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La Consulenza on Line |
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LA
CONSULENZA ON LINE
(1)
Relazione presentata al
Convegno Timidezza e Sessualità, Ancona 17-18 Novembre 2006
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di
Giuliana Proietti |
Tra le tecnologie mediatiche più avanzate della
nostra epoca c’è senz’altro Internet, che permette agli
utenti-navigatori di reperire informazioni di qualsiasi tipo in tempo
reale, ma soprattutto di svolgere un ruolo attivo nell’accesso e nella selezione
di tali informazioni.
INTERNET
Su Internet possiamo trovare veramente di tutto: per fare un esempio, oggi vanno
molto di moda i siti così detti pro-ana, dove 'pro-ana' sta per 'pro-anoressia':
si tratta di siti o blog in cui si mostrano foto di modelle scheletriche,
indicate come esempi di bellezza, vi sono i 'comandanamenti dell'anoressia' e
perfino il 'credo Ana', oltre ai 'motivi per non mangiare', consigli per
vomitare meglio', suggerimenti su 'come nascondere l'anoressia'.
SERVIZI PSICOLOGICI IN INTERNET
Stando così le cose, personalmente mi sento molto rassicurata dal fatto che su
Internet ci sono anche dei siti e dei Blog di psicologi e psicoterapeuti che
offrono un diverso tipo di informazioni per quanto riguarda l'anoressia e che
offrono gratuitamente la loro consulenza on line a delle persone che
attraversano un momento di difficoltà e che cercano aiuto. E questo vale,
ovviamente, non solo per l'anoressia, ma per tutti i disturbi della sfera
psicologica.
CARATTERISTICHE DEI SERVIZI PSICOLOGICI OFFERTI IN RETE
Su Internet vi sono migliaia di psicoterapeuti che, in tutto il mondo, prestano
la loro attività professionale presso siti on line, offrendo i loro servizi.
Essi riguardano:
- semplice offerta di informazioni,
- consigli di self help,
- sostegno e supporto,
- links ad altri siti che possono essere di aiuto.
- e-therapy: valutazione, diagnosi e intervento terapeutico.
Sul tema specifico della e-therapy torneremo in seguito.
CANALI DI COMUNICAZIONE NELLA CONSULENZA ON LINE
I mezzi tecnici più frequentemente utilizzati sono:
- e-mails scambio diretto, in modalità asincrona, tra la persona e il
professionista attraverso il testo scritto;
- chat rooms (lo scambio avviene in tempo reale attraverso linguaggio scritto o
videocam);
- forum (il professionista dialoga in modalità asincrona con vari utenti, che
interagiscono fra loro attraverso il linguaggio scritto).
LA SITUAZIONE ITALIANA
In base alla delibera del 23 marzo 2002, n° 19 del Consiglio Nazionale
dell’Ordine degli Psicologi Italiani,
"non è possibile effettuare interventi di psicodiagnosi e psicoterapia via
internet"
Dal 1 luglio 2004, l’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha vietato non solo la
psicodiagnosi e la psicoterapia via internet, ma la stessa consulenza on line.
L’articolo 3 cita:
"In ogni caso, ed in particolare con l’utilizzo di internet, è vietato:
a) svolgere attività di diagnosi, per la quale l’incontro di persona con il
cliente/paziente è sempre condizione imprescindibile;
b) fornire indicazioni su trattamenti da effettuare;
c) esprimere giudizi sull’appropriatezza degli interventi e/o delle diagnosi
effettuati da colleghi;
d) manifestare qualsiasi tipo di commento, suggerimento o valutazione in
relazione a casi specifici."
L’articolo 4 del Codice dell'Ordine degli Psicologi del Lazio cita:
" Le attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno di cui all'art. 1 L.
