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Home Page > SESSO IN PILLOLE > Pillole di informazione sulla sessualità (7) 2007/1


SESSO IN
PILLOLE

2007 (1)
 


Pillole di informazione sulla sessualità: brevi, interessanti e curiose

 

Indice della Pagina:


Sesso sicuro e Internet Cafè

Femidom, il preservativo per le donne

La monogamia non è naturale

Bambini bombardati dal porno on line

Odore di maschio

Calo del desiderio sessuale delle donne in menopausa chirurgica

Pochi sanno tutto sul sesso

Più esercizio, meno disfunzione erettile

L'identità sessuale

Studi sulla frequenza dei rapporti sessuali

Il preservativo liquido

Il sesso in gravidanza

Il 'macho man'

L'"uomo molle"

L'imprinting sessuale

SESSO SICURO E INTERNET CAFE'

Alcuni ricercatori peruviani guardano con preoccupazione a Internet. Più precisamente agli Internet cafés, che come tutti sanno sono l'equivalente delle cabine pubbliche del telefono: le persone vanno in questi luoghi e utilizzano liberamente Internet. Il Dr Walter Curioso (Universidad Peruana Cayetano Heredia, Lima) ed i suoi collegu colleghi hanno scoperto che un piccolo numero di uomini (10 su 1,112) hanno stabilito un incontro omosessuale semplicemente rispondendo ad un modulo on line, presso un Internet cafe. Nove su dieci hanno avuto sesso anale (solo quattro hanno usato un condom), ed uno su dieci ha fatto sesso orale, (senza usare il preservativo). Di quelli che avevano fatto sesso anale, quattro su nove avevano un partner casuale, tre su nove un partner anonimo e due su nove un partner stabile. Tutti i partners avuti di recente erano uomini e tutti erano stati conosciuti tramite Internet. I ricercatori suggeriscono dunque di diffondere messaggi pubblicitari a basso costo negli Internet café per fare prevenzione, specialmente dando informazioni sul sesso sicuro a quei soggetti che non potrebbero essere raggiunti in altri modi.

Fonte: Curioso WH, Blas MM, Nodell B, Alva IE, Kurth AE (2007) Opportunities for providing web based interventions to prevent sexually transmitted infections in Peru. PLoS Med 4(2): e11 via Medical News
Contatti: Walter H. Curioso, MD, MPHUniversidad Peruana Cayetano HerediaSchool of Medicine and School of Public HealthHonorio Delgado 430,Lima 31, Peru
Mar 07

