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Cervello ed innamoramento
Uno studio pubblicato dal Journal of Neurophysiology condotto su un
gruppo di 17 studenti, tutti all’inizio di una storia romantica, ha
permesso di scoprire molte cose sull’amore. Attraverso le migliaia di
immagini del cervello di questi giovani innamorati infatti, ricavate con
uno scanner cerebrale, i ricercatori hanno potuto concludere che l'amore
romantico deriva da una regione del cervello diversa da quella che
regola l’eccitazione sessuale. Sottoponendo a risonanza magnetica i
ragazzi, mentre venivano mostrate loro immagini della persona amata,
alternate ad immagini di persone neutre, come quelle di conoscenti o
amici, si è visto che, in termini neurologici, l'innamoramento è del
tutto simile a qualsiasi altra pulsione organica, come la fame, la sete
o il desiderio di una determinata sostanza quando se ne è dipendenti.
L’area del cervello interessata all'innamoramento è sottoposta ad una
tempesta di dopamina (sostanza chimica cerebrale che produce sensazioni
di soddisfazione e piacere), che gradualmente però, nel tempo, tende a
ridursi. (Per il momento tttavia si è appurato che, nei primi due anni
almeno, essa non scompaia del tutto). Secondo lo studio della Rutgers
University di New Brunswick (New Jersey), il cervello femminile fornisce
all’innamoramento una risposta più romantica, mentre nell'uomo si
attivano anche le zone legate al desiderio sessuale.
Le aree del cervello interessate all’attivazione da innamoramento sono
il nucleo caudato destro e l'area ventrale tegmentale destra. Grazie
alla dopamina gli innamorati provano maggiore energia positiva e
motivazione alla vita.
(Maggio 2005)
La pedofilia
I pedofili sono individui particolarmente attratti da soggetti che hanno
un’età che precede, rientra o ha appena superato la pubertà, per cui non
appena il bambino assume sembianze più adulte, viene meno la sua
capacità di attrarre sessualmente il pedofilo, che trova spiacevoli le
caratteristiche sessuali secondarie, come la presenza di peluria pubica.
Come è facile riscontrare in letteratura, i soggetti che sono stati
vittime di un’infanzia particolarmente problematica e abusata, tendono
poi essi stessi ad identificarsi con l’aggressore, attuando un tentativo
di mitigazione del senso di impotenza vissuto in passato e dando luogo
al così detto “ciclo ripetitivo dell’abuso”.
Come insegna la pratica clinica e la cronaca giudiziaria, chi abusa
sessualmente dei bambini non è tanto il ‘mostro’ che viene da fuori, ma
una persona all’interno del gruppo familiare, molto spesso un
insospettabile e rispettato padre di famiglia, con una vita sessuale
apparentemente normale e tranquilla. Come riporta il DSM-IV-TR:
“I soggetti affetti da tale disturbo che sfogano i propri impulsi con
bambini possono limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a
mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo con delicatezza e a
carezzarlo. Altri, comunque, sottopongono il bambino a fellatio o
cunnilingus, o penetrano la vagina, la bocca o l'ano del bambino con le
dita, con corpi estranei, o con il pene e usano vari gradi di violenza
per fare ciò”.
Secondo alcune teorie interpretative di origine psicoanalitica, il
pedofilo, prendendo il bambino come oggetto d’amore, riesce a mantenere
un’immagine positiva di sé: i bambini sono idealizzati e l’attività
sessuale con questi è considerata come una fantasia inconscia di fusione
con un oggetto ideale, come una fantasia di ristrutturazione di un Sé
giovane e idealizzato; l’ansia derivante dalla paura dell’invecchiamento
e della morte viene così annullata.
Falloplastica
Le richieste di accrescimento delle dimensioni del pene aumentano
continuamente (il Presidente dell’Accademia di Falloplastica negli Stati
Uniti, Prof. D. Whitehead, ha dichiarato che, solo nel 2000, sono stati
effettuati, in tutto il mondo, 30.000 interventi di
allungamento-ampliamento del pene).
