutto il mondo, 30.000 interventi di allungamento-ampliamento del pene).
Le richieste sono tantissime, ma vengono accolte solamente quelle che hanno lo scopo di restituire al paziente la funzionalità dell’organo. Nella microfallia ad esempio, quando il pene ha una lunghezza inferiore ai sette centimetri, potrebbe esserci un problema reale nella funzione della penetrazione. Il più delle volte però le richieste vengono da soggetti che chiedono l’intervento per pure ragioni estetiche ed in questi casi non sempre si arriva all’intervento chirurgico. Questo caso riguarda uomini che hanno un pene di lunghezza leggermente inferiore alla media (la media europea si attesta sui 12,5 cm di lunghezza e 13 di circonferenza in stato di erezione). C’è da dire che la misurazione del pene è abbastanza frequente, specialmente in periodo adolescenziale, ma le misure non sempre rispecchiano la realtà perché dipendono da tantissimi fattori, sia fisici che psicologici. Ad esempio i metodi di rilevazione: la maggior parte degli uomini presta maggiore attenzione alla lunghezza del pene, anziché alla sua circonferenza, che invece è forse il dato più importante per il piacere femminile. Un altro fattore che può influire sulla misurazione dell’organo è un pube iperadiposo, che può inglobare una parte del pene e dunque farlo apparire più piccolo. Una vera e propria ‘illusione ottica’ potrebbe invece avere l’obeso che si guardasse nudo in uno specchio, vedendo il pene sproporzionato alla sua massiccia corporatura.
Per comprendere le motivazioni alla base di una richiesta di incremento delle misure peniene, l’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia (AIRS) ha condotto una interessante ricerca attraverso un questionario di venti domande a risposta chiusa (es. Ha mai misurato la lunghezza del suo pene? Si, no ecc.) distribuito in cinque città italiane del nord, del centro e del Sud. Alla ricerca hanno partecipato 3 Medici e 12 psicologi, Direttore Dott. Franco Avenia. Il totale degli uomini intervistati è stato di 1095 soggetti di età media 37,5, di cui l’86% eterosessuali, il 7% omosessuali ed il 7% bisessuali.
Questa ricerca ha prodotto queste conclusioni:
Il 65% del campione ritiene che le donne si eccitino maggiormente davanti ad un pene lungo e grosso, non tanto per il piacere che ne traggono durante il rapporto (nel campione esaminato questo lo credono solo 35 uomini su cento), quanto per l’eccitazione che un pene di dimensioni consistenti può produrre (qui la percentuale raggiunge il 65%).
Un’altra notizia importante che emerge da questa ricerca è che gli uomini mettono in stretto rapporto le dimensioni del pene con il tradimento sessuale (il 40% del campione pensa che una donna possa avere desiderio di tradire il suo uomo, se questi ha un pene troppo piccolo).
La valutazione più importante che emerge dallo studio è però quella che esula dal contesto sessuale: gli uomini ritengono che avere un pene lungo e grosso dia sicurezza nei rapporti sociali e, addirittura, nel lavoro (un uomo su due ha fornito questa risposta).

Maternità lesbica

Dalla ricerca condotta in Italia da Barbagli e Colombo nel 2001 sembra che fra le donne lesbiche il 19% abbia partorito un figlio ed il 54% aspirano a farlo. Negli Stati Uniti la percentuale di donne lesbiche con figli sono il 34%. In una ricerca condotta dal Servizio Clinico di Sessuologia, Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna, M.C. Calendi e S. Allegro hanno analizzato i percorsi di coming out (sequenza temporale di pensieri, esperienze e scoperte che permettono ad un/una omosessuale di riconoscersi ed accettarsi, strutturando una solida identità che consenta il confronto con l’altro e con il mondo esterno in genere) di un campione di madri lesbiche coi propri figli. Il campione era composto da 32 donne volontarie reperite attraverso associazioni gay, l’età variava dai 19 ai 56 anni ed erano presenti diversi stati civili (separata, divorziata, nubile). I figli delle donne del campione erano in totale 44 con un’età media di circa 10 anni. Più della metà erano figli unici. Trentotto di questi figli erano stati concepiti in modo tradizionale, nell’ambito di un rapporto di matrimonio con un uomo, 2 erano frutto di un rapporto occasionale, 3 di inseminazione artificiale, 1 col ricorso a tecniche di procreazione assistita (PMA). Il coming out ha coinvolto 13 donne e 17 figli; dove erano presenti dei fratelli l’outing è stato fatto con entrambi i figli. La paura più diffusa fra queste madri lesbiche è stata quella della stigmatizzazione esterna, seguita dal timore del giudizio negativo dei figli e dalla paura di perdere il loro amore. Le reazioni dei figli alla comunicazione sono state 9 di accettazione e 4 di rifiuto. La relazione madre-figlio sembra non ne abbia sofferto nel follow up.

