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Pillole di
informazione sulla sessualità (13) 2010-2011 |
Indice della Pagina:
●Il
sesso e l'amnesia globale transitoria
●
Wilhelm Reich, l'inventore della liberazione
sessuale
●
L'effetto ordine nell'orientamento sessuale
●
La vera scienza delle differenze sessuali
●
La terapia riparativa per i gay e la contestazione
del terapeuta
●
Immagini sessuali nei media e sesso precoce fra
adolescenti
●
Disturbo bipolare: come aiutare chi ne soffre
●
I giovani, gli anticoncezionali e le fiction TV
●
Proteggere i figli dalla cultura sessualizzata
● Coercizione
riproduttiva
●
L'eccitazione sessuale è
diversa fra uomini e donne
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IL SESSO E L'AMNESIA
GLOBALE TRANSITORIA
Una donna di 54 anni si è recata presso il Pronto Soccorso del
Georgetown University Hospital con il marito: non riusciva a ricordare
nulla di ciò che le era successo nelle ultime 24 ore, tranne che
l'amnesia era iniziata dopo un rapporto sessuale con il marito, un'ora
prima. Il caso è stato riportato nell'edizione di
Settembre del Journal of Emergency Medicine ed è stato
diagnosticato come amnesia globale transitoria, una condizione rara in
cui la memoria improvvisamente scompare.
Le persone affette da questo disturbo non soffrono di effetti
collaterali, ed in poche ore la memoria in genere torna normale. Ogni
anno questo disturbo si verifica su 3 - 5 persone su 100.000. Non è
ancora chiaro da cosa dipenda e come mai la persona possa continuare
normalmente a conversare attivamente, mentre tanta parte della memoria
scompare. In ogni caso non si tratta di un ictus ed in genere gli esiti
sono benigni. Il sesso può produrre questo genere di amnesie, come
qualsiasi altra attività fisica intensa. Le persone più a rischio sono i
cinquanta-sessantenni, ma stranamente le persone che soffrono di questo
problema lo sperimentano una sola volta nella vita. In molti casi
l'amnesia è anterograda, cioè ha problemi nel formare nuovi ricordi o è
retrograda, cioè si dimenticano una parte dei ricordi già acquisiti.
La scansione cerebrale della donna con risonanza magnetica (MRI) e
tomografia computerizzata (CT) non ha mostrato danni al cervello e
quando la signora è uscita dal Pronto Soccorso, poco tempo dopo, i suoi
sintomi erano completamente scomparsi. Secondo gli studiosi,
questo problema potrebbe non essere iniziato nel cervello della donna,
ma nel collo. In uno studio di gennaio 2010, pubblicato nella rivista
Stroke, Ameriso e colleghi hanno fatto delle ecografie al collo di 142
pazienti che avevano avuto questa particolare forma di amnesia
nell'ultima settimana. Essi hanno così scoperto che l'80 per cento dei
pazienti soffrivano di "insufficienza delle valvole della vena
giugulare". Questa vena, che scorre in una parte laterale del
collo, porta il sangue dalla parte posteriore del cervello al cuore. Le
valvole della vena fanno si che il sangue non possa rifluire verso la
testa ma se le valvole non si chiudono bene, il sangue può tornare verso
l'alto. Questo può succedere ad esempio
quando sale la pressione dell'addome in seguito al sollevamento di un
peso, nella defecazione o durante un atto sessuale. L'aumento di
pressione produce una resistenza a che il sangue possa fluire verso il
basso lungo la vena giugulare e l'insufficienza delle valvole può
portare sangue non ossigenato al cervello, specialmente nelle regioni
centrali, che sono quelle della formazione della memoria.
Ciò non spiega tuttavia perché questo
evento accada una sola volta nei soggetti predisposti.
Qualunque sia la causa, l'amnesia globale transitoria può essere
sconvolgente. In un caso del 1964 un uomo perse la memoria nel momento
che raggiungeva l'orgasmo, il che lo portò a gridare: "Che succede?
Dove sono?"
Secondo Ameriso è un bene che le persone che si accorgono di aver perso
la memoria corrano in ospedale, perché potrebbe trattarsi anche di
disturbi neurologici più gravi. La cosa importante, in questi casi, è
una diagnosi veloce, controllando lo stato delle vene.
Fonte:
'Mind-Blowing' Sex Can Wipe Memory Clean,
Live Science
Ott. 2011
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WILHELM
REICH, L'INVENTORE DELLA LIBERAZIONE SESSUALE
"In psicoanalisi non c'è nulla di vero tranne le esagerazioni".
Così scriveva Adorno nel suo Minima Moralia, riguardo alla natura
scandalosa e spesso paradossale delle intuizioni di Freud sulla nostra
vita psicosessuale. Una biografia dettagliata e
coinvolgente scritta da Christopher Turner, da poco pubblicata in lingua
inglese, su
Wilhelm Reich afferma ora che nessun
analista è stato più estremo ed ossessivo di questo allievo di
Freud, prima coccolato, poi allontanato
dal movimento psicoanalitico. Quando, nel
1927, Reich pubblicò "La funzione dell'orgasmo", Freud scrisse
all'analista
Lou Andreas-Salomé: "Abbiamo il Dr.