Le richieste sono tantissime, ma vengono accolte solamente quelle che
hanno lo scopo di restituire al paziente la funzionalità dell’organo.
Nella microfallia ad esempio, quando il pene ha una lunghezza inferiore
ai sette centimetri, potrebbe esserci un problema reale nella funzione
della penetrazione. Il più delle volte però le richieste vengono da
soggetti che chiedono l’intervento per pure ragioni estetiche ed in
questi casi non sempre si arriva all’intervento chirurgico. Questo caso
riguarda uomini che hanno un pene di lunghezza leggermente inferiore
alla media (la media europea si attesta sui 12,5 cm di lunghezza e 13 di
circonferenza in stato di erezione). C’è da dire che la misurazione del
pene è abbastanza frequente, specialmente in periodo adolescenziale, ma
le misure non sempre rispecchiano la realtà perché dipendono da
tantissimi fattori, sia fisici che psicologici. Ad esempio i metodi di
rilevazione: la maggior parte degli uomini presta maggiore attenzione
alla lunghezza del pene, anziché alla sua circonferenza, che invece è
forse il dato più importante per il piacere femminile. Un altro fattore
che può influire sulla misurazione dell’organo è un pube iperadiposo,
che può inglobare una parte del pene e dunque farlo apparire più
piccolo. Una vera e propria ‘illusione ottica’ potrebbe invece avere
l’obeso che si guardasse nudo in uno specchio, vedendo il pene
sproporzionato alla sua massiccia corporatura.
Per comprendere le motivazioni alla base di una richiesta di incremento
delle misure peniene, l’Associazione Italiana per la Ricerca in
Sessuologia (AIRS) ha condotto una interessante ricerca attraverso un
questionario di venti domande a risposta chiusa (es. Ha mai misurato la
lunghezza del suo pene? Si, no ecc.) distribuito in cinque città
italiane del nord, del centro e del Sud. Alla ricerca hanno partecipato
3 Medici e 12 psicologi, Direttore Dott. Franco Avenia. Il totale degli
uomini intervistati è stato di 1095 soggetti di età media 37,5, di cui
l’86% eterosessuali, il 7% omosessuali ed il 7% bisessuali.
Questa ricerca ha prodotto queste conclusioni:
Il 65% del campione ritiene che le donne si eccitino maggiormente
davanti ad un pene lungo e grosso, non tanto per il piacere che ne
traggono durante il rapporto (nel campione esaminato questo lo credono
solo 35 uomini su cento), quanto per l’eccitazione che un pene di
dimensioni consistenti può produrre (qui la percentuale raggiunge il
65%).
Un’altra notizia importante che emerge da questa ricerca è che gli
uomini mettono in stretto rapporto le dimensioni del pene con il
tradimento sessuale (il 40% del campione pensa che una donna possa avere
desiderio di tradire il suo uomo, se questi ha un pene troppo piccolo).
La valutazione più importante che emerge dallo studio è però quella che
esula dal contesto sessuale: gli uomini ritengono che avere un pene
lungo e grosso dia sicurezza nei rapporti sociali e, addirittura, nel
lavoro (un uomo su due ha fornito questa risposta).
Maternità lesbica
Dalla ricerca condotta in Italia da Barbagli e Colombo nel 2001 sembra
che fra le donne lesbiche il 19% abbia partorito un figlio ed il 54%
aspirano a farlo. Negli Stati Uniti la percentuale di donne lesbiche con
figli sono il 34%. In una ricerca condotta dal Servizio Clinico di
Sessuologia, Dipartimento di Psicologia, Università di Bologna, M.C.