Chimica dell'amore

Ogni pensiero cambia la nostra biologia e la biologia cambia i nostri pensieri: anche l’amore non è solo un fatto psicologico, ma anche biochimico. A pensarla così è l'antropologa Helen Fisher, che harecentemente condotto un esperimento nel quale ha scoperto che il cervello delle donne innamorate influenza zone cerebrali diverse da quelle degli uomini innamorati. Se per gli uomini le aree del cervello che più si azionano per effetto dell’amore sono quelle collegate alla vista e all'erezione, nelle donne sono quelle della memoria e dei ricordi. Se un maschio adora guardare la sua lei, la femmina preferisce fantasticare. E’ anche una questione di velocità: le donne ci mettono un po’ ad innamorarsi, gli uomini sono più per il colpo di fulmine. L’esperiemnto ha riguardato un campione di venti ragazzi che si sono sottoposti ad una risonanza magnetica, sotto la direzione di Helen Fisher, ex ricercatrice al Museum of Natural History di New York ed oggi insegnante alla Rutgers University del New Jersey. La ricerca è citata nel libro "Why We Love: The Nature and Chemistry of Romantic Love" (perché amiamo: natura e chimica dell'amore romantico). In sintesi la chimica dell’amore è la seguente: la fase dell’attrazione sessuale fra i due sessi è legata all’azione del testosterone, l’amore romantico è legato ad un cervello influenzato da un’elevata produzione di dopamina e norepinefrina e bassa quantità di serotonina. L’attaccamento a lungo termine che segue la fase dell’amore romantico è dovuto alla maggiore quantità di ossitocina nelle donne e di vasopressina negli uomini, sostanze che influenzano notevolmente anche i rispettivi orgasmi.
dic. 2004

Sesso in rete

Lo sviluppo delle nuove tecnologie telematiche ha fatto si che mestieri vecchi quanto il mondo, come ad esempio quello della prostituzione, acquisisse una nuova e più complessa visibilità ed anche un nuovo stile di comunicazione con l’utenza. La rete diventa dunque un mezzo ultramoderno per organizzare i più tradizionali incontri mercenari. In Europa probabilmente tutto è cominciato con la concomitante diffusione di internet e la caduta del muro di Berlino, quando una marea incontrollata di ragazze e donne mature degli ex ‘Stati dell’Est’ hanno letteralmente invaso le strade, i locali, i giornali e poi anche internet alla ricerca di uomini, per farne dei mariti o dei clienti, a seconda delle propensioni individuali e dei gusti. Il problema chiaramente non riguarda solo l’Europa e non solo le ragazze dell’est: ad esempio la polizia giapponese è ricorsa a maggiori controlli e sanzioni contro la prostituzione su internet, che in Giappone si è triplicata nel giro di pochi anni. Su 211 casi analizzati nel dettaglio, la polizia giapponese ha scoperto che 198, circa il 94 %, avevano avuto luogo su iniziativa di ragazze con meno di 18 anni, che avevano avuto accesso agli incontri via internet dai loro telefoni cellulari.
I siti che offrono prestazioni "particolari", selezionate per tipologie e gusti sono sempre di più. Ve ne sono alcuni in cui è possibile osservare le prestazioni on line delle prostitute attraverso una videochat: per accedere al sito occorre pagare con carte di credito o scaricare un programma dialer. In altri siti vi sono fotografie con proposte ammiccanti, tariffe, recapiti. Generalmente le prostitute non sono italiane e molto spesso sono minorenni, mentre dietro queste reti di prostituzione vi è quasi sempre la malavita organizzata.