Reich, un giovane degno, ma impetuoso, appassionato al suo cavallo di
battaglia, che ora vede nell'orgasmo genitale l'antidoto ad ogni
nevrosi". Verso Reich Freud si era
acidamente e laconicamente espresso in occasione della presentazione del
libro di 206 pagine, La funzione dell'orgasmo: "Quel mattone"?
Questo fu il primo segnale di allontanamento fra il Maestro e l'allievo,
che ormai sembrava completamente rapito dalla sua ossessione orgasmica.
Reich ebbe un'infanzia quasi melodrammatica e psicoanaliticamente
affascinante: sua madre infatti si era suicidata dopo che Wilhelm fu
costretto dal padre a rivelare l'adulterio di lei. Quattro anni dopo
morì anche il padre e Wilhelm si fece carico, diciassettenne, di gestire
l'impresa familiare ed i possedimenti agricoli, ma la guerra gli portò
via tutto. Reich, andato a Vienna per
studiare medicina, era salito rapidamente attraverso le fila dei
discepoli di Freud a Vienna, arrivando fino al Maestro nel 1919. Iniziò
a collaborare a 22 anni. La sua specialità era l'analisi del carattere,
secondo la quale le fasi infantili di erotismo orale, anale e genitale
danno luogo a particolari tipi di personalità. Il lavoro dell'analista
era quello di attaccare le difese del paziente e spingerlo ad una
sessualità pienamente adulta. Reich sembrava adatto a quel compito:
possedeva infatti un carattere da bullo che aveva portato i suoi
colleghi a chiamarlo "il fracassatore di caratteri". Il
suo metodo consisteva nel mettere letteralmente le mani sui pazienti e,
per quanto riguarda la sua teoria, era assolutamente convinto della
centralità dell'orgasmo per la salute psichica. Questo "primitivismo
radicale", come lo definì in seguito Herbert Marcuse, contribuì
all'allontanamento di Reich dalla cerchia dei fedelissimi di Freud.
Reich lasciò Vienna per Berlino, allora
paradiso bohemien, ma presto i suoi libri furono bruciati dai nazisti.
Soggiornò in Danimarca e in Norvegia, fino a che, nel 1939, fuggì negli
Stati Uniti. L'autore del libro descrive la
nascente controcultura americana, centrata sul Greenwich Village, dove
le idee di Reich prosperavano. L'America aveva vissuto la sua prima
rivoluzione sessuale nel 1920, in parte in risposta agli scritti di
Freud. Ma se Freud aveva una concezione poco consolante della sessualità
umana, in cui la pulsione di morte faceva a gara con il vitalismo
erotico, il suo allievo sembrava promettere una nuova utopia orgasmica,
e dalla metà degli anni quaranta si impose come il profeta di un "nuovo
culto del sesso e dell'anarchia". A questo
punto, il pensiero di Reich, sempre eccentrico, anche per gli standard
degli analisti più eterodossi, aveva preso una piega curiosamente fai
da te. Lo psicoanalista infatti veva escogitato, e iniziato a
vendere o affittare, un dispositivo per la concentrazione e la direzione
terapeutica dell'energia "orgone" (ipotetica energia cosmica
bioelettrica primordiale): si trattava di una cabina simile a quelle
telefoniche, ricoperta da metallo e coibentata con lana d'acciaio. I
materiali presenti nella cabina avevano, secondo la bizzarra idea di
Reich, il potere di accumulare energia ed irradiarla all'interno della
grande scatola di legno, in cui il paziente sedeva ed attendeva
l'orgasmo.
Reich cercò di dare un imprimatur scientifico a questa sua scoperta
dell' "accumulatore orgonico" (Einstein, invitato a sedersi nel box,
affermò subito che il suo inventore era un ciarlatano) ma fu proprio
questa sua invenzione a rovinarlo completamente. Infatti,
sebbene apprezzato da artisti del calibro di Norman Mailer, Allen
Ginsberg e William Burroughs (il quale sosteneva peraltro che l'aggeggio
aveva effettivamente funzionato su di lui), il congegno attirò
l'attenzione dell'FBI e della Food and Drug Administration. Dopo
molti anni di indagini, quando ormai la follia paranoica di Reich era a
caccia di UFO e di immaginarie energie negative, il Nostro fu
imprigionato per frode medica. Morì in carcere nel 1957.
La storia del declino di Reich, da pseudoscienziato, impegnato in
politica nei movimenti più radicali, a delirante paranoico, che pensava
di aver trovato le origini della vita organica nelle sue creazioni,
sarebbe solo un aneddoto a margine della storia della psicoanalisi, se
le sue idee non fossero penetrate così a fondo nella cultura americana
del dopoguerra. Turner ci ricorda che una buona parte della rivoluzione
sessuale degli anni Sessanta fu direttamente ispirata alla convinzione
di Reich che l'orgasmo era una sorta di panacea universale.
Anche i suoi primi attacchi al puritanesimo
sessuale avrebbero potuto essere positivi, ma secondo l'analisi di
Marcuse e Michel Foucault furono proprio queste idee a portare alla
repressione attraverso la liberazione sessuale: il nuovo capitalismo
infatti, secondo questa analisi, ci spinge a realizzare i nostri
(presunti) desideri.