18.2.1989 n.56, le attività a ciò affini indicate dalla L. n. 170 del 2003,
riguardante le competenze degli iscritti alla sezione B dell’Albo e le attività
di psicoterapia di cui all’art. 3 L. 56/89, non possono essere svolte con la
mediazione di tecnologie elettroniche per la comunicazione a distanza, salvo nei
casi in cui ciò sia necessario per l’impossibilità di mantenere di persona il
contatto con i clienti/pazienti. In tal caso ciò è consentito alle seguenti
condizioni:
a) il rapporto con il cliente/paziente sia già stato stabilito in precedenza
di persona e senza l’utilizzo delle tecnologie sopra menzionate;
b) per fasi chiaramente determinate e circoscritte nel tempo;
c) senza corresponsione di compenso, poiché il rapporto mediato dalle
tecnologie per la comunicazione a distanza, non può configurarsi come una delle
attività indicate nella prima parte di questo comma."
Come si vede, la Consulenza on Line non ha ricevuto in Italia una buona
accoglienza: non viene in nessun caso favorita e si tende anzi, in alcuni Ordini
Regionali, a limitarla con norme e regolamenti che la impediscono di fatto. Nel
caso specifico, questo vale non solo per quanto riguarda la psicoterapia (e-therapy),
ma anche le attività di abilitazione-riabilitazione che l'ordinamento degli
Psicologi consente non solo agli psicoterapeuti, ma anche agli psicologi non
specializzati.
In alcuni ambiti della professione dunque si tende a fare di ogni erba un
fascio, vietando o limitando al massimo qualsiasi intervento degli psicologi,
senza fare alcuna differenza fra psicoterapia e counseling, così come fra
prestazioni a pagamento e prestazioni offerte come forma di volontariato.
SECOND LIFE: LA REALTA’ VIRTUALE
Prima di arrivare a qualche riflessione sull'argomento, vorrei citare anche il
sito 'Second Life' (www.secondlife.com), nel quale gli utenti possono
sperimentare il gioco della 'seconda vita', ovvero una vita virtuale nella quale
possono essere uguali, o diversi, da ciò che sono nella vita reale. Nel gioco
occorre costruirsi un Avatar, ovvero un'immagine di sé stessi, che poi viene
guidata nelle varie esperienze della 'seconda vita': acquistare una casa, una
macchina, fare la spesa, andare in palestra, fidanzarsi, sposarsi, divorziare,
ecc. Di recente su questo sito è apparso anche uno psicologo 'vero' che ha
aperto un suo studio virtuale. Lo psicologo si chiama Craig Kerley: le sue
tariffe vanno da 50 dollari per una consulenza fatta attraverso la posta
elettronica (25 dollari se la mail può essere evasa in trenta minuti o per la
avatar-therapy), ai 90 dollari per una cyber-therapy fatta attraverso la
tecnologia Skype. In questo modo, sostiene il Dr. Kerley, ci si può avvalere
dell'incontro 'faccia-a-faccia', pur senza incontrarsi direttamente, superando
così la distanza, le inibizioni o la mancanza di tempo per recarsi in un vero
studio professionale.
LA "BANALIZZAZIONE"
Negli ambienti che pongono maggiori veti allo sviluppo della Consulenza on Line
il principale problema sollevato è quello della 'banalizzazione', come il
seguente, rintracciabile sul sito dell'Ordine degli Psicologi del Lazio:
"… Ci sembra che, spesso, le risposte fornite non abbiano uno spessore
autenticamente clinico, mancanza che può essere attribuita non necessariamente
ad imperizia dello psicologo/psicoterapeuta che risponde, ma anche - o
soprattutto - alla banalizzazione che il mezzo di comunicazione in questione
implica e produce. Tutto ciò, a nostro parere, svilisce l’attività clinica,
abbassandola a livelli opinionistici da rivista". *
Emanuele Morozzo della Rocca
(Ex Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio)
Sullo stesso sito molti 'addetti ai lavori' esprimono critiche e riserve. Poiché
c'è molta similitudine fra tutti i vari interventi citati allo scopo di chiarire
se la psicoterapia on line abbia una legittimità scientifica e professionale, si
può citare ad esempio l'intervento di Laura Scotti, Presidente Coirag:
"…E' questo un modo di svilire la professione dello psicologo-psicoterapeuta
e di danneggiare l'utenza, facendole correre seri rischi".