Recurvatio penis

Altrimenti detto ‘incurvamento del pene’ è una deviazione congenita o acquisita del pene eretto, che viene trazionato verso l’alto o verso il basso, a destra o a sinistra, a causa di un’alterazione della guaina che lo protegge e dei corpi cavernosi. (Il fenomeno è osservabile solo quando il pene è in erezione e, nel caso la deviazione fosse congenita, i genitori potrebbero notarla nel bambino nelle erezioni mattutine o durante il bagno). La deviazione, come si è detto, può essere laterale, ventrale o dorsale, e può essere più o meno lieve. Anche se la funzione organica non è compromessa, è frequente che il soggetto interessato viva questa situazione come una grave imperfezione, che lo limita nei rapporti sessuali, soprattutto da un punto di vista psicologico.
Questo è ancor più vero per gli adolescenti e per quei soggetti che non hanno avuto ancora modo di sperimentare la propria prestazione sessuale. Non vi sono farmaci che possono correggere la deviazione peniena e l’unico intervento è chirurgico (corporoplastica cavernosa), da eseguire in day hospital. Nei casi in cui la deviazione peniena è di circa 10-15° il problema è prettamente psicologico: il paziente ideve rivolgersi ad un sessuologo o ad un terapeuta per comprendere che il pene è un organo diverso da persona a persona e che non tutti possono avercelo nella forma ideale. Per fare un paragone, Cyrano de Bergerac non aveva certo un profilo greco o un nasino alla francese, eppure era una persona ‘normale’, anche se esteticamente non troppo gradevole. Un conto infatti è l’estetica, un conto è la funzionalità dell’organo. Una deviazione inferiore ai 30° consente tranquillamente la penetrazione ed una perfetta funzionalità del pene. Spesso gli adolescenti che si rendono conto di avere questo problema lo prendono con grande sconcerto, non avendo la possibilità di potersi consigliare con il medico di famiglia o con i propri genitori a causa dell’imbarazzo: in questo caso lo specialista da consultare è l’urologo o l’andrologo, mentre per le ‘recurvatio’ più modeste, una psicoterapia può essere indicata per riacquistare fiducia in sé stessi e nella propria prestazione sessuale.

Sesso nel mondo

Un'indagine annuale, pubblicata dalla Durex, la casa produttrice di contraccettivi, mostra le abitudini sessuali dei diversi Paesi del mondo. L'indagine fa crollare il mito dei Latin Lovers. Sembrerebbe infatti che i più passionali siano gli abitanti dei paesi dell'est. Secondo le statistiche, gli ungheresi fanno sesso in media 152 volte all'anno, seguiti dai bulgari, russi e serbi, che mostrano stime al di sopra della media. Gli italiani e gli spagnoli indugiano con un punteggio di 119 e 123 volte all'anno, mentre i francesi se la cavano con solo 144 pérformances all'anno. Gli americani fanno l'amore in media 118 volte l'anno, i tedeschi 120 e gli australiani 125. L'indagine riporta che gli amanti dell'intero globo lo fanno in media 127 volte l'anno e il 73% delle persone sono felici della loro vita sessuale. I più soddisfatti sono i tailandesi, seguiti dai vietnamiti, cinesi e spagnoli. I russi sono i meno felici di tutti. La scappatella è relativamente popolare nel mondo, infatti il 45% delle persone ammette di averne avuta una, ma sono le notte nordiche ad essere le più avventurose. Infatti, il 70% dei norvegesi, il 68% dei finlandesi e il 71% degli islandesi hanno fatto sesso con una persona sconosciuta, in confronto al 37% dei tedeschi e il 24% degli indiani. Gli americani sono in prima linea con il sesso virtuale: fanno sesso al telefono, via e-mail o SMS; i francesi invece deridono queste pérformances moderne, senza senso e solo il 20% di loro si mostra interessato. Gli amanti di Hong Kong sembrano essere i più sinceri a letto: solo il 15% dice di simulare, mentre gli australiani tendono a simulare l'orgasmo.

Il pillolo

E’ in arrivo un nuovo contraccettivo maschile, diverso dal preservativo, soprannominato il “pillolo” per similitudine con il classico anticoncezionale femminile, ma che in realtà è diverso. Il ‘pillolo’ è quasi pronto, bisogna attendere ancora un anno di sperimentazione e poi verrà immesso sul mercato. L’anticoncezionale viene testato attualmente su volontari, tra i venti e i cinquanta anni, in buona salute e con una normale capacità riproduttiva,  in quattordici centri, dislocati in Europa e negli Stati Uniti. Gli sperimentatori comunque sono già pronti a garantire l’efficacia, la reversibilità del farmaco e l’assenza di effetti collaterali. Il ‘pillolo’ non viene assunto oralmente, come nel caso dell’anticoncezionale femminile, ma somministrato nel braccio delle ‘cavie’. Ha una forma sottile e viene infilato sotto pelle, dove rilascia progressivamente una sostanza, il progestinico, ma per completare l’effetto anticoncezionale sono necessarie anche delle iniezioni periodiche di testosterone. In questo modo il ‘pillolo’ bloccherà la produzione dello sperma nei testicoli.

