La psicologia amica 10° anno online

Responsabile Scientifico:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology Pagina FacebookPagina Twitter

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

Consulenza
online

Appuntamenti 
in Studio

Consulenza Telefonica del GIOVEDI' News dal Blog
Questioni
di sex
Dr. W. La Gatta
348-3314908

349 590 7 591

Dentro e fuori di te
Dr. G. Proietti
347-0375949
dalle 11.00 alle 12.30
Consulenza
in videochat
     
Info Attualità Biblioteca Coppia Costume Donne
Genitori e Figli I Grandi Temi Interviste Personaggi Psiche in pillole Sesso in pillole
Sessuologia Terapie_Tecniche Test in English Consulenza Il Sesso e L'Amore

Sesso in pillole (11)
Home Page > SESSO IN PILLOLE > Sesso in pillole 11


Pillole di informazione sulla sessualità (11) 2008/2

Indice della Pagina:

La bisessualità maschile: nuove ricerche

La qualità dello sperma è legata all'intelligenza

L'AIDS continua a colpire

Cosa c'è dietro un uomo che pretende rapporti sessuali?

Sesso e ragazze di periferia

Il matrimonio non fa bene agli uomini

 Un partner ricco e colto è meno pericoloso per le malattie sessualmente trasmesse?

La libido

Gli uomini preferiscono le vergini

  Molestie sessuali al femminile

Perché le donne dimenticano i contraccettivi

Gli europei si ubriacano per fare sesso

Essere asessuali
LA BISESSUALITA' MASCHILE: NUOVE RICERCHE

La ricerca di Alfred Kinsey sul comportamento sessuale dell'uomo, titolo originale "Sexual Behavior in the Human Male" rivelò, sessanta anni fa, quando fu pubblicata per la prima volta, molti particolari sconosciuti sulla sessualità maschile ed in particolare sulla bisessualità, anche se quest'ultimo termine non fu mai utilizzato.
Il "Rapporto Kinsey" propose una scala a sette punti sulla eterosessualità-bisessualità conosciuta come la Kinsey Scale, ovvero uno strumento per definire l'orientamento sessuale di una persona, sia di sesso maschile che femminile.
Ora la Kinsey Scale è divenuta un punto di riferimento, sia nella letteratura scientifica sia nella divulgazione popolare ma, come dice un articolo pubblicato nel numero di dicembre nella rivista "Journal of Bisexuality", molte teorie sembrano oggi datate e necessitano di un aggiornamento.
I ricercatori del Center for Sexual Health Promotion, collaborando con Paul H. Gebhard, il quale partecipò al gruppo originale di ricerca guidato da Kinsey e fu poi direttore del Kinsey Institute fra il 1956 ed il 1982, l'orientamento sessuale è molto più fluido di quanto si pensi e le preferenze individuali, incluse quelle relative all'orientamento sessuale, durante il ciclo di vita possono spostarsi di molto all'interno della scala di eterosessualità-omosessualità.
Gebhard ritiene che, dai tempi di Kinsey, la ricerca sessuale si sia sempre più ispirata ad un modello medico di ricerca sessuale, orientando la ricerca alla scoperta di eventuali cause genetiche dell' omosessualità, prendendo come riferimento di "normalità" il comportamento eterosessuale.
La bisessualità sarebbe stata dunque troppo poco considerata in queste ricerche, che hanno preso in considerazione prevalentemente l'eterosessualità o l'omosessualità.
La biologia e la genetica, dicono i ricercatori, fanno chiaramente parte del quadro, ma non si possono negare l'importanza che hanno l'ambiente e la cultura nella formazione dell'individuo, aspetti che secondo Kinsey erano tra i più importanti.
Gebhard, che oggi ha 92 anni, è l'ultimo membro vivente del gruppo di ricerca guidato da Kinsey ed è professore emerito nel Dipartimento di Antropologia presso l'Università dell'Indiana. Secondo Gebhard ed i suoi co-autori, per indagare meglio sul fenomeno della sessualità oggi occorrerebbe:

* Accantonare il concetto per cui l'eterosessualità sia sinonimo di "normalità"

* Migliorare la composizione dei campioni di soggetti sui quali vengono compiute le ricerche: andare a cercare individui dichiaratamente bisessuali nei locali gay ad esempio può essere un errore, perché la bisessualità può essere una cosa molto diversa da quella vissuta da chi frequenta certi locali

* E' importante ridare un senso alla scala di Kinsey: non si dovrebbero categorizzare le persone in "eterosessuali", "omosessuali" e "bisessuali", perché l'esperienza dimostra che una stessa persona può variare il suo orientamento sessuale, durante la vita, spostandosi, da un punto all'altro di questa scala.

Fonte:
Dodge, B., Reece, M., & Gebhard, P. H. (2008). "Kinsey and beyond: Past, present, and future considerations for research on male bisexuality." Journal of Bisexuality, 8(3/4), 177-191, via Eurekalert
Dic 08
LA QUALITA' DELLO SPERMA E' LEGATA ALL'INTELLIGENZA

Alcuni campioni di sperma di 425 veterani della guerra nel Vietnam, raccolti nel 1985 dal Centres for Disease Control and Prevention americano sono stati recentemente analizzati per una interessante ricerca.

Gli scienziati hanno analizzato il volume e la mobilità dello sperma, così come i punteggi realizzati da questi soggetti in alcuni test di intelligenza cui furono sottoposti, scoprendo che, non considerando l'età e lo stile di vita, che notoriamente influiscono sulla qualità dello sperma, il primo fattore che risulta correlato ad una migliore qualità degli spermatozoi è un'elevata intelligenza dei soggetti.

La teoria suggerisce che molti geni lavorino insieme per rendere alcuni individui in migliore salute, più in forma e maggiormente intelligenti.

Fonte : BBC News
Dic 08

L'AIDS CONTINUA A COLPIRE

Nel 2005, circa 15 milioni di bambini nel mondo hanno perduto un genitore a causa dell'AIDS, di cui 12 milioni nell'Africa sub-sahariana. Nel mondo ci sono oggi 33 milioni di persone che soffrono del virus da immunodeficienza acquisita (HIV).

Gli organizzatori della giornata mondiale contro l'AIDS (che si celebra oggi) lanciano un appello ai Governi, affinché facciano seguire alle parole i fatti per le cure da concedere a tutti i malati e per le misure preventive da stanziare.

L'Africa resta il parente povero della lotta contro questa malattia, che però è presente anche nei paesi ricchi, dove migliaia di persone vengono contaminate ogni anno.

La ricerca sull'AIDS resta in primo piano, come mostra l'attribuzione del premio Nobel della medicina per il 2008 ai due scienziati che hanno scoperto l'HIV, Françoise Barré-Sinoussi e Luc Montagnier, nel 1984.

Degli scienziati americani hanno scoperto recentemente un gene che potrebbe portare alla creazione di un vaccino; inoltre si cominciano ad osservare delle persone sieropositive che non hanno sviluppato l'AIDS. In questa corsa contro la morte c'è una sola parola magica: PREVENZIONE.


Fonte : Radio Canada
Dic 08

COSA C'E' DIETRO UN UOMO CHE PRETENDE RAPPORTI SESSUALI?