FEMIDOM, IL PRESERVATIVO PER LE DONNE

Anche in Italia,ora c'è un preservativo per la donna (Femidom) che può proteggere efficacemente dal virus HIV, dalle altre malattie a trasmissione sessuale e dalle gravidanze indesiderate. Questo profilattico è già disponibile nelle farmacie e nei consultori di molti paesi: in Brasile, per esempio, il governo lo distribuisce gratuitamente a tutte le donne che ne facciano richiesta; in Francia il governo, sollecitato dalle associazioni, ha lanciato una campagna specifica su questo prodotto e lo ha reso disponibile a prezzi accessibili. In Italia, invece, è assolutamente assente dai consultori ginecologici e risulta difficile da reperire: lo si può acquistare o ordinare solo in alcune farmacie, via internet, oppure nei sexyshop. Per questi motivi – dichiara Filippo Manassero, presidente nazionale della LILA - abbiamo deciso di distribuirlo gratuitamente con l’obiettivo di farlo conoscere e di sollecitare le donne a prenderne in considerazione l’uso. La nostra esperienza di vent’anni di lavoro sul campo ci conferma che per le donne non è facile negoziare la prevenzione all’HIV, e alle altre malattie sessualmente trasmissibili, perché non possono gestire direttamente la protezione garantita dal profilattico maschile. Quello femminile rappresenta invece uno strumento di prevenzione che può essere gestito autogestito e consente di non dipendere più dagli uomini nel proteggersi. Il Femidom è un’opzione in più, una “pari opportunità” per tutte le donne che vogliono gestire in prima persona la propria sessualità e la propria protezione.Le donne, per le caratteristiche anatomiche del loro sesso, sono più esposte degli uomini ad essere contagiate dal virus dell'HIV e da altre MST. I dati epidemiologici dimostrano che in Italia, negli ultimi vent’anni, la proporzione di donne malate di AIDS è andata progressivamente aumentando: si è passati dal 16% nel 1985 al 25% nel 2005 e la trasmissione sessuale dell'infezione sta aumentando più rapidamente tra le donne rispetto agli uomini. Uno studio comportamentale realizzato in Italia nel 2005 su un campione di 2500 persone sieropositive - ricorda Manassero, - mette in evidenza che circa il 60% delle donne di questo campione ha acquisito l'infezione tramite rapporti sessuali non protetti e più del 70% di loro ha avuto nella vita meno di 5 partner sessuali. Le donne vivono ancora oggi situazioni di emarginazione, di dipendenza economica, di scarsa emancipazione all'interno della coppia e questi fattori rappresentano i maggiori ostacoli alla possibilità di decidere in modo autonomo sulla propria vita sessuale, compreso l'uso del profilattico. Siamo consapevoli - conclude Manassero - che il Femidom non potrà rappresentare la soluzione del problema ma ci sembra ugualmente importante farlo conoscere e impegnarci perché il maggior numero di donne possa, se lo vuole, poterlo trovare facilmente in farmacia e usarlo. Il prezzo in Italia è ancora molto alto (7,50 euro una confezione da 3) e per questo motivo la LILA ha scritto al Ministro della Salute On. Livia Turco affinché il Governo intervenga in questo ambito al fine di facilitarne l’acquisto e rendere il Femidom maggiormente disponibile.Sul sito www.lila.it tutte le informazioni sull’iniziativa e sulle città coinvolte, maggiori informazioni sul Femidom e uno speciale video illustrativo del suo utilizzo realizzato dalla Lila.

LA MONOGAMIA NON E' NATURALE

New Scientist ha pubblicato, qualche mese fa, un articolo sulla psicologia della poligamia - cioè l'avere più partners allo stesso momento, con il consenso di tutti gli interessati. Le persone che vivono diveri amori contemporaneamente sentono di poter amare diverse persone alla volta e non vivono l'esclusività dell'amore coniugale, come se questo fosse una legge della natura. Si stima che l'infedeltà nelle relazioni monogamiche sia attorno al 60-70%: da questo si potrebbe dedurre che essere attratti da più persone nello stesso momento sia una cosa naturale. Secondo il biologo evoluzionarista David Barash della Università di Washington, Seattle, molte persone credono che, una volta trovato 'il partner giusto' non sentiranno più attrazione verso nessun altro. Non è vero: in questo modo si rendono ciechi alle proprie stesse inclinazioni naturali, che sono invece quelle di desiderare altre persone.

Non è detto tuttavia che il 'poli' funzioni meglio del 'mono': ad esempio le possibilità riproduttive di una persona possono diminuire se non c'è la pressione dell'esclusività del rapporto. C'è poi il problema dell'allevamento dei bambini. Joan Roughgarden, della Stanford University di Palo Alto, California sostiene che allevare bambini in un contesto familiare simile sarebbe impossibile: c'è un problema di responsabilità.

