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L'ASFISSIA AUTOEROTICA
L'asfissia autoerotica è una parafilia di tipo masochistico, che può
avere conseguenze letali. Chi la pratica, lo fa perché la deprivazione
di ossigeno sembra che induca un'eccitazione sessuale.
Già prima del 1600 si era a conoscenza che l'impiccagione poteva causare
erezione ed aiaculazione, tanto che si era pensato che questa pratica
potesse rivelarsi utile nella cura delle disfunzioni erettili... Di
questo collegamento, fra impiccagione e sessualità, se ne parla nei
libri del Marchese De sade, Melville, Giono e Becket.
Non si hanno molti dati a disposizione sulla frequenza di questa
parafilia, perché essa viene spesso scambiata per suicidio. Questo per
due motivi: il primo è che chi descrive la scena della morte non sempre
è a conoscenza di questo genere di autostimolazione erotica; il secondo
è che i parenti, rendendosi conto che il loro congiunto è morto per
cause relative alla sua vita sessuale, cercano di far sparire subito
tutti i materiali che potrebbero ricondurre alla vera causa della morte.
L'asfissia autoerotica spesso si accompagna all'uso di materiale
pornografico, al travestitismo, al feticismo, al masochismo. Il mancato
apporto di ossigeno al cervello può causare euforia ipossica, che
comporta sensazioni di euforia, leggerezza, diminuzione delle
inibizioni, stordimento ed incremento delle sensazioni relative alla
masturbazione e all'orgasmo (Resnik, Eroticized Repetitive Hangings,
American Journal of psychotherapy, 1972).
Il problema molto serio è che questa pratica può portare alla morte, a
causa dell'incapacità della vittima, di utilizzare i sistemi di
protezione. Inoltre, la ripetizione di questa pratica comporta
l'assuefazione alle sensazioni piacevoli, spingendo il soggetto ad
accrescere la pericolosità delle sue pratiche, per provare ancora
piacere.
Gosink e Jumbelic (Autoerotic Asphixiation in a Female, The American
Journal of Forensic Medicine and Pathology, 21, 2000) sottolineano che
il decesso per asfissia deve essere considerato un incidente, perché
sulla scena della morte vengono quasi sempre ritrovati sistemi di
protezione aventi lo scopo di evitare un esito letale. Come riportano
Hazelwood, Dietz e Burgess (Autoerotic Fatalities, Lexington Books,
1983), solo nel 2% dei casi di morte per asfissia autoerotica sono stati
trovati dei biglietti lasciati dalla vittima.
Per identificare i casi di asfissia autoerotica occorre tener conto di
sei criteri fondamentali:
1. Evidenza di asfissia, prodotta da lacci, corde o cinture;
2. Elementi che provino un meccanismo di auto-protezione che non ha
funzionato;
3. Evidenza di attività sessuale solitaria;
4. Evidenza di ausili per la fantasia sessuale;
5. Evidenza di pratiche autoerotiche pericolose precedenti;
6. Nessun intento suicida apparente
(Hazelwood, Dietz e Burgess, The Investigation of Autoerotic Fatalities,
Journal of Police Science and Administration, 9, 1981)
Cosa spinge una persona a queste pratiche? A parte il piacere, si pensa
che il soggetto voglia soddisfare bisogni psicologici relativi a
sensazioni forti, legate alla ricerca del rischio, a fantasie
masochistiche, a desideri di espiazione purificatrice.
Come si scopre questa pratica? In genere in modo casuale, per esempio
durante pratiche erotiche di tipo masochistico, ma anche tramite
consigli dati da amici o letture su riviste mediche o pornografiche,
internet, films o televisione (Dietz P., Television Inspired Autoerotic
Asphyxiation, Journal of Forensic Sciences, 1989; Jenkins A.P., When
self-pleasuring becomes self-destruction: autoerotic asphyxiation
parafilia, International Electronic Journal of Health Education, 3,
2000)
Il Dr. Andrew Jenkins ha messo on line uno strumento per dare
informazioni ai professionisti che si occupano di questa parafilia, al
fine di prevenirne il rischio letale o diminuirlo.