Il Viagra ha cinque anni

La famosa pillola blu compie cinque anni ed è tempo di bilanci: si stima che circa seicento mila medici in tutto il mondo l’abbiano prescritta ai loro pazienti e che ne siano state consumate finora almeno un miliardo, di cui venti milioni solo in Italia. In Europa infatti, gli uomini italiani si sono piazzati, per il consumo della famosa pillolina, al terzo posto, preceduti solo dagli inglesi e dai tedeschi.
In genere il consumatore abituale è sulla cinquantina, ma le cause farmaceutiche possono stare tranquille: in futuro, sempre più uomini, anche giovanissimi, hanno problemi di disfunzione erettile – e non tutti hanno il coraggio di parlarne con il medico, per cui la stima è sicuramente per difetto -.
Le donne non si sentano penalizzate dall’introduzione di questa pillola ‘maschile’, perché presto arriverà anche per loro un viagra ‘rosa’, per migliorare la lubrificazione vaginale e la sensibilità del clitoride.

Le mestruazioni


Con la comparsa delle mestruazioni il corpo femminile continua e intensifica la sua complessa maturazione. Le statistiche ci dicono che oggi l’età della pubertà per le ragazze arriva intorno ai dodici anni ed i primi rapporti si hanno fra i 15 ed i 17 anni: circa una ragazza ogni cento che hanno rapporti sessuali rimane incinta. Prima che il ciclo mestruale si stabilizzi completamente e regolarmente, occorrono circa tre anni, ma il rischio di gravidanza è immediato. Antiche credenze popolari attribuiscono alla donna mestruata effetti magici negativi che non hanno alcun fondamento (es. far appassire piante e fiori, fare "impazzire" la maionese, ecc.). Altrettanto false alcune credenze per le quali la donna mestruata non possa lavarsi i capelli, fare il bagno o il bidè. Per i genitori ed i parenti la prima mestruazione della ragazza è in genere un evento: una volta si diceva che la ragazza diventava ‘signorina’ e veniva in un certo senso accettata nel mondo dei grandi. Il periodo del ciclo tuttavia è stato sempre vissuto con una certa vergogna dalle donne, che lo vivono con grande pudore. La complicità fra donne nel non rivelare apertamente l’arrivo del ciclo ha portato alla codifica di alcune espressioni comunemente usate nelle conversazioni femminili, come ‘è arrivato il marchese’, oppure ‘ho le mie cose’ ecc.Il sangue mestruale è in genere considerato "sporco" e per questo nel periodo del flusso, specialmente nei primi giorni, i rapporti sessuali vengono in genere sospesi. Nella vita psichica della ragazza le mestruazioni rappresentano sicuramente un’importante fase di passaggio, per cui sono attese, ma anche temute, anche perché non tutte hanno a disposizione un sufficiente numero di informazioni per farsi un’idea precisa di ciò che realmente accadrà loro. Un ritardo nell’arrivo della prima mestruazione può accrescere lo stato d’ansia e di preoccupazione delle ragazze, che hanno paura di non essere ‘normali’. E’ importante dunque che la scuola e la famiglia diano per tempo tutte le informazioni sul fatto biologico delle mestruazioni, senza dimenticare che esse assumono anche un significato psicologico legato al passaggio alla vita adulta.