Fonte: Mind Hacks
Febb 07

BAMBINI BOMBARDATI DAL PORNO ON LINE

Molti bambini ed adolescenti sono esposti a scene di sesso e di pornografia on line mentre navigano su Internet, magari per chattare con i loro amici o per scambiarsi e-mails. Il quarantadue per cento degli utilizzatori di Internet tra i 10 ed i 17 anni che hanno partecipato ad uno studio su questo tema, ha dichiarato di essersi casualmente imbattuto, almeno una volta, in tali scene di sesso, negli ultimi 12 mesi. Di loro, il 66% ha affermato che non desiderava vedere queste immagini e che gli sono capitate davanti agli occhi senza aver fatto nulla per cercarle. Questi sono gli allarmanti risultati di uno studio della University of New Hampshire, pubblicate sul numero di Febbraio di Pediatrics. Parte dello studio era stata già pubblicata lo scorso Novembre: si parlava allora del fatto che un ragazzo su sette riceveva "sollecitazioni sessuali indesiderate". Il tutto accade attraverso dei pop up che escono fuori all'improvviso e se non si ha un apposito "pop-up blocker", una sorta di filtro, espone a questo tipo di immagini. Sta di fatto dunque che i nostri bambini e ragazzi vedono immagini pornografiche non solo quando attivamente le cercano on line per soddisfare le loro naturali curiosità, ma anche quando stanno navigando con tutt'altri pensieri per la testa. Occorre dunque che i genitori evitino di tenere i PC nelle camere dei ragazzi, ma li collochino in posizioni centrali della casa, in modo di avere un maggiore controllo della situazione. L'uso degli specifici filtri e programmi di bloccaggio aiuta sicuramente a prevenire l'esposizione a scene di sesso 'a sorpresa' , ma non sempre questi strumenti si rivelano efficaci. Questa sovra-esposizione al sesso potrebbe portare i ragazzi a diventare sessualmente attivi troppo presto, in un periodo in cui non sono ancora maturi dal punto di vista psico-sessuale, mettendosi oltre tutto a rischio attraverso la frequentazione di siti dove operano dei pedofili.
La cosa peggiore di tutte comunque è forse l'assuefazione alla visione di materiale pornografico : a forza di vederlo così rappresentato su Internet, quelle scene rappresentano per bambini e adolescenti la 'normalità' dei rapporti sessuali fra persone.

Link: Crimes Against Children Research Center

Fonte: CBS News
FEBB 07

ODORE DI MASCHIO

Secondo quanto afferma una ricerca realizzata dalla University of California Berkeley (qui l'abstract dello studio), una sostanza contenuta nel sudore maschile, provoca nelle donne l'innalzamento del livello di un ormone correlato con lo stress ma anche con l'attivazione dell'attività cerebrale e l'eccitazione sessuale.
Si tratta, secondo quanto si legge su questo articolo di Cnet , della prima evidenza del fatto che anche negli esseri umani i feromoni provocano reazioni ormonali, fisiologiche e psicologiche nell'altro sesso. Un fatto già accertato su topi e insetti ma ancora alla ricerca di una conferma scientificamente solida per quanto riguarda la nostra specie. Le conclusioni dello studio, pubblicato sul prestigioso Journal of Neuroscience, sono il risultato di un esperimento condotto su alcune studentesse dell'Università di Berkeley a cui è stato chiesto di annusare una bottiglia, nella metà dei casi contenente andriostadenone, un ormone presente nel sudore degli uomini, nell'altra una soluzione neutra. Le successive analisi della saliva delle donne hanno rivelato un aumento del livello di cortisolo, che non è un ormone sessuale, ma è associato allo stress e influenza l'attività cerebrale, nel gruppo esposto alle esalazioni maschili. La sostanza, avrebbe anche comportato un miglioramento dell'umore e un aumento dell'eccitazione sessuale delle ragazze, oltre a cambiamenti nella pressione sanguigna e nel ritmo cardiaco.