Segnali d'allarme: segni sul collo, interesse per le parafilie, in
particolare masochismo, travestitismo, feticismo, bondage, ecc.), occhi
arrossati, mal di testa e consuetudine a chiudersi a chiave in camera (Jenkins,
2000 op. citata).
Terapie:
si sono mostrate efficaci le terapie comportamentali comprendenti
l'utilizzo della desensibilizzazione sistematica e l'insegnamento di
strategie di coping (Haydn-Smith e coll., Behavioural Treatment of life
threatening masochistic aspyxiation: a case studY, British Journal of
Psychiatry, 150, 1987);
Interventi multidiscioplinari focalizzati sulle risorse sociali, sulla
famiglia e sull'ambiente (Williams, Phillips e Ahmed, Assessment and
Management of auto-erotic asphyxiation in a young man with learning
disability: a multidisciplinary approach to intervention; British
Institute of Learning Disabilities, British Journal of Learning
Disabilities, 28, 2000);
Programmi comportamentali basati sullo shaping e modeling e
psicoeducazionali (Thompson e Beail, The treatment of autoerotic
asphyxiation in a man with sever intellectual disabilities: the
effectiveness of a behavioural and educational programme. Journal of
Applied Research in Intellectual Disabilities, 15, 2002);
Programmi comportamentali di esposizione ai pensieri proibiti attivanti
il comportamento compulsivo (Martz, Behavioural Treatment for a female
engaging in autoerotic asphyxiation, Clinical Case Studies, 2, 2003)
Fra i trattamenti farmacologici, sembra che buoni risultati si siano
ottenuti attraverso il carbonato di litio (Cesnik e Coleman, use of
lithium carbonate, in the treatment of autoerotic asphyxia, American
Journal of Psychotherapy, 43, 1989).
Fonte: G. Prati, Morire di piacere: la pratica dell'asfissia autoerotica,
Rivista di Sessuologia, CIC, vol. 30, n. 1, 2006
LA SESSUALITA' ED I 'PERMISSIVISTI'
Tra gli autori dell'approccio antropologico 'permissivista ' alla
sessualità (classificazione fatta dal pedagogista Norberto Galli) hanno
una primaria importanza il pensiero di Wilhelm Reich e Herbert Marcuse.
Anche altri autori hanno considerato Reich e Marcuse tra i maggiori
esponenti della così detta 'sinistra freudiana' , ovvero i capostipiti
del permissivismo contemporaneo (Robinson P.A., La sinistra freudiana,
Astrolabio 1970).
W. Reich sosteneva che ognuno, a qualsiasi età, ha diritto alla
soddisfazione sessuale, indipendentemente dalla riproduzione biologica.
Nel volume 'La lotta sessuale dei giovani' (Samonà e Savelli, 1972) egli
rivendicava tale diritto per le giovani generazioni ed invitava a
combattere la società oppressiva dell'Occidente, con queste parole: "La
gioventù ha diritto a qualcosa di più di una semplice informazione: ha
diritto alla propria sessualità".
Concludendo il volume "La rivoluzione sessuale' (Feltrinelli, 1975)
Reich scrive: "Un individuo sano che abbia abbastanza da mangiare non
ruba. Un individuo sessualmente felice non ha bisogno di 'morale'
inibistrice e di 'esperienza religiosa' soprannaturale. Fondamentalmente
la vita è semplice. La complica solo la struttura umana quando è
caratterizzata dalla paura di vivere".
H. Marcuse (Eros e Civiltà, Einaudi, 1964) sosteneva invece che la
coercizione della sessualità è espressione della repressione della
società. Marcuse auspicava l'avvento di una civiltà fondata sulla
liberalizzazione degli istinti sessuali, contrastando la
razionalizzazione, la sublimazione, l'attività lavorativa.
