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Definizione.
L’ipnosi è una condizione psichica che può essere indotta da altri o
anche autoindotta (in questo caso si parla di autoipnosi). Lo stato
mentale provocato dall'ipnosi è denominato ‘trance’: in esso si
possono osservare riduzione delle capacità critiche, aumento della
suggestionabilità
Storia. L’ipnosi era già conosciuta e praticata dai popoli
antichi, ma fu riproposta in Europa da F.A. Mesmer (1779), il quale
ipnotizzava le persone pensando di avere un fluido magnetico che si
trasmetteva da sé stesso all’ipnotizzato. Mesmer chiamò questo fluido
‘magnetismo animale’, che però già ai suoi tempi non venne
riconosciuto come ‘scientifico’ dall’Accademia delle Scienze e dalla
Facoltà di Medicina di Parigi (1784).
Un’ importante revisione delle teorie di Mesmer fu
proposta dal medico inglese J. Braid (1785-1860). J. Braid diede
un'interpretazione fisiologica al fenomeno studiato e introdusse il
termine ipnosi, derivato dal greco ypnòs sonno.
Successivamente se ne occuparono A.A. Lièbeault
(1823-1904), un medico di Nancy ed H. Bernheim (1837-1919) famoso
neurologo parigino i quali fondarono insieme la Scuola di Nancy.
Questa divenne al tempo molto importante, anche perché si oppose
nell’interpretazione dei fatti relativi all’ipnosi ad un’altra scuola
francese, quella di Jean-Martin Charcot (1825-1893) che operava presso
l’Ospedale della Salpetriére a Parigi.
Mentre per la scuola di Nancy l'ipnosi era un fenomeno
psicologico ‘normale’ e tutte le sue caratteristiche potevano essere
spiegate con la suggestione, Jean-Martin Charcot considerava l’ipnosi
un fenomeno patologico, una nevrosi isterica artificiale.
J.M. Charcot, distinse i vari stadi dell’induzione ipnotica:
letargo, catalessi, sonnambulismo, e le relative modificazioni nel
tono muscolare e nei movimenti riflessi. Per un certo periodo, anche
Freud si interessò all’ipnosi: fu allievo di Charcot e con il collega
Breuer elaborò il ‘metodo catartico’. Con questo metodo, dei pazienti
isterici venivano sottoposti ad ipnosi, allo scopo di far defluire ed
abreagire la carica emotiva inibita, impedendole così di cercare altre
vie di sfogo nell’organismo, che avrebbero prodotto dei sintomi. Con
la morte di Jean-Martin Charcot (1893) e l’inizio della psicanalisi
cominciò per l’ipnosi un periodo di decadenza.
Con Milton Erickson (1901 -1980 ), si sviluppò in America
una ipnoterapia (chiamata appunto ipnosi ericksoniana), che permette
di comunicare con l'inconscio del paziente. Questo tipo di ipnosi è
molto simile ad una normale conversazione (“L`ipnosi non esiste, tutto
è ipnosi”, affermava Erickson).
Esperienza ipnotica.
La persona che sperimenta l’ipnosi prova un senso di profondo
rilassamento e la capacità di concentrarsi totalmente sui suggerimenti
dell’ipnotista. Non si perde mai il controllo di sé. Lo stato ipnotico
sostituisce il normale pensiero con immagini visive e acustiche. La
recettività ipnotica è maggiore in quei soggetti che tendono a fare
dei sogni ad occhi aperti e nelle persone meno dotate
intellettualmente. Negli altri casi, l’ipnosi è possibile solo se il
soggetto è pronto a collaborare per essere ipnotizzato. Deve infatti
abbandonarsi al controllo dell’ipnotista, il quale lo spinge a
rilassarsi completamente, per fargli raggiungere una condizione
apparentemente molto simile al sonno.
Lo stato
di trance.
