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Le scienze occulte (dalla parola latina occultus, che significa “nascosto, segreto”) indicano la conoscenza del nascosto. Nell’uso comune della lingua tuttavia quando si parla di scienze occulte si parla ormai di “studio del paranormale”, cioè dell’opposto a quanto viene considerato misurabile e dimostrabile.

Le pratiche occulte sono tradizionalmente le seguenti:  astrologia, alchimia, divinazione,  spiritismo, credenza negli angeli, nei fantasmi ed in altre entità soprannaturali, magia, percezioni extra-sensoriali ecc.

Concetti legati all’occultismo si possono trovare in varie filosofie e religioni come lo gnosticismo, la Kabbalah,  la teosofia, l’antica religione egiziana, Obeah, il paganesimo moderno, la filosofia orientale (compresa la filosofia indiana) l’ esoterismo occidentale e il misticismo cristiano. Si tratta di credenze e pratiche antichissime, che affondano le loro radici nella cultura egizia e babilonese. Nella nostra civiltà queste pratiche ebbero il massimo sviluppo durante il Medioevo, soprattutto per quanto riguarda la credenza nella stregoneria.

Superato il Medioevo, l’interesse per l’occultismo rifiorì grazie al romanticismo, un movimento che reagiva “all’illuminismo razionalista”. Diversi scienziati vissuti in quel periodo storico, come Isaac Newton e Gottfried Leibniz, praticarono l’alchimia. Newton fu anche accusato di aver introdotto le pratiche occulte nella scienza naturale quando postulò la gravità come forza capace di agire su vaste distanze.

Alcune religioni e sette accolgono entusiasticamente l’occultismo come aspetto esoterico che integra l’esperienza religiosa mistica. Questo atteggiamento è comune all’interno della Wicca e di molte altre religioni pagane moderne.

Alcune altre confessioni religiose disapprovano invece l’occultismo, in alcune sue forme o in toto. In questi casi  l’occulto viene considerato qualcosa di soprannaturale o paranormale che non è raggiunto da o attraverso Dio (come definito da quelle specifiche confessioni religiose), per cui la sua presenza viene attribuita ad un’entità opposta e malevola.

Anche la psicologia ha subito l’influenza del fascino delle scienze esoteriche, a cominciare dall’eredità lasciata tra i cultori della neonata scienza della psiche umana da Franz Anton Mesmer, che nel settecento aveva rispolverato la pratica dei metodi ipnotici. Mesmer vedeva nell’occultismo un modo per far interagire lo spirito umano con l’universo: i suoi metodi ebbero molto successo e da essi derivarono, nell’ottocento, l’interesse per l’ipnotismo, lo spiritismo, il simbolismo, che tanta influenza ebbero sul pensiero di Freud, ma soprattutto di Jung, la cui credenza negli spiriti è un fatto noto.

Freud e Jung vissero in un periodo in cui lo spiritismo si era largamente diffuso in Europa e in America (a partire dal 1850), a seguito di fenomeni apparentemente inspiegabili di cui era protagonista una bambina statunitense, Margaret Fox (che però in età adulta confessò i suoi trucchi ed ammise di non avere alcun potere particolare), una medium che, in stato di trance, sembrava potesse svolgere attività intellettuali che normalmente gli erano precluse.

La scienza contemporanea non è stata capace di spazzare via queste vecchie credenze, che periodicamente riaffiorano sotto forme diverse. Goodrick-Clarke, storico e docente di esoterismo occidentale, ha suggerito che le varie forme di occultismo condividono tutte “un forte desiderio di conciliare i risultati della moderna scienza naturale con una visione religiosa, che possa ristabilire l’uomo in una posizione di centralità e dignità nell’universo”.

 

Nel XX secolo il pensiero magico, alternativo alla scienza ufficiale, si è infatti manifestato in moltissime pratiche, come l’astrologia, il satanismo, le sette esoteriche e, a fine millennio, è esploso con il fenomeno della New Age.

I giornali popolari non hanno fatto altro che diffondere ed amplificare il forte richiamo del movimento, divulgando sistemi profani di psicoterapia ed auto-miglioramento, dai quali in molti si aspettano la guarigione, sia da malattie fisiche, anche gravi, sia da disagi psicologici e interrelazionali.

Attraverso la forza del pensiero, l’empatia e pratiche autoipnotiche, molte persone cercano il ‘vero sé’, nascosto nei meandri della psiche, ma in contatto diretto con l’universo.

 

Del resto l’idea che esista, da qualche parte dentro di noi, un ‘vero sé’ capace di fare miracoli e di interagire con il mondo senza più paura, senza tutte le ansie del quotidiano, non può che essere affascinante ed in molti casi addirittura di aiuto, per superare angosce e depressioni.

Dr. Walter La Gatta

Immagine:
Flickr

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