In questi autori, a giudizio di Norberto Galli, c'è il rifiuto di
qualsiasi sapere normativo predefinito. Ci si trova di fronte ad un
totale nichilismo, ossia all'assenza di qualunque valore e guida
dell'esistenza. Il piacere e la sua ricerca diventano il motivo
predominante e la meta ultima della vita quotidiana. L'individuo si
costituisce origine della morale: a un'etica oggettiva ne subentra una
soggettiva, nell'illusione che quest'ultima liberi l'uomo dai ceppi ai
quali, da sempre, è avvinto. (Norberto Galli, Educazione sessuale e
mutamento culturale, La Scuola, 1980).
Fonte: D. Simeone, L'educazione sessuale nella prospettiva della
pedagogia personalista di Norberto Galli, Rivista di Sessuologia, CIC,
vol. 30 n. 2
LA SESSUALITA' ED I
'NATURALISTI'
Nella concezione dell'uomo che nega ogni riferimento al trascendente,
(ovvero: nulla esiste di là da ciò che è oggetto dell'esperienza;
l'uomo, e con esso la sessualità, è come qualsiasi oggetto naturale e va
quindi studiato con gli stessi modelli scientifici impiegati per
conoscere le altre cose), troviamo secondo la classificazione del
pedagogista Norberto Galli, tre correnti: marxismo, freudismo e
laicismo.
Nel marxismo la relazione sessuale è vista nell'ambito del rapporto tra
natura umana e fondamento biologico, strettamente connessa con gli
aspetti sociali e culturali; per il freudismo la natura dell'uomo è
dominata dall'inconscio (alcuni psicoanalisti considerano l'Io ostaggio
dell'inconscio, altri sostengono una psicologia dell'Io che, liberata
dai processi primari, possa restituire al soggetto la piena capacità di
autodeterminazione). Nel laicismo l'individuo si considera la sede
propria della verità e pertanto rifiuta ogni interferenza esterna,
"ritenendosi un'essenza in sé sufficiente nella sua struttura
fondamentale" (Fabro C., Natura del laicismo moderno: laicismo e
libertà, in AAVV, Libertà e Scuola, La Scuola Brescia).
Il pedagogista Norberto Galli riscontra, nelle tre prospettive citate
"un nucleo comune, in virtù del quale nulla esiste fuori della natura,
dalla quale occorre desumere i principi fondamentali della convivenza,
della formazione generale, dell'educazione sessuale" (Galli, Educazione
sessuale e mutamento culturale, La Scuola, Brescia, 1980).
Un ruolo di primo piano nello sviluppo dell'antropologia naturalistica
va assegnato agli studi di A.C. Kinsey e di W.H. Masters e V.E. Johnson.
A.C. Kinsey tra la fine degli anni quaranta e l'inizio degli anni
cinquanta pubblicò Sexual Behavior in the Human Male (1948) e Sexual
Behavior in the Human Female (1953), nei quali affrontava la sessualità
con gli strumenti 'oggettivi' della ricerca scientifica. Kinsey si
accosta alla sessualità con una prospettiva positivistica e biologistica,
sottolineando il primato delle esigenze fisiologiche su ogni altro
aspetto.
In una prospettiva simile si collocano le ricerche di Masters e Johnson
che studiano la sessualità muovendo da una visione prettamente biologica
dell'individuo. Le prime ricerche sulle basi fisiologiche della risposta
sessuale dell'uomo e della donna, iniziate nel 1954, vengono pubblicate
nel 1966 nel volume Human Sexual Response; nel 1959 l'attenzione dei due
ricercatori si estende al trattamento clinico dei disturbi sessuali ed i
risultati sono pubblicati nel libro Human Sexual Inadequacy (1966).