Calendi e S. Allegro hanno analizzato i percorsi di coming out (sequenza
temporale di pensieri, esperienze e scoperte che permettono ad un/una
omosessuale di riconoscersi ed accettarsi, strutturando una solida
identità che consenta il confronto con l’altro e con il mondo esterno in
genere) di un campione di madri lesbiche coi propri figli. Il campione
era composto da 32 donne volontarie reperite attraverso associazioni
gay, l’età variava dai 19 ai 56 anni ed erano presenti diversi stati
civili (separata, divorziata, nubile). I figli delle donne del campione
erano in totale 44 con un’età media di circa 10 anni. Più della metà
erano figli unici. Trentotto di questi figli erano stati concepiti in
modo tradizionale, nell’ambito di un rapporto di matrimonio con un uomo,
2 erano frutto di un rapporto occasionale, 3 di inseminazione
artificiale, 1 col ricorso a tecniche di procreazione assistita (PMA).
Il coming out ha coinvolto 13 donne e 17 figli; dove erano presenti dei
fratelli l’outing è stato fatto con entrambi i figli. La paura più
diffusa fra queste madri lesbiche è stata quella della stigmatizzazione
esterna, seguita dal timore del giudizio negativo dei figli e dalla
paura di perdere il loro amore. Le reazioni dei figli alla comunicazione
sono state 9 di accettazione e 4 di rifiuto. La relazione madre-figlio
sembra non ne abbia sofferto nel follow up.
Chimica dell'amore
Ogni pensiero cambia la nostra biologia e la biologia cambia i nostri
pensieri: anche l’amore non è solo un fatto psicologico, ma anche
biochimico. A pensarla così è l'antropologa Helen Fisher, che
harecentemente condotto un esperimento nel quale ha scoperto che il
cervello delle donne innamorate influenza zone cerebrali diverse da
quelle degli uomini innamorati. Se per gli uomini le aree del cervello
che più si azionano per effetto dell’amore sono quelle collegate alla
vista e all'erezione, nelle donne sono quelle della memoria e dei
ricordi. Se un maschio adora guardare la sua lei, la femmina preferisce
fantasticare. E’ anche una questione di velocità: le donne ci mettono un
po’ ad innamorarsi, gli uomini sono più per il colpo di fulmine. L’esperiemnto
ha riguardato un campione di venti ragazzi che si sono sottoposti ad una
risonanza magnetica, sotto la direzione di Helen Fisher, ex ricercatrice
al Museum of Natural History di New York ed oggi insegnante alla Rutgers
University del New Jersey. La ricerca è citata nel libro "Why We Love:
The Nature and Chemistry of Romantic Love" (perché amiamo: natura e
chimica dell'amore romantico). In sintesi la chimica dell’amore è la
seguente: la fase dell’attrazione sessuale fra i due sessi è legata
all’azione del testosterone, l’amore romantico è legato ad un cervello
influenzato da un’elevata produzione di dopamina e norepinefrina e bassa
quantità di serotonina. L’attaccamento a lungo termine che segue la fase
dell’amore romantico è dovuto alla maggiore quantità di ossitocina nelle
donne e di vasopressina negli uomini, sostanze che influenzano
notevolmente anche i rispettivi orgasmi.
dic. 2004
Sesso in rete
Lo sviluppo delle nuove tecnologie telematiche ha fatto si che mestieri
vecchi quanto il mondo, come ad esempio quello della prostituzione,
acquisisse una nuova e più complessa visibilità ed anche un nuovo stile
di comunicazione con l’utenza. La rete diventa dunque un mezzo
ultramoderno per organizzare i più tradizionali incontri mercenari. In
Europa probabilmente tutto è cominciato con la concomitante diffusione
di internet e la caduta del muro di Berlino, quando una marea
incontrollata di ragazze e donne mature degli ex ‘Stati dell’Est’ hanno
letteralmente invaso le strade, i locali, i giornali e poi anche
internet alla ricerca di uomini, per farne dei mariti o dei clienti, a
seconda delle propensioni individuali e dei gusti. Il problema
chiaramente non riguarda solo l’Europa e non solo le ragazze dell’est:
ad esempio la polizia giapponese è ricorsa a maggiori controlli e
sanzioni contro la prostituzione su internet, che in Giappone si è
triplicata nel giro di pochi anni. Su 211 casi analizzati nel dettaglio,
la polizia giapponese ha scoperto che 198, circa il 94 %, avevano avuto
luogo su iniziativa di ragazze con meno di 18 anni, che avevano avuto
accesso agli incontri via internet dai loro telefoni cellulari.
