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LA QUALITA'
DELLO SPERMA E' LEGATA ALL'INTELLIGENZA
Alcuni campioni di sperma di 425 veterani
della guerra nel Vietnam, raccolti nel 1985 dal Centres for Disease
Control and Prevention americano sono stati recentemente analizzati per
una interessante ricerca.
Gli scienziati hanno analizzato il volume e la mobilità dello sperma,
così come i punteggi realizzati da questi soggetti in alcuni test di
intelligenza cui furono sottoposti, scoprendo che, non considerando
l'età e lo stile di vita, che notoriamente influiscono sulla qualità
dello sperma, il primo fattore che risulta correlato ad una migliore
qualità degli spermatozoi è un'elevata intelligenza dei soggetti.
La teoria suggerisce che molti geni lavorino insieme per rendere alcuni
individui in migliore salute, più in forma e maggiormente intelligenti.
L'AIDS CONTINUA A COLPIRE
Nel 2005, circa 15 milioni di bambini nel
mondo hanno perduto un genitore a causa dell'AIDS, di cui 12 milioni
nell'Africa sub-sahariana. Nel mondo ci sono oggi 33 milioni di persone
che soffrono del virus da immunodeficienza acquisita (HIV).
Gli organizzatori della giornata mondiale contro l'AIDS (che si celebra
oggi) lanciano un appello ai Governi, affinché facciano seguire alle
parole i fatti per le cure da concedere a tutti i malati e per le misure
preventive da stanziare.
L'Africa resta il parente povero della lotta contro questa malattia, che
però è presente anche nei paesi ricchi, dove migliaia di persone vengono
contaminate ogni anno.
La ricerca sull'AIDS resta in primo piano,
come mostra l'attribuzione del premio Nobel della medicina per il 2008
ai due scienziati che hanno scoperto l'HIV, Françoise Barré-Sinoussi e
Luc Montagnier, nel 1984.
Degli scienziati americani hanno scoperto recentemente un gene che
potrebbe portare alla creazione di un vaccino; inoltre si cominciano
ad osservare delle persone sieropositive che non hanno sviluppato
l'AIDS. In questa corsa contro la morte c'è una sola parola magica:
PREVENZIONE.
Fonte : Radio Canada
Dic 08
COSA C'E' DIETRO UN UOMO
CHE PRETENDE RAPPORTI SESSUALI?
I bambini che sperimentano un abuso fisico o
sessuale hanno maggiori probabilità di utilizzare, quando
saranno adolescenti o giovani adulti, un comportamento
sessualmente aggressivo nei confronti della loro partner
femminile. Questa è la conclusione di una ricerca condotta da Erin Casey,
assistente professore di Lavoro Sociale presso la University of
Washington Tacoma.
Sebbene certi comportamenti sessualmente coercitivi implichino l'uso
della forza fisica, vi possono essere comunque altre
tattiche, dice la ricercatrice, come pressioni psicologiche, insistenza, manipolazione ecc. allo
scopo di fare sesso con una persona che non desidera farlo.
In questo studio, pubblicato sul Journal of Interpersonal Violence viene
tuttavioa specificato che non esiste un automatismo: un bambino
che ha subito violenza non diventerà necessariamente una persona
sessualmente aggressiva. Lo studio evidenza a questo scopo il
dato secondo il quale il 55 per cento degli uomini che
mostravano di avere questi comportamenti coercitivi con la partner
sessuale non avevano in realtà subito alcun abuso da
bambini, né fisico, né sessuale. Si parla solo di "probabilità" di
diventare persone abusanti, una probabilità che è più di quattro
volte superiore alla media.
Lo studio si è basato sui dati del National Longitudinal Study of
Adolescent Health, che ha interessato 20.000 ragazzi, intervistati
per tre volte in un periodo di sei anni, a cominciare dai loro 16 anni.
I ricercatori hanno individuato i casi di 5.649 ragazzi, intervistati
all'età di 22 anni, eterosessuali e che avevano fatto sesso almeno una
volta.
