|
Cos'è la mediazione familiare?
Dopo la
separazione o il divorzio di due coniugi, tutta la famiglia si trova
coinvolta nell’affrontare la rottura del legame
familiare. Per far
fronte a questa talvolta difficile situazione è nata la mediazione familiare.
Si tratta di un percorso volontario in cui un terzo opera in modo
neutrale come mediatore, per aiutare la coppia conflittuale a
comunicare, discutere e negoziare delle soluzioni condivise sul
divorzio e la separazione. La ricerca mostra che la mediazione
migliora la comunicazione e aiuta a definire i comportamenti futuri
che i partners dovranno osservare, in particolare nella relazione con
i figli. Tuttavia è bene precisare che la mediazione
familiare non può giungere in seguito a prescrizione, come fosse
una medicina per la coppia ‘malata’, perché non
funzionerebbe. Sono i due coniugi che devono
decidere, insieme, di rivolgersi ad un terzo neutrale e appositamente
qualificato: solo in questo caso la mediazione
produce i suoi effetti.
A chi serve la mediazione familiare?
La mediazione familiare
serve in particolare ai genitori (prima e dopo la separazione), alle
coppie divorziate e agli altri membri della famiglia allargata che
incontrano difficoltà nella relazione con i familiari.
Cosa può essere 'mediato'?
Per quanto riguarda
la coppia separata o in via di separazione attraverso la mediazione
familiare è possibile stabilire le modalità di contatto, la residenza
dei bambini, le questioni economiche, le vacanze, le proprietà
condivise, la cura per gli animali, l'istruzione dei figli ecc.
Tutto questo può essere discusso serenamente in un ambiente protetto e
neutrale, che fa di tutto per essere imparziale e costruttivo, tenendo
conto dei bisogni e dei desideri di tutti i membri coinvolti.
Cosa non è la
mediazione familiare?
La mediazione
familiare non si propone di fornire consulenza
legale, né psicoterapia, né di
prendere decisioni per conto della coppia.
Quando è nata la mediazione familiare?
Le prime esperienze di mediazione furono avviate in America negli anni
settanta, sia da parte di psicologi che da parte di avvocati
matrimonialisti, che non riuscivano a ‘mettere d’accordo’ i loro
clienti più litigiosi, carichi di rancore verso l’ex partner al
punto di cercare continue ripicche per ferire l’altro, anche
attraverso il coinvolgimento dei figli. La mediazione
familiare è arrivata in Italia negli anni 90 e si è diffusa
specialmente nei consultori, dove dei professionisti aiutano la coppia nel prendere le
decisioni più opportune, nell’interesse di tutti, per la
riorganizzazione familiare.
Quali
sono gli obiettivi della mediazione familiare ?
La mediazione familiare vuole migliorare
le relazioni fra i due ex coniugi, anche attraverso la discussione
serena su questioni delicate che mettono in risonanza i partners in
conflitto fra loro. Raggiungere degli accordi sulle questioni più
difficili da discutere insieme permette di risparmiare sui costi
legali e limita i fattori di stress.
Chi sono i mediatori
familiari ?
Il
mediatore familiare può provenire da molti tipi di formazione
professionale (legale, psicologica, umanistica) ecc.
Il mediatore opera in completa autonomia rispetto al potere
giudiziario, non è tenuto a relazionare al giudice e non può essere
chiamato a testimoniare in tribunale.
Quanto tempo dura una
mediazione familiare ?
In genere la mediazione familiare
raggiunge i suoi obiettivi in poche sedute (3-10),
anche se non si può stabilire un tempo preciso, data la differente
complessità dei casi trattati.
Quanto costa la mediazione?
In genere, dopo qualche incontro di conoscenza, in cui i due
partner informano il
professionista sulla loro situazione familiare, affettiva, economica,
eccetera; si firma un vero e proprio contratto di mediazione,
in cui vengono fissati l’onorario e le modalità di pagamento.
Cos'è il documento di intesa?
In ogni incontro vengono affrontati i singoli problemi, fino a che si
arriva alla stesura di un documento di intesa, che contiene gli
accordi presi. Questo documento può anche essere presentato dagli
avvocati in Tribunale, per agevolare il lavoro del Giudice.
Se la coppia non riesce ad arrivare ad un’intesa, il mediatore esce
di scena e la coppia segue il percorso tradizionale.
Quali sono le maggiori difficoltà che incontra il
mediatore?
Il lavoro più difficile di chi si fa carico dei problemi della coppia
è quello di motivare alla collaborazione il partner che è stato
lasciato, quello che pensa di aver subito un torto, che non vuole
lasciare che i figli vengano assegnati all’altro.
La mediazione familiare riveste anche un'importanza
sociale?
L’importanza sociale di questo istituto è quello di prevenire che i
due ex coniugi mettano in atto comportamenti lesivi per l’altro, per i figli
o per sé stessi, serve per elaborare il lutto del distacco e per
prevenire gli stati depressivi dovuti alla sensazione di non avere
alternative per la soluzione dei propri problemi.
La mediazione ha anche finalità terapeutiche?
La possibilità di confrontarsi in questi incontri
protetti e mediati può servire a contenere l’angoscia che sempre segue ad una separazione e
può quindi avere anche finalità terapeutiche, se viene intesa come
un’esperienza di transizione, di passaggio fra una forma di
equilibrio ad un’altra.
|