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Conoscersi a fondo con il mandala

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di
Giuliana Proietti 


Mandala
è un termine sanscrito indicante un’immagine simbolica fondata sulle figure geometriche del cerchio e del quadrato, intesa a rappresentare le relazioni intercorrenti tra i diversi piani della realtà.

Questa immagine religioso-estetica è caratteristica del buddismo ed in particolare del tantrismo. Il mandala ha seguito la diffusione di queste correnti religiose dall’India a Giava, in Cina, Tibet, Giappone ecc. I mandala venivano tracciati a terra con polveri colorate, o dipinti, o potevano perfino costituire la pianta di edifici, come il celebre Borobudur di Giava; ne esistono infinite varietà, dalle semplici figure geometriche a quelli in forma di loto o di ruota, a quelli che sullo schermo geometrico innestano elementi di paesaggio e personaggi, anche molto numerosi. Ad esempio il mandala Vairadhatu (cerchio del diamante) contiene, nella forma assunta in Giappone, 1314 divinità.

Nell’esperienza religiosa orientale, i mandala venivano utilizzati per delimitare uno spazio sacro o, più sovente, per aiutare il meditante a visualizzare in modo simbolico i diversi piani della realtà e le loro reciproche relazioni, fino a cogliere sinteticamente, dopo il lungo itinerario interiore, la realtà suprema dell’intero universo.

La psicologia analitica junghiana considera il mandala una forma archetipica dell’inconscio, presente quindi sotto forme diverse (come, per esempio, le piante centrali di numerosi villaggi primitivi o i rosoni gotici) in tutte le culture e nella psiche individuale, dove rappresenta l’immagine simbolica e onirica del raggiunto equilibrio con il Sé, di una globalità interiore armonica ed equilibrata.

Jung stesso, dopo un lungo periodo di depressione e di ricerca interiore, ebbe l'impressione di essere uscito da questa lunga notte in seguito alla comparsa, nei suoi sogni, del mandala (in una forma più o meno simile alle figure che si trovano rappresentate in India o in Tibet e usate, non a caso, per secoli dagli asceti e dai mistici per facilitare la contemplazione).

Secondo Jung, quando l’individuazione è pienamente raggiunta, l’Io non è più il centro della personalità, ma è come un pianeta che ruota intorno ad un pianeta invisibile, il Sé. L’individuo acquista infatti un maggiore equilibrio e non teme più la morte, perché trova sé stesso e il vero legame con gli altri esseri umani. Jung non esita a parlare di ‘saggezza’, dichiarando che “il termine naturale della vita non è la senilità, ma la saggezza”.

Dunque, secondo la psicologia junghiana, un progresso nell’individuazione si manifesta spesso nella coscienza mediante la comparsa di questa immagine archetipica del Sé. Tra queste immagini, particolarmente frequenti, oltre al mandala, vi sono la Quaternità e il Fanciullo Divino. Il processo di individuazione a volte può arrestarsi: compito dello psicoterapeuta è allora quello di aiutare il paziente a liberare il cammino dagli ostacoli che impediscono un continuo sviluppo della personalità.

Per comprendere lo stato della propria vita spirituale, si può provare a disegnare un mandala, dove i principali interessi e le attività preferite della persona vengono indicati al centro e poi, man mano, si procede verso la periferia, indicando ciò che conta progressivamente di meno nel proprio ‘mandala personale’.

Ovviamente questo disegno molto speciale può essere eseguito in coppia, per ottenere gli stessi vantaggi e gli stessi scopi. Si possono usare penne, pastelli, acquarelli, ecc. Per fare i cerchi occorre servirsi di un compasso. Il miglior ‘setting’ per creare un mandala è uno spazio privato dove non si venga interrotti da alter persone.

Ovviamente non esiste un mandala ‘giusto’ e uno ‘sbagliato’: occorre lasciarsi guidare dall’istinto, in modo che l’inconscio possa trovare una sua espressione. Dopo aver finito il mandala, occorre dargli un titolo, senza però pensarci troppo. Si può anche scrivere la data in cui si è costruito il proprio mandala.

A questo punto comincia l’osservazione: che colori sono stati utilizzati? Quali sono i colori predominanti nell’immagine? Scrivere le proprie sensazioni, i propri ricordi, relativi ad ogni colore e ogni immagine utilizzata. Compilando questa specialissima lista di notizie e osservazioni, si scoprirà molto di quello che riguarda la propria personalità (o la propria coppia): il mandala creato è una proiezione del proprio Sé, (oppure è un simbolo di come due partner sentono e vivono la propria coppia: si è andati d’accordo nel crearlo, ci sono state discussioni ? Quali?)

Partendo dal mandala si può esplorare tutta la propria vita interiore (o il proprio rapporto di coppia) per comprendersi meglio e migliorare la qualità della propria vita.

Fonti:
AAVV Dizionario Garzanti di Filosofia e Psicologia, Garzanti
Galimberti U. Dizionario di Psicologia, De Agostini
Ellenberger, La scoperta dell’Inconscio, Boringhieri
Wikipedia
http://en.wikipedia.org/wiki/Mandala
Geocities http://www.geocities.com/plansze/mandala.html

 
Psicolinea.it © Mag 07
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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