Risultato: il 5.6 per cento di essi utilizzava questi metodi
coercitivi per ottenere rapporti sessuali con una partner
femminile. Vi erano anche altri fattori di rischio, oltre all'aver
subito un abuso: il comportamento delinquenziale e l'età in cui
avevano fatto sesso per la prima volta.
Infatti, l'aver subito un abuso sessuale portava questi giovani
ad essere sessualmente attivi molto presto. Altrettanto dicasi per i
ragazzi coinvolti in comportamenti di delinquenza minorile, i quali
mostravano di avere, nei confronti delle ragazze, un linguaggio
e un atteggiamento del tutto inadeguati. Secondo questo studio
non c'è invece un legame diretto fra problemi di alcol in adolescenza e
successivo atteggiamento sessualmente coercitivo verso la donna.
Link:
University of Washington
Fonte:
Medical News
Ott. 09
SESSO E RAGAZZE DI PERIFERIA
Sulla rivista Child Development è stato
pubblicato in questi giorni un nuovo studio delle Università di Montréal,
di New Brunswick e di Tufts riguardante le giovani adolescenti
che vivono nei quartieri di periferia, le quali hanno maggiori
probabilità di cominciare ad avere rapporti sessuali prestissimo,
uscendo con ragazzi più grandi di loro.
I risultati della ricerca, condotta da Véronique Dupéré, mostrano una
realtà secondo la quale le ragazze più giovani amano
accompagnarsi con ragazzi più grandi di almeno tre anni, tipi
poco affidabili che le iniziano alla sessualità.
Per questo studio, il gruppo di ricerca ha preso come riferimento un
sub-campione di ragazzi e ragazze del National Longitudinal Survey of
Children and Youth, per un totale di 2.596 adolescenti canadesi, che
sono stati seguiti fra i loro 12 e 15 anni. Un quarto di essi viveva in
un quartiere povero di periferia e, nella maggior parte dei casi, si
trattava di ragazzi di razza bianca. Secondo la ricerca, i comportamenti a rischio per le ragazzine
cominciano intorno ai 10-11 anni: si parla di
aggressione fisica (bullismo, violenza fisica), tendenze distruttive
(vandalismo, ruberie), violazione delle regole (stare fuori tutta la
notte, scappare di casa). Del campione esaminato, il 13% degli
adolescenti è stato considerato composto di soggetti a rischio, dal
momento che avevano avuto nell’anno almeno tre dei comportamenti
considerati devianti.
Fonte: “Neighborhood Poverty and Early Transition to Sexual Activity in
Young Adolescents: A Developmental Ecological Approach,” published in
the journal Child Development, by Véronique Dupéré, Eric Lacourse and
Richard E. Tremblay of the Research unit on children’s psychosocial
maladjustment at the Université de Montréal, J. Douglas Willms of the
University of New Brunswick and Tama
Leventhal of Tufts University, via
Medical News Today
Sett. 08
IL MATRIMONIO NON FA BENE AGLI UOMINI
Da qualche anno si dice che le persone coniugate siano in migliore
salute psico-fisica rispetto ai singles. Una nuova ricerca suggerisce
però di non generalizzare e di fare degli opportuni distinguo.
Sembra infatti che la salute dei mai coniugati stia decisamente
migliorando. Hui Liu, assistente di sociologia presso la Michigan State
University afferma che: “Le persone sposate sono ancora in migliore
salute rispetto a quelle non sposate, ma la differenza si sta riducendo,
specialmente per gli uomini”. La scoperta di Liu e Debra Umberson della University of Texas ad Austin
apparirà nel numero di settembre del Journal of Health and Social
Behavior. L’articolo si chiama ”The Times They Are a Changin’: Marital
Status and Health Differentials from 1972 to 2003.”
