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Home Page > SESSO IN PILLOLE > Pillole di informazione sulla sessualità (13) 2010


SESSO IN PILLOLE

2010
 


Pillole di informazione sulla sessualità: brevi, interessanti e curiose

 

Indice della Pagina:

Disturbo bipolare: come aiutare chi ne soffre

I giovani, gli anticoncezionali e le fiction TV

  Proteggere i figli dalla cultura sessualizzata

 Coercizione riproduttiva

  L'eccitazione sessuale è diversa fra uomini e donne
 
DISTURBO BIPOLARE: COME AIUTARE CHI NE SOFFRE

Ecco qualche consiglio per le persone che vivono con un partner che soffre di disturbo bipolare:
Il disturbo bipolare è una malattia, determinata da condizioni genetiche e ambientali e, come tutte le malattie mediche interessa l'umore, il pensiero e il comportamento, ma è importante ricordarsi che i sintomi non sono pienamente generalizzabili e che ogni persona è malata a modo suo;

Il disturbo bipolare di solito risponde bene ad una combinazione di farmaci adeguati e alla psicoterapia. Se non trattato o trattato in modo inadeguato, il disturbo bipolare può portare a problemi nella vita lavorativa, nelle relazioni, conducendo la persona anche a pensieri di morte;

I sintomi e i trattamenti, possono essere gestiti al meglio se c'è la collaborazione del/della partner. Occorre dunque mantenere il dialogo aperto su questi temi e andare insieme agli appuntamenti con il medico curante.

Quando si ha un nuovo episodio di disturbo bipolare occorre cercare di capire subito se si è in presenza di una recidiva di malattia e non sottovalutare nulla.

In aggiunta al trattamento professionale, molti altri fattori aiutano lo stile di vita del paziente e fondamentale è il supporto da parte dei familiari, degli amici, dei conoscenti.

Sicuri giovamenti possono essere trovati nel regolare esercizio fisico, in una buona dieta, nel dormire sano e nel ridurre ogni forma di stress.

Fonte: Bruce M. Cohen Living With Someone Who's Living With Bipolar Disorder: A Practical Guide for Family, Friends, and Coworkers
Mar 2010

 
I GIOVANI, GLI ANTICONCEZIONALI E LE FICTION TV

La gran parte dei giovani oggi riceve un'informazione abbastanza dettagliata sull'uso del preservativo ed altri metodi di controllo delle nascite, ma non per questo essi ne fanno poi effettivamente uso, tanto è vero che le gravidanze precoci continuano ad aumentare, all'estero quanto in Italia. Come fare dunque a convincere i giovani ad utilizzare gli anticoncezionali? Se ne è occupata una nuova ricerca, pubblicata in questi giorni.

Ad un gruppo di 353 studenti universitari, di età compresa tra 18 e 25 anni, sono stati mostrati due tipi di programmi tv: una fiction televisiva il cui soggetto era la gravidanza precoce di una loro coetanea, oppure un programma di informazione sulle difficoltà causate dalle gravidanze precoci.

Da tempo è infatti conosciuto il potere delle fiction: come ha affermato Emily Moyer-Guse, co-autrice dello studio e assistente professore di comunicazione presso la Ohio State University, le fiction possono influenzare moltissimo le persone, dal momento che un messaggio nascosto all'interno di una storia può superare con maggiore facilità la resistenza delle persone, mostrando di avere un grande impatto sulle loro credenze e le loro intenzioni.

Prima di guardare i programmi, i partecipanti hanno dovuto compilare un questionario che indagava la frequenza con cui essi utilizzavano una qualche forma di controllo delle nascite, se erano sessualmente attivi, la loro intenzione di utilizzare il controllo delle nascite nel corso dell'anno successivo.

Subito dopo aver visualizzato i programmi, i partecipanti hanno compilato un questionario: i ricercatori volevano infatti capire quanto fossero stati emotivamente coinvolti dal programma visto e, per coloro che avevano visto la fiction, quanto si fossero identificati con i personaggi, ecc.

Due settimane più tardi, i ragazzi sono stati nuovamente contattati ed è stato chiesto loro quale fosse la loro posizione relativamente al controllo delle nascite. I ricercatori hanno così scoperto che le risposte erano diverse, in base al genere sessuale.

I maschi che avevano visto il programma di informazione non mostravano infatti alcun cambiamento di atteggiamento nei confronti degli anticoncezionali, mentre chi aveva visto la fiction era addirittura ancora meno interessato di prima a farne uso. (I ricercatori sostengono che questo atteggiamento potrebbe essere spiegato dal fatto che i maschi non avevano gradito la fiction e non si erano identificati nei personaggi).