Fonte: D. Simeone, L'educazione sessuale nella prospettiva della
pedagogia personalista di Norberto Galli, Rivista di Sessuologia, CIC,
vol. 30 n. 2
LA SESSUALITA' ED I
'PERSONALISTI'
Nell'ambito dell'antropologia 'personalistica' (classificazione fatta
dal pedagogista Norberto Galli) troviamo gli psicologi umanisti (G.W.
Allport, A.H. Maslow, C. Buhler, C.R. Rogers, V.E. Frankl, H. Thomae, J.
Nuttin), filosofi ( G. Thibon, J. Guitton, E. Mounier, J. Maritain, P.
Ricoeur) e pedagogisti (P. Braido, A. Agazzi, M. Peretti, L. Stefanini,
G. Flores d'Arcais).
Gli psicologi umanisti sostengono l'unicità e l'irripetibilità dell'uomo
e la sua possibilità di autodeterminazione, di là da ogni
condizionamento ambientale, psicologico e socio-culturale. Essi
manifestano attenzione per le capacità personali di progettazione,
autorealizzazione, creatività: avvalorano la dignità e le potenzialità
di ogni essere umano, esaltano lo slancio individuale verso l'incontro e
il dialogo interpersonale.
I filosofi ed i pedagogisti personalisti muovono da una precipua
formulazione di 'realismo spiritualistico', dalla quale ricavano
ispirazioni generali per la teoria pedagogica e indicazioni concrete per
la prassi educativa. Viene sottolineato il primato della persona,
contraddistinta da razionalità e libertà.
Nella prospettiva dell'antropologia personalista, il passaggio
dall'amore narcisistico infantile all'amore maturo non è mera
conseguenza della crescita biologica: la ragione è nelle capacità
volitive e progettuali del soggetto.
La persona matura è protesa allo sviluppo, trova nella relazione con il
partner l'occasione per una maggiore espansione di sé e per un reciproco
perfezionamento. Invece, la persona immatura rimane vincolata
all'esigenza infantile di soddisfare le proprie carenze: desidera
ricevere, ma non sa donare. L'amore maturo ha ben poco da spartire con i
processi primari legati ai bisogni infantili e narcisistici: esso è
qualificato da sentimenti di apertura, di oblatività, di accettazione
dell'altro.
L'amore insomma è concepito come una modalità privilegiata per attuare
l'autorealizzazione del soggetto e il riconoscimento della sua unicità.
Come dice Galli: "L'amore è acceso e avviato dall'attrazione fisica, ma
attinge la completezza solo quando alimenta in sé il suo trascendimento
o la spiritualità dell'altro". (Galli N. Educazione dei giovani alla
vita matrimoniale e familiare, Vita e Pensiero, Milano, 1993).
Fonte: D. Simenone, L'educazione sessuale nella prospettiva della
pedagogia personalista di Norberto Galli, Rivista di Sessuologia, vol.
30 n. 2 CIC
SEX BUSINESS: LA
PROSTITUZIONE
Alla fine degli anni novanta, il numero delle ragazze che si
prostituivano in strada oscillava tra 18.800 e 25.100, con una presenza
maggiore al Nord stimabile fra 8.800 e 11.300 unità, seguita dal Centro
con 5.700-7000 presenze e dal Sud e Isole con 5100-6800 unità (A.A,
2000).
Transcrime (2005) ipotizza che tra il marzo 2000 e il marzo 2001 possano
esserci state in Italia tra le 17.550 e le 35.500 vittime di tratta;
l'anno successivo nello stesso periodo, le ipotesi formulate considerano
le ragazze coinvolte nel giro del trafficking tra le 18.360 e le 36.720.
L'anno successivo il dato risulta diminuito: tra il marzo 2002 e il
marzo 2003 si è ipotizzata la presenza di ragazze in un range che va
dalle 17.970 alle 35.940, dato ricresciuto tra il marzo 2003 e il marzo
2004 con un incremento valutabile tra le 19.710 e le 39.420 unità.