I ricercatori hanno analizzato gli studi prodotti dal National Health
Survey scoprendo che questo miglioramento nella salute psicofisica dei
singles riguarda in particolare soggetti maschi che non si sono mai
sposati. La ragione di questo trend è spiegata nel fatto che i celibi
uomini hanno oggi un maggiore accesso alle risorse sociali e al supporto
pubblico, che una volta poteva essere fornito solamente da una buona
moglie. Questo miglioramento generale delle condizioni di vita dei singles
riguarda sia gli uomini che le donne, sia i bianchi sia i neri. Anche le
condizioni di salute delle donne sposate sono migliorate, mentre la
salute degli uomini sposati è rimasta stabile. I politici e gli studiosi continuano in America a dibattere sul valore
sociale del matrimonio, cercando di incoraggiare le unioni matrimoniali
fra gruppi poco inclini a farlo, come i poveri e le minoranze, ma questa
secondo il ricercatore, potrebbe non essere una buona indicazione da
dare. Chi sta peggio non è dunque la persona che non si è mai sposata,
specialmente se di sesso maschile: i più abbattuti sul piano
psico-fisico risultano essere i vedovi, i divorziati ed i separati, i
quali sono molto peggiorati fra il 1972 e il 2003 rispetto alle persone
coniugate. E questo è vero per uomini e donne, sebbene il gap fra
persone precedentemente sposate e persone attualmente sposate sia più
pronunciato per le donne che non per gli uomini.
Fonte: Eurekalert
Ago 08
UN PARTNER RICCO E COLTO E' MENO PERICOLOSO PER LE MALATTIE SESSUALMENTE
TRASMESSE?
Spesso si tende a credere che il rischio di
malattie sessualmente trasmesse
sia maggiore se non conosciamo bene il/la partner : lo conferma ora una
ricerca canadese condotta dalla Dott.ssa Cindy Masaro della University
of British Columbia, aggiungendo un particolare che non si conosceva.
Il gruppo di ricerca ha intervistato 317 persone, permettendo così di
mettere a punto una scala di credenze sulla sicurezza nei riguardi del
partner, allo scopo di determinare
quali sono i fattori che maggiormente
influenzano la percezione di sicurezza o insicurezza nei riguardi
del/della partner.
Lo studio è stato pubblicato nella rivista Sexually Transmitted Diseases.
L'analisi di regressione lineare indica che
le persone più colte e con migliore stato sociale vengono considerate
più 'sicure' nei confronti della possibilità di contagio da HIV e altre
malattie sessualmente trasmesse.
Giu 08
LA LIBIDO
Libido
è un termine latino, che significa 'desiderio'.
Fu impiegato da Sigmund Freud
per designare l'energia corrispondente all'aspetto psichico della
pulsione sessuale ("l'espressione
dinamica nella vita psichica della pulsione sessuale"). Secondo
Freud, così come per
Schopenhauer, lo scopo della libido è
sostanzialmente quello di mantenere la vita sulla terra, attraverso la
riproduzione delle specie. Anche nella concezione darwiniana, gli esseri
umani più 'libidinosi' erano quelli più portati a dare seguito ai
dettami della natura.
Per
Jung
invece il termine
'libido' designa l'energia psichica in generale, presente in tutto
quello che è 'appetitus' o 'tendenza verso', non necessariamente
sessuale.
In una donna che ha un regolare ciclo sessuale, la massima espressione
della libido avviene dopo 14 giorni dall'inizio del ciclo mestruale (estro)
e corrisponde ad un periodo di abbondanti secrezioni di ormoni
femminili.
La libido può essere stimolata
da alcuni aspetti di tipo culturale, come ad esempio la musica, alcune
forme di danza, la poesia o la letteratura. Ci sono anche sostanze
chimiche che stimolano il desiderio sessuale, come l'alcol, lo zenzero,
alcuni profumi ecc.
Alcune popolazioni credono che la libido possa essere sviluppata
utilizzando alcuni particolari oggetti, che ricordano, direttamente o
indirettamente, gli aspetti della vita sessuale, come ad
esempio le pinne dello
squalo tigre.