Lo stato di trance è prodotto dall’ipnosi: è simile, apparentemente,
al sonno fisiologico, ma c’è la differenza sostanziale che si resta
comunque consapevoli, presenti a sé stessi, anche se lo stato di
coscienza che si sperimenta è diverso dall'usuale. La maggior parte
delle persone che si sottopone a sedute ipnotiche ricorda esattamente
quanto è avvenuto durante la trance ed infatti l’EEG dei soggetti in
trance è identico a quello ottenibile nello stato di veglia.
Ipnositerapia (o ipnoterapia).
La ipnositerapia (o ipnoterapia) è una forma di psicoterapia che si
avvale dell’ipnosi, provocando il riaffiorare a memoria di
rappresentazioni a forte carica affettiva dimenticate o rimosse.
Durante una seduta di ipnosi, il terapeuta tende a modificare alcuni
pensieri negativi del paziente, come fobie e paure irrazionali, oppure
cerca di orientarlo contro alcuni comportamenti che il paziente ha
deciso di modificare (es. dipendenza da fumo, da alcol ecc.). Durante
una seduta di ipnosi il respiro diventa più lento e profondo, i
battiti cardiaci diminuiscono ed in questo modo si ha una sensazione
di completo sollievo dalle ansie del quotidiano. Si è dunque più
disponibili a recepire i suggerimenti terapeutici volti al cambiamento
e al potenziamento delle proprie capacità e facoltà. Ciò che conta
nell’ipnosi è soprattutto il rapporto interpersonale fra paziente e
terapeuta, nel quale si produce una regressione o anche un transfert
(i quali in realtà potrebbero esserci anche senza ricorrere
all’ipnosi). Con l’ipnosi è inoltre possibile raggiungere un migliore
controllo del dolore, attraverso l’amplificazione o la riduzione di
sensazioni provenienti dal corpo.
Risultati. L’ipnosi non è
un farmaco e dunque non produce gli stessi effetti su chiunque lo
utilizzi. Alcuni pazienti sembrano più predisposti di altri a
lasciarsi andare, ad abbandonarsi ed ottengono di conseguenza, con
l'ipnosi, migliori risultati. Al contrario, personalità rigide, che
non amano perdere il controllo su sé stessi e quanto accade intorno a
sé ottengono risultati meno eclatanti.
L’ipnoterapeuta.
Non è un soggetto dotato di capacità eccezionali, tali da provocare
uno stato di trance nelle persone (come certi varietà televisivi
porterebbero a credere): non va infatti dimenticato che la trance non
sarebbe possibile se i soggetti ipnotizzati non acconsentissero ad
entrare, volontariamente, in questo stato di profondo rilassamento. L'ipnoterapeuta
è quindi un professionista con una adeguata formazione ed esperienza,
e rappresenta il tramite per cui tutti possono essere ipnotizzati,
purché lo vogliano.
Manipolabilità del paziente.
Sebbene l’ipnosi sia una pratica direttiva, in cui un soggetto si
lascia guidare dal terapeuta, egli non perde mai, in nessun momento,
la sua capacità critica. Infatti, se l'ipnoterapeuta chiedesse al suo
paziente di fare cose contrarie ai suoi principi ed ai suoi voleri,
egli uscirebbe immediatamente dal suo stato di trance. Oggi si ritiene
abbastanza diffusamente che tutti i trattamenti ipnotici siano in
realtà delle auto-ipnosi: il terapeuta è solo un facilitatore
dell’esperienza ipnotica
Prognosi.
I risultati sono relativamente duraturi, come del resto nessuna
psicoterapia può essere considerata come un'assicurazione contro la
sofferenza psichica; essa può purtroppo ripresentarsi con una certa
ciclicità, anche in relazione al tipo di esistenza che si conduce ed
agli eventi della vita.
Costi.
Costa più o meno come le altre psicoterapie, forse un pochino di più,
ma è anche più breve (dura in genere due-tre mesi). A differenza di
altre forme di psicoterapia, è più semplice per il paziente capire se
la terapia scelta è efficace per curare il suo disturbo: infatti,
nella terapia ipnotica, gli effetti positivi che si producono, si
vedono già in tempi brevi.
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