I bambini che sperimentano un abuso fisico o sessuale hanno maggiori probabilità di utilizzare, quando saranno adolescenti o giovani adulti, un comportamento sessualmente aggressivo nei confronti della loro partner femminile. Questa è la conclusione di una ricerca condotta da Erin Casey, assistente professore di Lavoro Sociale presso la University of Washington Tacoma.
Sebbene certi comportamenti sessualmente coercitivi implichino l'uso della forza fisica, vi possono essere comunque altre tattiche, dice la ricercatrice, come pressioni psicologiche, insistenza, manipolazione ecc. allo scopo di fare sesso con una persona che non desidera farlo.
In questo studio, pubblicato sul Journal of Interpersonal Violence viene tuttavioa specificato che non esiste un automatismo: un bambino che ha subito violenza non diventerà necessariamente una persona sessualmente aggressiva. Lo studio evidenza a questo scopo il dato secondo il quale il 55 per cento degli uomini che mostravano di avere questi comportamenti coercitivi con la partner sessuale non avevano in realtà subito alcun abuso da bambini, né fisico, né sessuale. Si parla solo di "probabilità" di diventare persone abusanti, una probabilità che è più di quattro volte superiore alla media.
Lo studio si è basato sui dati del National Longitudinal Study of Adolescent Health, che ha interessato 20.000 ragazzi, intervistati per tre volte in un periodo di sei anni, a cominciare dai loro 16 anni. I ricercatori hanno individuato i casi di 5.649 ragazzi, intervistati all'età di 22 anni, eterosessuali e che avevano fatto sesso almeno una volta.
Risultato: il 5.6 per cento di essi utilizzava questi metodi coercitivi per ottenere rapporti sessuali con una partner femminile. Vi erano anche altri fattori di rischio, oltre all'aver subito un abuso: il comportamento delinquenziale e l'età in cui avevano fatto sesso per la prima volta.
Infatti, l'aver subito un abuso sessuale portava questi giovani ad essere sessualmente attivi molto presto. Altrettanto dicasi per i ragazzi coinvolti in comportamenti di delinquenza minorile, i quali mostravano di avere, nei confronti delle ragazze, un linguaggio e un atteggiamento del tutto inadeguati. Secondo questo studio non c'è invece un legame diretto fra problemi di alcol in adolescenza e successivo atteggiamento sessualmente coercitivo verso la donna.

Link: University of Washington
Fonte: Medical News
Ott. 09

SESSO E RAGAZZE DI PERIFERIA

Sulla rivista Child Development è stato pubblicato in questi giorni un nuovo studio delle Università di Montréal, di New Brunswick e di Tufts riguardante le giovani adolescenti che vivono nei quartieri di periferia, le quali hanno maggiori probabilità di cominciare ad avere rapporti sessuali prestissimo, uscendo con ragazzi più grandi di loro.
I risultati della ricerca, condotta da Véronique Dupéré, mostrano una realtà secondo la quale le ragazze più giovani amano accompagnarsi con ragazzi più grandi di almeno tre anni, tipi poco affidabili che le iniziano alla sessualità.
Per questo studio, il gruppo di ricerca ha preso come riferimento un sub-campione di ragazzi e ragazze del National Longitudinal Survey of Children and Youth, per un totale di 2.596 adolescenti canadesi, che sono stati seguiti fra i loro 12 e 15 anni. Un quarto di essi viveva in un quartiere povero di periferia e, nella maggior parte dei casi, si trattava di ragazzi di razza bianca. Secondo la ricerca, i comportamenti a rischio per le ragazzine cominciano intorno ai 10-11 anni: si parla di aggressione fisica (bullismo, violenza fisica), tendenze distruttive (vandalismo, ruberie), violazione delle regole (stare fuori tutta la notte, scappare di casa). Del campione esaminato, il 13% degli adolescenti è stato considerato composto di soggetti a rischio, dal momento che avevano avuto nell’anno almeno tre dei comportamenti considerati devianti.

Fonte: “Neighborhood Poverty and Early Transition to Sexual Activity in Young Adolescents: A Developmental Ecological Approach,” published in the journal Child Development, by Véronique Dupéré, Eric Lacourse and Richard E. Tremblay of the Research unit on children’s psychosocial maladjustment at the Université de Montréal, J. Douglas Willms of the University of New Brunswick and Tama Leventhal of Tufts University, via Medical News Today