Fonte:
Sexual revolution all boxed up,
Irish Times
Ago 11
L'EFFETTO ORDINE
NELL'ORIENTAMENTO SESSUALE
Le prime
impressioni sono molto importanti. Nel primo momento in cui incontriamo
una nuova persona, ci facciamo subito un'opinione su di lei. Come si
formano queste prime impressioni è stato oggetto di interesse per molti
ricercatori nel campo della psicologia sociale.
Gli esperimenti di Asch sulla formazione delle impressioni hanno
suggerito che quando gli aggettivi che descrivono una persona sono
presentati in sequenza, i primi hanno un impatto maggiore rispetto a
quelli successivi (effetto ordine). Le stesse parole usate per
descrivere una persona potrebbero creare dunque valutazioni molto
diverse su quella persona, se l'ordine in cui vengono presentate le
parole viene invertito. Quando gli aggettivi con significato positivo
sono pronunciati per primi, seguiti da parole con significato meno
positivo, i soggetti tendono a valutare la persona in modo più
favorevole, ma quando l'ordine è invertito, i partecipanti hanno la
tendenza a giudicare la persona meno positivamente (Asch, 1946).
Di recente è stato pubblicato uno studio sulle prime impressioni
relative a soggetti gay: a differenza di altri gruppi che subiscono un
pregiudizio sociale, come le minoranze etniche o gli anziani, le persone
omosessuali in genere hanno la possibilità di nascondere la loro
identità sessuale, quando interagiscono con gli altri. Questo fa sorgere
una domanda: rivelare il proprio orientamento sessuale in un secondo
momento, invece che subito, potrebbe modificare la percezione sociale
negativa di una persona gay?
David Buck e Ashby Plant hanno studiato questo problema. Quarantacinque
soggetti eterosessuali di entrambi i sessi (in gran parte studenti)
hanno partecipato a quello che pensavano fosse uno studio sul
comportamento sociale che si tiene la prima volta che si conosce una
persona. Queste persone hanno ascoltato un'intervista pre-registrata con
un uomo che sapevano dover incontrare subito dopo. L'intervista
registrata (solo audio) durava otto minuti ed in essa l'uomo parlava
della sua vita e dei suoi interessi. Soprattutto, gli venivano poste
delle domande sulla sua situazione sentimentale, sin dall'inizio
(seconda domanda dell'intervista) o alla fine del colloquio, ed era in
questa risposta che l'uomo rivelava il suo orientamento sessuale. Metà
dei partecipanti hanno ascoltato la versione in cui il coming out
avveniva subito, l'altra metà ha ascoltato la versione in cui esso
avveniva alla fine dell'audio-intervista.
Risultato: tra i partecipanti di sesso maschile, i tempi hanno fatto una
grande differenza. Coloro che avevano saputo dell'orientamento sessuale
del soggetto nella fase iniziale hanno poi segnalato la loro
frustrazione nel dover incontrare l'uomo ed hanno sviluppato aspettative
peggiori su come sarebbe andato l'incontro, oltre che pregiudizi più
negativi nei confronti delle persone omosessuali in generale. Ciò
accadeva di meno fra i partecipanti di sesso maschile che avevano
ascoltato la registrazione in cui la confessione veniva fatta in un
secondo momento.
Un secondo studio, che ha coinvolto altre 85 partecipanti, è stato
riproposto, con le seguenti modifiche: il colloquio veniva mostrato su
video, dunque non solo via audio e c'era una terza condizione: l'uomo
intervistato rivelava di essere eterosessuale.
I partecipanti hanno poi dovuto selezionare alcuni aggettivi che
descrivevano l'uomo, rivelando così quanto le loro impressioni fossero
stereotipate (ad esempio: 'femminile', 'artistico', 'melodrammatico').
Ancora una volta, per i partecipanti uomini, i tempi di comunicazione
dell'orientamento sessuale hanno fatto una grande differenza. La
divulgazione precoce ha portato i partecipanti di sesso maschile a
sentirsi meno favorevoli nei confronti dell'uomo, mostrando maggiore
ostilità verso di lui e attribuendogli i tratti che costituiscono lo
stereotipo del gay.
Il messaggio è chiaro: una divulgazione precoce influenza la percezione
dei partecipanti di sesso maschile per il resto del colloquio,
sollevando dei pregiudizi nei confronti dell'uomo gay. I partecipanti di
sesso maschile che hanno ascoltato la comunicazione in un secondo
momento sembravano avere una visione meno stereotipata dell'uomo,
riducendo così i loro pregiudizi negativi e le loro ostilità anche dopo
che lui aveva rivelato il suo orientamento sessuale. In contrasto con
questi effetti, i tempi di divulgazione non hanno fatto alcuna
differenza nella percezione di un soggetto che rivelava di essere
eterosessuale.
Il suggerimento implicito che viene da questa ricerca, per i gay, è
quello di trattenersi dal rivelare la propria omosessualità, in modo da
ridurre la probabilità di divenire vittime di pregiudizi. 'La nostra
speranza - dicono però i ricercatori - non è quella di incoraggiare le
persone a nascondere il proprio orientamento sessuale: questa ricerca
speriamo permetta invece di promuovere una cultura in cui la gente non
senta più il bisogno di nascondersi.'