Fonte: Corriere della Sera
FEBB. 07

CALO DEL DESIDERIO SESSUALE NELLE DONNE IN MENOPAURA CHIRURGICA

In Italia, a maggio, arriverà il cerotto transdermico a base di testosterone, il primo farmaco approvato per le donne con calo del desiderio associato a disagio. Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) colpisce almeno la metà delle donne con menopausa chirurgica, cioè di coloro che subiscono l'asportazione delle ovaie, a cui si associa spesso anche quella dell'utero. In Italia sono oltre un milione, di cui 100 mila con un'età compresa tra i 35 e i 40 anni. Il cerotto (inserito in fascia 'C') contiene testosterone, che svolge un ruolo chiave nella regolazione del desiderio sessuale femminile. "E' l'ormone della libido. Nella donna è importante la componente psicologica nel rapporto di coppia ma resta fondamentale il 'motore biologico', appunto il testosterone prodotto dalle ovaie", sottolinea Rossella Nappi, ricercatrice presso l'Unità di endocrinologia ginecologica & della menopausa IRCSS- Università di Pavia. Non si tratta dunque del 'viagra rosa', ma di un farmaco indicato per coloro che vogliono riscoprire la propria sessualità, dopo un intervento chirurgico dalle forti ripercussioni fisiche e psicologiche. Entro pochi giorni dall'intervento infatti "il testosterone si riduce anche del 50%", afferma Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e sessuologia medica al San Raffaele di Milano. Il disturbo HSDD causa nelle donne preoccupazione e infelicità, fa sentire meno femminili e il 90% afferma che il disagio provoca impatti negativi sulla relazione di coppia e sulla qualità di via del partner. Poiché la mancanza di informazione rende più grave e difficile affrontare questo disturbo del desiderio, parte in questi giorni il 'Progetto Lei', con il patrocinio della Società internazionale di ginecologia endocrinologica (ISGE), della Società italiana per la menopausa (SIM) e della Società della Ginecologia della Terza Età (Si. Gi. T. E). E' un'indagine, la prima in Italia, che coinvolge 100 ginecologi e 400 donne tra i 35 e i 69 anni, per avere una fotografia reale nel nostro Paese sulla conoscenza del calo del desiderio sessuale nelle donne in menopausa chirurgica.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Fonte: Repubblica
fEBB 07

POCHI SANNO TUTTO SUL SESSO

Uno studio che ha interessato 495 persone, condotto dalla Family Planning Association ha scoperto che sono in molti a non sapere nulla sul sesso, o ad avere sull'argomento informazioni sbagliate. Per questo, dopo questo studio, si suggerisce di mettere a punto dei corsi di educazione alla sessualità che siano tagliati su misura per gli studenti e per le loro esperienze sessuali. E' vero che nelle scuole secondarie (n.d.b. In Inghilterra)l'educazione sessuale dovrebbe essere già parte del programma di studi ma, dicono i ricercatori, non sono stati fissati i criteri, gli obiettivi didattici, il contenuto delle lezioni.

Metà delle persone intervistate per questo studio non sapevano quale era il periodo più fertile nel ciclo mestruale di una donna; un terzo pensavano che l'esercizio fisico, una doccia o la pipì dopo un rapporto sessuale potessero bastare per impedire la fecondazione; l'89% non sapeva che lo sperma può sopravvivere nel corpo della donna anche per sette giorni.

Solo il 4% degli alunni che ha avuto lezioni di educazione sessuale a scuola le ha definite 'eccellenti'; il 38% le ha definite poco interessanti ed il 18% per niente interessanti.

Anne Weyman, della FPA sostiene che la biologia riproduttiva non possa essere la sola informazione sessuale da dare ai giovani, peraltro con così scarsi risultati.

Alcuni ricercatori della Coventry University in uno studio su 3.800 allievi di età compresa fra i 13 ed i 16 anni hanno invece scoperto che un quarto di loro erano attivi sessualmente, ma che solo la metà di loro usavano il contraccettivo tutte le volte.

Conclusione: ai ragazzi occorre dare un'educazione più specifica sulla sessualità, che gli serva per avere conoscenza e strumenti adatti per compiere scelte responsabili.


Fonte: BBC
FEB 07

PIU' ESERCIZIO, MENO DISFUNZIONE ERETTILE

La disfunzione erettile è significativamente e indipendentempente associata a: età, disturbi cardiocircolatori, diabete, mancanza di attività fisica. In particolare, essa viene sperimentata in presenza di ipertensione e diabete.
I ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e il Johns Hopkins Hospital hanno analizzato dati relativi a 2 126 uomini che hanno partecipato, negli anni 2001-2002 al National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES). Questa la conclusione cui sono giunti:

Lo stile di vita è fondamentale. Ad esempio, migliorare l'attività fisica, controllare la dieta e fare prevenzione per i disturbi cardiovascolari e per il diabete, può prevenire il disturbo della disfunzione erettile. (Gli autori hanno scoperto che il 18.4% di uomini dai venti anni in su sperimentano la DE).