GLI UOMINI PREFERISCONO LE
VERGINI
Circa un australiano su tre desidera che la moglie indossi
l'abito bianco al momento del matrimonio, per tener fede al simbolismo
di castità che esso rappresenta
Sono stati intervistati 57.000 uomini (rivista australiana FHM), da
cui emergono i seguenti dati:
- il 28 per cento spera di sposare una vergine
- il 41% spera di trovare una moglie che non abbia avuto più di cinque
partners
- il 5 per cento desidera una moglie che sia andata a letto con più di
15 uomini.
Il sondaggio è stato condotto online, essendo stato pubblicato sul
sito della rivista per due mesi. Hanno risposto soprattuto uomini, di
età compresa fra i 20 ed i 30 anni, con un lavoro e di livello
culturale universitario.
Ma l'ideale può essere molto diverso dalla fantasia: una ricerca del
2005 dell' Australian Longitudinal Study of Health and Relationships
ha mostrato che solo l'11 per cento delle donne e il 5% degli uomini
di età compresa fra i 16 ed i 35 anni hanno avuto rapporti sessuali
solamente con il partner attuale. Lo stesso studio ha
mostrato come gli uomini australiani fra i 30 ed i 39 anni abbiano
avuto in media 9,5 partner sessuali (le donne della stessa fascia
d'età 4,7 partners sessuali).
Fonte: The Sun-Herald via
Sidney Morning Herald
MOLESTIE SESSUALI AL FEMMINILE
Una nuova ricerca della University of
Georgia si occupa di molestie sessuali,
ma questa volta delle molestie perpetrate dalle donne nei confronti
degli uomini. Senza nessuna sorpresa, si scopre che queste donne, a loro
volta, sono state vittime di abusi
sessuali nell'infanzia. Non si sa quanto sia esteso il fenomeno
delle sex offenders: al momento si stima intorno al sette per cento
(circa il 95% dei crimini sessuali è commesso dagli uomini).
Lo studio, uno dei più importanti finora condotti su questo argomento,
ha studiato 130 donne carcerate, di cui 60 erano 'sex offenders' (in
italiano sembra anche mancare la parola... 'Molestatrici sessuali'?
) e 70 avevano compiuto dei reati, ma non di tipo sessuale.
Sono stati esaminati vari fattori, fra cui i traumi infantili, l'uso di
sostanze, i bisogni emotivi, i disturbi della personalità. La maggior
parte di entrambi i gruppi ha affermato di essere stata vittima di
maltrattamenti durante l'infanzia; le 'sex offenders' però avevano avuto
esperienze molto più serie e frequenti di abuso fisico, in particolare
sessuale, oltre che di trascuratezza da
parte dei genitori.
Secondo i ricercatori, se queste
vittime di abusi potessero essere curate per tempo dai traumi subiti, si
potrebbero prevenire ulteriori abusi e chiudere così il cerchio.
Link:
Study: Most female child molesters were
victims of sexual abuse
Fonte:
World of Psychology
MAG 08
PERCHE'
LE DONNE DIMENTICANO I CONTRACCETTIVI
Ogni anno,
la metà delle donne americane che non desiderano una gravidanza restano
puntualmente incinte. Perché? Come ci dice una recente ricerca
del Guttmacher Institute di New York, la ragione sta nel fatto che
le donne 'dimenticano' o non usano
correttamente i contraccettivi. Per questo motivo, 28 milioni
di donne negli Stati uniti rischiano ogni anno gravidanze indesiderate.
Ciò è dovuto sicuramente alla impossibilità di avere accesso alle
cure sanitarie (molte donne
dicono di non potersi permettere gli anticoncezionali, come ad esempio
la pillola, che richiede una prescrizione ed una visita preventiva). Ma
la ricerca ha scoperto che più della metà delle donne che avevano
'dimenticato' i contraccettivi per almeno un mese erano anche quelle che
avevano sperimentato un evento
particolare: la fine di una relazione, un trasloco, l'inizio di
un nuovo lavoro, una crisi personale.