Sono ora necessarie ulteriori ricerche per stabilire se processi simili
si verificano per le lesbiche e per gli altri gruppi stigmatizzati (ad
esempio persone con diagnosi di una malattia mentale). Un altro
problema da studiare è l'effetto cronologico: i risultati sarebbero
diversi se la rivelazione avvenisse dopo settimane, invece che dopo otto
minuti?
Fonte:
Buck, D., and Plant, E. (2011).
Interorientation interactions and impressions: Does the timing of
disclosure of sexual orientation matter?
Journal of Experimental Social
Psychology, 47 (2), 333-342 via
Psych Central
Mag 2011
LA VERA SCIENZA
DELLE DIFFERENZE SESSUALI
In lingua inglese è da poco
uscito un libro, "Delusions
of Gender: The Real Science Behind Sex Differences" ("Follie
sul genere sessuale: la vera scienza delle differenze sessuali') che
sfata molti antichi miti sulle differenze sessuali.
Il libro è diviso in tre parti: 'Metà mondo è cambiato, metà delle menti
sono cambiate', 'Neurosessismo' e 'Riciclo di genere'. L'autrice compie
una eccellente revisione delle scoperte scientifiche fin qui effettuate
nel campo delle neuroscienze che è estremamente utile per contrastare le
tante indicazioni pseudoscientifiche divulgate dai media, tra le quali,
ad esempio, quella per cui i ragazzi e le ragazze avrebbero bisogno di
ricevere l'istruzione in classi separate, perché avrebbero nature
diverse (ne abbiamo parlato
qui).
Cordelia Fine si scaglia decisamente contro questo genere di libri
divulgativi, che parlano in modo pseudoscientifico delle differenze
sessuali. Il suo feroce attacco è molto rigoroso ed informato, ma
brillante nella scrittura, tanto che potrebbe essere facilmente letto
anche dai lettori abituali dei libri verso i quali l'autrice si scaglia
in modo davvero forte e chiaro.
La Fine tiene a precisare che non ci sono esseri umani che vengono da
Marte, né da Venere, ma che gli esseri umani sono piuttosto a contatto
con il pianeta terra, luogo in cui una lunga tradizione di regole e
costumi sociali, continuano a riprodurre le relazioni di potere che
mantengono le divisioni piuttosto arcaiche tra uomini e donne.
Inoltre,dice l'autrice, c'è anche chi vuole piegare, distorcere e
sfruttare la scienza, nel tentativo di giustificare tali divisioni.
Seguendo con attenzione la ricerca compiuta fin qui sulle differenze
sessuali, l'autrice mette in evidenza le inesattezze, le
interpretazioni esagerate, le caratteristiche di autori privi di
scrupoli scientifici come - i nomi non mancano - Simon Baron-Cohen,
Steven e Susan Pinker, Allan e Barbara Pease de 'Perché
le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a
chiedere?', John Gray, de "Gli
uomini vengono da Marte e le donne da Venere", Michael Gurian
di "I ragazzi e le ragazze imparano diversamente!" .
Uno dei nomi meno apprezzati, fra questi pseudo-scienziati è, per
l'autrice, quello di Louann Brizendine, direttrice della Women’s Mood
and Hormone Clinic, allieva della Harvard Medical School dell'Università
di California-Berkeley e della Yale School of Medicine, la quale ha
scritto un libro
The female brain (il cervello
femminile) che è stato stroncato dalla rivista
Nature
in questo modo: "nonostante le credenziali accademiche dell'autrice,
il libro non riesce a soddisfare anche le norme più elementari di
precisione scientifica e di equilibrio". Nel libro la Brizedine
afferma, ad esempio, questi concetti: "la bambina ha un diverso modo,
più emotivo, per interagire con gli altri, rispetto ai maschi "", "La
maternità cambia la donna, perché cambia letteralmente il suo cervello e
questo cambiamento è, per molti versi, irreversibile" ecc.
La Fine si chiede se la scienza riuscirà un giorno a guardarsi indietro
e a rileggere criticamente tutte le affermazioni, pubblicate in questi
libri pseudoscientifici e popolari, così come può capitare oggi,
pensando al gusto vittoriano di basare le presunte differenze sessuali
sulla misurazione dei teschi, delle ossa della spalla e della
verticalità cranica.
Cordelia Fine si è laureata in psicologia presso l' University College
di Londra ed ora è una ricercatrice presso il dipartimento di Applied
Philosophy & Public Ethics all'Università di Melbourne.
Fonte:
Book Review: Cordelia Fine’s ‘Delusions of Gender,
GEA
Links:
Delusions of Gender: The Real Science Behind Sex
Differences
Recensioni del libro
Genn. 2011
LA TERAPIA RIPARATIVA PER I GAY E LA CONTESTAZIONE DEL TERAPEUTA
La terapia riparativa è quella terapia che tenta di cambiare
l'orientamento sessuale dei gay, portandoli ad essere soggetti
eterosessuali.