Laura Scotti
Preside COIRAG
Quanto alle nuove tecnologie, come quelle di Skype, che consentono una
comunicazione a distanza potendosi guardare faccia-a-faccia (prima citate
riguardo alla psicoterapia on line del Dr. Kerley), le conclusioni degli
'scettici' sono più o meno dello stesso tenore:
"Non vi è possibilità di fondare una psicoterapia a distanza, neppure
avvalendosi di collegamenti video sincroni, poiché un tale contesto rende
impossibile la costituzione di una adeguata relazione tra paziente e terapeuta,
relazione indispensabile per attuare qualsiasi intervento terapeutico fondato".
Dr. Stefano Carta *
Presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica (AIPA),
vicepresidente della Commissione MIUR per il riconoscimento dei corsi di
specializzazione in psicoterapia,
* Testi tratti dal Sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio
Consulenza sulla Legittimità Scientifica e Professionale di condurre
psicoterapie on line
Naturalmente non tutti gli ambienti e gli Ordini Regionali hanno la stessa
posizione: altri sono molto più aperti e favorevoli. Cito ad esempio un sito
patrocinato direttamente dall'Ordine degli Psicologi delle Marche
(www.psicogiovani.it), che oltre alla Consulenza on Line presenta una chat e un
Forum in cui con l'utenza interagiscono un nutrito numero di psicologi e
psicoterapeuti.
E’ VERA TERAPIA?
Volendo giungere a qualche conclusione sull'argomento, si potrebbe
effettivamente ammettere che la Consulenza on Line sia cosa ben diversa dalla
psicoterapia, la quale si basa anzitutto sulla comunicazione faccia-a-faccia,
sulla relazione fra paziente e terapeuta e sull’osservazione del linguaggio
verbale e non verbale. In mancanza di queste componenti, nessun incontro fra
psicoterapeuta e paziente potrebbe dirsi 'psicoterapia', almeno per quanto il
termine 'psicoterapia' sta oggi a significare (eventuali nuove tecnologie che ci
aiutassero a superare tutti questi ostacoli potrebbero in futuro rimettere in
discussione il concetto di incontro faccia-a-faccia).
PERCHE’ NO IL COUNSELING ON LINE?
La domanda che sorge spontanea è: perché no il Counseling on line? Il Counseling
è una relazione professionale nella quale un "esperto" (di qualsiasi cosa) aiuta
il consultante :
- ad accrescere le proprio conoscenze su un determinato problema attraverso sue
(o altrui) opinioni, informazioni, suggerimenti,
- a trovare una soluzione al problema.
Per sua natura, il Counseling si rivolge a persone "normali", perché non si fa
carico del problema, ma offre semplicemente un consiglio su come affrontarlo,
lasciando al consultante la piena responsabilità delle sue azioni successive. In
presenza di una condizione grave o patologica, il Consulente, in qualsiasi campo
(da quello fiscale a quello assicurativo, da quello medico a quello psicologico)
consiglia sempre al suo cliente-utente la consultazione diretta di uno
specialista, suggerendo eventualmente quali professionalità appaiono più
adeguate alla soluzione del problema. Dunque, a mio avviso è sbagliato
confondere psicoterapia e counseling: se la prima non può, allo stato attuale,
essere praticata tramite Internet, non vedo come possa essere un danno per
l'utenza avere la possibilità di ricevere un consiglio, un indicazione,
un'informazione, da una persona specificamente formata, che presta la propria
attività on line.
VANTAGGI SOCIALI
Alcuni soggetti, che manifestano TIMIDEZZA, ANSIA SOCIALE o COMPORTAMENTI
EVITANTI, possono giovarsi dell’uso del contatto a distanza per trovarvi
INFORMAZIONI E SOSTEGNO PSICOLOGICO che nel proprio ambiente sociale non
troverebbero. Probabilmente molti di loro non riuscirebbero mai a rivolgersi
direttamente a un servizio, o a un professionista del proprio territorio (per
timidezza, vergogna, problemi geografici, problemi fisici, ecc.). Va inoltre
considerato che il perdurare del problema di un singolo individuo influisce
negativamente sulla qualità della vita della comunità intera cui appartiene.