Anche le ragazze che avevano visto il programma di informazione non mostravano alcun cambiamento di atteggiamento verso l'uso degli anticoncezionali, mentre coloro che avevano visto la fiction mostravano di essere molto più interessate di prima al controllo delle nascite.

Identificarsi con i personaggi principali nella fiction The OC ha fatto infatti sentire le giovani donne più vulnerabili, dal momento che esse hanno sentito che ciò che accadeva alla protagonista della storia, avrebbe potuto capitare anche a loro. Questo sentimento di vulnerabilità è stata la chiave per motivare le ragazze ad un maggiore utilizzo degli anticoncezionali.

"Una delle ragioni per cui alcune persone evitano l'uso degli anticoncezionali è perché si sentono invulnerabili - hanno una concezione ottimista sul fatto che nulla di male potrà mai succedere loro", ha spiegato la ricercatrice. Se però viene data loro la possibilità di vivere questa esperienza negativa per interposta persona, attraverso una fiction, questo può avere effetti sul comportamento, molto più di quanto si riuscirebbe a fare attraverso un messaggio diretto."

La maggior parte dei soggetti non si è resa conto che l'episodio OC "predicava" l'uso del controllo delle nascite, ma quelli che lo hanno compreso (soprattutto i maschi) sono stati molto meno propensi a cambiare atteggiamento nei confronti dell'uso degli anticoncezionali.

La ricerca ha dunque dimostrato che gli effetti principali della fiction si sono avuti sulle persone che maggiormente si sono sentite coinvolte emotivamente nella storia. La Moyer-Guse ha sottolineato che i risultati non mostrano assolutamente che i maschi non si lascino persuadere da racconti come le fiction TV: forse l'episodio scelto, dice la ricercatrice, non era adatto ad un pubblico maschile e se fosse stato scelto un altro argomento o un altra fiction, questa avrebbe potuto essere convincente anche per gli spettatori di sesso maschile (direi che comunque questo non può essere dato per scontato e andrebbe dimostrato! N.d.B.)

In ogni caso la ricerca mostra che uno stesso messaggio può essere inteso in modo diverso e che non sempre si ottengono i risultati che ci si aspetta, perché la persuasione non avviene in automatico, semplicemente inviando un messaggio: dipende molto anche dal tipo di pubblico che riceve questo messaggio.

La Moyer-Guse ha condotto lo studio insieme a Robin Nabi della University of California, Santa Barbara e la ricerca è stata pubblicata nella rivista Human Communication Research.

Fonte: Science Daily
Febb. 2010
 

PROTEGGERE I FIGLI DALLA CULTURA SESSUALIZZATA

Proteggete i vostri figli da una cultura sessualizzata che li "bullizza": questo è sostanzialmente il messaggio che riceveranno a breve i genitori del Regno Unito attraverso una guida che consiglierà loro di insegnare ai figli "il valore di ritardare le esperienze sessuali".

Secondo le linee guida di questa nuova camapagna governativa, nel XXI secolo i bambini ed i ragazzi sono esposti a immagini con contenuti sessuali in molti mezzi di comunicazione: nella pubblicità, in internet, nei video games, nei cellulari, nelle canzoni, in Tv e sui giornali: questi media spesso presentano una visione del sesso distorta e imprecisa della sessualità, attraverso immagini sempre più esplicite.

Il problema della sessualità anticipata dei giovani in Gran Bretagna è così sentito che Conservatori e Labouristi stanno lavorando insieme per arginare il fenomeno, enfatizzando ad esempio l'istituzione matrimoniale così come "le sfide e le responsabilità dell'essere genitori".


La guida inoltre si impegnerà ad insegnare ai ragazzi  "come resistere alle pressioni per perdere la propria verginità". Alla base di questa campagna vi è l'osservazione che i giovani crescono oggi in un mondo completamente diverso da quello dei propri genitori: è un mondo ipertecnologico in cui le immagini sessuali sono onnipresenti e forniscono spesso informazioni sbagliate sulle relazioni e sullo sviluppo ed inoltre fanno sentire i ragazzi sotto pressione, spingendoli a divenire soggetti sessualmente attivi prima ancora che essi si sentano realmente pronti.