L'aborto

L’aborto consiste nell’interruzione della gravidanza prima che il feto abbia raggiunto uno sviluppo da renderlo autosufficiente al di fuori dell'utero materno, e cioè entro la ventiseiesima settimana di gestazione. Se l'interruzione avviene quando il feto è diventato capace di vita extrauterina, entro la trentasettesima settimana di gestazione, si parla di parto prematuro. L'aborto può essere spontaneo o provocato. Circa il 10-15% di tutte le gravidanze umane si conclude spontaneamente con un aborto, soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza. Quando l’aborto è spontaneo in genere dipende dallo sviluppo anomalo del feto, della placenta, o di entrambi, oppure da anomalie presenti nel corpo della donna, come uno sviluppo ridotto dell'utero (ipoplasia uterina), tumori, fibromi uterini, polipi endometriali e infezioni acute, gravi anemie, deficit ormonali con ridotta produzione di estrogeni e progesterone, nonché gravi traumi. Anche stati ansiosi gravi e altri disturbi psichici possono contribuire all'espulsione prematura del feto. Il sintomo più comune della minaccia di aborto è l'emorragia vaginale, cioè la perdita di un’abbondante quantità di sangue dalla vagina, eventualmente accompagnata da dolori intermittenti. Contro la minaccia di aborto la terapia consiste in genere nella prescrizione del riposo a letto, a volte quasi ininterrotto per l'intero decorso della gravidanza. L'aborto provocato è quello effettuato quando la madre vuole interrompere volontariamente la gravidanza. L'aborto per aspirazione, o isterosuzione, viene effettuato nel primo trimestre (fino a 9-12 settimane), ed è un intervento ambulatoriale che dura da cinque a dieci minuti. Consiste nell’apertura della cervice (collo dell'utero) con degli appositi dilatatori. Il contenuto dell'utero viene aspirato tramite un piccolo tubo flessibile chiamato cannula, connesso a una pompa aspirante. Dopo la quindicesima settimana di gestazione, si utilizza la tecnica dell’ infusione salina:  un sottile tubo o un ago ipodermico consente di estrarre dall'utero, attraverso la parete addominale, una piccola quantità di liquido amniotico per sostituirlo con una soluzione composta al 20% da sale, che induce contrazioni uterine in circa 24-48 ore. Il feto viene di solito espulso velocemente e la paziente lascia l'ospedale il giorno dopo. Gli aborti tardivi, ossia successivi alla quindicesima settimana, vengono eseguiti con isterotomia, un intervento chirurgico simile a un taglio cesareo, che però comporta un'incisione dell'addome molto più piccola. La pillola abortiva, non ancora commercializzata in Italia, la RU-486, blocca l'ormone progesterone ed è efficace nei primi 50 giorni di gestazione.
In Italia, la legge 194 del 22 maggio 1978 ha fissato il termine per effettuare l'interruzione volontaria della gravidanza a 90 giorni di gestazione: l'aborto può essere provocato se vi è pericolo per la salute fisica o psichica della donna, se sussistono timori di malformazioni del feto o se si ritiene che la sopravvivenza di questo possa venire gravemente compromessa dalla precarietà delle condizioni sociali ed economiche della famiglia. Nel caso in cui la donna sia minorenne, l'interruzione volontaria della gravidanza deve avvenire con il consenso di chi esercita la potestà di genitore oppure, in mancanza di questo, del giudice tutelare. La legge prevede che il personale sanitario possa esercitare l'obiezione di coscienza, con esonero dalle procedure di aborto, anche se gli enti ospedalieri sono comunque tenuti a garantire l'interruzione volontaria alla donna che l'abbia richiesta secondo l'iter previsto dalle norme vigenti.

L'esibizionismo

L'esibizionismo è un comportamento attraverso il quale un soggetto trae piacere sessuale nel denudarsi e nel mostrare ad altri alcune parti del proprio corpo. Talvolta, durante questa azione, il soggetto può masturbarsi. Si parla di 'parafilia' (un modo più moderno per definire la perversione) quando ciò diventa un bisogno irrefrenabile e un modo esclusivo per ottenere una soddisfazione sessuale. Secondo la psicoanalisi, l'esibizionismo rappresenta una regressione allo stadio del piacere di mostrare, tipico dei bambini. L'esibizionista infatti considera disgustoso e sporco il rapporto sessuale fra due persone (e probabilmente ne è spaventato); per questo preferisce eccitarsi nell'illusione che le sue attrattive fisiche siano per gli altri particolarmente desiderabili, oppure per il piacere di spaventare, imbarazzare o offendere. L'idea di doversi esibire è, per questi soggetti, ossessiva, martellante, e per questo dà luogo a comportamenti compulsivi, coatti. Gli uomini in genere mostrano gli organi genitali, le donne i seni. Esibizionismo e voyeurismo (dal francese voyeur:guardare) sono in stretta relazione: il primo infatti esprime il bisogno di essere scoperti e puniti dagli altri, sottendendo dunque una forma di masochismo, mentre il secondo rappresenta invece il bisogno di scoprire e punire gli altri (sadismo).