VANTAGGI PER L’UTENZA
L’utente che chiede una consulenza on line ha questi vantaggi:
- Maggiore libertà nella scelta del momento più appropriato per chiedere la
consulenza;
Minore inibizione nei confronti del terapeuta: possibilità di esprimersi con
maggiore sincerità;
Possibilità di consultare più specialisti ed avere diversi pareri a costo molto
inferiore o perfino a costo zero.
Per molti soggetti il servizio di Consulenza on line potrebbe essere l’unica
possibilità per cercare di risolvere il proprio disagio psicologico.
SVANTAGGI
Come si è più volte detto, la comunicazione fatta in assenza del canale
non-verbale rischia di dar luogo a fraintendimenti e incomprensioni. Inoltre,
non tutti gli utenti riescono a comunicare facilmente attraverso la parola
scritta, per cui non sempre l'utente può esprimere con chiarezza i propri
vissuti e il Consulente può anche sbagliare qualche interpretazione, perché non
può servirsi della sua capacità di osservazione e di ascolto attivo. Un altro
svantaggio consiste nel fatto che le parole del Consulente cambiano
necessariamente a seconda della persona cui si rivolge: non sono e non possono
essere universali. Esse non vanno bene per tutte le stagioni, per tutti gli
utenti, per tutte le situazioni: il problema è che una volta messe on line esse
diventano patrimonio di tutti e spesso non possono essere più cancellate.
CODICE DEONTOLOGICO
Ben vengano allora le Linee Guida emanate dall’Ordine Nazionale degli Psicologi,
che fra l’altro richiedono di rispettare :
La riservatezza dell’utente;
La riconoscibilità del Consulente, in modo da permettere all’utente la verifica
dell’identità e dell’iscrizione all’Ordine del Professionista;
L’inserimento, all’interno dei siti web in cui si opera, di informazioni
relative alle norme professionali vigenti;
L’accertamento che gli utenti siano informati sulle normative che regolano il
servizio.
CONCLUSIONI
La domanda di informazioni sul disagio psicologico è sempre più frequente,
soprattutto fra le fasce giovanili e le persone più colte. Ciò accade
principalmente per due motivi:
1. Le persone sono più colte e informate rispetto al passato;
2. Le persone aspirano a migliorare la qualità della propria vita e dunque su
Internet cercano consigli e informazioni per realizzare i propri obiettivi.
E’ ormai chiaro che le tecnologie legate a Internet non sono una moda passeggera
e che nel tempo tenderanno ad evolversi, interessando un numero sempre maggiore
di utenti: dunque il mondo della psicologia, a mio parere, non può sottrarsi a questa sfida
tecnologica, rifugiandosi nelle tradizioni del passato. Nel futuro infatti, sempre più
persone avranno bisogno di consulenza on line: non per curare le proprie
patologie, ma per migliorare la qualità della propria vita.
Se gli psicologi
perderanno questa occasione, è probabile che persone meno qualificate e magari
interessate a vendere dei prodotti o dei servizi vengano sempre di più ad
occupare i nostri spazi. Occorre dunque fare i conti con questa nuova realtà,
cercando di trovare per la nostra categoria il giusto modo di rispondere a
questa crescente domanda dell'utenza: possibilmente considerando anzitutto i
bisogni delle persone e dei pazienti, oltre che, naturalmente, gli interessi
professionali.
Ci sembra di poter così dire che la consulenza on line possa essere considerata sicuramente una RISORSA dei nostri
tempi, qualcosa che che può essere AGGIUNTO alla psicoterapia tradizionale, per migliorare il benessere
delle persone che, come dice l’OMS, non consiste solo nella ‘assenza di
malattia’.
Giuliana Proietti
Fine parte Prima
Vietato riprodurre il testo della ricerca, anche in forma parziale. senza citare
la fonte, www.psicolinea.it.
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