"La relazione fra DE e scarsa attività fisica suggerisce di cambiare stile di vita: aumentare l'esercizio fisico può essere un ottimo trattamento non farmacologico" ha dichiarato la ricercatrice Elizabeth Selvin.

Fonte: Medical News
Febb 07

L'IDENTITA' SESSUALE

Stoller (Sex and Gender. On the development of masculinity e femininity, Science House, New York, 1968) ha definito l’identità di genere come ‘la conoscenza e la consapevolezza che il bambino o la bambina ha di essere rispettivamente maschio o femmina [...], che è ben altra cosa dal rispettivo sesso biologico, la percezione cioè di avere degli organi genitali maschili o femminili tout court.

In seguito, Money e Ehrandt (Uomo, Donna, Ragazzo, Ragazza, Feltrinelli, 1974) spiegarono l’identità di genere come: “L’individuazione, unità e persistenza dell’individuo personale come maschile o femminile o, in maggiore o minore grado, ambivalente, in particolare come la si sperimenta attraverso il senso di sé e il comportamento”.

L’identità sessuale è un argomento piuttosto complesso perché, malgrado i tanti studi condotti in materia, è ancora difficile definirla in modo oggettivo, senza lasciarsi condizionare da pregiudizi o limiti culturali. In cosa differisce, ad esempio, in un soggetto gay, la sua ‘mascolinità’ da quella di un soggetto ‘eterosessuale’. L’identità sessuale è altra cosa dall’identità di genere o l’identità di genere è parte dell’identità sessuale? Cosa determina l’essere maschi o femmine? La natura? La società?

La corrente di pensiero dei deterministi culturali (o culturalisti) sostiene che si diventi uomini o donne grazie ai processi di inculturazione e socializzazione, mentre i deterministi biologici ritengono che vi sia una irriducibile diversità biologica fra i sessi.

Secondo molti autori, non esiste una identità omosessuale, un ‘tipo psicologico gay’, ma differenti omosessualità, così come esistono varie mascolinità eterosessuali.

Altri autori invece parlano di ‘identità omosessuale’ con riferimento ad una costellazione di esperienze peculiari, a un processo evolutivo specifico, di accettazione e riconoscimento personale, che differenzia i gay dagli ‘etero’ (vedi ad esempio Isay R.A. Essere omosessuali, Raffaello Cortina, 1996, oppure Del Bavero R., Palomba M., Identità diverse. Psicologia dell’omosessualità, ed.Kappa, Roma).

E' stato ipotizzato a tal riguardo che, oltre all’identità di genere (ovvero il riconoscersi uomini o donne) e di ruolo (svolgere il ruolo comunemente ritenuto maschile o femminile), vi sia anche una identità di meta, ovvero la direzione, l’oggetto, verso cui si rivolgono le pulsioni sessuali. (Detto in altre parole, l’identità di meta potrebbe essere un sinonimo di ‘orientamento sessuale’).

Concludendo, potremmo allora dire che l’identità sessuale di un individuo comprende questi tre tipi di identità: l’identità di genere (i miei genitali sono di sesso maschile o femminile?), l’identità di meta (sono attratto da maschi, femmine o da entrambi?) e l’identità di ruolo (atteggiamenti e comportamenti che rispecchiano il ruolo, maschile o femminile, che si desidera avere, prescindendo dal sesso anagrafico).

Fonte: Battistelli R., Sesso e genere: un'analisi antropologica dell'identità maschile occidentale, Rivista di Sessuologia, CIC, , vol. 30 n. 2