Oggi se ne riparla sulla stampa estera per il caso Lesley Pilkington, 60
anni, psicoterapeuta da 20 anni, che potrebbe essere cancellata
dall'Ordine degli Psicoterapeuti britannici, la British Association for
Counselling e Psichotherapy (BACP) dopo aver tentato di "curare" un
paziente gay.
Il paziente era in realtà un importante leader per i diritti omosessuali
e un giornalista, che ha segretamente inciso due sedute con la Dr.ssa
Pilkington, devota cristiana, prima di riferire il fatto all'Ordine
degli Psicologi britannico.
La Pilkington ha affermato che il suo metodo terapeutico - il Sexual
Orientation Change Efforts (SOCE) – è legittimo ed efficace.
Il suo interesse per il metodo nasce dall'esperienza con il figlio
ventinovenne, che è omosessuale: la dottoressa, dopo aver vissuto
direttamente la cosa, si è sentita mossa dal desiderio di aiutare gli
altri. La sua convinzione infatti è che suo figlio sia, come gli altri,
un eterosessuale con un "problema omosessuale".
Patrick Strudwick, il giornalista finto-paziente, ad un certo punto
della seduta ha chiesto alla terapeuta cosa pensava dell'omosessualità.
"Secondo lei è una malattia mentale, una dipendenza o un fenomeno
antireligioso?", domanda cui la terapeuta ha risposto: "E' un po' di
tutto questo."
Strudwick ha dichiarato al Sunday Telegraph: "Essere entrato in terapia
con qualcuno che pensava che io fossi malato... è stata l'esperienza più
agghiacciante della mia vita", aggiungendo: "se una persona di colore va
da un medico di famiglia e dice che vuole sbiancarsi la pelle, il medico
deve rifiutarsi di accogliere questa richiesta. E' dovere dell'operatore
sanitario comportarsi in modo responsabile ".
Il giornalista ha contattato la terapeuta durante una conferenza di
ispirazione cristiana - gestita dall'organizzazione americana per la
Ricerca e la Terapia dell'Omosessualità (The National Association for
Research and Therapy of Homosexuality) - dicendo che si sentiva infelice
a causa del suo stile di vita omosessuale, e che "voleva cambiare",
chiedendole esplicitamente un "trattamento per la sua attrazione verso
persone dello stesso sesso".
Nel maggio 2009, Strudwick ha partecipato a una seduta di terapia nello
studio privato della Pilkington, nella sua casa di Chorleywood, Herts,
ed ha registrato la seduta.
Nel richiamo disciplinare inviato alla Pilkington, la terapeuta viene
accusata dall'Ordine (BACP) di "pregare Dio affinché guarisca Strudwick
della sua omosessualità" ed è anche accusata di ritenere che
l'omosessualità sia sbagliata e che i gay possano cambiare, il che fa
presumere che la terapeuta abbia tentato di "infliggere" queste sue
opinioni sul paziente.
La terapeuta si difende dall'accusa, affermando che il falso paziente le
aveva detto di sentirsi depresso e infelice, a causa della sua
omosessualità, e che desiderava intraprendere la terapia. "Gli ho detto
che la terapia funziona solo in un contesto biblico e cristiano",
riferisce la terapeuta, affermazione cui il giornalista aveva risposto
che "era esattamente ciò che voleva."
I terapeuti che praticano questa terapia sono mossi dal desiderio di
aiutare le persone a cambiare stile di vita, per far loro superare la
depressione e l'infelicità in cui vivono. La convinzione è che tutti
siano eterosessuali, anche se alcune persone hanno un "problema
omosessuale". Nessuno nasce gay: è l'ambiente, l'educazione che porta a
questo.
Il metodo SOCE prevede tecniche comportamentali, psicoanalitiche e
religiose. Gli uomini omosessuali vengono invitati durante il fine
settimana ad uscire con altri uomini eterosessuali "incoraggiando la
loro mascolinità", in modo da sviluppare "relazioni sane" con le donne.
"[Mio figlio] è ancora gay ... - ha dichiarato la professionista inglese
- abbiamo avuto un rapporto difficile per molti anni, ma ora è diventato
molto più tranquillo. Sono fiduciosa che lui risolverà i suoi problemi e
che cambierà ".
La sua difesa legale è stato finanziata dal Christian Legal Centre (CLC),
che ha incaricato Paul Diamond, un importante avvocato esperto di
diritto religioso, per combattere l'accusa.
Il Royal College of Psychiatrists l'anno scorso aveva rilasciato una
dichiarazione che condannava esplicitamente queste così dette "terapie
di conversione". Leggiamo nella dichiarazione: "Non vi è alcuna prova
scientifica solida per cui l'orientamento sessuale possa essere
cambiato. Inoltre, i così detti trattamenti dell'omosessualità creano le
condizioni per aumentare i pregiudizi e le discriminazioni".
Fonte:
The Telegraph
Genn 2011
IMMAGINI SESSUALI NEI MEDIA E SESSO PRECOCE FRA ADOLESCENTI
La prevalenza di immagini legate al sesso nei media ha portato molti
ricercatori a studiarne l'effetto sugli adolescenti. Sono stati
pubblicati diversi studi sull'argomento e si è arrivati alla conclusione
che c'è un legame fra sesso precoce e esposizione alla sessualità
proposta dai media.