Sett. 08

IL MATRIMONIO NON FA BENE AGLI UOMINI


Da qualche anno si dice che le persone coniugate siano in migliore salute psico-fisica rispetto ai singles. Una nuova ricerca suggerisce però di non generalizzare e di fare degli opportuni distinguo. Sembra infatti che la salute dei mai coniugati stia decisamente migliorando. Hui Liu, assistente di sociologia presso la Michigan State University afferma che: “Le persone sposate sono ancora in migliore salute rispetto a quelle non sposate, ma la differenza si sta riducendo, specialmente per gli uomini”. La scoperta di Liu e Debra Umberson della University of Texas ad Austin apparirà nel numero di settembre del Journal of Health and Social Behavior. L’articolo si chiama ”The Times They Are a Changin’: Marital Status and Health Differentials from 1972 to 2003.” I ricercatori hanno analizzato gli studi prodotti dal National Health Survey scoprendo che questo miglioramento nella salute psicofisica dei singles riguarda in particolare soggetti maschi che non si sono mai sposati. La ragione di questo trend è spiegata nel fatto che i celibi uomini hanno oggi un maggiore accesso alle risorse sociali e al supporto pubblico, che una volta poteva essere fornito solamente da una buona moglie. Questo miglioramento generale delle condizioni di vita dei singles riguarda sia gli uomini che le donne, sia i bianchi sia i neri. Anche le condizioni di salute delle donne sposate sono migliorate, mentre la salute degli uomini sposati è rimasta stabile. I politici e gli studiosi continuano in America a dibattere sul valore sociale del matrimonio, cercando di incoraggiare le unioni matrimoniali fra gruppi poco inclini a farlo, come i poveri e le minoranze, ma questa secondo il ricercatore, potrebbe non essere una buona indicazione da dare. Chi sta peggio non è dunque la persona che non si è mai sposata, specialmente se di sesso maschile: i più abbattuti sul piano psico-fisico risultano essere i vedovi, i divorziati ed i separati, i quali sono molto peggiorati fra il 1972 e il 2003 rispetto alle persone coniugate. E questo è vero per uomini e donne, sebbene il gap fra persone precedentemente sposate e persone attualmente sposate sia più pronunciato per le donne che non per gli uomini.

Fonte: Eurekalert
Ago 08

 

UN PARTNER RICCO E COLTO E' MENO PERICOLOSO PER LE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE?

Spesso si tende a credere che il rischio di malattie sessualmente trasmesse sia maggiore se non conosciamo bene il/la partner : lo conferma ora una ricerca canadese condotta dalla Dott.ssa Cindy Masaro della University of British Columbia, aggiungendo un particolare che non si conosceva.

Il gruppo di ricerca ha intervistato 317 persone, permettendo così di mettere a punto una scala di credenze sulla sicurezza nei riguardi del partner, allo scopo di determinare quali sono i fattori che maggiormente influenzano la percezione di sicurezza o insicurezza nei riguardi del/della partner.

Lo studio è stato pubblicato nella rivista Sexually Transmitted Diseases. L'analisi di regressione lineare indica che le persone più colte e con migliore stato sociale vengono considerate più 'sicure' nei confronti della possibilità di contagio da HIV e altre malattie sessualmente trasmesse.


Giu 08

LA LIBIDO

Libido è un termine latino, che significa 'desiderio'. Fu impiegato da Sigmund Freud per designare l'energia corrispondente all'aspetto psichico della pulsione sessuale ("l'espressione dinamica nella vita psichica della pulsione sessuale"). Secondo Freud, così come per Schopenhauer, lo scopo della libido è sostanzialmente quello di mantenere la vita sulla terra, attraverso la riproduzione delle specie. Anche nella concezione darwiniana, gli esseri umani più 'libidinosi' erano quelli più portati a dare seguito ai dettami della natura.

Per Jung invece il termine 'libido' designa l'energia psichica in generale, presente in tutto quello che è 'appetitus' o 'tendenza verso', non necessariamente sessuale.

In una donna che ha un regolare ciclo sessuale, la massima espressione della libido avviene dopo 14 giorni dall'inizio del ciclo mestruale (estro) e corrisponde ad un periodo di abbondanti secrezioni di ormoni femminili.

La libido può essere stimolata da alcuni aspetti di tipo culturale, come ad esempio la musica, alcune forme di danza, la poesia o la letteratura. Ci sono anche sostanze chimiche che stimolano il desiderio sessuale, come l'alcol, lo zenzero, alcuni profumi ecc.