Storicamente la prostituzione di massa è attribuibile (Federici S.,
Fortunati L, Il grande Calibano. Storia del corpo sociale ribelle nella
prima fase del capitale, Franco Angeli, 1984) alla nascita dell'esercito
e della marina, e al permanere di un clero maschile reso forzatamente
celibe, ma non desessualizzato; al disequilibrio nel mercato del
matrimonio, che si registra con il progredire della crescita della
popolazione urbana; al maggior accesso al denaro da parte del
proletariato maschile, che ha reso possibile un maggior numero di scambi
con le prostitute e da ultimo alla diversificazione del lavoro sessuale
tra moglie da un lato e prostituta dall'altro.
La prostituzione autenticamente volontaria è sempre risultata marginale:
in genere le donne sono ricorse alla vendita del proprio corpo per scopi
sessuali quando era loro precluso il mondo del lavoro e qualsiasi altra
attività extra-domestica, per arrotondare i redditi familiari.
La denuncia dello sfruttamento sessuale delle donne è iniziata nella
seconda metà dell'ottocento, in Inghilterra, quando si è cominciato a
parlare della pesante degradazione della persona e dello sfruttamento da
parte del protettore, che spesso era lo Stato.
Dopo la seconda guerra mondiale la comunità internazionale ha tentato di
contrastare i traffici e lo sfruttamento della prostituzione, lasciando
aperta la strada del meretricio alle donne che sceglievano questo come
professione, in piena consapevolezza e senza che vi fossero situazioni
di controllo delle sue azioni e della sua volontà. Nel 1949 fu siglata
la Convenzione delle Nazioni Unite per la soppressione del traffico
delle persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui.
Questo trattato internazionale riconosce in linea generale la necessità
di criminalizzare qualsiasi forma di sfruttamento sessuale, di tratta e
organizzazione della prostituzione e il diritto di praticare in modo
autonomo tale attività, vietando però espliciti inviti al libertinaggio
o il ricorso a molestie.
L'Italia ha recepito la logica abolizionista sopprimendo, fin dal 1958,
le 560 case chiuse presenti sul territorio nazionale, che ospitavano
2705 prostitute. L'abolizione istituzionale però non ha cancellato la
prostituzione, che ha cominciato a riprodursi in forma clandestina,
mascherata da facciate di legalità, dove la figura del protettore ha
continuato a giocare un ruolo di rilievo. Del resto le donne vedono
nella figura del 'magnaccia' una persona che può tutelarle contro le
aggressioni di strada e dei clienti.
Anche le donne che decidono di dedicarsi volontariamente alla
prostituzione, sono perlopiù costrette dalla miseria, dall'ignoranza o
dalla tossicodipendenza. Oggi in Italia le prostitute sono in
maggioranza giovani e straniere. Si è stimato (Leonini L., Sesso in
acquisto, Unicopli, Mi) che nella sola città di Milano vi siano 700
prostitute nelle strade e che ognuna di esse abbia in media 10 clienti.
In considerazione del basso status cui le operatrici del sesso
appartengono e alla luce di quanto dichiarato da chi è riuscita ad
affrancarsi da questa vita, appare evidente che sono il degrado e
l'indigenza e dunque la debolezza e il bisogno a spingere le donne verso
questa professione.
Oltre tutto, va tenuto presente che le norme restrittive sugli ingressi
degli stranieri hanno resa necessaria la presenza di mediatori criminali
che hanno di fatto controllato il reclutamento e lo sfruttamento della
prostituzione femminile. La prostituta bene inserita, può poi entrare
nella catena criminale e diventare procacciatrice di altre ragazze e poi
diventare istruttrice, o avere funzioni di controllo.
Oggi, numerosi networks criminali si occupano, sul piano internazionale,
di reclutare e trasferire le prostitute da un Paese all'altro, perché la
vendita di servizi di natura sessuale è molto redditizia, specialmente
quando le prestazioni coinvolgono soggetti minorenni e sono
particolarmente cruente e pericolose per la donna.
