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La meditazione

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Dr. Walter La Gatta
 


Non solo chi pratica meditazione da molti anni, ma anche molti scienziati ritengono che questa pratica produca degli effetti biologici sul corpo, in particolare sul funzionamento di alcune aree del cervello e del sistema immunitario.

La meditazione viene praticata da tempo immemorabile, specialmente nelle culture asiatiche. E' così popolare anche in Occidente perché permette di sperimentare inconsuete sensazioni di pace interiore, rilassamento profondo, calma.

La meditazione che si pratica nella nostra cultura non ha ovviamente nulla a che vedere con quella dei monaci ascetici e non è legata ad alcuna religione: per tutto questo fare pratica di meditazione non comporta assolutamente un cambiamento profondo delle proprie abitudini di vita.

Ciò che cambia è una maggiore vigilanza interiore e una piena consapevolezza nel vivere la propria vita.

Chi si dedica alla meditazione non combatte contro i pensieri della sua mente, ma cerca solo di ascoltarli meglio, di riconoscerli, di comprenderli.

Esistono varie tecniche di meditazione, come la Vipassana, la Zazen, le meditazioni attive di Osho, le meditazioni tantriche, buddiste, mindfulness, ecc.

Per i buddisti la meditazione è l'unico, reale, antidoto contro l'ansia, l'infelicità, la rabbia, la confusione in cui una persona sente di vivere. In effetti queste tecniche sviluppano la concentrazione e la migliore gestione degli stati emotivi.

Le tecniche di meditazione non sono affatto difficili, ma sicuramente non funzionano se vengono apprese su un libro: esse devono essere sperimentate attraverso gli insegnamenti di un maestro esperto, che mette a disposizione dell'allievo non solo il suo sapere, ma anche il suo esempio personale.  

La meditazione può essere utile nello sport, nello studio, nel lavoro: ovunque servano pace e tranquillità.

Come si fa

Anzitutto è importante assumere una posizione rilassata, a gambe incrociate, sedendo su un cuscino, inginocchiandosi o, per i più pigri, sedendo semplicemente su una sedia. Poi si chiudono gli occhi, ci si rilassa e ci si concentra sulle sensazioni interiori. Ci si concentra sul respiro e poi sulla pesantezza del proprio corpo.


Per il respiro si inspira, si trattiene l'aria, si espira. Occorre "osservare" il proprio respiro, nella massima concentrazione.
Per il rilassamento, si parte dalla punta delle dita, per poi arrivare al piede, la caviglia, le ginocchia, le cosce, l'addome, il petto, le spalle, le braccia, il collo, la testa: occorre fare attenzione per "sentire" ciascuna parte e allentare ogni tensione.

La meditazione porta a vivere uno stato naturale di distensione che abbiamo dimenticato, perché sempre presi dai mille impegni e dai tanti stimoli ambientali che riceviamo: in questi momenti di quiete e di relax invece si diventa osservatori di sé stessi, delle sensazioni fisiche, come delle proprie emozioni.

Meditare e rilassarsi è completamente diverso dallo stendersi sul divano e ripensare ai fatti avvenuti durante la giornata.  Per raggiungere un rilassamento profondo e concentrarsi poi sulla meditazione occorre prendersi del tempo e dedicarlo espressamente ad una serie di attività che producono questo stato particolare della mente e del corpo, definito come ‘risposta rilassata’. 

Per la meditazione non occorre molto tempo; bastano una ventina di minuti al giorno.


Risultati

Con la meditazione si ottengono in genere ad ottenere i seguenti risultati:

. riduzione dell’ansia generalizzata
. prevenzione dello stress
. aumento dell’energia e della produttività
. miglioramento nella concentrazione e nella memoria
. riduzione dell’insonnia e dell’affaticamento
. prevenzione o riduzione dei disturbi psicosomatici come ipertensione, emicrania, asma ecc.
. miglioramento nella fiducia in sé stessi

Esercizi

Seguono tre esercizi di meditazione per far comprendere ai profani in che cosa essa possa consistere.

Chi non volesse coinvolgersi in queste tecniche, perché le trova troppo distanti dalla propria cultura e dal proprio modo di essere, può rivolgersi all'occidentalissimo Training Autogeno, che sfrutta gli stessi meccanismi e le stesse suggestioni, ottenendo risultati assai simili.

 1. Esercizio dei colori

. Sedersi comodamente e chiudere gli occhi;
. Visualizzare una larga palla di luce gialla qualche centimetro sopra la propria testa.  Visualizzare questa palla mentre scende lentamente verso la propria testa, penetrando il corpo e irradiandolo della sua luce;
. Immaginare questa luce gialla come un nutriente ed un detergente, che nutre e deterge completamente sia il vostro corpo che il vostro spirito, dissolvendo al suo passaggio tutti i blocchi e le energie negative.

Ripetere l’esercizio visualizzando una palla rossa. Continuare in tutto lo spettro dei colori, visualizzando una luce arancione, poi verde, blu, violetta.

Una volta percorso tutto lo spettro dei colori tornare alla luce nella quale ci si è sentiti meglio e trattenervisi, concentrandosi sulla propria salute mentale e fisica.

2. Esercizio del Budda

Questo tipo di meditazione si dice sia stato creato da Gautama Buddha circa 2500 anni fa. La prima concentrazione è sul respiro, ma comunque è importante mantenere la calma, astenersi dall'esprimere giudizi, lasciare che i pensieri e le sensazioni vadano e vengano, senza coinvolgersi in essi. Questo stato di calma è la vostra essenza, siete voi stessi. 

. Sedetevi in modo comodo e tranquillo, chiudete gli occhi; 
. Quando sentite arrivare nella vostra mente pensieri, emozioni, sensazioni fisiche, suoni esterni, registrateli nella vostra mente ed accettateli, lasciateli passare senza giudicarli o lasciarsi coinvolgere da essi;
. Se vi rendete conto di aver lasciato che la vostra mente vigile si sia lasciata coinvolgere da un pensiero o un'emozione, concentratevi nuovamente sul respiro.

3. Esercizio della meditazione rilassata

. Sedetevi comodi, mantenendo dritta la spina dorsale
. Lasciate che i vostri occhi si riposino con lo sguardo a terra, senza fissarsi su alcun oggetto in particolare;
. Lasciate abbassare le palpebre
. Continuate a guardare in basso e concentrarsi sul proprio respiro;
. Riaprire gli occhi e continuare ad osservare in basso;

Ripetere per circa 20 minuti complessivi.

 

Psicolinea.it © Febb. 2009
 

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Credits

Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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