Si è visto inoltre che molte donne non
sono soddisfatte del metodo contraccettivo utilizzato, il che
porta appunto a 'dimenticarlo'. Lo scorso mese il National Center for Health Statistics ha rilevato che
nel 2004 vi sono state 6,4 milioni di gravidanze (meno 6% dal 1990). Il
45% delle gravidanze erano di donne non sposate; vi sono stati 1,22
milioni di aborti e 1,06 milioni di bambini nati morti e aborti
naturali.
La ricerca ha inoltre dimostrato che queste dimenticanze spesso
nascondono una ambivalenza della donna
riguardo alla propria gravidanza: molte la vorrebbero, ma non
riescono ad ammetterlo con sé stesse, per vari motivi.
Perché una donna sia realmente attiva e consapevole nella prevenzione
delle gravidanze indesiderate occorre che il
metodo scelto sia soddisfacente,
così come il rapporto con il ginecologo
e con le altre figure professionali che si occupano di contraccezione.
Questo, secondo la ricerca, è quello che realmente incide nel
comportamento delle donne, molto più della
scarsa cultura e della
povertà.
Fonte:
Reuters
Mag 08
GLI
EUROPEI SI UBRIACANO PER FARE SESSO
I
giovani europei bevono molto e questo si sapeva già, ma ora si sa anche
perché i giovani bevono molto: per 'migliorare' la loro vita sessuale.
Questo è almeno ciò che suggerisce una recente ricerca secondo la quale
circa il 33% dei giovani di età compresa fra i 16 e i 35 anni (per i
soggetti di sesso maschile), ed il 23% delle ragazze beve alcool per
avere maggiori chances di coinvolgersi in rapporti sessuali occasionali.
Lo studio, ha spiegato Mark Bellis della John Moores University di
Liverpool , ha riguardato 1341 giovani residenti in nove Paesi, tra cui
l'Italia, e sarà pubblicato su BMC Public Health.
Oltre che all'alcol, i giovani ricorrono, per gli stessi motivi, a
cocaina, ecstasy e cannabis e queste droghe vengono utilizzate
soprattutto per prolungare o migliorare l'eccitazione sessuale.
Il risultato diretto di questo comportamento è che i ragazzi hanno
rapporti sessuali non sicuri.
I partecipanti allo studio di cui parliamo erano di una specifica città
dei seguenti Paesi: Regno Unito, Germania, Austria, Repubblica Ceca,
Grecia, Italia (Venezia), Portogallo, Spagna e Slovenia. Tutti i giovani
intervistati erano frequentatori di -pub, bar e discoteche.
Il dato più importante emerso dalla ricerca è che l'uso precoce di alcol
è legato al desiderio di fare sesso prima dei 16 anni, e questo accade
in tutti i Paesi, specialmente fra le ragazze.
Quanto alla diffusione del fenomeno sul territorio europeo sappiamo che
i più attivi nel bere alcolici per fare sesso occasionale prima dei
sedici anni sono gli austriaci (quasi il 50% del campione, misurato a
Vienna); a Venezia la percentuale è stata del 36%, a Palma, in Spagna,
del 37% e, a Liverpool, del 30%. (Verremmo dunque subito dopo gli
austriaci)
Più di un quarto dei giovani che fa uso di cocaina ha affermato di
utilizzare questa sostanza per prolungare il sesso e magari disinibirsi
un po', in modo da avere più partners. Infatti, tra coloro che avevano
bevuto nelle ultime quattro settimane molto elevata è stata la
percentuale di ragazzi che avevano fatto sesso con cinque o più
partners, in genere senza preservativo. Sebbene i ragazzi escano con un
mare di rimorsi da queste esperienze, essi continuano a prendere queste
sostanze per raggiungere effetti sessuali "molto specifici".
Conclusione: per prevenire la trasmissione di malattie sessualmente
trasmesse occorrerebbe, tra l'altro, monitorare i comportamenti dei
giovanissimi alle prese con l'alcol.