Il Children's Secretary, Ed Balls ha infine dichiarato che la campagna mirerà ad enfatizzare l'importanza del matrimonio e delle relazioni stabili. Tutto ciò diverrà parte della formazione Personale, Sociale, della Salute (Health) ed Economica  - PSHE - che il Governo renderà obbligatoria entro il 2011.

Genn 10

COERCIZIONE RIPRODUTTIVA

Spesso le donne ed in particolare le ragazze più giovani, devono affrontare alcuni comportamenti maschili che mirano a sabotare i metodi di controllo delle nascite utilizzati, come danneggiare volontariamente i preservativi, o distruggere i contraccettivi. Questi comportamenti di "coercizione riproduttiva" sono frequentemente associati con la violenza fisica e sessuale e mirano a far rimanere incinta la donna, anche contro la sua volontà.

Di questo si parla in una nuova ricerca pubblicata online dalla rivista Contraception, mentre lo studio specifico si chiama "Pregnancy Coercion, Intimate Partner Violence and Unintended Pregnancy".

Le donne che sperimentano una violenza sessuale e una coercizione riproduttiva, hanno chiaramente il doppio delle possibilità di rimanere incinte. 

"Questo studio mette in luce un fenomeno sotto-stimato", dice la ricercatrice Elizabeth Miller, assistente presso la Davis School of Medicine dell'Università della California e medico presso l'omonimo Ospedale dei Bambini. Ci sono infatti molti uomini che fanno di tutto perché la loro partner resti incinta, contro la volontà della donna.

La ricerca, condotta fra Agosto 2008 e marzo 2009 in cinque Ospedali della Northern California, ha riguardato 1.300 donne, di lingua inglese e spagnola, fra i 16 ed i 29 anni di età.
Le partecipanti hanno dovuto riempire un questionario in cui veniva loro chiesto se avevano mai sperimentato il sabotaggio, da parte del partner, del controllo delle nascite utilizzato: il 15 per cento ha risposto positivamente.
Il 53% ha sperimentato una violenza, fisica e sessuale dal partner; più di un terzo delle donne che hanno riportato la violenza - il 35% - hanno riportato anche la coercizione alla gravidanza e il sabotaggio del controllo delle nascite.

Fonte:Eurekalert
Link: Università della California

Genn  10

L'ECCITAZIONE SESSUALE E' DIVERSA FRA UOMINI E DONNE

La mente della donna e la sua zona genitale rispondono in modo diverso all'eccitazione sessuale, mentre fra gli uomini questa differenza fra eccitazione mentale ed eccitazione fisica è molto più attenuata. Lo afferma uno studio condotto da Meredith Chivers, della Queen's University di Kingston, in Canada ed i suoi collaboratori, pubblicato questa settimana sulla rivista Springer's Archives of Sexual Behavior.

La risposta sessuale umana è una combinazione dinamica di processi cognitivi, emotivi e fisiologici. Chivers e colleghi erano interessati a comprendere fino a che punto l'esperienza di eccitazione sessuale potesse rispecchiare l'attività fisiologica genitale e se vi fossero, in questo, differenze di genere.

Gli autori hanno così esaminato 134 studi, pubblicati tra il 1969 e il 2007, che hanno avuto l'obiettivo di misurare la correlazione esistente tra le esperienze soggettive di eccitazione sessuale e le risposte fisiologiche genitali. Nel complesso, gli studi esaminati hanno riguardato oltre 2.500 donne e 1.900 uomini. I partecipanti a questi studi avevano specificato i loro vissuti di eccitazione sessuale soggettiva durante (o dopo) l'esposizione a una varietà di stimoli sessuali. I ricercatori hanno misurato le reazioni fisiologiche agli stimoli sessuali con metodi diversi, compresi i cambiamenti nello stato di erezione del pene per gli uomini e le variazioni del flusso sanguigno genitale per le donne.

I vissuti soggettivi e fisiologici di eccitamento sessuale degli uomini hanno mostrato un maggior grado di sincronia rispetto a quelli donne. Per i partecipanti di sesso maschile, le valutazioni soggettive di eccitazione sessuale erano infatti in linea con le stimolazioni mentali prodotte dall'attivazione del sistema fisiologico, mentre per le donne le risposte della mente e dei genitali non erano così strettamente in relazione fra loro (come avviene per gli uomini), il che suggerirebbe una sorta di "separazione" tra i vissuti corporei della donna e quelli prodotti dalla sua mente. La lettura delle misurazioni fisiologiche e la valutazione soggettiva fornita sono state, infatti, notevolmente diverse.

Fonte: Springer Science + Business Media via Medical News Today
Genn 10

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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