Questo mese però, nella versione on line di Developmental Psychology, è
stato pubblicato lo studio di Laurence Steinberg, il quale ha
riconsiderato i dati di una ricerca condotta nel 2006 e pubblicata su
Pediatrics. In questo studio si affermava che gli adolescenti tra i 12 e
i 14, fortemente esposti a contenuti sessuali su film, televisione,
canzoni, giornali, ecc., avevano una maggiore probabilità di avere
rapporti sessuali intorno ai 16 anni.
Steinberg sostiene che questo studio non è corretto, in quanto non tiene
pienamente conto del fatto che gli adolescenti sono già naturalmente
interessati al sesso prima ancora di essere sollecitati dalle immagini
proposte dai media: non sarebbero dunque, per questo ricercatore, i
media a determinare il comportamento del sesso precoce tra gli
adolescenti, ma al contrario quei media sarebbero scelti solo come
conseguenza della presenza di interessi sessuali nei giovani.
"C'è un problema comune nella ricerca delle scienze sociali, chiamato il
problema della terza variabile", ha detto Steinberg. "Se si guarda alla
relazione tra un dato comportamento e una data esperienza, potrebbe
sembrare che vi sia fra i due fattori una certa correlazione, quando in
realtà il rapporto è dovuto a qualcosa di completamente diverso".
Steinberg spiega il concetto con un esempio: "Se un ragazzo è molto
religioso, avrà meno probabilità di avere rapporti sessuali in età molto
giovane, ma avrà anche meno probabilità di esporsi alla visione delle
immagini relative al sesso tramite i media".
Gli adolescenti sono grandi utilizzatori dei mezzi di comunicazione di
massa; le ricerche esistenti mostrano che essi sono esposti ai mass
media per circa otto ore al giorno. "Tutto ciò giustifica certamente la
preoccupazione da parte degli adulti", ha affermato Steinberg, "ma
invece di puntare il dito collettivo verso l'industria dello spettacolo,
occorrerebbe rendersi conto che le influenze più importanti sul
comportamento sessuale degli adolescenti probabilmente sono più vicine
alla propria casa".
Non che la rappresentazione del sesso che danno i mass media non sia
discutibile, conclude Steinberg, ma bisognerebbe non confondere le
questioni che riguardano il gusto con le questioni che riguardano la
scienza.
Fonte:Eurekalert
Ago 2010
DISTURBO
BIPOLARE: COME AIUTARE CHI NE SOFFRE
Ecco qualche consiglio per le persone che vivono con un partner
che soffre di disturbo bipolare:
Il disturbo bipolare è una malattia, determinata da condizioni genetiche
e ambientali e, come tutte le malattie mediche interessa l'umore, il
pensiero e il comportamento, ma è importante ricordarsi che i sintomi
non sono pienamente generalizzabili e che ogni persona è malata a modo
suo;
Il disturbo bipolare di solito risponde bene ad una combinazione di
farmaci adeguati e alla psicoterapia. Se non trattato o trattato in modo
inadeguato, il disturbo bipolare può portare a problemi nella vita
lavorativa, nelle relazioni, conducendo la persona anche a pensieri di
morte;
I sintomi e i trattamenti, possono essere gestiti al meglio se c'è la
collaborazione del/della partner. Occorre dunque mantenere il dialogo
aperto su questi temi e andare insieme agli appuntamenti con il medico
curante.
Quando si ha un nuovo episodio di disturbo bipolare occorre cercare di
capire subito se si è in presenza di una recidiva di malattia e non
sottovalutare nulla.
In aggiunta al trattamento professionale, molti altri fattori aiutano lo
stile di vita del paziente e fondamentale è il supporto da parte dei
familiari, degli amici, dei conoscenti.
Sicuri giovamenti possono essere trovati nel regolare esercizio fisico,
in una buona dieta, nel dormire sano e nel ridurre ogni forma di stress.
Fonte:
Bruce M. Cohen
Living With Someone Who's Living With Bipolar Disorder: A Practical
Guide for Family, Friends, and Coworkers
Mar 2010
I GIOVANI, GLI
ANTICONCEZIONALI E LE FICTION TV
La gran parte dei giovani oggi
riceve un'informazione abbastanza dettagliata sull'uso del preservativo
ed altri metodi di controllo delle nascite, ma non per questo essi ne
fanno poi effettivamente uso, tanto è vero che le gravidanze precoci
continuano ad aumentare, all'estero quanto in Italia. Come fare dunque a
convincere i giovani ad utilizzare gli anticoncezionali? Se ne è
occupata una nuova ricerca, pubblicata in questi giorni.
Ad un gruppo di 353 studenti universitari, di età compresa tra 18 e 25
anni, sono stati mostrati due tipi di programmi tv: una fiction
televisiva il cui soggetto era la gravidanza precoce di una loro
coetanea, oppure un programma di informazione sulle difficoltà
causate dalle gravidanze precoci.
Da tempo è infatti conosciuto il potere delle fiction: come ha affermato
Emily Moyer-Guse, co-autrice dello studio e assistente professore di
comunicazione presso la Ohio State University, le fiction possono
influenzare moltissimo le persone, dal momento che un messaggio nascosto
all'interno di una storia può superare con maggiore facilità la
resistenza delle persone, mostrando di avere un grande impatto sulle
loro credenze e le loro intenzioni.