Fonte: Adattamento da articolo della
BBC
Mag 08
ESSERE ASESSUALI
Si può essere delle persone 'normali' pur senza desiderare il sesso? Si,
secondo il movimento degli 'asessuali' : persone che non hanno desiderio
sessuale, ma che per questo non si sentono malate e che vorrebbero che
questa loro caratteristica fosse considerata come un
nuovo genere di identità sessuale.
In pratica, come la società riconosce i diritti degli eterosessuali,
degli omosessuali, dei transessuali, ora si dovrebbe pensare anche a
questa nuova categoria: gli asessuali.
Il loro slogan è: «No sex, no problem»
in quanto, secondo loro, si può vivere felici anche senza piacere
sessuale, senza masturbazione, senza frustrazioni dovute all'assenza di
sesso.
Negli Stati Uniti il movimento (Aven
- Asexual Visibility and Education Network Visibility)
sta diventando un vero e proprio fenomeno
sociale.
Molti asessuali si dichiarano tali
dalla nascita: essi non si sono mai sentiti attratti da
nessuno, né da ragazzi, né da ragazze e, se si sono masturbati, l'hanno
fatto solamente in modo meccanico, senza associare all'atto pensieri o
fantasie particolari.
Non si tratta di incapacità di avere una vera e propria relazione
sessuale (niente a che vedere, almeno ufficialmente, con l'impotenza o
la frigidità), ma di un movimento che vuole rivendicare semplicemente il
diritto a non fare sesso.
Tutto cominciò nel 2002, quando l'americano
David Jay, 22 anni, creò
Aven, un «rifugio» per quanti
erano stufi di essere considerati impotenti solo perché erano ancora
vergini e non cercavano relazioni sessuali. David riteneva che il mondo
sopravvalutasse la sessualità e che in realtà non ci fosse alcun bisogno
di fare sesso per essere più felici. Non desiderare la sessualità
infatti, secondo il movimento Aven, non significa soffrire di
disfunzioni, perché i membri di questa comunità non si sentono affatto
"malati". Il così detto "desiderio sessuale ipoattivo" o "iposessualità"
sarebbe, per loro, solo un aspetto
della diversità umana.
L'unico studio condotto su questo tema risale al 2004 : il Dr.Anthony
Bogaert stabilì, a seguito di una specifica ricerca durata dieci anni su
un campione di 18 000 britannici, che esisterebbe una nuova minoranza
sessuale, calcolabile intorno all'1%
della popolazione, che dichiara di non aver mai sentito
desiderio sessuale per qualcuno. Lo studio non permette di capire le
ragioni del fenomeno, anche se precisa che gli asessuali
sono in
genere donne o delle persone di taglia piccola, con un livello di
istruzione scarso e in genere sposate da diverso tempo...
Nel sito Aven, che sta aprendo in tutte le lingue, gli iscritti
dichiarano di essere così dalla nascita e di non voler cambiare la loro
identità solo per ragioni di conformismo sociale: non vogliono essere
colpevolizzati dalla società e stanno pensando addirittura ad un
A-Pride, sul genere di quello
gay. «No sex, please» c'è
scritto sulle loro magliette ed il loro simbolo (una A al contrario) è
divenuto un gadget presente su borse, magliette, spille ecc.
Il fenomeno richiama un modo di pensare tipicamente anglosassone: essere
orgogliosi di appartenere ad un gruppo socialmente minoritario, che
reclama di essere rispettato.
Ovviamente è un loro diritto, ma il loro movimento potrebbe essere
potenzialmente pericoloso, in quanto capace di attrarre persone che
hanno dei problemi sessuali, di cui però non sono consapevoli. Dietro la
convinzione che essere "A" è bello e che il partner ideale deve essere
un altro "A" potrebbe esserci infatti molto di più, ma del resto i tempi
in cui viviamo ci invitano a non cercare la "normalità" solamente nella
statistica.
Mag 08
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