STUDI SULLA FREQUENZA DEI RAPPORTI SESSUALI

Il sesso nel matrimonio non è mai stato sentito come un problema sociale : per questo non sono state fatte molte ricerche sull'argomento prima degli anni novanta del secolo scorso.
I primi studi di Kinsey e collaboratori (Sexual Behaviour in the Human Male, 1948 e Sexual Behaviour in the Human Female, 1953) hanno misurato soprattutto la frequenza dell'attività sessuale nella coppia in relazione alla fertilità e alla qualità percepita della relazione matrimoniale, senza tener conto dell'età.
Il fattore età è invece importante perché, con il crescere dell'età decresce anche l'attività sessuale dei partners. Il fenomeno sembra essere legato a fattori psicologici e biologici del processo di invecchiamento.
Call ed altri (The incidence and frequency of marital sex in a national sample, Journal of Marriage and the family, 57, 1995) hanno messo in evidenza come la frequenza dei rapporti sessuali diminuisca in maniera indirettamente proporzionale alla durata del matrimonio: più si sta insieme, meno si fa sesso. Il motivo è l'assuefazione allo stesso partner.
Vivere insieme è un altro fattore che determina un calo della frequenza dei rapporti sessuali in una coppia (LaumannE.O., Michael R.T., Michaels S., The social organization of Sexuality: Sexual practices in the United States, University of Chicago Press, 1994).

IL PRESERVATIVO LIQUIDO

Alcuni ricercatori dello Utah hanno dichiarato di lavorare su un progetto di ricerca per creare un "liquid condom", cioè un 'preservativo liquido', che potrebbe proteggere le donne dalla trasmissione del virus dell'AIDS. Si tratta di una sostanza da inserire in vagina che rilascia un componente anti-virale in presenza del seme maschile. Ci vorranno anni, tuttavia, per vedere questo prodotto nelle nostre farmacie. Per la cronaca, i 'preservativi liquidi' esistono già e si chiamano micobicidi (microbicides), anche se probabilmente il nome fa molto meno effetto sulla stampa popolare.

Fonte: Global Health
genn 07


IL SESSO IN GRAVIDANZA

Durante la gravidanza, numerosi pregiudizi e false credenze sembrano influire sull'immaginario sessuale delle coppie, come ad esempio che :

- le donne incinte perdano interesse per la sessualità,
- gli uomini non dimostrino interesse sessuale per le donne incinte,
- le donne incinte non riescano ad avere orgasmi,
- il rapporto sessuale possa essere causa di aborto,
- lo sperma possa arrivare al bambino,
- il feto possa avvertire il rapporto sessuale dei genitori ecc.

Studi recenti dimostrano che, effettivamente, nel primo trimestre di gravidanza nella donna vi sia un calo del desiderio sessuale. Ciò sembra dovuto anzitutto al cattivo stato di salute fisico (nausea, sonnolenza) e al timore di ledere il feto durante il coito. Inoltre c'è il fattore psicologico: la difficoltà di integrare l'immagine del figlio che viene a formarsi con l'equilibrio già acquisito all'interno della coppia.

Il desiderio sessuale nella donna gravida raggiunge il massimo livello nel secondo trimestre, per poi diminuire nel terzo trimestre, a causa dei dolori lombari, della fatica, del senso di pienezza addominale e a tante altre difficoltà. I mariti possono, in questo periodo, accusare disfunzionalità: essi infatti possono non comprendere totalmente le esigenze della moglie e sviluppare pensieri distorti o comunque non funzionali all'attività sessuale della coppia.

Masters e Johnson (L'atto sessuale nell'uomo e nella donna, Feltrinelli,1966), ma anche studi più recenti (Scarselli, Biagiotti, Lino, Scarselli, Sessualità della donna in gravidanza in Baldaro Verde J.Genazzani V., Identità sessuale: percorsi a confronto, CIC Roma) hanno riscontrato negli uomini disagi e timori rispetto alla donna incinta. La paura più comune è quella di far male al feto.

Nella maggior parte degli studi fin qui condotti, perlopiù di approccio medico e retrospettivo, si è studiata solamente la frequenza del coito, tralasciando le attività di sesso orale, anale e masturbazione. Altrettanto poco si sa sulla soddisfazione sessuale.

Fonte: Panzeri, Donà, Cusinato, La sessualità della coppia nel ciclo di vita familiare, Rivista di Sessuologia, vol. 30, 2006, CIC)

IL MACHO MAN

Macho-man è un termine che nasce nel contesto messicano, col quale si indica un tipo di mascolinità eccessiva, prepotente e aggressiva. Due psicologi statunitensi hanno descritto questa tipologia di individuo nel contesto nordamericano. Dal punto di vista psicologico, i tratti salienti del machismo sono: tendenza alla violenza e alla prevaricazione, atti vandalici, violenza sulle donne, scontri fisici fra rivali. (Mosher D., Tomkins S., Scripting the Macho Man: Hypermasculine Socialization and enculturation, Journal of Sex research, vol. 25, 1988).