Una riflessione seria andrebbe fatta sul bisogno dell'uomo di acquistare
sesso a pagamento anche quando si è consapevoli dei drammi esistenti:
tutti sanno, ma poco si fa per combattere questa piaga. Forse siamo
tutti assuefatti.
Fonte: Condizione femminile e prostituzione (P. Degani, Università di
Padova), pubblicato su Rivista di Sessuologia, vol. 30 n. 2 ed. CIC
EDUCARE ALLA SESSUALITA'
IN EUROPA
L'International Planned Parenthood Federation (IPPF) European Network,
in collaborazione con la Lund University svedese e la WHO Regional
Office for Europe, con il supporto finanziario della Commissione
Europea, ha pubblicato uno studio sull'educazione sessuale in Europa. Lo
studio è uno strumento importante per conoscere le esperienze europee e
le amministrazioni governative dei vari paesi membri possono trovare in
esso molti suggerimenti, da adattare alle differenti culture e società.
In Danimarca ed in Olanda ad esempio, l'educazione sessuale è largamente
accettata e favorita, mentre la maggiore avversione verso questo tipo di
insegnamento viene dalla Repubblica Ceca, dalla Germania, dall'Irlanda e
dalla Polonia (Splendido: L'Italia non è, per una volta, nella lista
nera, n.d.b.). Ad interessarsi sempre più dell'educazione sessuale dei
giovani sembrano essere dei gruppi religiosi, come la Chiesa Ortodossa
di Grecia (Ehi, neanche qui una citazione, ma che sta succedendo?,
n.d.b.) La pubblicazione mette inoltre in rilevo l'importante ruolo dei
media nell'educazione sessuale. In Scandinavia, i media informano
largamente sugli aspetti della sessualità umana, in Danimarca la TV
pubblica ha messo a disposizione delle ore per l'educazione sessuale dei
giovani. Quello che occorre, conclude lo studio è che i programmi di
educazione sessuale non siano isolati, ma siano un'importante componente
delle iniziative prese a favore dell'educazione dei giovani per
migliorare il loro benessere e la loro salute. Non bastano i corsi di
educazione sessuale nelle scuole: l'educazione sessuale comincia sin
dall'inizio della vita, con ciò che riescono a trasmettere i genitori e
gli adulti che si prendono cura dei bambini, e continua fino (ed oltre)
l'età adulta. Educare alla sessualità non significa solo fornire
informazioni, ma aiutare i giovani a sviluppare dei valori, delle
attitudini, delle competenze, in modo che possano fare delle scelte
appropriate sui loro comportamenti sessuali. Avere rispetto per sé e per
gli altri, fare delle scelte consapevoli sull'attività sessuale,
acquisire l'intelligenza emotiva sono gli obiettivi-chiave che devono
essere fissati in ogni programma di educazione alla sessualità.
Fonte: Medical News
Dic. 06
CIRCONCISIONE E CANCRO
I risultati di due importanti studi confermano che la circoncisione
riduce i rischi di infezione al virus HIV tra gli uomini eterosessuali.
Gli Istituti Nazionali della Sanità del Canada e degli Stati Uniti hanno
condotto congiuntamente delle ricerche in Kenia ed Uganda, le quali
mostrano che la circoncisione può ridurre della metà i rischi di
propagazione dell'AIDS nei rapporti eterosessuali.
Le autorità sanitarie conoscevano il legame fra HIV e circoncisione
dagli anni ottanta. Nel 2005 un altro studio condotto in Africa del Sud
su 3000 uomini aveva già mostrato che la circoncisione diminuisce il
rischio del 60%. Erano in molti però ad attendere una ulteriore conferma
scientifica, che ora sembra arrivata. Questi dati sono importanti per
promuovere azioni di prevenzione ad esempio nell'africa sub-sahariana,
dove quest'anno ci sono stati 3 milioni di nuovi casi di infezione. Per
il momento le conferme riguardano solamente i rapporti eterosessuali e
non è possibile estendere questi risultati ai rapporti omosessuali.