Alcune popolazioni credono che la libido possa essere sviluppata utilizzando alcuni particolari oggetti, che ricordano, direttamente o indirettamente, gli aspetti della vita sessuale, come ad
esempio le pinne dello squalo tigre.

GLI UOMINI PREFERISCONO LE VERGINI

Circa un australiano su tre desidera che la moglie indossi l'abito bianco al momento del matrimonio, per tener fede al simbolismo di castità che esso rappresenta

Sono stati intervistati 57.000 uomini (rivista australiana FHM), da cui emergono i seguenti dati:

- il 28 per cento spera di sposare una vergine
- il 41% spera di trovare una moglie che non abbia avuto più di cinque partners
- il 5 per cento desidera una moglie che sia andata a letto con più di 15 uomini.

Il sondaggio è stato condotto online, essendo stato pubblicato sul sito della rivista per due mesi. Hanno risposto soprattuto uomini, di età compresa fra i 20 ed i 30 anni, con un lavoro e di livello culturale universitario.

Ma l'ideale può essere molto diverso dalla fantasia: una ricerca del 2005 dell' Australian Longitudinal Study of Health and Relationships ha mostrato che solo l'11 per cento delle donne e il 5% degli uomini di età compresa fra i 16 ed i 35 anni hanno avuto rapporti sessuali solamente con il partner attuale. Lo stesso studio ha mostrato come gli uomini australiani fra i 30 ed i 39 anni abbiano avuto in media 9,5 partner sessuali (le donne della stessa fascia d'età 4,7 partners sessuali).

Fonte: The Sun-Herald via Sidney Morning Herald
MOLESTIE SESSUALI AL FEMMINILE

Una nuova ricerca della University of Georgia si occupa di molestie sessuali, ma questa volta delle molestie perpetrate dalle donne nei confronti degli uomini. Senza nessuna sorpresa, si scopre che queste donne, a loro volta, sono state vittime di abusi sessuali nell'infanzia. Non si sa quanto sia esteso il fenomeno delle sex offenders: al momento si stima intorno al sette per cento (circa il 95% dei crimini sessuali è commesso dagli uomini).
Lo studio, uno dei più importanti finora condotti su questo argomento, ha studiato 130 donne carcerate, di cui 60 erano 'sex offenders' (in italiano sembra anche mancare la parola... 'Molestatrici sessuali'? ) e 70 avevano compiuto dei reati, ma non di tipo sessuale.
Sono stati esaminati vari fattori, fra cui i traumi infantili, l'uso di sostanze, i bisogni emotivi, i disturbi della personalità. La maggior parte di entrambi i gruppi ha affermato di essere stata vittima di maltrattamenti durante l'infanzia; le 'sex offenders' però avevano avuto esperienze molto più serie e frequenti di abuso fisico, in particolare sessuale, oltre che di trascuratezza da parte dei genitori.
Secondo i ricercatori, se queste vittime di abusi potessero essere curate per tempo dai traumi subiti, si potrebbero prevenire ulteriori abusi e chiudere così il cerchio.