Secondo gli autori, i comportamenti del macho non sono estranei al gruppo e alle norme sociali dell'ambiente in cui egli vive: essi si ispirano anzi ad una precisa ideologia che si forma nella persona durante l'infanzia e la socializzazione.

Superati tutti i riti di passaggio, il 'macho' si sente un vero uomo. Questi riti riguardano prove fisiche, come il fare a botte per provare chi è più forte, situazioni di pericolo dalle quali occorre sapersi districare ed infine, prove di prestanza sessuale, dove dimostrare la propria potenza con le donne.

Ci sono tanti tipi di 'machos' e molti di loro possono essere individuati in speciali categorie di persone. Vediamone due.

Culturisti. Il culturista o il 'palestrato' usa il corpo come emblema di forza; non per distruggere l'altro con la forza, ma con un'aggressività di tipo narcisistico, che viene dal corpo, dalla propria immagine forte, che incute timore e schiaccia l'avversario anche senza doverlo affrontare.
Nonostante non usi la forza dunque, il palestrato è un macho-man, perché esercita il proprio potere tramite il corpo, orgogliosamente esibito, a danno di tutti gli altri uomini meno forti e meno prestanti e di tutte le donne, che sono assai meno muscolose.
In questo modo, ogni muscolo scrive una certezza laddove ne mancano e diventa il veicolo primo attraverso il quale rappresentare agli altri la propria identità.
Oltre ad essere un simbolo di forza e di potenza virile però, il palestrato è anche, contraddittoriamente, emblema di seduzione e di bellezza, per cui non è infrequente che questa consapevolezza lo porti a sviluppare anche dei comportamenti 'femminili', come l'attenzione ossessiva verso la perfezione, la scrupolosità nel seguire diete, nel migliorare la scultura del proprio corpo, che viene usato per sedurre.

Bikers. I bikers, o motociclisti, o centauri, insomma, gli appassionati della motocicletta, rappresentano un altro tipo di macho-man che si fregia di tutta una serie di orpelli esteriori e di atteggiamenti, a testimoniare la sua virilità. Non il corpo dunque per veicolare all'esterno la propria potenza, ma la moto. Rifacendosi ad un'idea di virilità fatta di ribellione, voglia di libertà ed insofferenza alle regole, i motociclisti uniscono alla passione del viaggio in moto la tematica dell'estraneazione, dell'isolamento, per ritrovare una mascolinità più vera, ma anche una mutua condivisione e solidarietà all'interno del gruppo.
Il loro codice di abbigliamento è fatto di borchie, giubbotti ed indumenti di pelle nera. Bevono in prevalenza un certo tipo di birra (Bud) e, come moto, prediligono o semplicemente sognano, la Harley-Davidson, che rappresenta una loro estensione.

Alcuni autori hanno fatto notare i pericoli fisici che si possono incontrare quando ci si atteggia da 'duri': spesso, fin da ragazzi, si è indotti ad assumersi dei rischi che portano ad incidenti, a fumare e bere, a guidare con sprezzo del pericolo. Il 'machismo' spinge a mostrarsi forti e determinati in ogni occasione, a non lasciare trapelare dubbi, emozioni, insicurezze, ansia da prestazione, creando un'armatura di comportamenti stereotipati e pregiudizi, per nascondere qualsiasi debolezza. Il rischio, in questi ambienti, per chi non si conforma all'ideologia del machismo, è l'esclusione dal gruppo e la derisione dei pari.

Purtroppo a volte i genitori diventano complici di queste ideologie: per timore che il figlio, crescendo, resti 'mammone' o diventi omosessuale, per paura che non sappia difendersi o contare sulle proprie forze, essi preferiscono adottare uno stile educativo che porta il figlio a nascondere le proprie incertezze, magari attraverso il bullismo, la droga o altri comportamenti devianti.