I siti che offrono prestazioni "particolari", selezionate per tipologie
e gusti sono sempre di più. Ve ne sono alcuni in cui è possibile
osservare le prestazioni on line delle prostitute attraverso una
videochat: per accedere al sito occorre pagare con carte di credito o
scaricare un programma dialer. In altri siti vi sono fotografie con
proposte ammiccanti, tariffe, recapiti. Generalmente le prostitute non
sono italiane e molto spesso sono minorenni, mentre dietro queste reti
di prostituzione vi è quasi sempre la malavita organizzata.
Recurvatio penis
Altrimenti detto ‘incurvamento del pene’ è una deviazione congenita o
acquisita del pene eretto, che viene trazionato verso l’alto o verso il
basso, a destra o a sinistra, a causa di un’alterazione della guaina che
lo protegge e dei corpi cavernosi. (Il fenomeno è osservabile solo
quando il pene è in erezione e, nel caso la deviazione fosse congenita,
i genitori potrebbero notarla nel bambino nelle erezioni mattutine o
durante il bagno). La deviazione, come si è detto, può essere laterale,
ventrale o dorsale, e può essere più o meno lieve. Anche se la funzione
organica non è compromessa, è frequente che il soggetto interessato viva
questa situazione come una grave imperfezione, che lo limita nei
rapporti sessuali, soprattutto da un punto di vista psicologico.
Questo è ancor più vero per gli adolescenti e per quei soggetti che non
hanno avuto ancora modo di sperimentare la propria prestazione sessuale.
Non vi sono farmaci che possono correggere la deviazione peniena e
l’unico intervento è chirurgico (corporoplastica cavernosa), da eseguire
in day hospital. Nei casi in cui la deviazione peniena è di circa 10-15°
il problema è prettamente psicologico: il paziente ideve rivolgersi ad
un sessuologo o ad un terapeuta per comprendere che il pene è un organo
diverso da persona a persona e che non tutti possono avercelo nella
forma ideale. Per fare un paragone, Cyrano de Bergerac non aveva certo
un profilo greco o un nasino alla francese, eppure era una persona ‘normale’,
anche se esteticamente non troppo gradevole. Un conto infatti è
l’estetica, un conto è la funzionalità dell’organo. Una deviazione
inferiore ai 30° consente tranquillamente la penetrazione ed una
perfetta funzionalità del pene. Spesso gli adolescenti che si rendono
conto di avere questo problema lo prendono con grande sconcerto, non
avendo la possibilità di potersi consigliare con il medico di famiglia o
con i propri genitori a causa dell’imbarazzo: in questo caso lo
specialista da consultare è l’urologo o l’andrologo, mentre per le
‘recurvatio’ più modeste, una psicoterapia può essere indicata per
riacquistare fiducia in sé stessi e nella propria prestazione sessuale.
Sesso nel mondo
Un'indagine annuale, pubblicata dalla Durex, la casa produttrice di
contraccettivi, mostra le abitudini sessuali dei diversi Paesi del
mondo. L'indagine fa crollare il mito dei Latin Lovers. Sembrerebbe
infatti che i più passionali siano gli abitanti dei paesi dell'est.
Secondo le statistiche, gli ungheresi fanno sesso in media 152 volte
all'anno, seguiti dai bulgari, russi e serbi, che mostrano stime al di
sopra della media. Gli italiani e gli spagnoli indugiano con un
punteggio di 119 e 123 volte all'anno, mentre i francesi se la cavano
con solo 144 pérformances all'anno. Gli americani fanno l'amore in media
118 volte l'anno, i tedeschi 120 e gli australiani 125. L'indagine
riporta che gli amanti dell'intero globo lo fanno in media 127 volte
l'anno e il 73% delle persone sono felici della loro vita sessuale. I
più soddisfatti sono i tailandesi, seguiti dai vietnamiti, cinesi e
spagnoli. I russi sono i meno felici di tutti. La scappatella è
relativamente popolare nel mondo, infatti il 45% delle persone ammette
di averne avuta una, ma sono le notte nordiche ad essere le più
avventurose. Infatti, il 70% dei norvegesi, il 68% dei finlandesi e il
71% degli islandesi hanno fatto sesso con una persona sconosciuta, in
confronto al 37% dei tedeschi e il 24% degli indiani. Gli americani sono
in prima linea con il sesso virtuale: fanno sesso al telefono, via
e-mail o SMS; i francesi invece deridono queste pérformances moderne,
senza senso e solo il 20% di loro si mostra interessato. Gli amanti di
Hong Kong sembrano essere i più sinceri a letto: solo il 15% dice di
simulare, mentre gli australiani tendono a simulare l'orgasmo.
Il pillolo
E’ in arrivo un nuovo contraccettivo maschile, diverso dal preservativo,
soprannominato il “pillolo” per similitudine con il classico
anticoncezionale femminile, ma che in realtà è diverso. Il ‘pillolo’ è
quasi pronto, bisogna attendere ancora un anno di sperimentazione e poi
verrà immesso sul mercato. L’anticoncezionale viene testato attualmente
su volontari, tra i venti e i cinquanta anni, in buona salute e con una
normale capacità riproduttiva, in quattordici centri, dislocati in
Europa e negli Stati Uniti. Gli sperimentatori comunque sono già pronti
a garantire l’efficacia, la reversibilità del farmaco e l’assenza di
effetti collaterali. Il ‘pillolo’ non viene assunto oralmente, come nel
caso dell’anticoncezionale femminile, ma somministrato nel braccio delle
‘cavie’. Ha una forma sottile e viene infilato sotto pelle, dove
rilascia progressivamente una sostanza, il progestinico, ma per
completare l’effetto anticoncezionale sono necessarie anche delle
iniezioni periodiche di testosterone. In questo modo il ‘pillolo’
bloccherà la produzione dello sperma nei testicoli.
Il Viagra ha cinque anni
La famosa pillola blu compie cinque anni ed è tempo di bilanci: si stima
che circa seicento mila medici in tutto il mondo l’abbiano prescritta ai
loro pazienti e che ne siano state consumate finora almeno un miliardo,
di cui venti milioni solo in Italia. In Europa infatti, gli uomini
italiani si sono piazzati, per il consumo della famosa pillolina, al
terzo posto, preceduti solo dagli inglesi e dai tedeschi.
In genere il consumatore abituale è sulla cinquantina, ma le cause
farmaceutiche possono stare tranquille: in futuro, sempre più uomini,
anche giovanissimi, hanno problemi di disfunzione erettile – e non tutti
hanno il coraggio di parlarne con il medico, per cui la stima è
sicuramente per difetto -.
Le donne non si sentano penalizzate dall’introduzione di questa pillola
‘maschile’, perché presto arriverà anche per loro un viagra ‘rosa’, per
migliorare la lubrificazione vaginale e la sensibilità del clitoride.
