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Prepararsi al parto

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(a cura della Redazione di psicolinea)


Una volta le donne partorivano in casa, assistite dalle altre donne della famiglia o dalla levatrice : così si tramandava il sapere su 'cosa e come fare' quando in casa c'era una puerpera.

Poi, all'inizio del secolo scorso, è arrivata la  'medicalizzazione' della gravidanza e del parto e quello che era un evento naturale, che poteva andare benissimo o anche causare dei problemi sia alla mamma che al bambino è oggi divenuto -sempre- una specie di malattia, per cui ci si deve sottoporre a visite mediche specialistiche, analisi mediche, ecografie, per tutta la durata della gravidanza; il parto avviene in ospedale, alla presenza di personale specializzato

Andare in un ambiente diverso dalla propria casa, senza poter disporre liberamente del conforto delle persone care ha molto acuito lo stato ansioso della futura mamma, che in un momento così delicato si sente trattata come una malata ed in modo auspicabilmente professionale, ma non certo affettuoso. Il rovescio della medaglia è senz'altro il fatto che, con queste modalità di affrontare il parto, si è ridotta drasticamente la mortalità infantile, salvaguardando anche la salute della madre, che in passato moriva frequentemente durante o subito dopo il parto.

Per attenuare l'ansia e la paura della gestante che si prepara al lieto evento in Ospedale sono dunque da consigliare i

E' consigliabile scegliere un programma di preparazione individuale al parto se si è delle persone molto riservate, poco inclini alla vita sociale e non si prova in genere il desiderio di condividere con altri le proprie esperienze. In tutti gli altri casi è consigliabile un Corso di gruppo, perché la possibilità di scambiarsi informazioni e consigli e di condividere un'esperienza così intensa sul piano emozionale è molto rassicurante. (Ad esempio, scoprire che il  singhiozzo in utero non riguarda solo il proprio bambino, o che è comune soffrire di insonnia ed alzarsi di notte per andare in bagno, può ridurre lo stato di ansia e di preoccupazione delle mamme in attesa).

I Corsi si basano su una parte teorica che fornisce informazioni relative all'anatomia e alla fisiologia della gravidanza e del parto (a partire da notizie sulla fecondazione, sullo sviluppo del feto, sui sintomi che precedono il parto, sulle fasi di espulsione, sulle diverse posizioni che attenuano il dolore delle contrazioni etc.)  e di una parte pratica, di preparazione psico-fisica (esercizi muscolari, di respirazione e di concentrazione) che deve essere completata con esercizi fatti a casa.

Gli esercizi fisici riguardano soprattutto l'apprendimento di tecniche per il rilassamento dei muscoli, in particolare quelli addominali, quelli della fascia lombare e soprattutto del perinèo, ossia il complesso dei tessuti molli che chiudono la parte inferiore del bacino e che sono molto importanti nella fase del parto e sostengono organi come il collo dell'utero, la vagina, la vescica e il retto. Questi esercizi mirano a far acquisire la capacità di contrarre i muscoli addominali nello stesso momento in cui si distendono quelli perineali.

Viene poi insegnato il controllo della respirazione, che cambia nelle diverse fasi del parto. L'inspirazione, cioè l'ingresso di aria nei polmoni, deve essere molto ampia e profonda, simile a quella che si ha durante il sonno, all'arrivo delle prime contrazioni; quando le contrazioni si intensificano il ritmo respiratorio deve essere modificato attraverso un'inspirazione non troppo profonda, con arresto del respiro allo scopo di immagazzinare aria, che va poi espirata lentamente. Al culmine delle contrazioni si usa la 'respirazione del cagnolino' accelerata e superficiale, che serve per immagazzinare ossigeno senza però comprimere l'utero con il diaframma, che rimane così immobilizzato. Per la fase espulsiva sono invece state messe a punto delle tecniche di respirazione particolari che consistono nell'insegnare alla partoriente ad inspirare profondamente e a trattenere l'aria nei polmoni per almeno 15 secondi al momento della spinta, tornando poi in uno stato di rilassamento, per poi riprendere la respirazione profonda alla spinta successiva. Questa tecnica permette di premere sul diaframma, il quale a sua volta preme sull'utero, spingendo in basso il bambino.

La parte psicologica vera e propria di questi Corsi consiste nell'insegnamento di una tecnica di rilassamento: generalmente si tratta del

I Corsi iniziano in genere intorno al sesto-settimo mese di gravidanza e vengono praticati individualmente o in gruppi di 6-10 gestanti. Gli incontri hanno frequenza settimanale, durano circa un'ora e sono condotti da  professionisti esperti, tipo un ginecologo, un'ostetrica, oppure uno psicologo.

Lo scopo di questi Corsi non è l'eliminazione totale del dolore, (che comunque viene ridotto di almeno un terzo),  ma la conservazione delle proprie energie durante il travaglio ed il parto, per meglio accogliere il bambino, mantenendo il contatto con il proprio corpo e con la propria mente, vivendo il momento del parto, se possibile, come un momento di di benessere. Il Training Autogeno agisce non tanto sul dolore in quanto tale, ma sulla reazione emotiva al dolore, cioè sulla paura, che è uno dei fattori determinanti della reazione dolorosa.

E' stato dimostrato che la preparazione psicoprofilattica al parto riesce ad ottenere una totale o parziale analgesia nel 70% dei casi, mentre nel 30 % dei casi  viene comunque considerato un valido aiuto; inoltre l'apprendimento di una tecnica di rilassamento autogena, sebbene non completa, può essere comunque un valido aiuto per il resto della propria vita.
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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