Link:
Study: Most female child molesters were victims of sexual abuse

Fonte: World of Psychology

MAG 08


PERCHE' LE DONNE DIMENTICANO I CONTRACCETTIVI

Ogni anno, la metà delle donne americane che non desiderano una gravidanza restano puntualmente incinte. Perché? Come ci dice una recente ricerca del Guttmacher Institute di New York, la ragione sta nel fatto che le donne 'dimenticano' o non usano correttamente i contraccettivi. Per questo motivo, 28 milioni di donne negli Stati uniti rischiano ogni anno gravidanze indesiderate.
Ciò è dovuto sicuramente alla impossibilità di avere accesso alle cure sanitarie (molte donne dicono di non potersi permettere gli anticoncezionali, come ad esempio la pillola, che richiede una prescrizione ed una visita preventiva). Ma la ricerca ha scoperto che più della metà delle donne che avevano 'dimenticato' i contraccettivi per almeno un mese erano anche quelle che avevano sperimentato un evento particolare: la fine di una relazione, un trasloco, l'inizio di un nuovo lavoro, una crisi personale.
Si è visto inoltre che molte donne non sono soddisfatte del metodo contraccettivo utilizzato, il che porta appunto a 'dimenticarlo'. Lo scorso mese il National Center for Health Statistics ha rilevato che nel 2004 vi sono state 6,4 milioni di gravidanze (meno 6% dal 1990). Il 45% delle gravidanze erano di donne non sposate; vi sono stati 1,22 milioni di aborti e 1,06 milioni di bambini nati morti e aborti naturali.
La ricerca ha inoltre dimostrato che queste dimenticanze spesso nascondono una ambivalenza della donna riguardo alla propria gravidanza: molte la vorrebbero, ma non riescono ad ammetterlo con sé stesse, per vari motivi.
Perché una donna sia realmente attiva e consapevole nella prevenzione delle gravidanze indesiderate occorre che il metodo scelto sia soddisfacente, così come il rapporto con il ginecologo e con le altre figure professionali che si occupano di contraccezione. Questo, secondo la ricerca, è quello che realmente incide nel comportamento delle donne, molto più della scarsa cultura e della povertà.

Fonte: Reuters
Mag 08

GLI EUROPEI SI UBRIACANO PER FARE SESSO

I
giovani europei bevono molto e questo si sapeva già, ma ora si sa anche perché i giovani bevono molto: per 'migliorare' la loro vita sessuale. Questo è almeno ciò che suggerisce una recente ricerca secondo la quale circa il 33% dei giovani di età compresa fra i 16 e i 35 anni (per i soggetti di sesso maschile), ed il 23% delle ragazze beve alcool per avere maggiori chances di coinvolgersi in rapporti sessuali occasionali.
Lo studio, ha spiegato Mark Bellis della John Moores University di Liverpool , ha riguardato 1341 giovani residenti in nove Paesi, tra cui l'Italia, e sarà pubblicato su BMC Public Health.
Oltre che all'alcol, i giovani ricorrono, per gli stessi motivi, a cocaina, ecstasy e cannabis e queste droghe vengono utilizzate soprattutto per prolungare o migliorare l'eccitazione sessuale.
Il risultato diretto di questo comportamento è che i ragazzi hanno rapporti sessuali non sicuri.
I partecipanti allo studio di cui parliamo erano di una specifica città dei seguenti Paesi: Regno Unito, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Grecia, Italia (Venezia), Portogallo, Spagna e Slovenia. Tutti i giovani intervistati erano frequentatori di -pub, bar e discoteche.
Il dato più importante emerso dalla ricerca è che l'uso precoce di alcol è legato al desiderio di fare sesso prima dei 16 anni, e questo accade in tutti i Paesi, specialmente fra le ragazze.
Quanto alla diffusione del fenomeno sul territorio europeo sappiamo che i più attivi nel bere alcolici per fare sesso occasionale prima dei sedici anni sono gli austriaci (quasi il 50% del campione, misurato a Vienna); a Venezia la percentuale è stata del 36%, a Palma, in Spagna, del 37% e, a Liverpool, del 30%. (Verremmo dunque subito dopo gli austriaci)
Più di un quarto dei giovani che fa uso di cocaina ha affermato di utilizzare questa sostanza per prolungare il sesso e magari disinibirsi un po', in modo da avere più partners. Infatti, tra coloro che avevano bevuto nelle ultime quattro settimane molto elevata è stata la percentuale di ragazzi che avevano fatto sesso con cinque o più partners, in genere senza preservativo. Sebbene i ragazzi escano con un mare di rimorsi da queste esperienze, essi continuano a prendere queste sostanze per raggiungere effetti sessuali "molto specifici".
Conclusione: per prevenire la trasmissione di malattie sessualmente trasmesse occorrerebbe, tra l'altro, monitorare i comportamenti dei giovanissimi alle prese con l'alcol.
 