Fonte: Radio Canada
Dic. 06
AMBIDESTRI AMBISEX
Quanti studi sono stati fatti fino ad oggi sui mancini, i destrimani (o
destrorsi) e gli ambidestri? Eppure nessuno finora aveva ipotizzato
quello che ci rivela questa nuovissima ricerca, condotta presso
l'Università di Guelph, Ontario. I risultati sono emersi in seguito a un
sondaggio proposto dalla televisione pubblica britannica su 250.000
persone, alle quali è stato chiesto quale mano utilizzavano più spesso.
Lo studio ha mostrato che gli ambidestri sono più inclini ad essere
bisessuali e, in minor misura ad essere omosessuali, a soffrire d'asma,
di iperattività e di dislessia. Secondo lo psicologo Michael Peters,
nessuna malattia è invece associata all'uso particolare di una mano o
dell'altra: i mancini e i destrimani non hanno peraltro alcuna
particolare inclinazione quanto all'orientamento sessuale.
I risultati mostrano che gli uomini bisessuali sono 4% destrimani e 4,5
mancini; questa percentuale sale al 9,2% presso gli ambidestri. Nelle
donne c'è la stessa tendenza, ma più marcata. Sono bisex il 6,2% delle
donne che usano prevalentemente la mano destra, contro il 6,3% delle
mancine; la percentuale di donne bisex sale al 15,6% fra le ambidestre.
I risultati completi sono pubblicati nella rivista Brain and Cognition.
Fonte: Radio Canada
Dic. 06
SESSUALITA' : UNA DEFINIZIONE
Insieme degli aspetti psichici (soggettiv e comportamentali) legati alla
funzione riproduttiva, animale e umana. La concezione oggi prevalente
della sessualità è quella psicoanalitica, cui si ispira anche, in larga
misura, la sessuologia contemporanea. Secondo Freud le nozioni di
sessualità e di pulsion sessuale vanno intese in un senso molto ampio:
al di là dellinterpretazione preformazionistica, secondo la quale la
condotta sessuale è governata da un istinto di conservazione della
specie rigidamente finalizzato al coito. Più esattamente, nella
concezione freudiana il piacere sessuale non deriva soltanto dal
funzionamento degli organi genitali, bensì da una serie di altre
attività corporee che iniziano nella prima infanzia, e che, al di là
dell'apparenza, non sono finalizzate al soddisfacimento di un bisogno
psicologico primario (come la fame o la sete). E' questo il caso della
suzione del pollice da parte di un bambino, che non soddisfa la pulsione
alimentare, bensì la pulsione sessuale, che anche nella sessualità
genitale dell'adulto (soprattutto nelle forme di piacere preliminare,
come nel bacio) vedrà la suddetta partecipazione della zona orale. Lo
stesso vale anche per altre zone somatiche, come quella anale.
EROTOMANIA: COSA SIGNIFICA?
L’erotomania consiste in una follia amorosa non corrisposta, una
esasperazione patologica di una passione, anche erotica, che può
arrivare, nei casi più gravi, ad un vero e proprio delirio sessuale.
L’erotomane, che può essere un soggetto di sesso maschile o femminile,
tende ad idealizzare una figura dell’altro sesso, che a volte neanche
conosce personalmente, convincendosi che anche l’altro/a lo/a ami o
condivida il suo stesso interesse sessuale.
A volte le persone oggetto di queste attenzioni sono dei semplici
conoscenti, oppure possono essere dei personaggi noti, che godono del
rispetto sociale. Qualsiasi tipo di risposta da parte della vittima alle
avances della persona che soffre del disturbo di erotomania, compresi i
maltrattamenti e gli insulti, vengono interpretati come un segnale di
incoraggiamento. La follia amorosa si spinge, in questi casi, a non fare
accettare all’interessato l’idea che non si sia ricambiati.
Quando non si tratta di un disturbo psicotico, alla base dell’erotomania
vi è sicuramente uno stato di ansia, timidezza cronica, vulnerabilità.
La mancanza di relazioni sociali, l’assenza di confronti con la realtà,
il vivere solamente della propria immaginazione e dei propri pensieri,
può portare a proiettare questo materiale all’esterno, su un’altra
persona, che viene dunque percepita in modo diverso da come è ed i suoi
comportamenti vengono interpretati solo nella direzione desiderata
dall’erotomane.
DISFUNZIONI SESSUALI:
QUALE TERAPIA?
Quando un uomo si rende conto di avere una disfunzione sessuale, in
genere si chiede quale tipo di terapia può essere più adatta alla
soluzione del problema: terapia farmacologica o psicoterapeutica?
Fino a non molti anni fa si riteneva che la terapia più indicata fosse,
a priori, quella psicoterapeutica, pensando che la disfunzione sessuale
avesse sempre origine da problematiche legate a sensi di inadeguatezza,
sensi di colpa, ansia da prestazione ecc.
Oggi, con i progressi della medicina, si è visto che le disfunzioni
sessuali hanno più spesso causa organica, anche se il problema
psicologico è sempre presente in quanto, anche se non è la causa del
disturbo, ne è sicuramente la conseguenza.
Per questo, la cosa migliore da fare è cercare anzitutto un andrologo (o
urologo) per una visita obiettiva, gli esami di laboratorio ecc. e
ottenere una diagnosi ed, eventualmente, una terapia.
Può essere quindi utile, a questo punto, cercare una terapia di supporto
psicologico, per ritrovare sicurezza di sé nelle prestazioni sessuali e
vivere la relazione con la partner in forma meno ansiogena.
Un ulteriore consiglio viene inoltre dai cardiologi: al 12° Congresso
Mondiale di Medicina Sessuale, tenutosi al cairo questo mese, gli
esperti hanno sostenuto che forme leggere di disfunzione erettile
possono essere predittori di problemi cardiovascolari futuri (dietro una
DE possono infatti esserci problemi di circolazione del sangue)
Sito consultato: The peninsula Qatar
OTT. 06
LA VULVODINIA
TRATTABILE CON PSICOTERAPIA
Il 10% delle donne soffrirebbe, secondo il professor Mauro Buscaglia,
direttore dell'unità operativa ostetico-ginecologica San Carlo di
vulvodinia, un dolore cronico localizzato alla vulva senza una causa
attualmente identificabile, che colpisce le donne in tutte le fasi del
ciclo vitale.
Il 30% delle donne colpite diverrebbe casta per forza maggiore. Roberto
Bernorio, ginecologo psicoterapeuta del San Carlo informa che aprirà a
metà novembre un ambulatorio apposito all'ospedale di via Pio II.
Léquippe medica si ocuperà di seguire, in un'ottica integrata
bio-psico-sessuologica, la diagnosi e la cura di problemi di dolore
sessuale coitale, l'impossibilità coitale più conosciuta come vaginismo
e disturbi vulvari ricorrenti.
I sintomi della vulvodinia sono spontanei o provocati dal coito.
Includono bruciore, punzecchiamento, fitte, irritazione e dispareunia.
La gravità dei sintomi varia da un leggero senso di fastidio a un forte
dolore disabilitante. La Vulvodinia è difficile da diagnosticare e da
curare, ma all'ambulatorio in procinto d'essere aperto al San Carlo sono
sicuri di poterci riuscire con trattamenti integrati: quali ad esempio
l'uso di anestetici locali, applicazione topica di estrogeni in crema,
anticonvulsivanti, psicoterapia comportamentale o ipnotica e terapia
sessuologica.
Fonte : Il Giornale |