Prima di guardare i programmi, i partecipanti hanno dovuto compilare un
questionario che indagava la frequenza con cui essi utilizzavano una
qualche forma di controllo delle nascite, se erano sessualmente attivi,
la loro intenzione di utilizzare il controllo delle nascite nel corso
dell'anno successivo.
Subito dopo aver visualizzato i programmi, i partecipanti hanno
compilato un questionario: i ricercatori volevano infatti capire quanto
fossero stati emotivamente coinvolti dal programma visto e, per coloro
che avevano visto la fiction, quanto si fossero identificati con i
personaggi, ecc.
Due settimane più tardi, i ragazzi sono stati nuovamente contattati ed è
stato chiesto loro quale fosse la loro posizione relativamente al
controllo delle nascite. I ricercatori hanno così scoperto che le
risposte erano diverse, in base al genere sessuale.
I maschi che avevano visto il programma di informazione non mostravano
infatti alcun cambiamento di atteggiamento nei confronti degli
anticoncezionali, mentre chi aveva visto la fiction era addirittura
ancora meno interessato di prima a farne uso. (I ricercatori
sostengono che questo atteggiamento potrebbe essere spiegato dal fatto
che i maschi non avevano gradito la fiction e non si erano identificati
nei personaggi).
Anche le ragazze che avevano visto il programma di informazione non
mostravano alcun cambiamento di atteggiamento verso l'uso degli
anticoncezionali, mentre coloro che avevano visto la fiction mostravano
di essere molto più interessate di prima al controllo delle nascite.
Identificarsi con i personaggi principali nella fiction The OC ha
fatto infatti sentire le giovani donne più vulnerabili, dal momento che
esse hanno sentito che ciò che accadeva alla protagonista della storia,
avrebbe potuto capitare anche a loro. Questo sentimento di vulnerabilità
è stata la chiave per motivare le ragazze ad un maggiore utilizzo degli
anticoncezionali.
"Una delle ragioni per cui alcune persone evitano l'uso degli
anticoncezionali è perché si sentono invulnerabili - hanno una
concezione ottimista sul fatto che nulla di male potrà mai succedere
loro", ha spiegato la ricercatrice. Se però viene data loro la
possibilità di vivere questa esperienza negativa per interposta persona,
attraverso una fiction, questo può avere effetti sul comportamento,
molto più di quanto si riuscirebbe a fare attraverso un messaggio
diretto."
La maggior parte dei soggetti non si è resa conto che l'episodio OC
"predicava" l'uso del controllo delle nascite, ma quelli che lo hanno
compreso (soprattutto i maschi) sono stati molto meno propensi a
cambiare atteggiamento nei confronti dell'uso degli anticoncezionali.
La ricerca ha dunque dimostrato che gli effetti principali della fiction
si sono avuti sulle persone che maggiormente si sono sentite coinvolte
emotivamente nella storia. La Moyer-Guse ha sottolineato che i risultati
non mostrano assolutamente che i maschi non si lascino persuadere da
racconti come le fiction TV: forse l'episodio scelto, dice la
ricercatrice, non era adatto ad un pubblico maschile e se fosse stato
scelto un altro argomento o un altra fiction, questa avrebbe potuto
essere convincente anche per gli spettatori di sesso maschile (direi
che comunque questo non può essere dato per scontato e andrebbe
dimostrato! N.d.B.)
In ogni caso la ricerca mostra che uno stesso messaggio può essere
inteso in modo diverso e che non sempre si ottengono i risultati che ci
si aspetta, perché la persuasione non avviene in automatico,
semplicemente inviando un messaggio: dipende molto anche dal tipo di
pubblico che riceve questo messaggio.
La Moyer-Guse ha condotto lo studio insieme a Robin Nabi della
University of California, Santa Barbara e la ricerca è stata pubblicata
nella rivista Human Communication Research.
Fonte:
Science Daily
Febb. 2010
PROTEGGERE I
FIGLI DALLA CULTURA SESSUALIZZATA
Proteggete i vostri figli da una cultura sessualizzata che li "bullizza":
questo è sostanzialmente il messaggio che riceveranno a breve i genitori
del Regno Unito attraverso una guida che consiglierà loro di insegnare
ai figli "il valore di ritardare le esperienze sessuali".
Secondo le linee guida di questa nuova camapagna governativa, nel XXI
secolo i bambini ed i ragazzi sono esposti a immagini con contenuti
sessuali in molti mezzi di comunicazione: nella pubblicità, in internet,
nei video games, nei cellulari, nelle canzoni, in Tv e sui giornali:
questi media spesso presentano una visione del sesso distorta e
imprecisa della sessualità, attraverso immagini sempre più esplicite.
Il problema della sessualità anticipata dei giovani in Gran Bretagna è
così sentito che Conservatori e Labouristi stanno lavorando insieme per
arginare il fenomeno, enfatizzando ad esempio l'istituzione matrimoniale
così come "le sfide e le responsabilità dell'essere genitori".