Fonte: R. Battistelli, Sesso e genere: un'analisi antropologica dell'identità maschile occidentale, Rivista di Sessulogia, ed. CIC, vol. 30 n. 2 2006

L'UOMO MOLLE

Per uomo molle nei paesi nordici si intende colui che rinuncia di sua volontà ai privilegi maschili, rifiuta il potere, la preminenza del maschio che tradizionalmente gli viene conferita dall'ordine patriarcale. Domina la sua tendenza all'aggressività, rinuncia all'ambizione e alla carriera, per dedicarsi alla moglie e ai figli. Naturalmente è anche favorevole all'uguaglianza fra uomo e donna. Detto in altre parole, è l'assoluta negazione del macho-man.
Seidler (Riscoprire la mascolinità, Editori Riuniti, 1992) e Connel (Maschilità, Feltrinelli, 1996) fanno derivare questa tipologia dall'esperienza di quegli uomni che, sulla spinta del femminismo, avevano creduto di dover abbandonare ogni virilità e adottare i valori e i comportamenti femminili più tradizionali. Nacque così il soft man: una persona riflessiva, premurosa, desiderosa di soddisfare le esigenze della sua partner.

Tra gli 'uomini molli' vi sono sicuramente i militanti dei diritti umani, i pacifisti, gli ecologisti: questi uomini sono stati tra i primi a criticare i valori maschili, portatori di guerra, competizione e dominio. Agli occhi di questi uomini, le donne apparivano moralmente superiori, dal momento che erano portatrici di altri valori come la vita, la compassione, il perdono.

Non tutti vedono questa figura di uomo come positiva: Badinter (XY. L'identità maschile, Longanesi, 1993) lo considera un uomo destrutturato, confuso, che ha smarrito dei modelli di identificazione precisi e che cerca di compensare questa sua debolezza strutturandosi a partire dall'esterno.

Fonte: R. Battistelli, Sesso e genere: un'analisi antropologica dell'identità maschile occidentale, Rivista di sessuologia, vol. 30 n. 2 2006

L'IMPRINTING SESSUALE

Il riconoscimento dei soggetti della propria specie è dato dall'imprinting. L'imprinting sessuale èun apprendimento precoce, basato sull'osservazione dei conspecifici, primariamente i genitori.
L'imprinting sessuale è stato studiato attraverso esperimenti di manipolazione delle esperienze di giovani animali. L'esperimento tipico, detto di adozione incrociata, consiste nell'individuare due specie dal comportamento simile, ma dall'aspetto diverso e nello scambiare loro la prole. Per esempio, è possibile far allevare capretti dalle pecore e agnelli dalle capre (Kendrick, Hinton, Atkins, Haupt, Skinner, Mothers determine sexual preferences, Nature, 1998).
Se l'imprinting sessuale ha luogo nella specie considerata, al raggiungimento della maturità sessuale il giovane animale corteggerà, o accetterà il corteggiamento, di individui della specie adottiva e non della propria. Nell'esperimento citato, sia le pecore che le capre hanno dimostrato questo effetto, in entrambi i sessi. Gli animali sono stati poi seguiti per alcune stagioni riproduttive, evidenziando che le preferenze dei maschi erano più stabili (cioè più influenzate dall'esperienza di imprinting) rispetto alle esperienze delle femmine, le quali invece cambiavano nel tempo, maturando una preferenza per la propria specie, oltre che per la specie adottiva.

Nella nostra specie, l'imprinting sessuale non è incompatibile con altre cause di preferenze, come cause genetiche o altri fenomeni di apprendimento, per cui ogni preferenza e comportamento sessuale potrebbe ricevere contributi da una pluralità di fattori. Non si può escludere ad esempio che alcuni individui, per motivi genetici o di altro ordine, possano presentare una predisposizione per acquisire alcune preferenze sessuali invece di altre, indipendentemente dalle esperienze avute durante il periodo dell'imprinting.

Fonte: Ghirlanda, Scorolli, La sessualità atipica in prospettiva etologica, Rivista di Sessuologia, CIC, vol. 30, n.1 2006

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 30/08/2010
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