Le mestruazioni
Con la comparsa delle mestruazioni il corpo femminile continua e
intensifica la sua complessa maturazione. Le statistiche ci dicono che
oggi l’età della pubertà per le ragazze arriva intorno ai dodici anni ed
i primi rapporti si hanno fra i 15 ed i 17 anni: circa una ragazza ogni
cento che hanno rapporti sessuali rimane incinta. Prima che il ciclo
mestruale si stabilizzi completamente e regolarmente, occorrono circa
tre anni, ma il rischio di gravidanza è immediato. Antiche credenze
popolari attribuiscono alla donna mestruata effetti magici negativi che
non hanno alcun fondamento (es. far appassire piante e fiori, fare
"impazzire" la maionese, ecc.). Altrettanto false alcune credenze per le
quali la donna mestruata non possa lavarsi i capelli, fare il bagno o il
bidè. Per i genitori ed i parenti la prima mestruazione della ragazza è
in genere un evento: una volta si diceva che la ragazza diventava
‘signorina’ e veniva in un certo senso accettata nel mondo dei grandi.
Il periodo del ciclo tuttavia è stato sempre vissuto con una certa
vergogna dalle donne, che lo vivono con grande pudore. La complicità fra
donne nel non rivelare apertamente l’arrivo del ciclo ha portato alla
codifica di alcune espressioni comunemente usate nelle conversazioni
femminili, come ‘è arrivato il marchese’, oppure ‘ho le mie cose’ ecc.Il
sangue mestruale è in genere considerato "sporco" e per questo nel
periodo del flusso, specialmente nei primi giorni, i rapporti sessuali
vengono in genere sospesi. Nella vita psichica della ragazza le
mestruazioni rappresentano sicuramente un’importante fase di passaggio,
per cui sono attese, ma anche temute, anche perché non tutte hanno a
disposizione un sufficiente numero di informazioni per farsi un’idea
precisa di ciò che realmente accadrà loro. Un ritardo nell’arrivo della
prima mestruazione può accrescere lo stato d’ansia e di preoccupazione
delle ragazze, che hanno paura di non essere ‘normali’. E’ importante
dunque che la scuola e la famiglia diano per tempo tutte le informazioni
sul fatto biologico delle mestruazioni, senza dimenticare che esse
assumono anche un significato psicologico legato al passaggio alla vita
adulta.
L'aborto
L’aborto consiste nell’interruzione della gravidanza prima che il feto
abbia raggiunto uno sviluppo da renderlo autosufficiente al di fuori
dell'utero materno, e cioè entro la ventiseiesima settimana di
gestazione. Se l'interruzione avviene quando il feto è diventato capace
di vita extrauterina, entro la trentasettesima settimana di gestazione,
si parla di parto prematuro. L'aborto può essere spontaneo o provocato.
Circa il 10-15% di tutte le gravidanze umane si conclude spontaneamente
con un aborto, soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza. Quando
l’aborto è spontaneo in genere dipende dallo sviluppo anomalo del feto,
della placenta, o di entrambi, oppure da anomalie presenti nel corpo
della donna, come uno sviluppo ridotto dell'utero (ipoplasia uterina),
tumori, fibromi uterini, polipi endometriali e infezioni acute, gravi
anemie, deficit ormonali con ridotta produzione di estrogeni e
progesterone, nonché gravi traumi. Anche stati ansiosi gravi e altri
disturbi psichici possono contribuire all'espulsione prematura del feto.
Il sintomo più comune della minaccia di aborto è l'emorragia vaginale,
cioè la perdita di un’abbondante quantità di sangue dalla vagina,
eventualmente accompagnata da dolori intermittenti. Contro la minaccia
di aborto la terapia consiste in genere nella prescrizione del riposo a
letto, a volte quasi ininterrotto per l'intero decorso della gravidanza.
L'aborto provocato è quello effettuato quando la madre vuole
interrompere volontariamente la gravidanza. L'aborto per aspirazione, o
isterosuzione, viene effettuato nel primo trimestre (fino a 9-12
settimane), ed è un intervento ambulatoriale che dura da cinque a dieci
minuti. Consiste nell’apertura della cervice (collo dell'utero) con
degli appositi dilatatori. Il contenuto dell'utero viene aspirato
tramite un piccolo tubo flessibile chiamato cannula, connesso a una
pompa aspirante. Dopo la quindicesima settimana di gestazione, si
utilizza la tecnica dell’ infusione salina: un sottile tubo o un ago
ipodermico consente di estrarre dall'utero, attraverso la parete
addominale, una piccola quantità di liquido amniotico per sostituirlo
con una soluzione composta al 20% da sale, che induce contrazioni
uterine in circa 24-48 ore. Il feto viene di solito espulso velocemente
e la paziente lascia l'ospedale il giorno dopo. Gli aborti tardivi,
ossia successivi alla quindicesima settimana, vengono eseguiti con isterotomia, un intervento chirurgico simile a un taglio cesareo, che
però comporta un'incisione dell'addome molto più piccola. La pillola
abortiva, non ancora commercializzata in Italia, la RU-486, blocca
l'ormone progesterone ed è efficace nei primi 50 giorni di gestazione.
In Italia, la legge 194 del 22 maggio 1978 ha fissato il termine per
effettuare l'interruzione volontaria della gravidanza a 90 giorni di
gestazione: l'aborto può essere provocato se vi è pericolo per la salute
fisica o psichica della donna, se sussistono timori di malformazioni del
feto o se si ritiene che la sopravvivenza di questo possa venire
gravemente compromessa dalla precarietà delle condizioni sociali ed
economiche della famiglia. Nel caso in cui la donna sia minorenne,
l'interruzione volontaria della gravidanza deve avvenire con il consenso
di chi esercita la potestà di genitore oppure, in mancanza di questo,
del giudice tutelare. La legge prevede che il personale sanitario possa
esercitare l'obiezione di coscienza, con esonero dalle procedure di
aborto, anche se gli enti ospedalieri sono comunque tenuti a garantire
l'interruzione volontaria alla donna che l'abbia richiesta secondo
l'iter previsto dalle norme vigenti.
L'esibizionismo
L'esibizionismo è un comportamento attraverso il quale un soggetto trae
piacere sessuale nel denudarsi e nel mostrare ad altri alcune parti del
proprio corpo. Talvolta, durante questa azione, il soggetto può
masturbarsi. Si parla di 'parafilia' (un modo più moderno per definire
la perversione) quando ciò diventa un bisogno irrefrenabile e un modo
esclusivo per ottenere una soddisfazione sessuale. Secondo la
psicoanalisi, l'esibizionismo rappresenta una regressione allo stadio
del piacere di mostrare, tipico dei bambini. L'esibizionista infatti
considera disgustoso e sporco il rapporto sessuale fra due persone (e
probabilmente ne è spaventato); per questo preferisce eccitarsi
nell'illusione che le sue attrattive fisiche siano per gli altri
particolarmente desiderabili, oppure per il piacere di spaventare,
imbarazzare o offendere. L'idea di doversi esibire è, per questi
soggetti, ossessiva, martellante, e per questo dà luogo a comportamenti
compulsivi, coatti. Gli uomini in genere mostrano gli organi genitali,
le donne i seni. Esibizionismo e voyeurismo (dal francese
voyeur:guardare) sono in stretta relazione: il primo infatti esprime il
bisogno di essere scoperti e puniti dagli altri, sottendendo dunque una
forma di masochismo, mentre il secondo rappresenta invece il bisogno di
scoprire e punire gli altri (sadismo).
Un nuovo 'VIAGRA' : L'ALPROX
TD
Non è blu e non è una pillola, non è una puntura intracavernosa, ma ha
lo stesso effetto sugli uomini: di che si tratta? La risposta esatta è
Alprox TD, un farmaco che però sarà in commercio solo tra un anno. Come
si è capito si tratta di un medicinale per la cura del deficit erettivo;
per vederne gli effetti, basta applicare la pomata sul pene (dorso o
glande), un quarto d'ora prima del rapporto. La durata dell'erezione
dura da un minimo di 30 minuti ad un massimo di due ore ed è
indipendente dal desiderio sessuale. Attualmente si sta conducendo su
tale farmaco una sperimentazione che interessa circa 300 soggetti con
deficit erettivo medio-grave ed i risultati sembrano ottimi.