La guida inoltre si impegnerà ad insegnare ai ragazzi "come
resistere alle pressioni per perdere la propria verginità". Alla
base di questa campagna vi è l'osservazione che i giovani crescono oggi
in un mondo completamente diverso da quello dei propri genitori: è un
mondo ipertecnologico in cui le immagini sessuali sono onnipresenti e
forniscono spesso informazioni sbagliate sulle relazioni e sullo
sviluppo ed inoltre fanno sentire i ragazzi sotto pressione, spingendoli
a divenire soggetti sessualmente attivi prima ancora che essi si sentano
realmente pronti.
Il Children's Secretary, Ed Balls ha infine dichiarato che la campagna
mirerà ad enfatizzare l'importanza del matrimonio e delle relazioni
stabili. Tutto ciò diverrà parte della formazione Personale, Sociale,
della Salute (Health) ed Economica - PSHE - che il Governo renderà
obbligatoria entro il 2011.
Genn 10
COERCIZIONE RIPRODUTTIVA
Spesso le donne ed in particolare le ragazze più giovani, devono
affrontare alcuni comportamenti maschili che mirano a sabotare i metodi
di controllo delle nascite utilizzati, come danneggiare volontariamente
i preservativi, o distruggere i contraccettivi. Questi comportamenti di
"coercizione riproduttiva" sono frequentemente associati con la violenza
fisica e sessuale e mirano a far rimanere incinta la donna, anche contro
la sua volontà.
Di questo si parla in una nuova ricerca pubblicata online dalla rivista
Contraception, mentre lo studio specifico si chiama "Pregnancy
Coercion, Intimate Partner Violence and Unintended Pregnancy".
Le donne che sperimentano una violenza sessuale e una coercizione
riproduttiva, hanno chiaramente il doppio delle possibilità di rimanere
incinte.
"Questo studio mette in luce un fenomeno sotto-stimato", dice la
ricercatrice Elizabeth Miller, assistente presso la Davis School of
Medicine dell'Università della California e medico presso l'omonimo
Ospedale dei Bambini. Ci sono infatti molti uomini che fanno di tutto
perché la loro partner resti incinta, contro la volontà della donna.
La ricerca, condotta fra Agosto 2008 e marzo 2009 in cinque Ospedali
della Northern California, ha riguardato 1.300 donne, di lingua inglese
e spagnola, fra i 16 ed i 29 anni di età.
Le partecipanti hanno dovuto riempire un questionario in cui veniva loro
chiesto se avevano mai sperimentato il sabotaggio, da parte del partner,
del controllo delle nascite utilizzato: il 15 per cento ha risposto
positivamente.
Il 53% ha sperimentato una violenza, fisica e sessuale dal partner; più
di un terzo delle donne che hanno riportato la violenza - il 35% - hanno
riportato anche la coercizione alla gravidanza e il sabotaggio del
controllo delle nascite.
Fonte:Eurekalert
Genn 10
L'ECCITAZIONE SESSUALE E' DIVERSA FRA UOMINI E DONNE
La mente della donna e la sua zona genitale rispondono in modo
diverso all'eccitazione sessuale, mentre fra gli uomini questa
differenza fra eccitazione mentale ed eccitazione fisica è molto più
attenuata. Lo afferma uno studio condotto da Meredith Chivers, della
Queen's University di Kingston, in Canada ed i suoi collaboratori,
pubblicato questa settimana sulla rivista Springer's Archives of Sexual
Behavior.
La risposta sessuale umana è una combinazione dinamica di processi
cognitivi, emotivi e fisiologici. Chivers e colleghi erano interessati a
comprendere fino a che punto l'esperienza di eccitazione sessuale
potesse rispecchiare l'attività fisiologica genitale e se vi fossero, in
questo, differenze di genere.
Gli autori hanno così esaminato 134 studi, pubblicati tra il 1969 e il
2007, che hanno avuto l'obiettivo di misurare la correlazione esistente
tra le esperienze soggettive di eccitazione sessuale e le risposte
fisiologiche genitali. Nel complesso, gli studi esaminati hanno
riguardato oltre 2.500 donne e 1.900 uomini. I partecipanti a questi
studi avevano specificato i loro vissuti di eccitazione sessuale
soggettiva durante (o dopo) l'esposizione a una varietà di stimoli
sessuali. I ricercatori hanno misurato le reazioni fisiologiche agli
stimoli sessuali con metodi diversi, compresi i cambiamenti nello stato
di erezione del pene per gli uomini e le variazioni del flusso sanguigno
genitale per le donne.
I vissuti soggettivi e fisiologici di eccitamento sessuale degli uomini
hanno mostrato un maggior grado di sincronia rispetto a quelli donne.
Per i partecipanti di sesso maschile, le valutazioni soggettive di
eccitazione sessuale erano infatti in linea con le stimolazioni mentali
prodotte dall'attivazione del sistema fisiologico, mentre per le donne
le risposte della mente e dei genitali non erano così strettamente in
relazione fra loro (come avviene per gli uomini), il che suggerirebbe
una sorta di "separazione" tra i vissuti corporei della donna e quelli
prodotti dalla sua mente. La lettura delle misurazioni fisiologiche e la
valutazione soggettiva fornita sono state, infatti, notevolmente
diverse.
Fonte: Springer Science + Business Media via
Medical
News Today
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