Un nuovo 'VIAGRA' : L'ALPROX TD

Non è blu e non è una pillola, non è una puntura intracavernosa, ma ha lo stesso effetto sugli uomini: di che si tratta? La risposta esatta è Alprox TD, un farmaco che però sarà in commercio solo tra un anno. Come si è capito si tratta di un medicinale per la cura del deficit erettivo; per vederne gli effetti, basta applicare la pomata sul pene (dorso o glande), un quarto d'ora prima del rapporto. La durata dell'erezione dura da un minimo di 30 minuti ad un massimo di due ore ed è indipendente dal desiderio sessuale. Attualmente si sta conducendo su tale farmaco una sperimentazione che interessa circa 300 soggetti con deficit erettivo medio-grave ed i risultati sembrano ottimi.

Il sesso delle adolescenti

Recentemente si è tenuto a Firenze il IX Congresso europeo di ginecologia pediatrica e adolescenziale, nel quale è stato presentato  uno studio dell'Istituto superiore di Sanità condotto nelle scuole medie superiori di 11 regioni italiane (sono state coinvolte 24 Asl) e dal titolo "Salute riproduttiva tra gli adolescenti: conoscenze, attitudini e comportamenti". Ecco quanto ne è emerso: il 95% delle adolescenti è convinta che la scuola debba garantire l'educazione sessuale; oltre l'80% riferisce di vivere con naturalezza, curiosità ed entusiasmo i cambiamenti puberali, ma solo il 33% conosce il periodo fertile del ciclo; circa l'80% ha dichiarato l'intenzione di usare un contraccettivo in caso di rapporto sessuale; il 18% dichiara di aver avuto rapporti sessuali completi, di cui ll'11% senza usare alcun metodo contraccettivo. Le ragazze associano la sessualità agli aspetti di legame e di rapporto (41,6%) e alla paura di rimanere incinta (39,6%). I contraccettivi più conosciuti sono il preservativo (99%) e la pillola (96,2%). Il 58,9% delle ragazze sa che l'aborto è legale in Italia, il 20,3% pensa che sia illegale mentre il 20,8% non sa se sia illegale o legale. Almeno il 28,4% conosce una coetanea che ha avuto una gravidanza indesiderata. I metodi contraccettivi più utilizzati sono il preservativo (51,8%), il 13,6% il coito interrotto e il 3,3% la pillola.
L’età media della prima mestruazione rimane stabile sui 12 anni, mentre l’età puberale arriva in anticipo rispetto al passato; il primo rapporto sessuale le ragazze lo hanno intorno ai 17 anni: la prima volta quasi sempre senza contraccettivo, malgrado siano piuttosto informate. Accettano di prendere la pillola ma la vogliono sempre più ‘leggera’: non per preoccupazioni riguardo alla salute, ma perché sono ossessionate dalla paura di ingrassare, di non somigliare più a quei modelli che vengono loro imposti in modo aggressivo dai media e che portano ben tre ragazze su dieci a non guardarsi allo specchio, perché ‘non si piacciono’. (dic 02)

Il sesso delle donne sposate

Una rivista di bellezza britannica, Top Sante ha svolto una ricerca su un campione di 2000 donne sposate. Il risultato è che due donne su tre si dichiarano più appagate sessualmente dopo il matrimonio e ben il  65 per cento di loro ha dichiarato di avere una vita sessuale attiva e soddisfacente, anche dopo diversi anni dalle nozze. Viene confermato dalla stragrande maggioranza delle donne il desiderio di preliminari affettuosi prima del rapporto sessuale (baci, carezze, parole dolci). Il 60 per cento afferma, infine, di avere rapporti sessuali di media nove volte al mese e l'82 per cento non si aspetta che il partner le resti fedele per tutta la vita; anche le intervistate, del resto, si sentono abbastanza disponibili ad un’avventura ‘extra’. Per non cadere in tentazione le donne scelgono la visione di un film hard con il proprio compagno, in modo di rinverdire la passione. Tutte le intervistate dichiarano poi che lo farebbero più spesso se il partner fosse più disponibile. Solo il 3% del campione si è rivolto ad un investigatore privato per scoprire l’eventuale tradimento del marito, ma ben 16 donne ogni cento hanno cercato di scovare tracce di 'scappatella' nelle tasche e tra gli effetti personali di lui.

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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