Il sesso delle adolescenti
Recentemente si è tenuto a Firenze il IX Congresso europeo di
ginecologia pediatrica e adolescenziale, nel quale è stato presentato
uno studio dell'Istituto superiore di Sanità condotto nelle scuole
medie superiori di 11 regioni italiane (sono state coinvolte 24 Asl) e
dal titolo "Salute riproduttiva tra gli adolescenti: conoscenze,
attitudini e comportamenti". Ecco quanto ne è emerso: il 95% delle
adolescenti è convinta che la scuola debba garantire l'educazione
sessuale; oltre l'80% riferisce di vivere con naturalezza, curiosità ed
entusiasmo i cambiamenti puberali, ma solo il 33% conosce il periodo
fertile del ciclo; circa l'80% ha dichiarato l'intenzione di usare un
contraccettivo in caso di rapporto sessuale; il 18% dichiara di aver
avuto rapporti sessuali completi, di cui ll'11% senza usare alcun metodo
contraccettivo. Le ragazze associano la sessualità agli aspetti di
legame e di rapporto (41,6%) e alla paura di rimanere incinta (39,6%). I
contraccettivi più conosciuti sono il preservativo (99%) e la pillola
(96,2%). Il 58,9% delle ragazze sa che l'aborto è legale in Italia, il
20,3% pensa che sia illegale mentre il 20,8% non sa se sia illegale o
legale. Almeno il 28,4% conosce una coetanea che ha avuto una gravidanza
indesiderata. I metodi contraccettivi più utilizzati sono il
preservativo (51,8%), il 13,6% il coito interrotto e il 3,3% la pillola.
L’età media della prima mestruazione rimane stabile sui 12 anni, mentre
l’età puberale arriva in anticipo rispetto al passato; il primo rapporto
sessuale le ragazze lo hanno intorno ai 17 anni: la prima volta quasi
sempre senza contraccettivo, malgrado siano piuttosto informate.
Accettano di prendere la pillola ma la vogliono sempre più ‘leggera’:
non per preoccupazioni riguardo alla salute, ma perché sono ossessionate
dalla paura di ingrassare, di non somigliare più a quei modelli che
vengono loro imposti in modo aggressivo dai media e che portano ben tre
ragazze su dieci a non guardarsi allo specchio, perché ‘non si
piacciono’. (dic 02)
Il sesso delle donne sposate
Una rivista di bellezza britannica, Top Sante ha svolto una ricerca su
un campione di 2000 donne sposate. Il risultato è che due donne su tre
si dichiarano più appagate sessualmente dopo il matrimonio e ben il 65
per cento di loro ha dichiarato di avere una vita sessuale attiva e
soddisfacente, anche dopo diversi anni dalle nozze. Viene confermato
dalla stragrande maggioranza delle donne il desiderio di preliminari
affettuosi prima del rapporto sessuale (baci, carezze, parole dolci). Il
60 per cento afferma, infine, di avere rapporti sessuali di media nove
volte al mese e l'82 per cento non si aspetta che il partner le resti
fedele per tutta la vita; anche le intervistate, del resto, si sentono
abbastanza disponibili ad un’avventura ‘extra’. Per non cadere in
tentazione le donne scelgono la visione di un film hard con il proprio
compagno, in modo di rinverdire la passione. Tutte le intervistate
dichiarano poi che lo farebbero più spesso se il partner fosse più
disponibile. Solo il 3% del campione si è rivolto ad un investigatore
privato per scoprire l’eventuale tradimento del marito, ma ben 16 donne
ogni cento hanno cercato di scovare tracce di 'scappatella' nelle tasche
e tra gli effetti personali di lui.
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