Fonte: Adattamento da articolo della BBC
Mag 08

ESSERE ASESSUALI

Si può essere delle persone 'normali' pur senza desiderare il sesso? Si, secondo il movimento degli 'asessuali' : persone che non hanno desiderio sessuale, ma che per questo non si sentono malate e che vorrebbero che questa loro caratteristica fosse considerata come un nuovo genere di identità sessuale. In pratica, come la società riconosce i diritti degli eterosessuali, degli omosessuali, dei transessuali, ora si dovrebbe pensare anche a questa nuova categoria: gli asessuali.
Il loro slogan è: «No sex, no problem» in quanto, secondo loro, si può vivere felici anche senza piacere sessuale, senza masturbazione, senza frustrazioni dovute all'assenza di sesso.
Negli Stati Uniti il movimento (Aven - Asexual Visibility and Education Network Visibility) sta diventando un vero e proprio fenomeno sociale.
Molti asessuali si dichiarano tali dalla nascita: essi non si sono mai sentiti attratti da nessuno, né da ragazzi, né da ragazze e, se si sono masturbati, l'hanno fatto solamente in modo meccanico, senza associare all'atto pensieri o fantasie particolari.
Non si tratta di incapacità di avere una vera e propria relazione sessuale (niente a che vedere, almeno ufficialmente, con l'impotenza o la frigidità), ma di un movimento che vuole rivendicare semplicemente il diritto a non fare sesso.
Tutto cominciò nel 2002, quando l'americano David Jay, 22 anni, creò Aven, un «rifugio» per quanti erano stufi di essere considerati impotenti solo perché erano ancora vergini e non cercavano relazioni sessuali. David riteneva che il mondo sopravvalutasse la sessualità e che in realtà non ci fosse alcun bisogno di fare sesso per essere più felici. Non desiderare la sessualità infatti, secondo il movimento Aven, non significa soffrire di disfunzioni, perché i membri di questa comunità non si sentono affatto "malati". Il così detto "desiderio sessuale ipoattivo" o "iposessualità" sarebbe, per loro, solo un aspetto della diversità umana.
L'unico studio condotto su questo tema risale al 2004 : il Dr.Anthony Bogaert stabilì, a seguito di una specifica ricerca durata dieci anni su un campione di 18 000 britannici, che esisterebbe una nuova minoranza sessuale, calcolabile intorno all'1% della popolazione, che dichiara di non aver mai sentito desiderio sessuale per qualcuno. Lo studio non permette di capire le ragioni del fenomeno, anche se precisa che gli asessuali sono in genere donne o delle persone di taglia piccola, con un livello di istruzione scarso e in genere sposate da diverso tempo...
Nel sito Aven, che sta aprendo in tutte le lingue, gli iscritti dichiarano di essere così dalla nascita e di non voler cambiare la loro identità solo per ragioni di conformismo sociale: non vogliono essere colpevolizzati dalla società e stanno pensando addirittura ad un A-Pride, sul genere di quello gay. «No sex, please» c'è scritto sulle loro magliette ed il loro simbolo (una A al contrario) è divenuto un gadget presente su borse, magliette, spille ecc.
Il fenomeno richiama un modo di pensare tipicamente anglosassone: essere orgogliosi di appartenere ad un gruppo socialmente minoritario, che reclama di essere rispettato.
Ovviamente è un loro diritto, ma il loro movimento potrebbe essere potenzialmente pericoloso, in quanto capace di attrarre persone che hanno dei problemi sessuali, di cui però non sono consapevoli. Dietro la convinzione che essere "A" è bello e che il partner ideale deve essere un altro "A" potrebbe esserci infatti molto di più, ma del resto i tempi in cui viviamo ci invitano a non cercare la "normalità" solamente nella statistica.

Mag 08
 

 Psicolinea.it © 2001-2011

Disclaimer

Credits

Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

Stampa

Cerca nel Sito

Amnesty International 150 anni dell'Unità d'ItaliaSave the Children Italia Onlus

psicolinea.it® è un marchio registrato
I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it.
E' espressamente vietato riprodurre e diffondere,
integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it

 

 
Psicolinea on Facebook

Per fare della timidezza un punto di forza:
clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale